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Ritorno a Schengen: la Commissione compie ulteriori passi verso l’eliminazione dei controlli alle frontiere interne

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La Commissione ha proposto oggi una raccomandazione, che sarà oggetto di una decisione del Consiglio, sulla proroga di controlli proporzionati a determinate frontiere interne Schengen, ovvero quelle di Germania, Austria, Svezia, Danimarca e Norvegia, per un periodo massimo di sei mesi

04-05-2016

La Commissione ha proposto oggi una raccomandazione, che sarà oggetto di una decisione del Consiglio, sulla proroga di controlli proporzionati a determinate frontiere interne Schengen, ovvero quelle di Germania, Austria, Svezia, Danimarca e Norvegia, per un periodo massimo di sei mesi. Questi paesi hanno già introdotto misure nazionali per affrontare la minaccia all’ordine pubblico e alla sicurezza interna causata dai movimenti secondari dei migranti irregolari. Il progetto di raccomandazione odierno propone di prorogare tali misure, conformemente al codice frontiere Schengen. Malgrado i progressi significativi compiuti dalla Grecia, infatti, non è stato possibile porre rimedio in modo adeguato e completo entro il termine di tre mesi a tutte le carenze gravi identificate.

Il primo Vicepresidente Frans Timmermans ha dichiarato: “Le autorità greche hanno compiuto sforzi considerevoli e i progressi sul campo sono reali. Inoltre, l’accordo UE-Turchia ha ridotto drasticamente gli arrivi in Grecia. La nostra frontiera esterna resta tuttavia sottoposta a una forte pressione migratoria, e moltissimi migranti sono ancora in Grecia. Per questi motivi, fino a quando non si porrà rimedio alle gravi carenze nella gestione delle frontiere, alcune misure di controllo alle frontiere interne vanno mantenute. Abbiamo una tabella di marcia chiara per il ritorno a un funzionamento normale dello spazio Schengen entro novembre, e dobbiamo arrivarci in modo ordinato. Salviamo Schengen se applichiamo Schengen .”

Dimitris Avramopoulos, Commissario per la Migrazione e gli affari interni, ha dichiarato: “Schengen è uno dei grandi risultati dell’Unione europea, e il nostro obiettivo finale resta il ripristino della normalità nello spazio Schengen. Nel frattempo, in considerazione delle carenze che ancora si riscontrano alle nostre frontiere, dobbiamo adottare misure temporanee che consentano la proroga eccezionale dei controlli alle frontiere interne. La Grecia in particolare, ma anche altri paesi lungo la rotta dei Balcani occidentali, continuano a ospitare un numero elevato di richiedenti asilo e migranti irregolari, per i quali esiste il rischio di movimenti secondari. La Grecia ha compiuto progressi considerevoli ed è sulla strada giusta e la Commissione europea continua a fornire ampio supporto alle autorità greche.”

Da quando una relazione di valutazione Schengen a novembre 2015 ha identificato carenze gravi nella gestione delle frontiere esterne della Grecia ci sono stati progressi significativi in molti degli aspetti segnalati: in particolare è migliorato il processo di registrazione dei migranti regolari, sia in termini di attrezzature che di risorse umane. L’attuazione iniziale dell’accordo UE-Turchia e le operazioni Frontex e NATO in corso hanno inoltre portato a una significativa riduzione del numero dei migranti irregolari e dei richiedenti asilo che attraversano l’Egeo per raggiungere la Grecia.

Tuttavia a oggi le conclusioni della Commissione, basate tra l’altro su una visita di valutazione Schengen in Grecia dal 10 al 16 aprile, mostrano che a causa di alcune carenze persistenti il rischio di movimenti secondari significativi permane. Per questo motivo numerosi Stati membri hanno ripristinato temporaneamente i controlli alle frontiere interne. Inoltre, deve ancora essere confermato il carattere duraturo della forte diminuzione degli arrivi registrata nelle ultime settimane.

Il funzionamento globale dello spazio Schengen è quindi ancora a rischio e pertanto, in base alle informazioni a sua disposizione, la Commissione ha proposto che il Consiglio adotti una raccomandazione indirizzata agli Stati membri che attualmente hanno ripristinato i controlli alle frontiere interne, invitandoli a continuare a mettere in atto controlli mirati e misurati in zone di frontiera specifiche per un periodo limitato a sei mesi onde affrontare le minacce gravi identificate. Durante questo periodo gli Stati membri interessati dovranno monitorare i controlli costantemente, e adeguarli al livello di minaccia identificato.

