© Unione europea, 2025

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Guarda la versione integrale di Voci dell’umanità, un documentario di Kai Sehr e dell’Unione europea.

Attenzione: questo documentario è stato filmato a marzo 2025 e le situazioni rappresentate potrebbero non riflettere le condizioni attuali.

Dietro ogni consegna di aiuti umanitari, ci sono persone che lavorano nelle condizioni più difficili al mondo. Questo è uno sguardo sulla realtà quotidiana delle Voci dell’Umanità.

Quando le crisi mondiali si aggravano, i diritti umani vengono progressivamente ignorati, provocando la sofferenza di milioni di persone. L’Unione europea è tra i principali donatori di aiuti umanitari al mondo. Fornisce assistenza basata sui bisogni ai popoli colpiti da calamità naturali o provocate dall’uomo, prestando particolare attenzione ai più vulnerabili.

Secondo le Nazioni Unite, 305 milioni di persone necessiteranno di aiuti essenziali per la sopravvivenza nel 2025.

Quasi il triplo rispetto al 2016.

© Unione europea, 2025

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Le “Voci dell’umanità” sono le persone che intervengono per fornire aiuti umanitari a chi ne ha bisogno, senza distinzione di razza, appartenenza etnica, religione, sesso, età, nazionalità o affiliazione politica.

Abbiamo aiutato milioni di persone dal 1992.

© Unione europea, 2025 (Fritz Butze)

© Unione europea, 2025 (Fritz Butze)

Con oltre 400 esperti attivi in oltre 40 Paesi, gli aiuti umanitari dell’UE rispondono ai bisogni più urgenti di coloro che si trovano in regioni colpite da crisi.

In stretta collaborazione con quasi 200 partner, l’assistenza umanitaria finanziata dall’UE viene distribuita insieme ad agenzie delle Nazioni Unite, organizzazioni internazionali e ONG.

Negli ultimi trent’anni abbiamo sostenuto comunità vulnerabili in oltre 110 Paesi, intervenendo in settori come cibo e sostegno alimentare, rifugio, assistenza sanitaria, acqua e servizi igienico-sanitari, e istruzione in situazioni di emergenza.

FINANZIAMENTI UMANITARI DELL’UE PER IL 2025

In un periodo storico segnato da bisogni umanitari in continuo aumento, l’UE conferma il suo impegno a favore dei più vulnerabili, destinando un bilancio annuale di 2,3 miliardi di euro alle azioni umanitarie per il 2025.

ALLOCAZIONE INIZIALE DEL BILANCIO UMANITARIO UE PER IL 2025

Distribuzione per regione (%)

I principi di umanità, neutralità, imparzialità e indipendenza sono fondamentali per l’azione umanitaria dell’UE.

Umanità richiama la necessità di agire laddove vi è sofferenza, con particolare attenzione ai più vulnerabili.

Neutralità implica che gli aiuti umanitari non devono favorire alcuna delle parti coinvolte in conflitti armati o altre dispute.

Imparzialità significa che l’azione umanitaria deve essere fornita esclusivamente in funzione delle esigenze e senza alcuna discriminazione.

Indipendenza indica l’autonomia degli obiettivi umanitari rispetto a obiettivi politici, economici, militari o di altra natura.

© European Union, 2025 (Fritz Butze)

© European Union, 2025 (Fritz Butze)

In tempi di forte instabilità globale, la tutela degli operatori umanitari non è mai stata così urgente.

Per questo l’UE ha avviato l’iniziativa Protect Aid Workers, con l’obiettivo di sostenere gli operatori umanitari locali colpiti da attacchi o altri incidenti di sicurezza durante il loro lavoro, offrendo assistenza legale e sovvenzioni finanziarie rapidamente accessibili. Primo nel suo genere, dal febbraio 2024 l’iniziativa ha distribuito più di 100 sovvenzioni a operatori umanitari che necessitavano sostegno, per un valore di oltre 1 milione di euro.

© Unione europea, 2025

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Dietro ogni statistica c'è una storia.

Queste, sono le storie delle Voci dell’umanità.

© Unione europea, 2025

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La guerra non coinvolge solo governi ed eserciti: a pagarne il prezzo più alto sono i civili, vittime innocenti delle circostanze. Non è mai una loro scelta vedere le proprie case distrutte e le loro vite stravolte dai conflitti.

Quando scoppia una guerra, però, il diritto internazionale umanitario serve proprio a garantire la tutela delle persone più colpite dai conflitti. Gli operatori umanitari agiscono direttamente sul campo per garantire che, anche nei contesti più difficili, chi ha bisogno riceva gli aiuti essenziali.

