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I nostri soldi finiscono nel buco nero del budget dell'Europa? #UEVeroFalso

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disegno con bilancia che pesa persone e soldi sopra bandiera UE
©EC

 

Sfatiamo alcuni miti!

01-02-2018

L’Europa ci costa troppo e serve solo a pagare un apparato di burocrati!

Falso!

Il bilancio dell'Unione europea è pari a circa l'1% del PIL medio degli stati membri. Il 94% del budget è investito direttamente sui territori, mentre solo il 6% serve al funzionamento dell’apparato. Il bilancio UE è di fondamentale importanza per tradurre le politiche europee in realtà concrete e realizzare economie di scala negli investimenti che nessun paese, isolatamente,  potrebbe permettersi di finanziare, ad esempio per grandi progetti di ricerca e sviluppo o per le infrastrutture.

Gli esempi positivi per l’Italia sono innumerevoli. Tra questi, pensiamo al progetto per la promozione di dieci Tecnopoli, realizzato in Emilia-Romagna, che ha portato alla conclusione di oltre 2.500 contratti tra imprese e laboratori. 

L’Italia versa più di quanto riceve dai finanziamenti UE!

Vero!

L’Italia è il terzo "contribuente netto" al bilancio dell'Unione europea dopo Germania e Francia, il che vuol dire che versa nelle casse di Bruxelles  più di quanto riceva. Nello specifico l'Italia ha contribuito nel 2016 con più di 16 miliardi di euro  al bilancio UE, e ha ricevuto circa 11 miliardi di euro, destinati prevalentemente alle politiche di coesione. Se si calcola poi il contributo italiano al bilancio dell’UE in proporzione al numero di abitanti, l’Italia si piazza intorno al decimo posto della classifica dei pagamenti pro capite.

Uscire dall’Europa è un gioco a somma zero!

Falso!

L'approccio puramente aritmetico non tiene conto di tutti benefici che i cittadini e le imprese italiane ottengono dall’UE.  La pace, la stabilità politica, la sicurezza e la possibilità di risiedere, lavorare, studiare e viaggiare liberamente nell’Unione sono difficili da quantificare. Un mercato di dimensione continentale, composto da più di 500 milioni di consumatori favorisce le imprese e le esportazioni e dunque la creazione di posti di lavoro. Un dato economico su tutto dà il senso delle proporzioni: il 56% delle esportazioni italiane avviene all'interno dell'Unione europea.

“Regalare” finanziamenti ad altri paesi non favorisce l’Italia!

Falso! Gli investimenti europei sono erogati a beneficio dell’UE nel suo complesso e i fondi messi a disposizione di un Paese possono apportare vantaggi anche alle imprese di altri Stati membri. È quel che è successo, ad esempio, ad un'impresa del nostro paese che ha ricevuto una commessa di 112 milioni di euro per l'ammodernamento di una linea ferroviaria in Bulgaria. Anche nel campo della ricerca, università e imprese italiane possono partecipare a consorzi e progetti in altri Paesi europei.

Per maggiori informazioni:

Documento di riflessione sul futuro delle finanze dell'UE

Il bilancio dell'Unione europea