Prova generale
- 01 January 2005
ISPA, PHARE, SAPARD... Il nord della Podlachia fruisce da anni di programmi comunitari che contribuiscono a migliorare le infrastrutture, l'ambiente, la competitività delle imprese e la qualità della vita in questa regione ai confini orientali della nuova Unione. Un’esperienza che ha permesso ad operatori e responsabili decisionali di conoscere da vicino le prassi e le regole comunitarie.
"Allora? Non vi sembrano pronti per entrare a far parte dell’Unione europea?", chiede con tono leggermente ironico e provocatorio Andrzej Chrobak, responsabile della cooperazione transnazionale presso l’Ente per la ristrutturazione e l’ammodernamento dell’agricoltura (ARIMR) che gestisce il programma SAPARD1 in Polonia. Andrzej mostra al suo ospite francese varie aziende agricole che hanno beneficiato del programma, tra cui la fattoria di Jadwiga e Zdzislaw Sidorek, allevatori di bestiame da latte a Jeleniewo. Un finanziamento SAPARD di 12 400 euro ha permesso loro di attrezzare, nel rispetto delle direttive europee, la nuovissima stalla che ospita attualmente 35 bovine a stabulazione libera. "Abbiamo richiesto un secondo contribuito di 10 000 euro", spiega Zdzislaw, "per acquistare un nuovo tipo di materassi e garantire un maggior benessere degli animali." Un’iniziativa tipica di questi giovani agricoltori polacchi, decisi a mantenere ed ampliare la propria attività dopo l’adesione del paese all’Unione europea. "Sono veri imprenditori, determinati e aperti all’innovazione", puntualizza Grzegorz Chelminski, membro dell’antenna regionale dell'ARIMR.
Ci troviamo nel nord del voivodato (regione) della Podlachia e più precisamente nei poviats (distretti) di Augustow, Suwalki, Grajewo e Sejny, all’estremità nord-orientale del paese lungo la frontiera tra Polonia, Bielorussia e Lituania. Non lontano si trova l’enclave russa di Kaliningrad. Poiché la principale attività agricola di quest’area è l’allevamento di bestiame da latte, il programma SAPARD finanzia prevalentemente investimenti destinati a migliorare la produzione e la gestione ambientale delle aziende lattiero-casearie: acquisto di insilatrici, mungitrici, impianti per il trattamento dei residui di origine animale, spandiliquami ecc. I Sidorek hanno un solo timore: "essere gli unici allevatori della zona conformi alle norme europee, con il rischio che la centrale del latte ci escluda dal giro dei fornitori per scarsa redditività. In questa zona tutti stanno ad aspettare: molti agricoltori decideranno se continuare o no la propria attività soltanto dopo l’adesione all’Unione".
E a proposito di centrale del latte, quella di Grajewo (450 posti di lavoro) è una delle unità di produzione della cooperativa "Mlekpol" cui sono affiliati 13 000 soci e 15 000 aziende fornitrici. Il principale produttore polacco di latte UHT, attivo in Masuria e nel nord della Podlachia, ma con prodotti distribuiti in tutto il paese, ha investito in questa regione quattro milioni di euro per la costruzione di un burrificio. Il 40% dei costi di questo impianto ultramoderno, che il direttore della produzione Groszyk Zbigniew non esita a definire "il nec plus ultra in Europa", è stato finanziato dal programma SAPARD.
A piedi, a cavallo, in kayak
Con un PIL pro capite che nel 2001 sfiorava appena il 31% della media dei Quindici, a fronte del 41% per l’intera Polonia e del 64% per la regione di Varsavia, la Podlachia è una regione povera ma piena di potenzialità. La parte settentrionale della regione, in particolare, offre grandi risorse sotto il profilo turistico: questo territorio su cui si snoda la "Via Baltica" (E67), il percorso più breve tra la Finlandia e l’Europa centrale passando per i paesi baltici, è disseminato da una miriade di laghi ed è coperto per metà da immense aree boschive, tra cui una delle ultime foreste primitive d’Europa. Un vero e proprio paradiso per gli amanti della natura e delle escursioni a piedi, in bicicletta, a cavallo, in barca e soprattutto in canoa o kayak. L'immensa rete lacustre ed il canale di Augustow, costruito sul modello francese del Canal du Midi, permettono escursioni di vari giorni in canoa, kayak e altri tipi di imbarcazioni. Una ricchezza già ampiamente valorizzata: ad Augustow (30 000 abitanti) tre cantieri navali garantiscono un migliaio di posti di lavoro nella costruzione di battelli e yacht.
