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Valutazione della legislazione dell’UE sulle acque

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Rubinetto dell'acqua
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Da un controllo dell'adeguatezza della direttiva quadro sulle acque, delle direttive associate e della direttiva sulle alluvioni emerge che nel complesso sono adeguate allo scopo, ma che la loro efficacia potrebbe essere maggiore. Nonostante i miglioramenti nella protezione dei corpi idrici e nella gestione del rischio di alluvioni, la valutazione evidenzia un livello insufficiente di attuazione delle direttive da parte degli Stati membri e dei settori che incidono fortemente sull'acqua, come l'agricoltura, l'energia e i trasporti.

12-12-2019

Virginijus Sinkevičius, Commissario per l'Ambiente, gli oceani e la pesca, ha dichiarato: "La nostra legislazione sulle acque è solida e in grado di proteggere la quantità e la qualità dell’acqua, anche alla luce delle nuove sfide derivanti dai cambiamenti climatici e dagli inquinanti emergenti, come le microplastiche e i prodotti farmaceutici. Ciò nonostante, oltre la metà di tutti i corpi idrici europei non è ancora in buono stato, con conseguenti sfide urgenti per gli Stati membri. Dobbiamo accelerare nell'attuazione di quanto abbiamo concordato e la spinta del Green Deal europeo ci consentirà di compiere questo salto qualitativo."

 

L'acqua è essenziale per i cittadini europei e per l'economia, ma i cambiamenti climatici e il degrado ambientale esercitano pressioni su questa preziosa risorsa. Alla luce di queste due crisi, gli obiettivi delle direttive UE sulle acque, ovvero combattere l'inquinamento delle acque, ridurre la perdita di biodiversità delle acque dolci e migliorare la resilienza agli impatti dei cambiamenti climatici, sono più attuali che mai. I risultati della valutazione della direttiva quadro sulle acque, integrata dalla direttiva sugli standard di qualità ambientale e dalla direttiva sulle acque sotterranee, non sono netti. Da un lato, la direttiva quadro sulle acque è riuscita a creare un quadro di governance per la gestione integrata delle risorse idriche per gli oltre 110 000 corpi idrici dell'UE, rallentando il deterioramento dello stato delle acque e riducendo l'inquinamento chimico. Dall'altro, l'attuazione della direttiva ha subito un ritardo notevole e di conseguenza meno della metà dei corpi idrici dell'UE è in buono stato, anche se il termine ultimo per raggiungere questo obiettivo era il 2015. Maggiori informazioni sono disponibili in questa notizia.