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Il mercato digitale transatlantico

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Consiglio Atlantico e Dipartimento del Commercio USA favorevoli alla realizzazione di un’area di commercio digitale transatlantica entro il 2020

a cura di Roberto Scavizzi, Eurocomunicazione*

Nell’aprile 2016 il Consiglio Atlantico ha pubblicato un Report intitolato “Building a Transatlantic Digital Marketplace: Twenty Steps Toward 2020”[1] contenente 20 steps, la cui attuazione porterebbe alla creazione di un mercato digitale transatlantico che si estenderebbe «da Silicon Valley a Tallin».


 

15-06-2016

Sulla stessa linea il Segretario al Commercio americano, Bruce H. Andrews, secondo il quale al Dipartimento del Commercio si condividono «molti degli obiettivi» indicati nel predetto Report[2].

Fra le venti  azioni indicate dal Consiglio Atlantico ve ne sono alcune che si caratterizzano per l’innovatività sul piano geopolitico ed economico: la costituzione di un Consiglio digitale formato da rappresentanti degli Stati Uniti e dell’UE con sede a Washington e, ad un livello superiore, presso la Commissione europea (step 1); la riduzione delle barriere digitali e l’ampliamento del processo di digitalizzazione al mercato transatlantico e globale nell’ambito delle negoziazioni del Transatlantic Trade and Investment Partnership (TTIP) (step 2); l’adozione di una «net-neutrality regulations» (step 11) e l’accentuazione dell’utilizzo della cybersecurity nel trattamento dei dati personali (step 17).

Al riguardo, David O’Sullivan, ambasciatore UE presso il Governo degli Stati Uniti, non ha escluso la possibile realizzazione della zona di scambio digitale euro-americana avendo, però, cura di osservare come le principali problematiche derivino dal fatto che l’Europa e gli Stati Uniti hanno ordinamenti giuridici ben distinti e che, pertanto, per la concretizzazione del predetto progetto occorrerebbe che le parti individuassero soluzioni legislative in grado di consentire l’interazione tra i due diversi e autonomi sistemi legali [3].

Dunque, appare evidente come le negoziazioni in merito al TTIP e, in particolare, al settore afferente alle Tecnologie dell’informazione e della comunicazione, risultano strettamente connesse al tema del Mercato unico digitale voluto dall’UE – presto operativo – e all’ulteriore sviluppo del libero mercato digitale transatlantico, auspicato dagli Stati Uniti. Non a caso la Commissione europea intende negoziare il tema dell’uso di strumenti informatici e telematici per stabilire modalità di collaborazione tese ad un’applicazione più efficace dei regolamenti nell’Ue e negli Stati Uniti e, contestualmente, aumentare la cooperazione su temi come l’informazione sui prodotti per i consumatori, l’accessibilità elettronica, l’interoperabilità e la certificazione dei prodotti. In ogni caso, sul piano negoziale, Bruxelles sottolinea come vi sia la disponibilità ad allineare gli “standards” legali e tecnici purché ciò non comporti una minore tutela per i consumatori.

In conclusione, l’ipotesi di creazione di un’area di libero scambio digitale europea e statunitense potrebbe verosimilmente realizzrsi purché:

- le parti fossero disposte a dare piena attuazione, nella fase di regolamentazione nel dettaglio, ai principi di base contenuti nell’accordo politico del febbraio 2016 in merito al «Privacy Shield»[4].

- i criteri “cardine” in merito all’utilizzo delle Tecnologie dell’informazione e della comunicazione, indicati dall’Unione europea nell’ambito delle negoziazioni relative al TTIP, ispirassero in modo ampio e profondo la regolamentazione del Transatlantic digital Market;

- da ultimo, sul piano generale, come osservato dall’Ambasciatore O’Sullivan, fosse possibile giungere ad una corretta interazione degli ordinamenti giuridici facenti capo alle due superpotenze.

 

*Disclaimer
L'opinione espressa è dell'autore e non rispecchia necessariamente la posizione della Commissione europea.


 

[1] Building a Transatlantic Digital Marketplace: Twenty Steps toward 2020. Report of the Atlantic Council Task Force on Advancing a Transatlantic Digital Agenda. Co-chairs H.E. Carl Bildt, The Hon. William E. Kennard; aprile 2016.

[2] Dichiarazione del Segretario al Commercio americano, Bruce H. Andrews nel corso del convegno sul documento programmatico in tema di Agenda Transatlantica Digitale tenutosi a Washington presso la sede del Consiglio Atlantico in data 17 maggio 2016.

[3] Dichiarazione dell’Ambasciatore Ue presso il governo degli Stati Uniti, David O’Sullivan in occasione del convegno sul documento programmatico in tema di Agenda Transatlantica Digitale tenutosi a Washington presso la sede del Consiglio Atlantico in data 17 maggio 2016.

[4] Il «Private Shield» sostituisce integralmente il «Safe Harbour» in tema di flusso di dati personali tra Europa e Stati Uniti ed il loro relativo trattamento invalidato dalla sentenza della Corte di Giustizia dell’ottobre 2015 avente ad oggetto il caso Shrems v. Facebook. Nello specifico, la Commissione europea ha previsto che il «nuovo regime» dovrà prevedere «obblighi severi per le imprese che trattano dati personali dei cittadini UE ed un controllo rigoroso del rispetto di tali obblighi»; «obblighi di trasparenza» per l’accesso del governo degli USA ai predetti dati personali ed, infine, «una protezione efficace dei diritti dei cittadini UE» mediante strumenti processuali applicabili.