Italia e Slovenia collaborano per combattere la crisi Covid-19

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02/09/2020

Nel corso degli ultimi mesi, la pandemia da coronavirus ha cambiato numerosi aspetti della vita quotidiana. Su tutto il territorio europeo sono state imposte restrizioni a molte frontiere interne per motivi di sicurezza sanitaria.

Questo clima restrittivo è soprattutto evidente lungo il confine che divide Italia e Slovenia. Dopo la Seconda guerra mondiale, il territorio circostante la città di Gorizia fu ripartito tra Italia e Iugoslavia (attualmente la Repubblica di Slovenia), per cui la parte antica della città è rimasta in Italia, mentre la parte nuova della città, Nova Gorica, si è sviluppata dall’altro lato della frontiera. 

Queste due città, separate per 57 anni da una cortina di ferro «soft» (la Iugoslavia era un paese socialista ma non faceva parte del patto di Varsavia), hanno elaborato una strategia congiunta insieme con il comune limitrofo di Šempeter-Vrtojba per lo sviluppo di un’unica area urbana. A causa della mancanza di strumenti legali adeguati a favorire una strategia transfrontaliera comune e della necessità di avviare la realizzazione di infrastrutture e servizi collaborativi, nel 2011 le città di Gorizia, Nova Gorica e Šempeter-Vrtojba hanno istituito il GECT GO (gruppo europeo di cooperazione territoriale).

L’obiettivo era quello di progettare un’unica città transfrontaliera e promuovere l’idea che la cooperazione potesse offrire una reale opportunità di sviluppo. Grazie al contributo di responsabili politici e professionisti competenti, il GECT GO è diventato un organismo intermedio e il solo beneficiario del primo e, attualmente unico, investimento territoriale integrato (ITI) sostenuto da Interreg.

Il 29 febbraio 2020, i sindaci di Gorizia (Italia) e Nova Gorica (Slovenia), rispettivamente Rodolfo Ziberna e Klemen Miklavič, hanno festeggiato insieme nella capitale slovena Lubiana, sostenendo il passaggio alla seconda fase della candidatura di Nova Gorica e Gorizia a capitale europea della cultura per l’anno 2025 (ECOC 2025).

Abbattere le barriere

Successivamente, la città slovena di Nova Gorica ha eretto una recinzione costruita affrettatamente per separarsi dalla sua gemella italiana, un gesto che inizialmente sembrava voler simboleggiare il ritorno a un passato dai toni amari e divisivi. Ora, nel mezzo dell’emergenza da coronavirus, i due sindaci si confrontano ogni giorno, ma a distanza.

La squadra GO!2025 li ha riuniti durante l’inaugurazione del «Virtual Cafe with GO! 2025 Nova Gorica - Gorizia», una delle iniziative per la candidatura a capitale europea della cultura 2025, coordinata dal GETC GO, tramite una diretta streaming sulla pagina Facebook GO! 2025 Nova Gorica-Gorizia. Sebbene i controlli alle frontiere siano stati momentaneamente ripristinati, causando sofferenza e tristezza, le due città hanno continuato a lavorare a stretto contatto per affrontare insieme questa situazione di emergenza condivisa.

«Il numero di persone infette a Nova Gorica è basso rispetto al resto della Slovenia», ha affermato il sindaco Miklavič, e Nova Gorica è stata in grado di muoversi più velocemente grazie agli aggiornamenti quasi giornalieri sulla situazione italiana forniti dal mio amico e collega Ziberna. La vita di queste due città è profondamente intrecciata e questa situazione di emergenza ci ha fatto capire che è necessario trovare un sistema di gestione comune per far fronte a tale emergenza».

Ziberna ha sottolineato che, grazie al ruolo del GECT GO, il gruppo europeo di cooperazione territoriale istituito da Gorizia, Nova Gorica e il vicino comune di Šempeter-Vrtojba, il territorio transfrontaliero può trasmettere all’Europa un segnale forte. «Il GECT GO è l’Europa», ha evidenziato Ziberna. Rappresentiamo la promozione di un’Europa ricca di possibilità, un modello di collaborazione da esportare in altri paesi». I due sindaci si sono trovati d’accordo nel considerare il GECT GO un attore chiave nell’accelerazione del processo volto alla ripresa economica e allo sviluppo transfrontaliero una volta terminata l’emergenza.

Unire città e cittadini

Durante la pandemia, squadre transfrontaliere di medici hanno continuato a lavorare da remoto e sono stati organizzati eventi tramite Facebook, tra cui corsi di lingua slovena e italiana che hanno attirato l’interesse di centinaia di persone. I sindaci delle due città si sono mantenuti in costante contatto, facendo pressione sui loro rispettivi governi per la riapertura tempestiva della frontiera e coordinando azioni di assistenza reciproca per problematiche legate all’emergenza. La recinzione di recente costruzione è diventata un luogo di ritrovo per gli abitanti: qui si gioca a badminton e pallavolo, si festeggiano i compleanni e le coppie separate si incontrano.

Il GETC GO è ben consapevole del fatto che la pandemia potrebbe rapidamente annullare i progressi compiuti di recente ed è convinto che la cooperazione sia più che mai radicata nei cuori e nelle menti della maggior parte delle persone che vivono su entrambi i lati del confine e sentono di appartenere a una città unica e unificata.

La candidatura a città europea della cultura 2025 deve essere vista come un’opportunità di sviluppo per questi territori transfrontalieri e non solo per il settore culturale. «La nostra regione transfrontaliera possiede uno strumento molto importante e d’impatto, ovvero il GECT, che ora dovrebbe concentrarsi sui problemi economici del nostro territorio. Deve riuscire a destinare i finanziamenti dell’UE a progetti economici e di sviluppo per favorire l’accelerazione della ripresa economica», ha concluso Miklavič.

Video (prodotti per la capitale europea della cultura 2025):

Breve: https://youtu.be/ZfsOrRuGvhE

Lungo: https://youtu.be/Z0K-VoXmM_0

Panorama Magazine 73

 

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