Fruendo di un finanziamento PHARE2, il Comune di Augustow si è impegnato in un ambizioso programma di riqualificazione urbana e sviluppo turistico (7 milioni di euro di cui 4,2 milioni erogati dall’Unione europea) che punta sulla valorizzazione del canale. Per le autorità municipali di questa città, stazione termale dal 1993 con una capacità ricettiva di 4 000 posti letto ed un’affluenza annua di 100 000 visitatori, il turismo è un asse di sviluppo essenziale. "Per creare nuovi posti di lavoro dobbiamo prolungare la stagione turistica, ancora essenzialmente limitata al periodo luglio-agosto, e attrarre più turisti dall’estero", spiega Leslek Cieslik, sindaco della città. Nonostante i cantieri navali, l’assemblaggio di macchinari agricoli, l’attività termale e una fabbrica di sigarette, il tasso di disoccupazione a Augustow non è mai sceso al di sotto del 16%, nemmeno nei mesi estivi.
Canale
Il progetto PHARE "Riqualificazione e commercializzazione del canale di Augustow", considerato dalla Delegazione della Commissione europea a Varsavia "uno dei progetti europei più complessi in Polonia", ha comportato la riqualificazione di 2 800 m di tracciato lungo le sponde del canale. Il progetto ha inoltre permesso di intervenire (dalle canalizzazioni all’illuminazione, compresi il rifacimento del manto stradale e l’arredo urbano) su cinque vie che collegano la città al canale, incluso un tratto della Via Baltica, e di costruire sulla piazza centrale un futuristico edificio a forma di battello che ospita un centro d’informazione con sportello turistico, caffetteria, sala per conferenze, ecc. In alcune aree del centro sono previsti spazi destinati alle imprese. I lavori, realizzati tra la primavera e l’inverno 2003, rientrano nell’ambito di un progetto integrato che abbina sviluppo economico e qualità della vita degli abitanti.
"Ora non ci resta che attivare i servizi (sito Web, opuscoli, stand fieristici, ecc.) che ci consentiranno di promuovere l’immagine del canale all’estero", aggiunge Jerzy Demianczuk, responsabile del progetto e vicesindaco di Augustow, precisando che questo è soltanto l’inizio. "Ci auguriamo che il progetto possa portare ad altre iniziative per la valorizzazione del canale. Quest’ultimo conta quattordici chiuse in Polonia, una al confine con la Bielorussia e altre quattro al di là della frontiera. Recentemente, le autorità bielorusse hanno deciso di restaurare le loro chiuse entro la fine del 2005 e di installare nella chiusa-frontiera un checkpoint per accelerare le formalità necessarie a consentire il transito dei canoisti."
Più a nord, a 31 km di distanza da Augustow, si trova la cittadina industriale di Suwalki (68 000 abitanti). Sul territorio comunale sono insediate 150 piccole e medie imprese di prima e seconda lavorazione del legno, cui si aggiungono caseifici, imprese di produzione avicola e metallurgia leggera. Una zona franca creata nel 1996 accoglie una ventina di società che operano in svariati settori. Ciononostante, la città registra un tasso di disoccupazione superiore al 22%, con gravi problemi sociali ed elevati livelli di criminalità.
Nel periodo 1995-1999 il Comune di Suwalki ha avviato nove progetti PHARE per un finanziamento complessivo di 1,7 milioni di euro, dei quali 600 000 euro provenienti da fonte comunitaria. Le azioni proposte vertevano essenzialmente sull’allestimento di strade e piccole infrastrutture urbane. Un programma PHARE "Coesione economica e sociale 2002" prevede un cofinanziamento di 1,94 milioni di euro (a fronte di un costo totale di 2,88 milioni) per la costruzione di infrastrutture tecniche e vie d’accesso ad un comprensorio industriale di 25 ettari.
