Statistiche sulle migrazioni internazionali e sulle popolazioni di origine straniera

Dati estratti a maggio 2016. Dati più recenti: Ulteriori informazioni di Eurostat, tavole principali e banca dati. Prossimo aggiornamento della scheda: agosto 2017.
Tavola 1 - Immigrati per gruppo di cittadinanza, 2014 (1)
Fonte: Eurostat (migr_imm1ctz)
Grafico 1 - Immigrati, 2014
(per 1 000 abitanti)
Fonte: Eurostat (migr_imm1ctz) e (migr_pop1ctz)
Grafico 2 - Ripartizione degli immigrati per gruppo di cittadinanza, 2014
(% di tutti gli immigrati)
Fonte: Eurostat (migr_imm2ctz)
Tavola 2 - Immigrati per paese di nascita, 2014 (1)
Fonte: Eurostat (migr_imm3ctb)
Tavola 3 - Immigrati per paese di residenza precedente, 2014 (1)
Fonte: Eurostat (migr_imm5prv)
Grafico 3 - Ripartizione degli immigrati in base al sesso, 2014
(% sul totale degli immigrati)
Fonte: Eurostat (migr_imm2ctz)
Grafico 4 - Struttura per età degli immigrati per gruppo di cittadinanza, UE, 2014 (1)
(%)
Fonte: Eurostat (migr_imm2ctz)
Tavola 4 - Popolazione nata all'estero per paese di nascita, 1° ennaio 2015 (1)
Fonte: Eurostat (migr_pop3ctb)
Tavola 5 - Popolazione straniera per gruppo di cittadinanza, 1° ennaio 2015 (1)
Fonte: Eurostat (migr_pop1ctz)
Grafico 5 - Quota di stranieri sulla popolazione residente, 1° ennaio 2015
(%)
Fonte: Eurostat (migr_pop1ctz)
Tavola 6 - Principali paesi di cittadinanza e di nascita della popolazione straniera/nata all'estero, 1° ennaio 2015 (1)
(in valori assoluti e in percentuale rispetto alla popolazione complessiva straniera/nata all'estero)
Fonte: Eurostat (migr_pop1ctz) e (migr_pop3ctb)
Grafico 6 - Struttura per età della popolazione di cittadini dell'UE e della popolazione di stranieri, UE-28, 1° ennaio 2015 (1)
(%)
Fonte: Eurostat (migr_pop2ctz)
Grafico 7 - Numero di persone che hanno acquisito la cittadinanza di uno Stato membro dell'UE, UE-28, 2009–2014 (1)
(1 000)
Fonte: Eurostat (migr_acq)
Tavola 7 - Numero di persone che hanno acquisito la cittadinanza dello Stato dichiarante, 2014 (1)
Fonte: Eurostat (migr_acq)
Grafico 8 - Tasso di naturalizzazione, 2014 (1)
(per 100 stranieri residenti)
Fonte: Eurostat (migr_acq) e (migr_pop1ctz)
Tavola 8 - Revisioni sulla popolazione e sulle migrazioni trasmesse a Eurostat dopo il censimento del 2011, situazione alla metà di maggio 2016
Fonte: Eurostat (migr_acq) e (migr_pop1ctz)

Oggetto di questa scheda sono le statistiche dell'Unione europea (UE) sulle migrazioni internazionali, sugli stock di popolazione di cittadini UE e di stranieri e sulle acquisizioni di cittadinanza. Le migrazioni sono indotte da una combinazione di fattori economici, politici e sociali, nel paese di origine del migrante (fattori di spinta) oppure nel paese di destinazione (fattori di attrazione). Tradizionalmente, la prosperità economica e la stabilità politica dell'UE sembrano aver esercitato una forte attrazione sugli immigrati.

Nei paesi di destinazione le migrazioni internazionali possono servire a colmare specifiche carenze del mercato del lavoro. Da sole, tuttavia, le migrazioni non potranno certamente invertire l'attuale tendenza verso l'invecchiamento della popolazione registrata in molte zone dell'UE.

Principali risultati statistici

Flussi migratori

Complessivamente, nel 2014 sono immigrate in uno degli Stati membri dell'UE-28 3,8 milioni di persone mentre almeno 2,8 milioni di emigrati hanno lasciato uno Stato membro dell'UE. Tali dati non riflettono i flussi migratori da e verso l'UE nel suo insieme, perché includono anche i flussi tra gli Stati membri dell'Unione.

