Statistiche sulle migrazioni internazionali e sulle popolazioni di origine straniera


Dati estratti a marzo 2017. Dati più recenti: Ulteriori informazioni di Eurostat, tavole principali e banca dati. Prossimo aggiornamento della scheda: agosto 2018.
Tavola 1 - Immigrati per gruppo di cittadinanza, 2015
Fonte: Eurostat (migr_imm1ctz)
Grafico 1 - Immigrati, 2015
(per 1 000 abitanti)
Fonte: Eurostat (migr_imm1ctz) e (migr_pop1ctz)
Grafico 2 - Ripartizione degli immigrati per gruppo di cittadinanza, 2015
(% di tutti gli immigrati)
Fonte: Eurostat (migr_imm2ctz)
Tavola 2 - Immigrati per paese di nascita, 2015
Fonte: Eurostat (migr_imm3ctb)
Tavola 3 - Immigrati per paese di residenza precedente, 2015
Fonte: Eurostat (migr_imm5prv)
Grafico 3 - Ripartizione degli immigrati in base al sesso, 2015
(% sul totale degli immigrati)
Fonte: Eurostat (migr_imm2ctz)
Grafico 4 - Struttura per età degli immigrati per gruppo di cittadinanza, UE, 2015
(%)
Fonte: Eurostat (migr_imm2ctz)
Tavola 4 - Popolazione nata all'estero per paese di nascita, 1° gennaio 2016
Fonte: Eurostat (migr_pop3ctb)
Tavola 5 - Popolazione straniera per gruppo di cittadinanza, 1° gennaio 2016
Fonte: Eurostat (migr_pop1ctz)
Grafico 5 - Quota di stranieri sulla popolazione residente, 1° gennaio 2016
(%)
Fonte: Eurostat (migr_pop1ctz)
Tavola 6 - Principali paesi di cittadinanza e di nascita della popolazione straniera/nata all'estero, 1° gennaio 2016
(in valori assoluti e in percentuale rispetto alla popolazione complessiva straniera/nata all'estero)
Fonte: Eurostat (migr_pop1ctz) e (migr_pop3ctb)
Grafico 6 - Numero di cittadini dell'UE dimoranti abitualmente nel resto dell'UE al 1° gennaio 2016
(milioni)
Fonte: Eurostat (migr_pop1ctz)
Grafico 7 - Struttura per età della popolazione di cittadini dell'UE e della popolazione di stranieri, UE-28, 1° gennaio 2016
(%)
Fonte: Eurostat (migr_pop2ctz)
Grafico 8 - Numero di persone che hanno acquisito la cittadinanza di uno Stato membro dell'UE, UE-28, 2009–2015
(1 000)
Fonte: Eurostat (migr_acq)
Tavola 7 - Numero di persone che hanno acquisito la cittadinanza dello Stato dichiarante, 2015
Fonte: Eurostat (migr_acq)
Grafico 9 - Tasso di naturalizzazione, 2015
(per 100 stranieri residenti)
Fonte: Eurostat (migr_acq) e (migr_pop1ctz)

Oggetto di questa scheda sono le statistiche dell'Unione europea (UE) sulle migrazioni internazionali, sugli stock di popolazione di cittadini UE e di stranieri e sulle acquisizioni di cittadinanza. Le migrazioni sono indotte da una combinazione di fattori economici, ambientali, politici e sociali: nel paese di origine del migrante (fattori di spinta) oppure nel paese di destinazione (fattori di attrazione). Tradizionalmente, la prosperità economica e la stabilità politica dell'UE sembrano aver esercitato una forte attrazione sugli immigrati.

Nei paesi di destinazione le migrazioni internazionali possono servire a colmare specifiche carenze del mercato del lavoro. Da sole, tuttavia, le migrazioni non potranno certamente invertire l'attuale tendenza verso l'invecchiamento della popolazione registrata in molte zone dell'UE.

Principali risultati statistici

Flussi migratori

Complessivamente, nel 2015 sono immigrate in uno degli Stati membri dell'UE-28 4,7 milioni di persone, mentre almeno 2,8 milioni di migranti hanno lasciato uno Stato membro dell'UE. Tali dati non riflettono i flussi migratori da e verso l'UE nel suo insieme, perché includono anche i flussi tra gli Stati membri dell'Unione.