© Unione europea, 2025 (Fritz Butze)

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Nel febbraio 2022, la Russia ha scatenato una guerra totale contro l’Ucraina, innescando la crisi di sfollamento in più rapida crescita a livello globale e costringendo milioni di persone ad abbandonare le proprie case.

Il conflitto ha colpito duramente la popolazione civile, esponendola a violenze, sfollamenti e alla perdita di beni essenziali come acqua, elettricità e un tetto sicuro, soprattutto nei mesi più freddi. A causa dei ripetuti attacchi e della distruzione delle infrastrutture fondamentali, comprese quelle sanitarie, garantire un accesso sicuro alle organizzazioni umanitarie è fondamentale per permettere la distribuzione degli aiuti e l’evacuazione dalle zone sotto attacco.

“Le persone hanno bisogno di luoghi sicuri dove vivere. Ai bambini servono condizioni di normalità: devono poter continuare a studiare e ad andare a scuola e farlo in sicurezza”.

- Operatore umanitario in Ucraina sostenuto dall’UE

© Unione europea, 2025 (Fritz Butze)

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Gli aiuti umanitari dell’UE in azione   

Dopo l’invasione su larga scala della Russia, l’Unione europea ha stanziato oltre 1,1 miliardi di euro per gli aiuti umanitari all’Ucraina, offrendo assistenza sanitaria, rifugi d’emergenza, cibo, acqua, articoli essenziali per la casa e altro ancora.

Per aiutare la popolazione ucraina che aveva urgente bisogno di assistenza, gli operatori umanitari sostenuti dall’UE hanno lavorato nelle condizioni più estreme e distribuito aiuti a milioni di persone.

In Ucraina, ad esempio, gli operatori umanitari forniscono assistenza medica alle comunità più vulnerabili. Nonostante siano spesso bersaglio di attacchi, si impegnano per garantire assistenza in condizioni di emergenza alle persone che ne hanno bisogno.  

Umanità significa che l’assistenza deve essere accessibile da parte di tutti coloro che ne abbiano bisogno, senza eccezione o discriminazione. Ci adoperiamo soprattutto affinché gli aiuti raggiungano le persone più vulnerabili: anziani, disabili e coloro che non hanno altro modo di ricevere assistenza”. - Operatore umanitario in Ucraina sostenuto dall’UE.

“Ci adoperiamo soprattutto affinché gli aiuti umanitari raggiungano le persone più vulnerabili”. 

- Operatore umanitario in Ucraina sostenuto dall’UE.  

© Unione europea, 2025 (Fritz Butze)

© European Union, 2025 (Fritz Butze)

Nel 2025, si stima che circa 12,7 milioni di persone avranno bisogno di aiuti umanitari, un dato reso ancora più allarmante dalle continue violazioni del Diritto internazionale umanitario e dai crimini di guerra.

“Il nostro compito è raggiungere chi ha più bisogno di aiuto”.

- Operatore umanitario in Ucraina sostenuto dall’UE.

© Unione europea, 2025 (Fritz Butze)

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© Unione europea, 2025

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Secondo i dati evidenziati dalle Nazioni Unite, dal 7 ottobre 2023 almeno 60.138 palestinesi sono stati uccisi e 160.000 sono rimasti feriti. Tra le vittime si contano oltre 18.500 bambini.

Le operazioni militari israeliane hanno arrecato danni gravissimi alle infrastrutture civili, compromettendo l’accesso ai servizi essenziali e lasciando oltre due milioni di palestinesi senza protezione, cibo, acqua, servizi igienici, rifugio, cure mediche, istruzione, elettricità e carburante. Ad agosto 2025, la Classificazione integrata della sicurezza alimentare (IPC, Integrated Food Security Phase Classification) ha confermato che il governatorato di Gaza è in una situazione di carestia da luglio 2025 e si prevede che altri due governatorati si troveranno in una situazione di carestia entro la fine di settembre 2025. Più di 1,9 milioni di persone (ossia oltre il 90% della popolazione complessiva) hanno subito molteplici sfollamenti interni.

Le esigenze umanitarie continuano ad aumentare a causa della crescente violenza, degli sfollamenti massicci e delle gravi difficoltà nell’accesso ad acqua potabile e cure sanitarie.

Il diritto internazionale umanitario deve essere pienamente rispettato per proteggere i civili e garantire un accesso sicuro e senza impedimenti agli aiuti umanitari.

© Unione europea, 2025

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“La situazione è catastrofica, nel vero senso della parola”.