Di questi 3,8 milioni di immigrati nel 2014, 1,6 milioni sono cittadini di paesi non membri dell'UE (cifra stimata), 1,3 milioni possiedono la cittadinanza di uno Stato membro dell'UE diverso da quello in cui sono immigrati, circa 870 000 sono immigrati in uno Stato membro dell'UE del quale avevano la cittadinanza (per esempio cittadini che rimpatriano o cittadini nati all'estero) e circa 12 400 sono apolidi.

La Germania ha registrato il numero totale più elevato di immigrati (884 900) nel 2014, seguita dal Regno Unito (632 000), dalla Francia (339 900), dalla Spagna (305 500) e dall'Italia (277 600). La Spagna ha registrato il numero più elevato di emigrati (400 400) nel 2014, seguita dalla Germania (324 200), dal Regno Unito (319 100), dalla Francia (294 100) e dalla Polonia (268 300). In totale, 15 Stati membri dell'UE hanno registrato più immigrati che emigrati nel 2014, mentre in Bulgaria, Irlanda, Grecia, Spagna, Croazia, Cipro, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia e nei tre Stati membri baltici, il numero degli emigrati ha superato quello degli immigrati.

In rapporto al totale della popolazione residente, il tasso di immigrazione più elevato nel 2014 è stato registrato dal Lussemburgo (40 immigrati per 1 000 abitanti), seguito da Malta (21 per 1 000 abitanti) e dall'Irlanda (15 per 1 000 abitanti) (cfr. grafico 1). Nel 2014 i tassi di emigrazione più elevati sono stati registrati a Cipro (28 emigrati per 1 000 abitanti), in Lussemburgo (20 emigrati per 1 000 persone) e in Irlanda (18 immigrati per 1 000 persone).

Nello stesso anno, la quota relativa di immigrati nazionali (ossia persone con la cittadinanza dello Stato membro dell'UE verso cui stavano migrando) rispetto al numero complessivo di immigrati ha riportato i valori più alti in Romania (91 % sul totale degli immigrati), Lituania (80 %), Estonia (65 %), Polonia (57 %), Lettonia (57 %), Slovacchia (55 %), Ungheria e Portogallo (entrambi 52 %). Questi sono stati gli unici Stati membri dell'UE a registrare una quota di immigrati nazionali superiore alla metà del numero totale degli immigrati (cfr. grafico 2). Per contro, Germania, Austria e Lussemburgo hanno riportato quote relativamente basse, con una percentuale di immigrati nazionali nel 2014 non superiore al 10,0 % del totale.

Spesso le informazioni sulla cittadinanza sono state utilizzate per studiare il fenomeno dell'immigrazione di origine straniera. Tuttavia, poiché la cittadinanza di una persona può cambiare nel corso della vita, è utile anche analizzare i dati per paese di nascita. La quota relativa più elevata di emigrati di ritorno rispetto al totale degli immigrati è stata registrata in Lituania (72 % sul totale degli immigrati), seguita dalla Romania (68 %) e dalla Polonia (50 %). Per contro, Italia, Spagna, Germania, Austria e Lussemburgo hanno riportato dati relativamente bassi, con quote di emigrati di ritorno inferiori al 10 % sul totale degli immigrati nel 2014.

Nel 2014 gli immigrati nell'UE-28 provenienti da paesi non membri sono stati 1,9 milioni

Secondo le stime, nel 2014 gli immigrati nell'UE-28 provenienti da paesi terzi sono stati 1,9 milioni. Inoltre, 1,8 milioni di persone che risiedevano precedentemente in uno Stato membro dell'UE sono emigrati in un altro Stato membro.

Un'analisi effettuata considerando la precedente residenza rileva che il Lussemburgo ha registrato la quota più elevata di immigrati provenienti da un altro Stato membro dell'UE (91 % del suo totale di immigrati nel 2014), seguito da Slovacchia (80 %) e Romania (75 %); relativamente modeste sono invece le quote registrate dalla Bulgaria (19 % sul totale degli immigrati), nonché da Italia e Svezia (entrambi al 29 %) (cfr. tavola 3).