Il Comune di Suwalki è stato uno dei primi soggetti in Polonia a beneficiare degli aiuti erogato a titolo dell’ISPA3. Il progetto "Miglioramento della qualità dell’acqua di Suwalki", che prevede un costo totale di 12,468 milioni di euro di cui il 50% a carico dell’Unione europea, è stato varato nel 2001 per adeguare alle norme europee l’intera rete idrica e fognaria comunale. Il progetto prevede la realizzazione di 25 km di condotte, 55 km di canalizzazioni, 44 stazioni di pompaggio e di 2 impianti di depurazione delle acque reflue; l’installazione di un depuratore d’acqua (600 m³/h) dotato di cogeneratori alimentati con fonti energetiche rinnovabili, in particolare biogas; l’acquisto di apparecchi con comando a distanza per 9 stazioni di pompaggio; l’elaborazione di un piano regolatore per la gestione delle risorse idriche.
Ecologia, economia, pedagogia
Oltre a garantire una migliore qualità della vita alla popolazione locale, questo progetto ISPA contribuisce a proteggere gli eccezionali ecosistemi acquatici del Parco nazionale di Wigry (150 km²) cui si affacciano varie località del Comune di Suwalki. "Un aspetto del progetto che esercita positive ripercussioni sia dal punto di vista ecologico, sia in termini economici", spiega Jozef Gajewski, sindaco di Suwalki. "Anche in questo caso il turismo rappresenta un asse di sviluppo fondamentale e il parco, con i suoi laghi e i suoi castori, è la nostra principale attrattiva." E il sindaco passa in rassegna i numerosi progetti che vorrebbe realizzare: riqualificazione del centro cittadino, ristrutturazione di 146 edifici caratteristici, valorizzazione di un piccolo aerodromo, allestimento di piste ciclabili, sentieri per escursioni a cavallo, piste per lo sci di fondo... "Le idee non mancano. E nemmeno le risorse a dire il vero. Ciò che manca sono soprattutto efficaci vie di comunicazione con l’esterno per ridurre l’isolamento della nostra regione".
"Vorremmo anche creare un parco scientifico e un centro di innovazione transfrontaliero in collaborazione con la Lituania", aggiunge Przybysz Darlusz, responsabile dei progetti ambientali ISPA per il Comune di Suwalki. "Con il sostegno dell'ISPA stiamo attualmente realizzando una serie di progetti più piccoli che possono rivelarsi particolarmente proficui per la cooperazione transfrontaliera, come ad esempio i separatori di acque reflue installati lungo il fiume Czarna Hancza che scorre anche in Lituania."
Per Witliasz Rychlik, presidente dell’Azienda idrica di Suwalki, il progetto ISPA da lui diretto ha un altro pregio: "credo che il programma ISPA ci abbia insegnato molto anche a livello metodologico. Questi progetti ci hanno permesso di conoscere la filosofia, le procedure e le buone pratiche comunitarie. Sì, siamo finalmente pronti per unirci a voi!"
(1) Il programma SAPARD ("Special Accession Programme for Agriculture and Rural Development") è stato varato nel 2000 per agevolare l'adeguamento delle strutture agricole e delle zone rurali nei paesi candidati dell’Europa centrale e orientale.
(2) Il programma PHARE ("Pologne, Hongrie, Aide à la Restructuration Economique"), creato nel 1989 ed inizialmente destinato alla Polonia e all’Ungheria, interviene in tutti i paesi candidati dell’Europa centrale e orientale. Le attività PHARE si incentrano su due obiettivi prioritari: assistere le amministrazioni dei paesi candidati ad acquisire le capacità necessarie per mettere in atto l'acquis comunitario e sostenere gli investimenti nei settori più carenti (infrastrutture di base, imprese, misure a carattere sociale).
(3) Lo strumento strutturale di preadesione ISPA sostiene investimenti infrastrutturali nel settore dell’ambiente e dei trasporti in Bulgaria, Repubblica ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania, Slovenia e Slovacchia. Nel periodo di programmazione 2000-2004, la Commissione europea ha approvato 324 progetti per un contributo complessivo dell'ISPA di 7 miliardi di euro.