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Recupero dei fondi

Esistono tre casi in cui la Commissione europea è tenuta a richiedere allo Stato membro interessato un rimborso (recupero) dei Fondi strutturali e di investimento.

Il primo riguarda le evenienze in cui non tutti i contributi erogati a favore dello Stato membro interessato sono stati necessari. Le normative finanziarie dell’UE contemplano il recupero di queste somme di denaro.

Il secondo caso in cui le normative finanziarie dell’UE prevedono il recupero, si verifica quando sono stati erogati fondi per un’operazione strutturale che è stata già portata a termine.

Il terzo caso riguarda le evenienze in cui i Fondi strutturali e di investimento sono stati usati in maniera impropria a causa di frodi o negligenza. La Commissione europea ha facoltà di richiedere allo Stato membro interessato la restituzione delle somme.

È possibile avviare le procedure previste dalle leggi europee per il recupero delle somme di denaro. Per quanto riguarda i fondi della politica di coesione, l’autorità di certificazione ha il compito di stilare un inventario delle spese e delle richieste di pagamento per ciascun programma operativo e di inviarlo alla Commissione. L’autorità, inoltre, è tenuta a certificare che i fondi siano stati spesi correttamente e a verificare l’ottemperanza con le normative e i regolamenti UE pertinenti.

In caso di problemi, evidenziati da discrepanze nei conti o emersi da verifiche condotte dalla Commissione o da altri enti, l’autorità di certificazione dovrà monitorare il recupero dei fondi. Laddove necessario, sarà possibile ricorrere al sistema giudiziario locale per agevolare l’esecuzione del processo di recupero.

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