Quanto alla ripartizione in base al sesso degli immigrati nell'UE, nel 2014 gli uomini superavano di poco le donne (53 % rispetto al 47 %). Lo Stato membro con la quota più elevata di immigrati maschi è la Lettonia (62 %); per contro, la quota più elevata di donne immigrate è registrata da Cipro (70 %).

Nel 2014 gli immigrati negli Stati membri dell'UE sono risultati in media molto più giovani della popolazione totale già residente del paese di destinazione: il 1° gennaio 2015, l'età mediana della popolazione totale dell'UE-28 era di 42 anni; per contro, l'età mediana degli immigrati nell'UE-28 nel 2014 era di 28 anni.

Stranieri

Al 1° gennaio 2015 il numero di persone nate al di fuori dell'UE-28 e dimoranti in uno Stato membro dell'UE era di 34,3 milioni, mentre erano 18,5 milioni le persone nate in uno Stato membro dell'UE diverso da quello in cui risiedevano. Solo in Ungheria, Irlanda, Lussemburgo, Slovacchia e Cipro il numero di persone nate in altri Stati membri dell'UE era più alto di quello delle persone nate al di fuori dell'UE-28.

Al 1° gennaio 2015 i cittadini di paesi terzi che dimoravano nell'UE-28 erano 19,8 milioni, mentre le persone residenti nell'UE-28 e nate al di fuori dell'UE erano 34,3 milioni

Le persone che dimoravano in uno Stato membro dell'UE con cittadinanza di un paese terzo al 1° gennaio 2015 erano 19,8 milioni, ossia il 3,9 % della popolazione dell'UE-28. Inoltre, a tale data erano 15,3 milioni i cittadini dell'UE che dimoravano in uno Stato membro dell'UE diverso da quello di cittadinanza.

In termini assoluti, il numero più elevato di stranieri residenti nell'UE al 1° gennaio 2015 si registra in Germania (7,5 milioni di persone), Regno Unito (5,4 milioni), Italia (5,0 milioni), Spagna (4,5 milioni) e Francia (4,4 milioni). Gli stranieri residenti in questi cinque Stati membri rappresentano complessivamente il 76 % del totale di stranieri nell'UE-28, mentre la popolazione degli stessi cinque Stati membri rappresenta il 63 % dell'intera popolazione dell'UE-28.

In termini relativi, lo Stato membro dell'UE con la quota più elevata di stranieri è il Lussemburgo, (46 % del totale della sua popolazione). Una quota considerevole di stranieri (il 10 % o più sul totale dei residenti) si è registrata anche a Cipro, in Lettonia, Estonia, Austria, Irlanda e Belgio.

Nella maggior parte degli Stati membri dell'UE gli stranieri sono per la maggior parte cittadini di paesi terzi (cfr. tavola 5); l'opposto è vero solo per Lussemburgo, Slovacchia, Cipro, Irlanda, Belgio, Paesi Bassi, Ungheria, Regno Unito, Malta e Austria. Nel caso della Lettonia e dell'Estonia, la quota di cittadini di paesi terzi è particolarmente elevata per effetto dell'alto numero di non cittadini riconosciuti (principalmente cittadini dell'ex Unione sovietica che risiedono permanentemente in tali paesi senza aver acquisito un'altra cittadinanza).

In tutti gli Stati membri dell'UE, fatta eccezione per l'Estonia, la Repubblica ceca e la Lettonia, il numero delle persone nate in un paese terzo è più elevato di quello delle persone con cittadinanza di un paese terzo.

La tavola 6 presenta in sintesi i cinque principali gruppi di cittadini stranieri e popolazioni nate all'estero per gli Stati membri dell'UE e i paesi EFTA (a seconda della disponibilità dei dati).

L'analisi della struttura per età della popolazione rivela che, per l'UE-28 nel suo insieme, la popolazione straniera è più giovane di quella nazionale. La distribuzione per età degli stranieri mostra una maggiore proporzione di adulti in età lavorativa relativamente giovani rispetto ai cittadini dell'UE. Il 1° gennaio 2015 l'età mediana dei cittadini nazionali dell'UE-28 era di 43 anni, mentre l'età mediana degli stranieri residenti nell'UE era di 35 anni.