Di questi 4,7 milioni di immigrati nel 2015, 2,4 milioni sono cittadini di paesi terzi (cifra stimata), 1,4 milioni possiedono la cittadinanza di uno Stato membro dell'UE diverso da quello in cui sono immigrati, circa 860 000 sono immigrati in uno Stato membro dell'UE del quale avevano la cittadinanza (per esempio cittadini che rimpatriano o cittadini nati all'estero) e circa 19 000 sono apolidi.

La Germania ha registrato il numero totale più elevato di immigrati (1 543 800) nel 2015, seguita dal Regno Unito (631 500), dalla Francia (363 900), dalla Spagna (342 100) e dall'Italia (280 100). La Germania ha registrato il numero più elevato di emigrati (347 200) nel 2015, seguita dalla Spagna (343 900), dal Regno Unito (299 200), dalla Francia (298 000) e dalla Polonia (258 800). In totale, 17 Stati membri dell'UE hanno registrato più immigrati che emigrati nel 2015, mentre in Bulgaria, Irlanda, Grecia, Spagna, Croazia, Cipro, Polonia, Portogallo, Romania, Lettonia e Lituania il numero degli emigrati ha superato quello degli immigrati.

In rapporto al totale della popolazione residente, il tasso di immigrazione più elevato nel 2015 è stato registrato dal Lussemburgo (42 immigrati per 1 000 abitanti), seguito da Malta (30 per 1 000 abitanti) e da Austria e Germania (19 per 1 000 abitanti in entrambi i casi) (cfr. grafico 1). Nel 2015 i tassi di emigrazione più elevati sono stati registrati in Lussemburgo (22 emigrati per 1 000 abitanti), a Cipro (20 emigrati per 1 000 abitanti) e a Malta (20 emigrati per 1 000 abitanti).

Nello stesso anno, la quota relativa di immigrati nazionali (ossia persone con la cittadinanza dello Stato membro dell'UE verso cui stavano migrando) rispetto al numero complessivo di immigrati ha riportato i valori più alti in Romania (87 % sul totale degli immigrati), Lituania (83 %), Ungheria (56 %), Croazia (55 %), Lettonia (52 %), Estonia (52 %) e Portogallo (50 %). Questi sono stati gli unici Stati membri dell'UE a registrare una quota di immigrati nazionali superiore alla metà del numero totale degli immigrati (cfr. grafico 2. Per contro, Lussemburgo, Germania e Austria hanno riportato quote relativamente basse, con una percentuale di immigrati nazionali nel 2015 non superiore al 5 o 6 % del totale degli immigrati.

Spesso le informazioni sulla cittadinanza sono state utilizzate per studiare il fenomeno dell'immigrazione di origine straniera. Tuttavia, poiché la cittadinanza di una persona può cambiare nel corso della vita, è utile anche analizzare i dati per paese di nascita. La quota relativa più elevata di emigrati di ritorno rispetto al totale degli immigrati è stata registrata in Lituania (74 % sul totale degli immigrati), seguita dalla Romania (66 %) e dalla Polonia (50 %). Per contro, Italia, Spagna, Lussemburgo, Austria e Germania hanno riportato dati relativamente bassi, con quote di emigrati di ritorno inferiori al 10 % sul totale degli immigrati nel 2015.

Nel 2015 gli immigrati nell'UE-28 provenienti da paesi non membri sono stati 2,7 milioni

Secondo le stime, nel 2015 gli immigrati nell'UE-28 provenienti da paesi terzi sono stati 2,7 milioni. Inoltre, 1,9 milioni di persone che risiedevano precedentemente in uno Stato membro dell'UE sono emigrate in un altro Stato membro.

Un'analisi effettuata considerando la precedente residenza rileva che il Lussemburgo ha registrato la quota più elevata di immigrati provenienti da un altro Stato membro dell'UE (91 % del numero complessivo di immigrati nel 2015), seguito da Slovacchia (80 %) e Romania (71 %); relativamente modeste sono invece le quote registrate dall'Italia (26 % sul totale degli immigrati), nonché da Bulgaria, Slovenia e Svezia (tutte 28 %) (cfr. tavola 3.

