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Crisi dei migranti: accordo UE-Turchia

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Raggiunto un accordo tra UE e Turchia per dissuadere i migranti dal percorrere rotte irregolari per raggiungere l'UE e colpire il modello di business dei trafficanti di esseri umani.

21-03-2016

Il 18 marzo l'Unione europea e la Turchia hanno deciso di fermare la migrazione irregolare dalla Turchia verso l'UE. Questa decisione fa seguito al piano d’azione comune UE-Turchia avviato il 29 novembre 2015 e alla dichiarazione UE-Turchia del 7 marzo.

L'accordo mira a colpire il modello di business dei trafficanti di esseri umani ed elimina gli incentivi a percorrere rotte irregolari per raggiungere l'UE, nel pieno rispetto della legislazione dell'UE e internazionale.

Il Presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker ha sottolineato che l'accordo "è conforme a tutte le norme dell'UE e internazionali. Le domande dei rifugiati e dei richiedenti asilo saranno trattate singolarmente e si potrà presentare ricorso. Il principio di non respingimento sarà rispettato."

In seguito all'accordo raggiunto tra l'Unione europea e la Turchia, dal 20 marzo 2016 tutti i nuovi migranti irregolari in viaggio dalla Turchia verso le isole greche dovranno tornare in Turchia. Gli Stati membri dell'UE hanno anche deciso di fornire tempestivamente alla Grecia i mezzi necessari, tra cui guardie di frontiera, esperti in materia di asilo e interpreti.

Il Presidente ha annunciato di aver nominato quale coordinatore dell'Unione europea Maarten Verwey, che si trova già in Grecia in qualità di Direttore generale del servizio di assistenza per le riforme strutturali della Commissione. Sarà lui ad organizzare la distribuzione dei 4 000 funzionari necessari dalla Grecia, dai Paesi membri, dall'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo e da FRONTEX.

 

Per saperne di più

Domande e risposte sull'accordo UE-Turchia (in italiano)

Articolo sul Consiglio europeo e l'incontro dei Capi di Stato e di governo con la Turchia (in inglese)