Occupazione, affari sociali e inclusione

Come far valere i diritti

Chi può aiutarti a far valere i tuoi diritti?

Se ritieni di essere stato discriminato, puoi rivolgerti alle autorità nazionali competenti. Puoi anche chiedere aiuto e consigli su come far rispettare la legge ad organizzazioni, come i sindacati e le ONG, ad avvocati e agli enti nazionali per le pari opportunità.

Questi ultimi sono presenti in tutti gli Stati membri e si occupano in particolare di contrastare le discriminazioni sessuali e razziali. Forniscono un'assistenza indipendente alle vittime di discriminazioni, monitorano la situazione e promuovono l'uguaglianza. La maggior parte degli enti nazionali s'interessano anche di discriminazioni fondate sulla religione o le convinzioni personali, la disabilità, l'età o l'orientamento sessuale nell'ambito del diritto nazionale. In molti casi si occupano altresì di discriminazioni fondate sulla cittadinanza, la lingua e le opinioni politiche.

Alcuni enti nazionali si limitano a fornirti informazioni utili per il tuo caso personale, mentre altri possono aiutarti a presentare una denuncia. Possono anche, se sei d'accordo, avviare un procedimento dinanzi ai giudici competenti.

Come opporsi a una discriminazione sul lavoro?

Cosa puoi fare se credi di essere vittima di una discriminazione?

  • Anzitutto devi raccogliere tutti gli elementi di prova a sostegno della tua rivendicazione, quali lettere, e-mail e altri documenti.
  • Devi poter dimostrare che sei stato trattato in modo disuguale e che ciò è dovuto a motivi come il sesso, l'età, la disabilità, l'orientamento sessuale, la religione o le convinzioni personali, oppure l'origine etnica o razziale.
  • Spetta poi al datore di lavoro dimostrare che non vi è stata violazione del principio della parità di trattamento, essendo la sua decisione basata su altri motivi legittimi. 
  • Hai la possibilità di inoltrare una denuncia alla Commissione europea se ritieni che la legislazione nazionale non sia compatibile con il diritto dell'UE. Tuttavia, la Commissione europea non può intervenire in casi individuali.

Cosa succede se presenti una denuncia dinanzi ai giudici nazionali?

  • È possibile perseguire i casi di discriminazione mediante procedimenti penali, civili o amministrativi, a seconda della legislazione nazionale.
  • A volte è possibile giungere a una soluzione negoziata con il datore di lavoro con l'intervento di mediatori nazionali. Generalmente si tratta di una soluzione più rapida e meno costosa.
  • Dopo aver presentato le prove della discriminazione, il datore di lavoro è tenuto a dimostrare che non vi è stato alcun trattamento discriminatorio fondato su uno dei motivi vietati dalla legislazione. Le direttive dell'UE invertono l'onere della prova, per cui le vittime di una discriminazione possono presentare più facilmente una denuncia.
  • Se decidi di procedere in giudizio, potrai rivolgerti agli enti nazionali per le pari opportunità, ai sindacati, alle ONG o ad un avvocato per ottenere consulenza e assistenza legale.
  • Se il giudice nazionale ha bisogno di chiarimenti per la corretta interpretazione delle direttive antidiscriminatorie dell'UE, può sottoporre una questione pregiudiziale alla Corte di giustizia dell'Unione europea.

Cosa succede se la denuncia ha esito positivo?

  • Il diritto dell'UE non stabilisce quali siano i rimedi disponibili, ma afferma che sono necessarie sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive.
  • A seconda della legislazione nazionale, potresti avere diritto a un risarcimento, alla reintegrazione nel posto di lavoro o alla condanna del datore di lavoro a porre rimedio alla discriminazione e a predisporre una soluzione ragionevole.

Enti nazionali per le pari opportunità

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