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Accordi commerciali:convengono davvero?#UEverofalso

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Sfatiamo alcuni  miti!

06-02-2018

Che cosa sono gli accordi commerciali?

Sono una serie di norme che regolano il commercio tra l'Unione europea e i Paesi terzi. Servono a rendere più economico lo scambio di beni e servizi con Paesi che non fanno parte dell'UE. Grazie agli accordi commerciali, le aziende europee hanno maggiore accesso ai mercati esteri e, di conseguenza, possono fornire i propri prodotti e servizi finali a tariffe più basse e competere in maniera più efficace a livello internazionale. Per i consumatori, gli accordi commerciali significano prezzi più bassi e una scelta più ampia. È stato calcolato che un aumento dell’1% delle importazioni nel settore manifatturiero porta a una diminuzione del 3,6% dei prezzi medi dei prodotti.

Uno degli accordi commerciali concluso di recente è il CETA[1], grazie al quale verrà ridotto il 98% dei dazi doganali tra UE e Canada. Il CETA aiuterà le esportazioni italiane ed europee verso il Canada. Ad oggi, dall'esportazione verso il Canada dipendono 865mila i posti di lavoro in Europa, di cui 63mila in Italia.

Gli accordi commerciali convengono solo alle grandi imprese, le piccole non avranno vantaggi.

Falso! Gli accordi commerciali avvantaggiano proprio le piccole e medie imprese perché riducono i dazi doganali permettendo anche alle aziende meno grandi di essere presenti sui mercati extraeuropei. Alcuni accordi prevedono poi dei vantaggi specifici: il CETA, ad esempio, permetterà alle PMI europee di partecipare alle gare d'appalto in Canada. Inoltre, un'impresa europea che intende vendere un giocattolo in Canada potrà far testare la sicurezza del prodotto una sola volta in Europa, ottenendo un certificato valido anche per il Canada. Grazie al CETA, una piccola azienda siciliana di cravatte artigianali ha usufruito di dazi doganali ridotti del 16-18% e di procedure amministrative più snelle per continuare a essere presente sul mercato canadese.

Gli accordi sono una fregatura: aprono le porte a cibi poco sicuri e svendono gli standard dell'UE!

Falso! Il CETA, così come gli altri accordi commerciali internazionali, non cambia il diritto dei governi di agire per salvaguardare la salute umana, animale, vegetale e ambientale in caso di rischio percepito. Alcuni accordi prevedono delle esenzioni particolari per alcuni settore. Il CETA, per esempio, tutela alcuni settori sensibili: non apre il mercato per i prodotti come uova e pollame, mentre solo quantità limitate di carni bovine, suine e di granturco dolce potranno entrare in Europa senza dazi. Inoltre, gli accordi commerciali non mettono in discussione il divieto di commercializzare carne bovina trattata con ormoni in Europa e le regole UE in materia di organismi genicamente modificati (OGM).

Gli accordi commerciali non proteggono i prodotti delle nostre terre!

Falso! Nessun accordo commerciale prevede una diminuzione delle tutele per i prodotti di qualità italiani o europei. È vero il contrario: molti accordi commerciali prevedono il riconoscimento da parte dei Paesi extra-UE delle "indicazioni geografiche", ossia prodotti DOP (Denominazione di Origine Protetta), IGP (Indicazione Geografica Protetta) e STG (Specialità Tradizionale Garantita).

Ad esempio, il CETA permette la vendita in Canada di 143 indicazioni geografiche europee. Tra queste, 41 prodotti italiani che rappresentano il 92% delle esportazioni italiane verso il Canada. Grazie al CETA, per esempio, il Prosciutto di Parma sarà finalmente venduto con il suo nome originale. Inoltre, grazie al CETA i prodotti di qualità europei avranno anche in Canada lo stesso livello di protezione che abbiamo qui in Europa contro le contraffazioni alimentari.

Gli agricoltori europei saranno avvantaggiati anche dal recente accordo commerciale con il Giappone[2] che eliminerà i dazi su oltre il 90% delle esportazioni agricole dell'UE sin dal primo giorno. Ciò renderà i prodotti europei più accessibili e ancora più attraenti per i consumatori giapponesi. Inoltre, il Giappone riconoscerà e proteggere più di 200 indicazioni geografiche europee: a differenza di quanto avviene oggi, come regola generale sarà illegale vendere prodotti d'imitazione o non autentici

Buone notizie anche per i prodotti alimentari trasformati, quali pasta, cioccolato, dolciumi e biscotti, che potranno essere esportati in Giappone più facilmente. Ad oggi, il valore delle esportazioni di tali prodotti dall'UE in Giappone ammonta a mezzo miliardo di euro all'anno.

Per saperne di più:

 

 

 


[1] Comprehensive Economic and Trade Agreement, letteralmente "Accordo economico e commerciale globale."

[2] EU-Japan Economic Partnership Agreement, ovvero accordo di partenariato economico UE-Giappone