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Parità di trattamento

Tutti i cittadini dell'UE hanno il diritto di lavorare in un altro paese europeo:

  • alle stesse condizioni che si applicano ai cittadini di quel paese
  • e senza dover richiedere un permesso di lavoro.

L'assunzione di cittadini di altri paesi europei non deve essere soggetta a restrizioni quantitative o condizioni discriminatorie.

Eccezioni

  • Conoscenze linguistiche: i candidati di altri paesi europei possono essere chiamati a dimostrare di possedere le conoscenze linguistiche necessarie per lo svolgimento dell'attività lavorativa, a condizione che le conoscenze richieste siano ragionevoli e necessarie per l'attività in questione. I datori di lavoro non possono tuttavia esigere una qualifica specifica come prova di tale competenza.
  • Nuovi paesi dell'UE: per i cittadini di questi paesi l'accesso al lavoro può essere soggetto a restrizioni durante un periodo transitorio.

Condizioni di lavoro 

Un cittadino dell'UE che lavora in un altro paese europeo deve essere trattato esattamente allo stesso modo dei colleghi che sono cittadini di tale paese per quanto riguarda:

  • le condizioni di lavoro (retribuzione, licenziamento, reintegrazione, ecc.)
  • l'accesso alla formazione.

Benefici sociali e fiscali

  • Persone in cerca di lavoro: qualsiasi indennità intesa a facilitare la ricerca deve essere disponibile anche per i cittadini degli altri paesi dell'UE, a condizione che abbiano un reale collegamento con il mercato del lavoro locale, ad esempio per avervi cercato un impiego per un lasso di tempo ragionevole.
  • I lavoratori di altri paesi dell'UE hanno diritto agli stessi benefici sociali e fiscali dei lavoratori nazionali (ad esempio, riduzioni tariffarie sui trasporti pubblici per famiglie numerose, assegni familiari, minimo vitale).
  • I lavoratori transfrontalieri, vale a dire le persone che per lavorare oltrepassano il confine nazionale e ritornano nel proprio paese almeno una volta alla settimana, godono degli stessi vantaggi dei lavoratori del paese in cui si recano per lavorare. Sebbene la Corte di giustizia europea abbia affermato che i benefici sociali non devono essere subordinati ad alcun requisito legato al fatto di soggiornare sul territorio nazionale, i lavoratori transfrontalieri incontrano ancora problemi quando richiedono tali benefici.

Sportivi

Gli sportivi professionisti e semiprofessionisti rientrano nella normativa europea: possono cioè lavorare in un altro paese dell'UE alle stesse condizioni dei cittadini nazionali.