Nello specifico la Commissione propone che il Consiglio raccomandi che cinque paesi mantengano i seguenti controlli alle frontiere interne per ulteriori sei mesi:

  • Austria alle frontiere terrestri con l’Ungheria e la Slovenia;
  • Germania alla frontiera terrestre con l’Austria;
  • Danimarca nei porti danesi collegati via traghetto con la Germania e alla frontiera terrestre con la Germania;
  • Svezia nei porti svedesi nelle regioni di polizia Sud e Ovest e al ponte Öresund;
  • Norvegia nei porti norvegesi collegati via traghetto con la Danimarca, la Germania e la Svezia.

Tali misure, previste dal codice frontiere Schengen, salvaguardano il funzionamento complessivo dello spazio come zona senza controlli alle frontiere interne. L’obiettivo della Commissione è ripristinare uno spazio Schengen che funzioni normalmente ed eliminare tutti i controlli alle frontiere interne entro il 2016; secondo quanto previsto dalla tabella di marcia per il ritorno a Schengen.

Contesto

Il codice frontiere Schengen (articolo 29 - ex articolo 26) stabilisce procedure per circostanze eccezionali in cui il funzionamento globale dello spazio Schengen è messo a rischio a seguito di carenze gravi e persistenti alle frontiere esterne. Questa procedura non ha l’obiettivo di sanzionare o isolare uno Stato membro e non mira a escludere alcuni Stati membri dallo spazio Schengen.

Nel quadro del meccanismo di valutazione Schengen, istituito a ottobre 2013, le valutazioni Schengen sono effettuate negli Stati membri sulla base di un programma di valutazione pluriennale e uno annuale. Tali visite possono essere con o senza preavviso e sono effettuate da squadre guidate dalla Commissione delle quali fanno parte esperti degli Stati membri e di Frontex.

In base ai risultati di ogni visita viene redatta una relazione che individua le eventuali carenze, accompagnata da raccomandazioni su provvedimenti correttivi che vanno attuati entro il termine indicato. Il Consiglio, sulla base di una proposta della Commissione, adotta le raccomandazioni. Lo Stato membro interessato deve quindi presentare un piano d’azione in cui spiega come intende rimediare alle carenze identificate.

Se sono individuate carenze gravi nella gestione delle frontiere esterne la Commissione può inoltre raccomandare che lo Stato membro soggetto a valutazione adotti misure specifiche al fine di garantire l’attuazione della raccomandazione del Consiglio.

Una valutazione dell’applicazione delle norme Schengen nel settore della gestione delle frontiere esterne in Grecia è stata effettuata nel novembre 2015. La relazione di valutazione, che rivela carenze gravi nei controlli alle frontiere esterne della Grecia, è stata adottata dalla Commissione il 2 febbraio 2016. Le raccomandazioni sui provvedimenti correttivi sono state adottate dal Consiglio il 12 febbraio 2016.

Poiché la relazione di valutazione ha rilevato carenze gravi, la Commissione ha adottato il 24 febbraio 2016 una decisione di esecuzione che formula raccomandazioni su misure specifiche che devono essere adottate dalla Grecia. Le raccomandazioni mirano ad assicurare che la Grecia applichi tutte le norme Schengen relative alla gestione della frontiera esterna.

Il 12 marzo 2016 la Grecia ha presentato un piano d’azione per rimediare alle carenze individuate nella relazione di valutazione e oggetto delle raccomandazioni del Consiglio. Il 12 aprile 2016 la Commissione ha presentato la sua valutazione dell’adeguatezza del piano d’azione. Il 29 aprile 2016 la Grecia ha presentato una relazione sull’attuazione del piano d’azione.

In conformità al codice frontiere Schengen la Commissione deve valutare, sulla base di una relazione della Grecia che sarà presentata entro tre mesi dalle raccomandazioni del Consiglio, se le carenze gravi persistono. La raccomandazione proposta oggi è la risposta a questo obbligo giuridico.

Per saperne di più:

Domande e risposte: un approccio coordinato a livello di UE sui controlli alle frontiere interne

Proposta della Commissione di raccomandazione del Consiglio sui controlli alle frontiere interne

Valutazione della Commissione del piano di azione della Grecia (Comunicato stampa in inglese)

Comunicazione della Commissione: Assessment of Greece’s Action Plan to remedy the serious deficiencies identified in the 2015 evaluation on the application of the Schengen acquis in the field of management of the external border (Valutazione del piano d’azione della Grecia per rimediare alle gravi carenze individuate nella valutazione del 2015 dell’applicazione da parte della Grecia dell’acquis di Schengen nel settore della gestione delle frontiere esterne)

SCHEDA INFORMATIVA: Le regole di Schengen (in inglese)

Comunicazione della Commissione: Ritorno a Schengen - Tabella di marcia

SCHEDA INFORMATIVA: Gestire la crisi dei rifugiati - Sostegno finanziario dell’UE alla Grecia (in inglese)