Quanto alla ripartizione in base al sesso degli immigrati nell'UE, nel 2015 gli uomini superavano di poco le donne (56 % contro il 44 %). Lo Stato membro con la quota più elevata di immigrati maschi è la Germania (63 %); per contro, la quota più elevata di donne immigrate è stata registrata da Cipro (57 %).

Nel 2015 gli immigrati negli Stati membri dell'UE sono risultati in media molto più giovani della popolazione complessiva già residente del paese di destinazione: il 1° gennaio 2016 l'età mediana della popolazione totale dell'UE-28 era di 42,6 anni. Per contro, l'età mediana degli immigrati nell'UE-28 nel 2015 era di 27,5 anni.

Stranieri

Il numero di persone nate al di fuori dell'UE-28 e dimoranti in uno Stato membro dell'UE al 1° gennaio 2016 era di 35,1 milioni, mentre erano 19,3 milioni le persone nate in uno Stato membro dell'UE diverso da quello in cui risiedevano. Solo in Ungheria, Irlanda, Lussemburgo, Slovacchia e Cipro il numero di persone nate in altri Stati membri dell'UE era più alto di quello delle persone nate al di fuori dell'UE-28.

Al 1° gennaio 2016 i cittadini di paesi terzi che dimoravano nell'UE-28 erano 20,7 milioni, mentre le persone residenti nell'UE-28 e nate al di fuori dell'UE erano 35,1 milioni

I cittadini di paesi terzi residenti in uno Stato membro dell'UE al 1° gennaio 2016 erano 20,7 milioni, ossia il 4,1 % della popolazione dell'UE-28, mentre 16,0 milioni di cittadini dell'UE-28 dimoravano in uno Stato membro diverso da quello di cittadinanza.

In termini assoluti, il numero più elevato di stranieri residenti nell'UE al 1° gennaio 2016 si registra in Germania (8,7 milioni di persone), Regno Unito (5,6 milioni), Italia (5,0 milioni), Spagna (4,4 milioni) e Francia (4,4 milioni). Gli stranieri residenti in questi cinque Stati membri rappresentano complessivamente il 76 % del totale di stranieri nell'UE-28, mentre la popolazione degli stessi cinque Stati membri rappresenta il 63 % della popolazione dell'UE-28.

In termini relativi, lo Stato membro dell'UE con la quota più elevata di stranieri è il Lussemburgo (47 % del totale della sua popolazione). Una quota considerevole di stranieri (il 10 % o più sul totale dei residenti) si è registrata anche a Cipro, in Estonia, Lettonia, Austria, Irlanda, Belgio e Germania.

Nella maggior parte degli Stati membri dell'UE gli stranieri sono in maggioranza cittadini di paesi terzi (cfr. tavola 5); solo in Belgio, Irlanda, Cipro, Lussemburgo, Ungheria, Malta, Paesi Bassi, Slovacchia e Regno Unito si registra il fenomeno contrario. Nel caso della Lettonia e dell'Estonia, la quota di cittadini di paesi terzi è particolarmente elevata per effetto dell'alto numero dinon cittadini riconosciuti (principalmente cittadini dell'ex Unione sovietica che risiedono permanentemente in tali paesi senza aver acquisito un'altra cittadinanza).

In tutti gli Stati membri dell'UE, fatta eccezione per la Repubblica ceca, l'Estonia, la Lettonia e il Lussemburgo, il numero delle persone nate in un paese terzo è più elevato di quello delle persone con cittadinanza di un paese terzo.

La tavola 6 presenta in sintesi i cinque principali gruppi di cittadini stranieri e popolazioni nate all'estero per gli Stati membri dell'UE e i paesi dell'EFTA (in base alla disponibilità dei dati).

Rumeni, polacchi, italiani, portoghesi e britannici costituiscono nel 2016 i cinque principali gruppi di cittadini dell'UE residenti in altri Stati membri dell'UE (cfr. grafico 6).