Acquisizione della cittadinanza

Nel 2014 il numero delle acquisizioni di cittadinanza è diminuito del 9 %

Nel 2014 sono state 889 100 le persone che hanno acquisito la cittadinanza di uno Stato membro dell'UE, con una diminuzione del 9 % rispetto al 2013. Tale diminuzione si è verificata dopo due anni consecutivi di aumento.

La Spagna ha registrato il maggior numero di persone che hanno acquisito la cittadinanza nel 2014, (205 900, pari al 23 % del totale UE-28), seguita da Italia (129 900), Regno Unito (125 600), Germania (110 600) e Francia (105 600).

In termini assoluti, gli aumenti maggiori sono stati registrati in Italia, dove è stata concessa la cittadinanza italiana a 29 200 persone in più rispetto al 2013, seguita da Francia (8 300) e Paesi Bassi (6 800). Per contro, le maggiori diminuzioni in termini assoluti sono state registrate nel Regno Unito (dove è stata concessa la cittadinanza del Regno Unito a 81 900 persone in meno rispetto al 2013), in Spagna (19 900), Belgio (16 000), Grecia (8 600) e Svezia (6 700).

Un indicatore comunemente utilizzato è il "tasso di naturalizzazione", definito qui come il rapporto tra il numero totale di attribuzioni di cittadinanza e lo stock di stranieri residenti all'inizio dello stesso anno. Lo Stato membro dell'UE con il tasso di naturalizzazione più elevato nel 2014 era la Svezia (6,3 acquisizioni per 100 stranieri residenti), seguita dall'Ungheria e dal Portogallo (rispettivamente con 6,2 e 5,3 acquisizioni per 100 stranieri residenti).

Circa 784 800 cittadini di paesi terzi residenti in uno Stato membro dell'UE hanno acquisito la cittadinanza dell'Unione nel 2014, dato che corrisponde a una diminuzione del 10 % rispetto al 2013. L'88 % di tutti coloro che hanno acquisito la cittadinanza di uno Stato membro dell'UE nel 2014 erano cittadini di paesi terzi. Questi nuovi cittadini dell'UE-28 provenivano principalmente dall'Africa (29 % del totale delle acquisizioni di cittadinanza), dalle Americhe (21 %), dall'Asia (20 %) e da paesi europei non membri dell'UE-28 (18 %). I cittadini dell'UE che hanno acquisito la cittadinanza di un altro Stato membro sono stati 95 700, ossia l'11 % del totale. In termini assoluti i principali gruppi di cittadini dell'UE-28 che hanno acquisito la cittadinanza di un altro Stato membro dell'UE sono costituiti da rumeni divenuti cittadini italiani (6 400 persone) o ungheresi (6 200), da polacchi divenuti cittadini tedeschi (6 000) o del Regno Unito (3 200), da italiani divenuti cittadini tedeschi (3 200) o belgi (1 200), da portoghesi divenuti cittadini francesi (3 300) o del Lussemburgo (1 200), da bulgari divenuti cittadini tedeschi (1 800) o del Regno Unito (1 300) e da croati divenuti cittadini tedeschi (3 900).

In Lussemburgo, in Ungheria e a Malta la maggioranza delle nuove attribuzioni di cittadinanza ha riguardato cittadini di un altro Stato membro dell'UE. Nel caso del Lussemburgo la quota più elevata è costituita da cittadini portoghesi, seguiti da quelli italiani, francesi, belgi e tedeschi; nel caso dell'Ungheria si tratta invece quasi esclusivamente di cittadini rumeni; mentre nel caso di Malta, i cittadini del Regno Unito hanno rappresentato la quota più elevata.

Come negli anni precedenti, anche nel 2014 il numero più elevato di nuovi cittadini negli Stati membri dell'UE era costituito da cittadini marocchini (92 700, pari al 10,4 % di tutte le acquisizioni di cittadinanza), seguiti da cittadini albanesi (41 000, pari al 4,6 %), turchi (37 500, ossia il 4,2 %), indiani (35 300, ossia il 4,0 %) ed ecuadoregni (34 800, ossia il 3,9 %). Rispetto al 2013, il numero di cittadini marocchini che hanno acquisito la cittadinanza di uno Stato membro dell'UE è aumentato del 5,5 %. I cittadini marocchini hanno acquisito la nuova cittadinanza prevalentemente in Spagna (38 %), in Italia (31 %) o in Francia (20 %).

