Promuovere una politica di coesione forte, efficace e visibile

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05/10/2017

Karl-heinz Lambertz, Presidente del Comitato europeo delle regioni, spiega come lobiettivo delliniziativa #CohesionAlliance, da poco lanciata, sia quello di sensibilizzare i cittadini europei sulla principale politica di investimento dellUE.

 

Quest’anno, senza dubbio, l’Unione europea ha allontanato due minacce populiste e particolarmente pericolose per la propria unità nei Paesi Bassi e in Francia. Anche se la dimostrazione della sua volontà di riforma si riscontra al più alto livello nelle sue riflessioni sul futuro dell’Europa, si trova oggi ad un crocevia.

Sono stati compiuti, a volte con successo, dei tentativi di riforma, ma le «vecchie» politiche rappresentano ancora una minaccia, soprattutto la politica di coesione e la politica agricola comune. Allo stesso tempo, stanno comparendo nuove sfide, come la Brexit o la necessità di fare di più in materia di sicurezza dei cittadini, difesa, gestione della migrazione e dei rifugiati e politica estera.

In questa situazione, scegliere gli obiettivi sbagliati sarebbe un errore, ragion per cui il Comitato europeo delle regioni (CdR) difende una politica di coesione forte ed efficace, visibile ai cittadini.

E per difenderla in modo ancor migliore, è stata istituita la #CohesionAlliance, o Alleanza per la coesione. Tra il grande pubblico vi è scarsa consapevolezza della politica di coesione, sebbene sia la principale politica di investimento dell’UE. Esiste di fatto una tendenza a dimenticare che l’Europa avrebbe un aspetto ben diverso senza questa politica.

Le cifre dicono tutto

Come evidenziato nel documento di consultazione sul futuro delle finanze dell’UE, non si dovrebbe mai dimenticare che, per il periodo 2007-2013, la politica di coesione ha fornito assistenza finanziaria a 121 400 start-up e a circa 400 000 PMI, 94 955 progetti di ricerca e 33 556 progetti di cooperazione tra PMI e centri di ricerca, 41 600 nuovi posti di lavoro a lungo termine relazionati alla ricerca, 1500 km di linee ferroviarie rinnovate nella rete transeuropea di trasporto e, infine, 49,7 milioni di partecipazioni in interventi volti a migliorare il capitale umano, quasi metà delle quali hanno portato all’acquisizione di nuove competenze.

Un’Europa che offre protezione per i propri cittadini, in particolare contro gli effetti negativi della globalizzazione, è incarnata dalla sua politica di coesione. Né è una coincidenza che il sostegno dei cittadini a questa politica sia in costante ascesa, come dimostrato dal recente sondaggio Eurobarometro di giugno 2017, in cui per il 78 % dei cittadini gli investimenti regionali dell’UE hanno avuto un impatto positivo sulla propria città o regione.

Le cifre parlano da sole: questa protezione è tangibile, ma la politica di coesione rimane una delle politiche europee più osteggiate in un contesto in cui, nel futuro, ci aspettiamo di vedere un drastico calo nel quadro finanziario pluriennale (QFP), in particolare a causa dell’uscita del Regno Unito dall’UE.

La mia analisi è la seguente: il CdR, da solo, non può difendere questa politica e ottenere i risultati attesi. Solo mediante la #CohesionAlliance può fungere da catalizzatore per tutte le numerose iniziative di buona qualità favorevoli alla coesione che nascono nei territori: le città, le regioni, la società civile, il mondo economico, le associazioni e le reti si stanno tutti mobilitando per proporre una nuova politica di coesione per il futuro.

L’idea, infatti, non è quella di abbracciare i principi inviolabili di un politica di coesione immobile. Al contrario, per far sì che la politica di coesione continui ad esistere, la soluzione è dimostrare che debba essere trasformata adottando i suoi principi fondanti e la triade virtuosa basata sulla coesione territoriale, sulla mobilizzazione del settore privato attraverso strumenti finanziari idonei e facendo parte di un Patto di stabilità e crescita più flessibile.

L’opinione del CdR «a favore di una politica di coesione europea post-2020 forte ed efficace» sottolinea questo orientamento: un bilancio all’altezza delle nostre ambizioni; la riaffermazione del principio della politica di partenariato basata su un approccio territoriale; una drastica semplificazione delle procedure, in particolare di gestione e controllo, basata sui principi di differenziazione e proporzionalità; un legame più forte con le riforme strutturali mediante la condizionalità ex-ante; nuovi indicatori per stanziare fondi e prendere meglio in considerazione le disparità subregionali; e una maggiore visibilità dei risultati.

Unire le forze

Sono questi principi, in cui il CdR e le principali associazioni di autorità locali (CRPM, ARE, Eurocittà, CCRE, ARFE) hanno confluito, a creare questa piattaforma della #CohesionAlliance, destinata a condurre tutte le iniziative identificabili in questi principi generali. Di conseguenza, il CdR può diventare il portavoce istituzionale dei territori e delle richieste dei cittadini nei negoziati sul prossimo QFP e nello sviluppo di futuri regolamenti che guideranno l’utilizzo dei Fondi strutturali e d’investimento europei.

A seguito dell’adozione dell’opinione del CdR, il 12 maggio 2017, e del lancio della grande iniziativa della #CohesionAlliance, il 18 maggio, lanceremo politicamente questa piattaforma il 9 ottobre, in occasione della Settimana europea delle regioni e delle città.

La mia ambizione è quella di rendere questa iniziativa il più tangibile e visibile possibile, in modo da raggiungere il massimo numero di rappresentati eletti locali, regionali, nazionali ed europei e, oltre a ciò, raggiungere quotidianamente tutte le persone che sperimentano quotidianamente il valore aggiunto della politica di coesione.

Proprio per questo motivo, tale alleanza sarà al centro della riunione tra il Comitato per lo sviluppo regionale del Parlamento europeo e il Comitato per la coesione territoriale del CdR, programmata per il 10 ottobre. Assieme al commissario Creţu, sarà importante trasmettere questi messaggi al Consiglio «Affari generali» del 15 novembre, al fine di continuare a sensibilizzare gli Stati membri che prenderanno decisioni in materia di bilancio, essenziali per il futuro dell’Europa.

Collaborando con l’Alleanza, raccoglieremo tutte le nostre energie per difendere la politica di coesione nell’interesse di tutti gli europei.

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