L'analisi della struttura per età della popolazione rivela che, per l'UE-28 nel suo insieme, la popolazione straniera è più giovane di quella autoctona. La distribuzione per età degli stranieri mostra una maggiore proporzione di adulti in età lavorativa relativamente giovani rispetto ai cittadini dell'UE. Il 1° gennaio 2016 l'età mediana della popolazione nazionale nell'UE-28 era di 44 anni, mentre l'età mediana degli stranieri residenti nell'UE era di 36 anni.

Acquisizione della cittadinanza

Nel 2015 il numero delle acquisizioni di cittadinanza è diminuito del 5 %

Nel 2015 sono state 841 200 le persone che hanno acquisito la cittadinanza di uno Stato membro dell'UE, con una diminuzione del 5 % rispetto al 2014. Tale diminuzione si è verificata dopo un ulteriore anno consecutivo di decremento.

L'Italia ha registrato il maggior numero di persone che hanno acquisito la cittadinanza nel 2015 (178 000, pari al 21 % del totale dell'UE-28), seguita da Regno Unito (118 000), Spagna (114 400), Francia (113 600) e Germania (110 100).

In termini assoluti, gli aumenti più consistenti rispetto al 2014 sono stati registrati in Italia, dove hanno ottenuto la cittadinanza italiana 48 100 residenti in più, seguita da Belgio (8 300) e Francia (8 000). Per contro, le maggiori diminuzioni in termini assoluti sono state registrate in Spagna (dove è stata concessa la cittadinanza spagnola a 91 500 persone in meno rispetto al 2014), Irlanda (7 500) e Grecia (7 000).

Un indicatore comunemente utilizzato è il "tasso di naturalizzazione", definito qui come il rapporto tra il numero totale di attribuzioni di cittadinanza e lo stock di stranieri residenti all'inizio dello stesso anno. Lo Stato membro dell'UE con il tasso di naturalizzazione più elevato nel 2015 era la Svezia (6,7 acquisizioni per 100 stranieri residenti), seguita dal Portogallo e dalla Polonia (rispettivamente con 5,2 e 3,7 acquisizioni per 100 stranieri residenti).

Circa 727 200 cittadini di paesi terzi residenti in uno Stato membro dell'UE hanno acquisito la cittadinanza dell'Unione nel 2015, dato che corrisponde a una diminuzione dell'8 % rispetto al 2014. L'86 % di tutti coloro che hanno acquisito la cittadinanza di uno Stato membro dell'UE nel 2015 erano cittadini di paesi terzi. Questi nuovi cittadini dell'UE-28 provenivano principalmente dall'Africa (31 % del totale delle acquisizioni di cittadinanza), dall'America settentrionale e meridionale (14 %), dall'Asia (21 %) e da paesi europei non appartenenti all'UE-28 (20 %). I cittadini dell'UE che hanno acquisito la cittadinanza di un altro Stato membro sono stati 104 900, ossia il 12 % del totale. In termini assoluti i principali gruppi di cittadini dell'UE-28 che hanno acquisito la cittadinanza di un altro Stato membro dell'UE sono costituiti da rumeni divenuti cittadini italiani (14 400 persone) o tedeschi (3 000), da polacchi divenuti cittadini tedeschi (5 900) o inglesi (3 800), da italiani divenuti cittadini tedeschi (3 400) o belgi (1 100), da portoghesi divenuti cittadini francesi (3 100) o lussemburghesi (1 200), da bulgari divenuti cittadini tedeschi (1 700) o italiani (1 100), da greci divenuti cittadini tedeschi (3 000) e da croati divenuti cittadini tedeschi (3 300).

In Lussemburgo e in Ungheria la maggioranza delle nuove attribuzioni di cittadinanza ha riguardato cittadini di un altro Stato membro dell'UE. Nel caso del Lussemburgo la quota più elevata è costituita da cittadini portoghesi, seguiti da quelli francesi, italiani, tedeschi e belgi, mentre nel caso dell'Ungheria si tratta quasi esclusivamente di cittadini rumeni.