Fonti e disponibilità dei dati

L'emigrazione è un fenomeno particolarmente difficile da quantificare; censire le persone che lasciano un paese è ancora più complicato che censire quelle che vi entrano, come ha confermato nel caso di molti paesi un'analisi che ha messo a confronto i dati del 2014 degli Stati membri sull'immigrazione e sull'emigrazione (statistiche speculari). Di conseguenza, la presente scheda è incentrata sui dati sull'immigrazione.

Eurostat produce statistiche su molteplici temi connessi ai flussi migratori internazionali, agli stock di popolazione straniera e alle acquisizioni di cittadinanza. I dati sono rilevati su base annua e sono trasmessi a Eurostat dalle autorità statistiche nazionali degli Stati membri dell'UE.

Quasi tutti i paesi che hanno proceduto alla revisione delle serie sulla popolazione dopo il censimento del 2011 hanno inviato a Eurostat i risultati riveduti per età, sesso, cittadinanza o paese di nascita. Al momento della stesura della presente scheda, il solo paese che deve ancora inviare i dati riveduti è la Germania, che prevede di fornirli entro giugno 2016. La revisione dei dati tedeschi influirà sul tasso di naturalizzazione.

Base per la raccolta dei dati

Dal 2008 la raccolta di dati in materia di migrazione, cittadinanza e asilo si basa sulle disposizioni del regolamento (CE) n. 862/2007; l'analisi e la composizione dei gruppi di paesi dell'UE, dell'EFTA e dei paesi candidati all'adesione al 1° gennaio dell'anno di riferimento sono riportate nel regolamento di esecuzione (UE) n. 351/2010, che definisce una serie di statistiche di base sui flussi migratori internazionali, sugli stock di popolazione straniera, sulle acquisizioni di cittadinanza e sui permessi di soggiorno, nonché in materia di asilo e di misure contro l'ingresso e il soggiorno illegali. Sebbene gli Stati membri dell'UE possano continuare a utilizzare altri dati, purché affidabili, in funzione della loro disponibilità e delle prassi nazionali, le statistiche compilate a norma del regolamento devono basarsi su definizioni e concetti comuni. La maggior parte degli Stati membri basa le proprie statistiche su fonti di dati amministrativi quali registri anagrafici, registri della popolazione straniera o registri dei permessi di soggiorno o di lavoro, registri sanitari o fiscali; altri ricorrono invece a statistiche speculari, a indagini per campione o a metodi di stima per produrre statistiche sulle migrazioni. L'attuazione del regolamento dovrebbe migliorare la disponibilità e la comparabilità delle statistiche sulle migrazioni e sulla cittadinanza.

I dati sulle acquisizioni di cittadinanza sono ottenuti di norma da sistemi amministrativi. L'attuazione del regolamento dovrebbe migliorare la disponibilità e la comparabilità delle statistiche sulle migrazioni e sulla cittadinanza.

Come previsto dall'articolo 2, paragrafo 1, lettere a), b) e c), del regolamento n. 862/2007, sono censiti gli immigrati che risiedono (o che si presume risiedano) nel territorio di uno Stato membro dell'UE per un periodo minimo di dodici mesi e gli emigrati che vivono all'estero per più di dodici mesi. I dati raccolti da Eurostat vertono pertanto sulle migrazioni che riguardano un periodo di almeno dodici mesi: sono pertanto incluse fra i migranti le persone emigrate per un periodo minimo di un anno e quelle emigrate definitivamente.

Per quanto riguarda le definizioni dell'età per i flussi migratori, si osservi che i dati del 2014 si riferiscono all'età raggiunta dai rispondenti ossia alla loro età alla fine dell'anno di riferimento per tutti gli Stati membri, fatta eccezione per Irlanda, Grecia, Austria, Romania, Slovenia e Regno Unito (per i quali i dati riguardano l'età compiuta dei rispondenti ossia la loro età alla data del loro ultimo compleanno).

