Fondo di solidarietà dell'UE

Altri strumenti

 

Il Fondo di solidarietà dell'Unione europea (FSUE) è nato per rispondere alle grandi calamità naturali ed esprimere la solidarietà europea alle regioni colpite all'interno dell'UE. Il Fondo è stato istituito a seguito delle gravi inondazioni che hanno devastato l'Europa centrale nell'estate del 2002. Da allora è stato utilizzato ben 80 volte in risposta a diversi tipi di catastrofi, tra cui inondazioni, incendi forestali, terremoti, tempeste e siccità. Finora sono stati erogati oltre 5 miliardi di euro a favore di 24 paesi europei. Elenco degli interventi PDF en

In risposta alla pandemia di Covid-19, a partire dal 1º aprile 2020 il campo di applicazione del Fondo di solidarietà dell'Unione europea (FSUE) è stato esteso per comprendere le principali emergenze sanitarie. Trova qui l'apposita pagina.

La domanda di contributo deve pervenire alla Commissione entro 12 settimane a partire dal primo danno subito. In caso di disastri che si sviluppano lentamente, come le siccità o le emergenze sanitarie, questo termine è fissato a 12 settimane dopo la prima azione ufficiale per affrontare l'emergenza. Per la Covid-19 si applicano condizioni speciali (vai alla pagina dedicata).

Si consiglia vivamente agli organismi incaricati di preparare la domanda di stabilire quanto prima un contatto diretto con il servizio competente della DG Politica regionale, che potrà fornire consigli per accelerare il più possibile la relativa procedura.

Questa pagina viene aggiornata regolarmente. Scaricare l'ultima versione del modulo per le domande di contributo.

  • Modulo per le domande di contributo ( 16-11-2017) Word en
  • Note orientative ( 16-11-2017)Word en
  • Soglie per le principali catastrofi PDF en
  • Soglie per le catastrofi regionali PDF en
  • Come determinare la soglia per le calamità che colpiscono diverse regioni (sulla base della media ponderata del PIL) xls en
  • Possibile entità del contributo? PDF en
  • Guidance on implementation, closure and auditing processes PDF en

La Commissione valuta la richiesta e, se la richiesta viene accettata, propone l'ammontare dell'aiuto al Consiglio e al Parlamento europeo che devono darne approvazione prima dell'erogazione dell'importo. Quando i fondi sono disponibili nel bilancio dell'UE la Commissione decide di assegnare l'aiuto allo Stato colpito. Successivamente, l'importo viene erogato immediatamente in un'unica soluzione. Una volta erogato l'importo, lo Stato interessato è responsabile dell'utilizzo dei fondi e dovrà occuparsi anche della scelta delle operazioni da eseguire e dell'esecuzione delle attività di verifica e controllo. Le misure di emergenza possono essere finanziate retroattivamente a partire dal giorno in cui si è verificata la calamità.

Va ricordato che il FSUE non è uno strumento di risposta rapida per far fronte alle conseguenze di una calamità naturale. L'aiuto può essere concesso allo Stato interessato soltanto a seguito di una domanda e al termine di una procedura finanziaria, il cui completamento può richiedere diversi mesi.

Nel maggio del 2019 la Commissione ha pubblicato un'importante valutazione dell'operato del Fondo dalla sua creazione nel 2002 e ha formulato raccomandazioni per il futuro. La valutazione fa emergere l'elevato valore aggiunto del Fondo nel sostenere gli sforzi per le emergenze e la ripresa e nell'alleviare l'onere finanziario che grava sulle autorità nazionali e regionali. Il Fondo ha erogato 5,2 miliardi di euro, tra cui un importo record di 1,2 miliardi di euro per i terremoti del 2016/2017 nell'Italia centrale.
La relazione ha inoltre individuato margini di miglioramento in termini di velocità, coerenza, efficacia e sensibilizzazione dell'opinione pubblica riguardo agli interventi.
Per saperne di più sulla valutazione

Commissione europea
DG Politica regionale e urbana
Unità E1/EUSF
B-1049 Bruxelles
Belgio
Inguna Kramina
Inguna.KRAMINA@ec.europa.eu
phone: +32 229-66062
Nyla Cruz
Nyla.Cruz@ec.europa.eu
phone: +32 2 295 36 09

Quando interviene l'FSUE?