Come negli anni precedenti, il numero più elevato di nuovi cittadini negli Stati membri dell'UE nel 2015 è costituito da cittadini marocchini (86 100, pari al 10,2 % di tutte le acquisizioni di cittadinanza), seguiti da cittadini albanesi (48 400, ossia il 5,7 %), turchi (35 000, ossia il 4,2 %), indiani (31 000, ossia il 3,7 %) e pakistani (26 300, ossia il 3,1 %). Rispetto al 2014, il numero di cittadini marocchini che hanno acquisito la cittadinanza di uno Stato membro dell'UE è sceso del 7,1 %. I cittadini marocchini hanno acquisito la nuova cittadinanza prevalentemente in Italia (38 %), in Spagna (28 %) o in Francia (22 %).

Fonti e disponibilità dei dati

L'emigrazione è un fenomeno particolarmente difficile da quantificare; censire le persone che lasciano un paese è ancora più complicato che censire quelle che vi entrano, come ha confermato nel caso di molti paesi un'analisi che ha messo a confronto i dati 2015 degli Stati membri sull'immigrazione e sull'emigrazione (statistiche speculari). Di conseguenza, la presente scheda è incentrata sui dati sull'immigrazione.

Eurostat produce statistiche su molteplici temi connessi ai flussi migratori internazionali, agli stock di popolazione straniera e alle acquisizioni di cittadinanza. I dati sono rilevati su base annua e sono trasmessi a Eurostat dalle autorità statistiche nazionali degli Stati membri dell'UE.

Base per la raccolta dei dati

Dal 2008 la rilevazione dei dati in materia di migrazione, cittadinanza e asilo si basa sulle disposizioni del regolamento (CE) n. 862/2007; l'analisi e la composizione dei gruppi di paesi dell'UE, dell'EFTA e dei paesi candidati all'adesione al 1° gennaio dell'anno di riferimento sono riportate nel regolamento di esecuzione (UE) n. 351/2010, che definisce una serie di statistiche di base sui flussi migratori internazionali, sugli stock di popolazione straniera, sulle acquisizioni di cittadinanza e sui permessi di soggiorno, nonché in materia di asilo e di misure contro l'ingresso e il soggiorno illegali. Sebbene gli Stati membri dell'UE possano continuare a utilizzare altri dati, purché affidabili, in funzione della loro disponibilità e delle prassi nazionali, le statistiche compilate a norma del regolamento devono basarsi su definizioni e concetti comuni. La maggior parte degli Stati membri basa le proprie statistiche su fonti di dati amministrativi quali registri anagrafici, registri della popolazione straniera o registri dei permessi di soggiorno o di lavoro, registri sanitari o fiscali. Altri ricorrono invece a statistiche speculari, a indagini per campione o a metodi di stima per produrre statistiche sulle migrazioni. L'attuazione del regolamento dovrebbe migliorare la disponibilità e la comparabilità delle statistiche sulle migrazioni e sulla cittadinanza.

I dati sulle acquisizioni di cittadinanza sono ottenuti di norma da sistemi amministrativi. L'attuazione del regolamento dovrebbe migliorare la disponibilità e la comparabilità delle statistiche sulle migrazioni e sulla cittadinanza.

Come previsto dall'articolo 2, paragrafo 1, lettere a), b) e c), del regolamento (CE) n. 862/2007, sono censiti gli immigrati che risiedono (o che si presume risiedano) nel territorio di uno Stato membro dell'UE per un periodo minimo di 12 mesi e gli emigrati che vivono all'estero per più di 12 mesi. I dati raccolti da Eurostat vertono pertanto sulle migrazioni che riguardano un periodo di almeno 12 mesi: sono pertanto incluse fra i migranti le persone emigrate per un periodo minimo di un anno e quelle emigrate definitivamente.

Per quanto riguarda le definizioni dell'età per i flussi migratori, si osservi che i dati del 2015 si riferiscono all'età raggiunta dai rispondenti, ossia alla loro età alla fine dell'anno di riferimento per tutti gli Stati membri dell'UE, fatta eccezione per Irlanda, Grecia, Austria, Romania, Slovenia e Regno Unito (per i quali i dati riguardano l'età compiuta dei rispondenti, ossia la loro età alla data del loro ultimo compleanno).