I dati sulle acquisizioni di cittadinanza sono raccolti da Eurostat in base alle disposizioni dell'articolo 3, paragrafo 1, lettera d), del regolamento n. 862/2007, ai sensi del quale: "Gli Stati membri trasmettono alla Commissione (Eurostat) statistiche sul numero di: [...] persone che hanno dimora abituale nel territorio dello Stato membro e che, durante il periodo di riferimento, hanno acquisito la cittadinanza dello Stato membro [...] disaggregate per [...] precedente cittadinanza o precedente status di apolide delle persone in questione".

Per quanto riguarda le definizioni dell'età per le acquisizioni di cittadinanza, si osservi che i dati del 2014 si riferiscono all'età raggiunta dai rispondenti ossia alla loro età alla fine dell'anno di riferimento per tutti gli Stati membri, fatta eccezione per Germania, Grecia, Austria, Polonia, Romania, Slovenia e Regno Unito (per i quali i dati riguardano l'età compiuta dei rispondenti ossia la loro età alla data del loro ultimo compleanno).

Il "tasso di naturalizzazione" dovrebbe essere utilizzato con cautela perché il numeratore comprende tutte le modalità di acquisizione e non solo le naturalizzazioni di stranieri residenti, mentre il denominatore include tutti gli stranieri, anziché solo gli stranieri aventi diritto alla naturalizzazione.

Contesto

I cittadini degli Stati membri dell'UE godono di libertà di circolazione e di movimento entro i confini interni dell'UE. Le politiche migratorie dell'UE relative ai cittadini di paesi terzi sono sempre più indirizzate ad attrarre immigrati con un profilo determinato, spesso nel tentativo di colmare specifiche carenze di competenze. La selezione può essere effettuata sulla base di competenze linguistiche, esperienza professionale, titoli di studio ed età. In alternativa, alla selezione possono provvedere i datori di lavoro in modo che gli immigrati abbiano già un lavoro al loro arrivo.

Oltre che a incoraggiare le assunzioni di lavoratori, la politica d'immigrazione è spesso incentrata su due aspetti: la lotta all'immigrazione clandestina e l'occupazione illegale di immigrati senza permesso di lavoro e la promozione dell'integrazione degli immigrati nella società. Notevoli risorse sono state mobilitate nell'UE per lottare contro le reti che gestiscono la tratta di esseri umani.

Tra gli atti giuridici più importanti adottati nel settore dell'immigrazione figurano i seguenti:

  • direttiva 2003/86/CE relativa al diritto al ricongiungimento familiare;
  • direttiva 2003/109/CE relativa allo status dei cittadini di paesi terzi che siano soggiornanti di lungo periodo;
  • direttiva 2004/114/CE relativa alle condizioni di ammissione degli studenti;
  • direttiva 2005/71/CE relativa a una procedura specificamente concepita per l'ammissione di cittadini di paesi terzi a fini di ricerca scientifica;
  • direttiva 2008/115/CE relativa al rimpatrio di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare;
  • direttiva 2009/50/CE sulle condizioni di ingresso di cittadini di paesi terzi che intendano svolgere lavori altamente qualificati.

In seno alla Commissione europea la politica in materia di migrazione compete alla direzione generale della Migrazione e degli affari interni. Nel 2005 la Commissione europea ha rilanciato il dibattito sulla necessità di una serie comune di norme in materia di ammissione dei migranti per motivi economici con un Libro verde sull'approccio dell'Unione europea alla gestione della migrazione economica (COM(2004) 811 def.) che ha portato all'adozione, alla fine del 2005, di un Piano d'azione sull'immigrazione legale (COM(2005) 669 definitivo). Nel luglio 2006 la Commissione europea ha adottato la comunicazione riguardante le priorità politiche nella lotta contro l'immigrazione clandestina di cittadini di paesi terzi (COM(2006) 402 definitivo), finalizzata a trovare un equilibrio tra le esigenze di sicurezza e i diritti fondamentali degli individui in tutte le fasi del processo di immigrazione clandestina. Nel settembre 2007 la Commissione europea ha presentato la sua terza relazione annuale su migrazione e integrazione (COM(2007) 512 definitivo). Una comunicazione della Commissione europea adottata nell'ottobre 2008 ha ribadito l'importanza di rafforzare l'approccio globale in materia di migrazione: aumentare il coordinamento, la coerenza e le sinergie (COM(2008) 611 definitivo) quale componente della cooperazione allo sviluppo e delle altre politiche esterne dell'Unione. Il programma di Stoccolma, adottato dai capi di Stato e di governo dell'UE nel dicembre 2009, definisce un quadro e una serie di principi in vista dello sviluppo di politiche europee inerenti alla giustizia e agli affari interni nel periodo dal 2010 al 2014; le problematiche connesse alle migrazioni costituiscono una parte essenziale di tale programma. Al fine di mettere in pratica le modifiche concordate, nel 2010 la Commissione europea ha adottato il piano d'azione per l'attuazione del programma di Stoccolma: creare uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia per i cittadini europei (COM(2010) 171 definitivo).