- Operatore umanitario a Gaza sostenuto dall’UE

© Unione europea, 2025 (Fritz Butze)

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Gli aiuti umanitari dell’UE in azione 

Dal 2023, l’UE ha stanziato oltre 500 milioni di euro per affrontare la situazione umanitaria in rapido deterioramento a Gaza e in Cisgiordania.

A Gaza, uno dei compiti degli operatori umanitari sostenuti dall’UE è fornire assistenza psicologica e sociale alle persone sfollate.

Per assistere le oltre 3,3 milioni di persone che hanno bisogno di assistenza umanitaria a Gaza e in Cisgiordania, gli operatori umanitari devono affrontare notevoli problemi logistici e di sicurezza, che spesso mettono a rischio la loro incolumità.  

L’UE continua a mantenere il suo impegno di fornire aiuti umanitari essenziali per i palestinesi, attraverso i punti di ingresso e le rotte di rifornimento che devono essere riaperti e messi in sicurezza, per aiutare le persone a sopportare lo stress provocato dal conflitto.

“Agire con imparzialità significa accettare chiunque abbia bisogno di supporto, offrendo il servizio in base ai bisogni della persona senza discriminare”. -Operatore umanitario a Gaza sostenuto dall’UE.

“Il lavoro degli operatori umanitari è essenziale per la sopravvivenza di molte persone esposte al conflitto e alla violenza, specialmente a Gaza”.

- Operatore umanitario a Gaza sostenuto dall’UE

© Unione europea, 2025

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© Unione europea, 2025 (Fritz Butze)

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Dal 15 aprile 2023, quando a Khartum sono esplosi violenti scontri tra le Forze Armate Sudanesi (SAF) e le Forze di Supporto Rapido (RSF), il Sudan è precipitato in una devastante crisi umanitaria. Oltre 30 milioni di persone (ovvero il 64% della popolazione) hanno urgente bisogno di aiuto. La popolazione colpita include anche 16 milioni di bambini, il futuro del Sudan.

Il 75% delle strutture sanitarie del Paese è attualmente fuori uso a causa del conflitto e la popolazione soffre per la scarsità di cibo, acqua potabile, medicine, contanti e carburante. Nel frattempo, le infrastrutture elettriche e di comunicazione rimangono instabili.

© Unione europea, 2025 (Fritz Butze)

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Questa crisi ha provocato la più grande emergenza di sfollamento a livello globale, con oltre 14,5 milioni di persone costrette a lasciare le proprie abitazioni. Gli sfollati interni sono più di 10,1 milioni, mentre oltre 4,4 milioni hanno lasciato il Sudan.

“Noi operatori umanitari lavoriamo in ambienti instabili. Ma dobbiamo assicurarci che gli studenti si iscrivano e frequentino la scuola”.

- Operatore umanitario in Uganda sostenuto dall’UE, che si occupa di rifugiati sudanesi

© Unione europea, 2025 (Fritz Butze)

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Gli aiuti umanitari dell’UE in azione   

Nel 2025, l’UE ha destinato 271 milioni di euro per rispondere alla crisi umanitaria in Sudan e nei Paesi vicini.

Il Sudan sta vivendo la più grande emergenza di sfollamento a livello globale, che sta mettendo a dura prova anche i Paesi confinanti, come l’Uganda. I rifugiati si trovano di fronte a una situazione di povertà diffusa, emergenze climatiche, come siccità e inondazioni, e servizi pubblici oberati, che rendono ancora più difficili gli interventi degli operatori umanitari.

L’Uganda, che già ospitava la più grande comunità di rifugiati africani (oltre 1,8 milioni), ha accolto altri 69.000 sfollati sudanesi dall’inizio della crisi. A fronte di risorse in costante diminuzione, l’azione umanitaria è essenziale per garantire la loro sicurezza e soddisfare i loro bisogni primari.

Gli operatori umanitari sostenuti dall’UE forniscono aiuti essenziali per la sopravvivenza dei rifugiati sudanesi che entrano in Uganda. Tra gli interventi effettuati dagli operatori umanitari vi sono attività di sviluppo dell’infanzia rivolte ai rifugiati provenienti dal Sudan e alle comunità che li ospitano. 

“Per raggiungere la neutralità, ci assicuriamo che il nostro lavoro si basi sempre sui principi chiave dell’assistenza umanitaria. Evitiamo di prendere posizione o cedere ai pregiudizi”. - Operatore umanitario sostenuto dall’UE in Uganda. 

“Quando vado a scuola, vedo cambiamenti reali.
Mi sento appagato”.

- Operatore umanitario in Uganda sostenuto dall’UE, che si occupa di rifugiati sudanesi

© Unione europea, 2025 (Fritz Butze)

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