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Coronavirus: una maggiore flessibilità della politica di coesione dell'UE aiuta le regioni italiane a far fronte alla crisi

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La Commissione europea ha accolto con favore e approvato la richiesta di reindirizzare 30 milioni di EUR del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) per aiutare due regioni italiane, Emilia Romagna e Toscana, a far fronte alla crisi del coronavirus. Le due regioni sono le prime ad avvalersi degli strumenti di flessibilità previsti dall’iniziativa di investimento in risposta al coronavirus.

28-05-2020

L'Emilia Romagna finanzierà un invito a presentare progetti rivolto alle industrie e ai centri di ricerca per finanziare progetti a breve termine per lo sviluppo e la sperimentazione di servizi e prodotti innovativi durante l'emergenza e le fasi di graduale riapertura. La Toscana fornirà alle PMI regionali un accesso più agevole alla liquidità per poter continuare l’attività in questo periodo di incertezza economica.

Elisa Ferreira, Commissaria per la Coesione e le riforme, ha dichiarato: "La politica di coesione sta dimostrando ancora una volta di essere in grado di adattarsi alle circostanze e alle esigenze delle regioni europee. In questo momento difficile, queste due misure sono un ottimo esempio delle nuove flessibilità introdotte nella politica di coesione per consentirle di aiutare le regioni in tutti i modi possibili. La richiesta approvata della Toscana dimostra che la coesione è sempre stata uno strumento utile a sostegno dell'economia locale e in questo periodo lo è ancora di più. Sono anche felice che l’Emilia-Romagna, una delle zone più colpite d’Italia, abbia reagito rapidamente e deciso di utilizzare l'iniziativa di investimento in risposta al coronavirus e invito le altre regioni italiane ed europee ad approfittare di questo utile strumento."

L’Emilia Romagna reindirizzerà rapidamente 8,3 milioni di EUR di risorse esistenti del FESR per finanziare progetti orientati alla ricerca di soluzioni. La modifica del programma operativo della Toscana invece introduce un nuovo fondo di controgaranzia abbinato ad abbuoni delle commissioni di garanzia e a contributi in conto interessi per le PMI, il tutto coperto con 20 milioni di EUR dal FESR e ulteriori 2 milioni di EUR per le start-up innovative, compreso il sostegno tramite partecipazione al capitale di rischio.