Nel maggio 2013 la Commissione europea ha pubblicato la "relazione 2013 sulla cittadinanza dell'Unione" (COM(2013) 269 final), in cui si osserva che la cittadinanza dell'UE offre nuovi diritti e nuove opportunità. La possibilità di circolare e soggiornare liberamente nell'UE è il diritto che è più strettamente associato alla cittadinanza dell'Unione. Grazie alle moderne tecnologie e al fatto che adesso viaggiare è più semplice, la libera circolazione permette agli europei di estendere i loro orizzonti al di là dei confini nazionali, lasciare il proprio paese per periodi brevi o più lunghi, andare e venire tra i paesi dell'UE per motivi di lavoro, studio e formazione, fare viaggi di lavoro o di piacere, o effettuare acquisti all'estero. La libera circolazione intensifica le potenziali interazioni sociali e culturali nell'Unione e crea vincoli più stretti tra i cittadini europei. Può anche generare vantaggi economici reciproci per le imprese e i consumatori, anche quando rimangono nel proprio paese di origine, in quanto elimina progressivamente gli ostacoli interni.

Il 13 maggio 2015 la Commissione europea ha presentato una agenda europea sulla migrazione (COM(2015) 240 final) che delinea le misure immediate da adottare per rispondere alla situazione di crisi del Mediterraneo, nonché le misure da adottare nei prossimi anni per gestire meglio la migrazione in tutti i suoi aspetti.

La relazione annuale sull'immigrazione e l'asilo (2014) (link in inglese) della rete europea sulle migrazioni (link in inglese) è stata pubblicata il 10 giugno 2015 e fornisce una panoramica dei principali sviluppi in ambito giuridico e politico che si stanno verificando nell'UE nel suo complesso e nei paesi partecipanti. È un documento esauriente che tratta tutti gli aspetti della politica in materia di migrazione e di asilo della direzione generale della Migrazione e degli affari interni (link in inglese) e delle agenzie dell'UE.

Schede correlate

Ulteriori informazioni di Eurostat

Pubblicazioni

Tavole principali

Migration and citizenship data
International migration (t_migr_int)
Immigration (tps00176)
Emigration (tps00177)
Acquisition of citizenship (tps00024)

Banca dati

Migration and citizenship data
Immigration (migr_immi)
Immigration by five year age group, sex, and citizenship (migr_imm1ctz)
Immigration by five year age group, sex and country of birth (migr_imm3ctb)
Immigration by age , sex and broad group of citizenship (migr_imm2ctz)
Immigration by age, sex and broad group of country of birth (migr_imm4ctb)
Immigration by sex, citizenship and broad group of country of birth (migr_imm6ctz)
Immigration by sex, country of birth and broad group of citizenship (migr_imm7ctb)
Immigration by five year age group, sex, and country of previous residence (migr_imm5prv)
Emigration (migr_emi)
Emigration by age and sex (migr_emi2)
Emigration by five year age group, sex and citizenship (migr_emi1ctz)
Emigration by five year age group, sex and country of birth (migr_emi4ctb)
Emigration by five year age group, sex, and country of next usual residence (migr_emi3nxt)
Acquisition and loss of citizenship (migr_acqn)
Acquisition of citizenship by sex, age group and former citizenship (migr_acq)::
Residents who acquired citizenship as a share of residents non-citizens by former citizenship and sex(%) (migr_acqs)
Loss of citizenship by sex and new citizenship (migr_lct)

Sezione specifica

Metodologia / Metadati

Fonte dei dati per le tavole e i grafici (MS Excel)

Link esterni