Stati membri e paesi dell'EFTA per inclusione/esclusione dei richiedenti asilo e dei rifugiati nei dati sulla popolazione notificati a Eurostat nel quadro della raccolta unificata dei dati demografici, anno di riferimento 2015

Popolazione all'1.1.2016 Inclusi Esclusi
Richiedenti asilo residenti abituali per almeno 12 mesi Belgio, Germania, Estonia, Irlanda, Grecia, Spagna, Francia, Italia, Cipro, Lussemburgo, Paesi Bassi, Austria, Portogallo, Regno Unito, Svizzera Bulgaria, Repubblica ceca, Croazia, Danimarca, Lettonia, Lituania, Ungheria, Malta, Polonia, Romania, Slovenia, Slovacchia, Finlandia, Svezia, Islanda, Liechtenstein, Norvegia
Rifugiati residenti abituali per almeno 12 mesi Belgio, Bulgaria, Repubblica ceca, Danimarca, Germania, Estonia, Irlanda, Grecia, Spagna, Francia, Croazia, Italia, Cipro, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Ungheria, Malta, Paesi Bassi, Austria, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia, Slovacchia, Finlandia, Svezia, Regno Unito, Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera

Nota: Norvegia (i richiedenti asilo e i rifugiati senza permesso di soggiorno non sono inclusi)


Stati membri e paesi dell'EFTA per inclusione/esclusione dei richiedenti asilo e dei rifugiati nei dati sulle migrazioni notificati a Eurostat nel quadro della raccolta unificata dei dati demografici, anno di riferimento 2015

Migrazioni per il 2015 Inclusi Esclusi
Richiedenti asilo residenti abituali per almeno 12 mesi Belgio, Germania, Estonia, Grecia, Spagna, Francia, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Austria, Portogallo, Regno Unito, Svizzera Bulgaria, Repubblica ceca, Danimarca, Irlanda, Croazia, Cipro, Lettonia, Lituania, Ungheria, Malta, Polonia, Romania, Slovenia, Slovacchia, Finlandia, Svezia, Islanda, Liechtenstein, Norvegia
Rifugiati residenti abituali per almeno 12 mesi Belgio, Bulgaria, Repubblica ceca, Danimarca, Germania, Estonia, Irlanda, Grecia, Spagna, Francia, Croazia, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Ungheria, Malta, Paesi Bassi, Austria, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia, Slovacchia, Finlandia, Svezia, Regno Unito, Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera Cipro

Nota: Norvegia (i richiedenti asilo e i rifugiati senza permesso di soggiorno non sono inclusi)

Il termine 'rifugiato' non si riferisce soltanto alle persone che hanno ottenuto lo status di rifugiato (come definito all'articolo 2, lettera e), della direttiva 2011/95/CE, ai sensi dell'articolo 1 della convenzione di Ginevra relativa allo status di rifugiati del 28 luglio 1951, integrata dal protocollo di New York del 31 gennaio 1967), ma anche alle persone aventi titolo a beneficiare della protezione sussidiaria (come definito all'articolo 2, lettera g), della direttiva 2011/95/CE) e alle persone autorizzate a soggiornare per ragioni umanitarie in virtù di una decisione basata sulla normativa nazionale in materia di protezione internazionale

Richiedente asilo: le domande di asilo presentate per la prima volta sono specifiche per paese e non hanno limiti temporali. Un richiedente asilo può quindi presentare domanda per la prima volta in un determinato paese e successivamente presentare una nuova domanda come richiedente asilo per la prima volta in qualsiasi altro paese. Se un richiedente asilo presenta una nuova domanda nello stesso paese dopo un periodo di tempo qualsiasi, il richiedente in questione non verrà più considerato un richiedente asilo per la prima volta.

I dati sulle acquisizioni di cittadinanza sono raccolti da Eurostat in base alle disposizioni dell'articolo 3, paragrafo 1, lettera d), del regolamento (CE) n. 862/2007, ai sensi del quale: "Gli Stati membri trasmettono alla Commissione (Eurostat) statistiche sul numero di: [...] persone che hanno dimora abituale nel territorio dello Stato membro e che, durante il periodo di riferimento, hanno acquisito la cittadinanza dello Stato membro [...], disaggregate per [...] precedente cittadinanza o precedente status di apolide delle persone in questione".

