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L'unione fa la forza: raccomandazioni della Commissione per la prossima agenda strategica dell'UE 2019-2024

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In preparazione della riunione dei leader dell'UE a 27 che si terrà a Sibiu (Romania) il 9 maggio 2019, la Commissione europea presenta oggi una serie di raccomandazioni politiche sul modo in cui l'Europa potrà plasmare il futuro che l'attende in un mondo sempre più multipolare e incerto.

30-04-2019

Con le elezioni del Parlamento europeo del 23-26 maggio 2019 e con il cambio di leadership nelle istituzioni dell'UE, è il momento di stabilire orientamenti politici nuovi e nuove priorità. Poiché per il rafforzamento dell'Unione saranno determinanti le priorità che fissiamo e il modo in cui le spieghiamo e ci rivolgiamo agli europei, la Commissione propone anche il modo in cui comunicare meglio le decisioni assunte collettivamente. Complessivamente le raccomandazioni costituiscono il contributo della Commissione alla prossima agenda strategica 2019-2024.

Il Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha dichiarato: "Ogni generazione ha il dovere di cambiare in meglio il destino degli europei, di oggi così come di domani, di tener fede alla promessa permanente di pace, progresso e prosperità. Le sfide che si pongono agli europei nel loro insieme si moltiplicano ogni giorno che passa: la prosperità dell'Europa implica necessariamente un'azione collegiale degli Stati membri dell'UE. È mia ferma convinzione che soltanto uniti troveremo la forza necessaria per preservare lo stile di vita europeo, mantenere il pianeta su un percorso sostenibile e rafforzare l'influenza dell'Europa nel mondo."

Il vertice di Sibiu è stato chiesto dal Presidente Juncker nel discorso sullo stato dell'Unione 2017, nel quale ha esposto una tabella di marcia verso un'Unione più unita, più forte e più democratica.

Solidi risultati nel tempo

In un decennio di cambiamenti e sfide incessanti l'Europa ha dimostrato di essere in grado di tenere fede alla promessa di pace, prosperità e progresso per i cittadini (v. allegato). Entro l'estate 2018 la Commissione Juncker aveva trasmesso tutte le proposte legislative per le quali si era impegnata a inizio mandato; ha parimenti intensificato l'attuazione delle norme già vigenti. In totale ha presentato 471 proposte legislative nuove e ne ha portato avanti 44 risalenti alle Commissioni precedenti. Di queste proposte 348 sono state adottate da Parlamento europeo e Consiglio o ne hanno ottenuto l'accordo nel corso del mandato attuale. È significativo che nel 90 % circa dei casi il compromesso finale sia stato approvato per consenso dal Consiglio, e quindi sostenuto da tutti i 28 Stati membri. La Commissione conta oggi 20 risultati fondamentali e 10 proposte fondamentali che restano "in sospeso" in quanto tuttora all'esame di Parlamento e Consiglio.

La prossima agenda strategica dell'UE

Considerati i progressi compiuti dall'Unione negli ultimi anni, ascoltata la popolazione in quasi 1 600 dialoghi con i cittadini e tenuto conto dell'esito delle elezioni del Parlamento europeo, l'agenda strategica dell'UE 2019-2024 costituisce l'occasione giusta per superare le sfide e cogliere le opportunità che attendono oggi l'Europa. Secondo la Commissione l'azione futura dovrebbe concentrarsi sulle 5 dimensioni qui di seguito illustrate.

1.  Un'Europa che protegge: dovremmo perseverare negli sforzi per costruire un'effettiva e autentica Unione della sicurezza e progredire verso un'autentica Unione della difesa, così che la cooperazione infra-UE nella difesa sia la norma piuttosto che l'eccezione. Dobbiamo inoltre essere più proattivi nella gestione della migrazione. Questo implica un'azione globale a tutti i livelli e un autentico approccio dell'UE basato sulla condivisione della responsabilità e sulla solidarietà tra Stati membri.

