Gli edifici di un ex carcere in Sardegna trasformati in eco-ostello

Un progetto finanziato dall’UE ha ristrutturato i vecchi edifici del carcere dell’ex colonia penale di Tramariglio, nel parco naturale regionale di Porto Conte, in Sardegna. Gli edifici sono stati trasformati in un eco-ostello permanente di livello internazionale, che è diventato un’importante attrazione turistica. Il centro ospita installazioni multimediali, musei, mostre permanenti, aule e spazi per eventi culturali, nonché la sede amministrativa del parco regionale, che è stata completata e resa accessibile ai visitatori nell’ambito del progetto.

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The Porto Conte regional natural park, Sardinia. ©Creative Commons The Porto Conte regional natural park, Sardinia. ©Creative Commons

" In particolare, la mostra sul Piccolo principe è un esempio di come si possa fare buon uso delle risorse nell’ambito di un progetto molto più ampio che ha comportato il restauro di molti edifici del parco, che ora sono pieni di materiali in grado di sensibilizzare i bambini e le famiglie sul patrimonio naturale e su come proteggerlo. "

Donatella Spano, assessore alla Difesa dell’ambiente, Regione Sardegna

Fulcro dell’opera è stata la realizzazione di una mostra sul Piccolo principe, l’eroe eponimo del romanzo dell’autore e aviatore francese Antoine de Saint-Exupéry, vissuto ad Alghero durante la Seconda guerra mondiale.

Nella mostra, la flora e la fauna del parco di Porto Conte sono descritte dai personaggi del racconto. Installazioni artistiche e tecnologiche aiutano i visitatori a scoprire il patrimonio naturale, storico e culturale del parco e a comprenderne gli ecosistemi, nonché a sensibilizzare il pubblico sulla sostenibilità ecologica e sull’adattamento ai cambiamenti climatici.

Nel parco sono presenti anche dipinti e sculture ispirati al Piccolo principe e realizzati da Elio Pulli, artista sardo di fama internazionale che vive nell'area del parco e che si è ispirato ad esso per molti anni.

Una zona protetta di valore storico

Le colonie penali cominciarono a sorgere in Sardegna alla fine dell’Ottocento per combinare la sistemazione dei prigionieri con la bonifica e la coltivazione di terreni isolati e infestati dalla malaria. Poco o nulla è stato costruito in queste zone, di cui il parco di Porto Conte è un esempio, e oggi molte di esse sono aree protette.

Gli edifici del parco di Porto Conte hanno un particolare valore storico e architettonico, ma prima dell’avvio del progetto, che è stato il primo di una serie di interventi di riqualificazione del complesso carcerario, erano in cattivo stato di conservazione e necessitavano di restauro.

Strutture per ricercatori e visitatori

Oltre ai lavori per la mostra sul Piccolo principe, è stata restaurata la villa del governatore della prigione, trasformata in un alloggio per ricercatori. L’edificio che ospitava i forni per il pane è stato convertito in un punto informativo e in un negozio di articoli con il marchio del parco. È stata inoltre creata un’area verde con un sentiero botanico che fornisce informazioni sulla flora del parco.

Le sinergie con altri progetti hanno contribuito a rendere disponibili al pubblico anche altre strutture del parco di Porto Conte, fra cui il museo multimediale della memoria carceraria «Tomasiello» e il centro multimediale sugli ambienti marini «Teléia». Quest’ultimo permette ai visitatori di fare un viaggio virtuale nelle acque dell’area marina protetta di Capo Caccia per vederne le grotte, la fauna, i coralli e le spugne.

Investimento totale e finanziamento dell’UE

L’investimento complessivo per il progetto «Ristrutturazione edifici ex carcerari per realizzazione di un eco-ostello» è di 750 000 EUR, con un contributo da parte del Fondo europeo di sviluppo regionale dell’UE di 375 000 EUR attraverso il programma operativo «Sardegna» per il periodo di programmazione 2014-2020. L’investimento rientra nell’asse prioritario «Uso efficiente delle risorse e valorizzazione degli attrattori naturali, culturali e turistici».

Data proposta

26/05/2020