Per quanto riguarda le definizioni dell'età per le acquisizioni di cittadinanza, si osservi che i dati del 2015 si riferiscono all'età raggiunta dai rispondenti, ossia alla loro età alla fine dell'anno di riferimento per tutti gli Stati membri dell'UE, fatta eccezione per Germania, Grecia, Austria, Polonia, Romania, Slovenia e Regno Unito (per i quali i dati riguardano l'età compiuta dei rispondenti, ossia la loro età alla data del loro ultimo compleanno).

Il "tasso di naturalizzazione" dovrebbe essere utilizzato con cautela perché il numeratore comprende tutte le modalità di acquisizione e non solo le naturalizzazioni di stranieri residenti idonei, mentre il denominatore include tutti gli stranieri, anziché gli stranieri idonei per la naturalizzazione.

Contesto

I cittadini degli Stati membri dell'UE godono di libertà di circolazione e di movimento entro i confini interni dell'UE. Le politiche migratorie dell'UE relative ai cittadini di paesi terzi sono sempre più indirizzate ad attrarre immigrati con un profilo determinato, spesso nel tentativo di colmare specifiche carenze di competenze. La selezione può essere effettuata sulla base di competenze linguistiche, esperienza professionale, titoli di studio ed età. In alternativa, alla selezione possono provvedere i datori di lavoro in modo che gli immigrati abbiano già un lavoro al loro arrivo.

Oltre che a incoraggiare le assunzioni di lavoratori, la politica d'immigrazione è spesso incentrata su due aspetti: la lotta all'immigrazione clandestina e l'occupazione illegale di immigrati senza permesso di lavoro e la promozione dell'integrazione degli immigrati nella società. Notevoli risorse sono state mobilitate nell'UE per lottare contro le reti che gestiscono la tratta di esseri umani.

Tra gli atti giuridici più importanti adottati nel settore dell'immigrazione figurano i seguenti:

In seno alla Commissione europea la politica in materia di migrazione compete alla direzione generale della Migrazione e degli affari interni. Nel 2005 la Commissione europea ha rilanciato il dibattito sulla necessità di una serie comune di norme in materia di ammissione dei migranti per motivi economici con un Libro verde sull'approccio dell'Unione europea alla gestione della migrazione economica (COM(2004) 811 definitivo) che ha portato all'adozione, alla fine del 2005, di un piano d'azione sull'immigrazione legale (COM(2005) 669 definitivo). Nel luglio 2006 la Commissione europea ha adottato la comunicazione riguardante le priorità politiche nella lotta contro l'immigrazione clandestina di cittadini di paesi terzi (COM(2006) 402 definitivo), finalizzata a trovare un equilibrio tra le esigenze di sicurezza e i diritti fondamentali degli individui in tutte le fasi del processo di immigrazione clandestina. Nel settembre 2007 la Commissione europea ha presentato la sua terza relazione annuale su migrazione e integrazione (COM(2007) 512 definitivo). Una comunicazione della Commissione europea adottata nell'ottobre 2008 ha ribadito l'importanza di rafforzare l'approccio globale in materia di migrazione: aumentare il coordinamento, la coerenza e le sinergie (COM(2008) 611 definitivo) quale componente della cooperazione allo sviluppo e delle altre politiche esterne dell'Unione. Il programma di Stoccolma, adottato dai capi di Stato e di governo dell'UE nel dicembre 2009, definisce un quadro e una serie di principi in vista dello sviluppo di politiche europee inerenti alla giustizia e agli affari interni nel periodo dal 2010 al 2014; le problematiche connesse alle migrazioni costituiscono una parte essenziale di tale programma. Al fine di attuare le modifiche concordate, nel 2010 la Commissione europea ha adottato il piano d'azione per l'attuazione del programma di Stoccolma: creare uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia per i cittadini europei (COM(2010) 171 definitivo).