The EUSF L'FSUE può fornire aiuti finanziari agli Stati membri e ai paesi impegnati nei negoziati di adesione:

  • in caso di "grave catastrofe": danni diretti totali superiori a 3 miliardi di euro a prezzi 2011 oppure allo 0,6% dell'RNL dello Stato colpito, se tale importo è inferiore
  • in caso di catastrofi di entità minore, le cosiddette "catastrofi regionali": danni diretti totali superiori all'1,5% del PIL regionale (a livello NUTS2). Per le regioni ultraperiferiche si applica la soglia dell'1% del PIL regionale
  • nel caso in cui uno Stato ammissibile sia colpito dalla stessa grave catastrofe di uno Stato limitrofo ammissibile;
  • in caso di "grave emergenza sanitaria": il costo totale delle misure di risposta all'emergenza è stimato superiore a 1,5 miliardi di euro a prezzi 2011, oppure superiore allo 0,3% del suo RNL.

Quale sarà il bilancio disponibile?

Gli aiuti del Fondo di solidarietà possono raggiungere una quota annuale massima di 500 milioni di euro (a prezzi 2011) oltre allo stanziamento non speso dell'anno precedente in aggiunta al normale bilancio dell'UE. Le singole sovvenzioni devono essere approvate dal Parlamento europeo e dal Consiglio su proposta della Commissione. Un quarto di questo importo deve rimanere a disposizione il 1° ottobre di ogni anno per far fronte ad eventuali esigenze fino alla fine dell'anno. In casi eccezionali e di insufficienza delle risorse residue disponibili, l'ammanco viene coperto attingendo al bilancio dell'anno successivo.

Per quali azioni?

The EUSF L'FSUE integra la spesa pubblica degli Stati membri per finanziare i seguenti interventi di emergenza:

  • ripristinare la funzionalità delle infrastrutture e degli impianti nei settori dell'energia, dell'acqua, delle acque reflue, delle telecomunicazioni, dei trasporti, della sanità e dell'istruzione;
  • realizzare misure provvisorie di alloggio e finanziare servizi di soccorso destinati a soddisfare le necessità della popolazione colpita;
  • mettere in sicurezza le infrastrutture di prevenzione e adottare misure di protezione del patrimonio culturale;
  • ripulire le zone danneggiate, comprese le zone naturali, in linea, se del caso, con approcci eco-compatibili e ripristinare immediatamente le zone naturali colpite al fine di evitare gli effetti immediati legati all'erosione del suolo;
  • fornire rapidamente assistenza, anche medica, alla popolazione colpita da una grave emergenza sanitaria;
  • proteggere la popolazione dal rischio di subire conseguenze, anche per quanto riguarda la prevenzione, il monitoraggio o il controllo della diffusione di malattie, la lotta contro i gravi rischi per la salute pubblica o l'attenuazione del loro impatto sulla salute pubblica.

L'FSUE non è nato per coprire tutte le spese legate ad un disastro naturale. In linea di principio, esso si limita ai danni non assicurabili e non copre ad esempio le perdite subite da soggetti privati. Inoltre, le azioni a lungo termine, come la riconversione economica e la prevenzione, non sono ammissibili a beneficiare dei finanziamenti dell'FSUE. Tuttavia, in tal caso è possibile beneficiare di altri strumenti, in particolare i fondi strutturali e di investimento europei.

Esempio

Austria – inondazioni dell'agosto 2005 (catastrofe regionale)

Nell'agosto del 2005 si sono verificate violente inondazioni in alcune zone del Vorarlberg e del Tirolo (Austria), con gravi danni per il settore agricolo, il turismo, le case e le imprese, la rete dei trasporti e le altre infrastrutture. I danni diretti ammontavano complessivamente a 591,94 milioni di euro, pari a circa lo 0,27% dell'RNL austriaco. Poiché tale importo è inferiore alla soglia prevista per l'intervento del Fondo di solidarietà in caso di catastrofi gravi (0,6% dell'RNL austriaco, ossia 1,3363 miliardi di euro), la richiesta è stata esaminata applicando i criteri eccezionali per le cosiddette catastrofi regionali straordinarie. La Commissione è giunta alla conclusione che la richiesta conteneva elementi sufficienti per giustificare un intervento eccezionale del Fondo di solidarietà e concedere un aiuto pari a 14,79 milioni di euro. I fondi sono stati utilizzati per:

  • il ripristino immediato delle infrastrutture, in particolare le strade statali. Contributo totale dell'FSUE: 9,86 milioni di euro.
  • la realizzazione immediata delle infrastrutture di prevenzione, in particolare la ricostruzione degli argini danneggiati, comprese la rimozione degli alberi e delle macerie, la costruzione di sbarramenti e la stabilizzazione e il ripristino degli alvei fluviali. Contributo totale dell'FSUE: 4,93 milioni di euro.

Documenti

Scheda informativa

Relazioni

Panorama (rivista)

Comunicati stampa