Nel maggio 2013 la Commissione europea ha pubblicato la "relazione 2013 sulla cittadinanza dell'Unione" (COM(2013) 269 final). in cui si osserva che la cittadinanza dell'UE offre nuovi diritti e nuove opportunità. La possibilità di circolare e soggiornare liberamente nell'UE è il diritto che è più strettamente associato alla cittadinanza dell'Unione. Grazie alle moderne tecnologie e al fatto che adesso viaggiare è più semplice, la libera circolazione permette agli europei di estendere i loro orizzonti al di là dei confini nazionali, lasciare il proprio paese per periodi brevi o più lunghi, andare e venire tra i paesi dell'UE per motivi di lavoro, studio e formazione, fare viaggi di lavoro o di piacere, o effettuare acquisti all'estero. La libera circolazione intensifica le potenziali interazioni sociali e culturali nell'Unione e crea vincoli più stretti tra i cittadini europei. Può anche generare vantaggi economici reciproci per le imprese e i consumatori, anche quando rimangono nel proprio paese di origine, in quanto elimina progressivamente gli ostacoli interni.

Il 13 maggio 2015 la Commissione europea ha presentato una agenda europea sulla migrazione (COM(2015) 240 final) che delinea le misure immediate da adottare per rispondere alla situazione di crisi del Mediterraneo, nonché i provvedimenti da adottare nei prossimi anni per gestire meglio la migrazione in tutti i suoi aspetti.

La relazione annuale sull'immigrazione e l'asilo (2015) (link in inglese) della rete europea sulle migrazioni (link in inglese) è stata pubblicata nel giugno 2016 e fornisce una panoramica dei principali sviluppi in ambito giuridico e politico che si stanno verificando nell'UE nel suo complesso e nei paesi partecipanti. È un documento esauriente che tratta tutti gli aspetti della politica in materia di migrazione e di asilo della direzione generale della Migrazione e degli affari interni (link in inglese) e delle agenzie dell'UE.

Atti giuridici - Agenda europea sulla migrazione

Materiale per la stampa - Agenda europea sulla migrazione

Schede correlate

Ulteriori informazioni di Eurostat

Pubblicazioni

Tavole principali

Migration and citizenship data
International migration (t_migr_int)
Immigration (tps00176)
Emigration (tps00177)
Acquisition of citizenship(tps00024)
Population (t_demo_pop)
Population without the citizenship of the reporting country (tps00157)
Foreign-born population (tps00178)

Banca dati

Migration and citizenship data
Immigration (migr_immi)
Immigration by age and sex (migr_imm8)
Immigration by five year age group, sex, and citizenship (migr_imm1ctz)
Immigration by five year age group, sex and country of birth (migr_imm3ctb)
Immigration by age , sex and broad group of citizenship (migr_imm2ctz)
Immigration by age, sex and broad group of country of birth (migr_imm4ctb)
Immigration by sex, citizenship and broad group of country of birth (migr_imm6ctz)
Immigration by sex, country of birth and broad group of citizenship (migr_imm7ctb)
Immigration by five year age group, sex, and country of previous residence (migr_imm5prv)
Immigration by age group, sex and level of human development of the country of citizenship (migr_imm9ctz)
Immigration by age group, sex and level of human development of the country of birth (migr_imm10ctb)
Immigration by age group, sex and level of human development of the country of previous residence (migr_imm11prv)
Emigration (migr_emi)
Emigration by age and sex (migr_emi2)
Emigration by five year age group, sex and citizenship (migr_emi1ctz)
Emigration by five year age group, sex and country of birth (migr_emi4ctb)
Emigration by five year age group, sex, and country of next usual residence (migr_emi3nxt)
Acquisition and loss of citizenship (migr_acqn)
Acquisition of citizenship by sex, age group and former citizenship (migr_acq)
Residents who acquired citizenship as a share of residents non-citizens by former citizenship and sex (%) (migr_acqs)
Acquisition of citizenship by sex, age group and level of human development of former citizenship (migr_acq1ctz)
Loss of citizenship by sex and new citizenship (migr_lct)

Sezione specifica

Metodologia / Metadati

Fonte dei dati per le tavole e i grafici (MS Excel)

Link esterni