2.  Un'Europa competitiva: dobbiamo potenziare, ammodernare e attuare completamente il mercato unico in tutti i suoi aspetti. Dobbiamo orientare la ricerca e l'innovazione verso la transizione ecologica, sociale ed economica e le sfide per la società che ne derivano. Dobbiamo investire nelle capacità digitali fondamentali europee e lavorare insieme per favorire l'emergere di un'intelligenza artificiale antropocentrica prodotta in Europa. Occorre continuare a promuovere la crescita e garantire una prosperità sostenibile attraverso l'approfondimento dell'Unione economica e monetaria. Dobbiamo continuare a sostenere la trasformazione del mercato del lavoro europeo salvaguardandone l'equità.

3.  Un'Europa giusta: dobbiamo continuare a realizzare il pilastro europeo dei diritti sociali; dobbiamo collaborare con gli Stati membri per l'inclusione sociale e l'uguaglianza, anche colmando le disparità regionali, rispondendo ai bisogni delle minoranze, risolvendo le questioni di genere e superando la sfida dall'invecchiamento demografico. Dobbiamo affermare con forza e promuovere i valori comuni su cui si fonda l'Unione europea, quali lo stato di diritto. La politica fiscale dev'essere equa e moderna e tutti in Europa devono poter contare su un'assistenza sanitaria di qualità, accessibile e a costi contenuti e su alloggi di qualità, efficienti sotto il profilo energetico e a prezzi abbordabili.

4.  Un'Europa sostenibile: dobbiamo modernizzare l'economia per passare a modelli sostenibili di consumo e di produzione. Dobbiamo intensificare l'impegno di lotta contro i cambiamenti climatici e invertire il movimento che porta al degrado ambientale. Dobbiamo passare a un'economia circolare più efficiente sotto il profilo delle risorse promuovendo la crescita verde, la bioeconomia e le innovazioni sostenibili. Dobbiamo sfruttare al massimo le potenzialità dell'Unione dell'energia superando le grandi sfide ancora aperte, tra cui la sicurezza energetica, i costi dell'energia per famiglie e imprese e l'impatto sui cambiamenti climatici.

5.  Un'Europa influente: l'Europa deve assumere un ruolo guida nel mondo dando prova di coerenza e forza nel sostegno a un ordine mondiale multilaterale basato sulle regole e incentrato sulle Nazioni Unite. L'UE dovrebbe inoltre attribuire priorità allo sviluppo di relazioni solide con i vicini immediati, basate su un chiaro equilibrio tra diritti e obblighi. Un ruolo più forte dell'euro sulla scena internazionale rafforzerebbe inoltre la sovranità economica e monetaria dell'Europa.

Le priorità che fissiamo e il modo in cui le spieghiamo e ci rivolgiamo ai cittadini europei saranno determinanti per rendere l'Unione più unita, più forte e più democratica. Nel corso del loro mandato le istituzioni dell'UE, e la Commissione Juncker in particolare, hanno cercato di comunicare in modo più politico e più strategico. Gli insegnamenti che si possono trarre da quest'esperienza sono chiari: è il momento di abbandonare la tendenza a nazionalizzare i successi ed europeizzare i fallimenti e di provare invece a spiegare meglio, insieme, le nostre decisioni e politiche comuni.

Contesto

Cinque anni fa il Consiglio europeo ha definito nelle linee generali l'agenda strategica per l'Unione in una fase di cambiamento, che ha assunto forma più nitida con le 10 priorità politiche del Presidente Jean-Claude Juncker, sviluppate durante la campagna elettorale e decise in dialogo con gli Stati membri e il Parlamento europeo. La Commissione Juncker ha conseguito solidi risultati nell'attuazione dell'agenda strategica.

L'UE ha ora bisogno di traguardi nuovi, ambiziosi, realistici e mirati per il prossimo ciclo politico.

Nel marzo 2017, in vista del 60º anniversario dei trattati di Roma, la Commissione ha pubblicato il Libro bianco sul futuro dell'Europa, che delineava cinque possibili scenari per il futuro dell'Unione a 27 e che ha dato avvio a un dibattito di ampio respiro sul tema, dal quale si può ora trarre ispirazione per stabilire le principali priorità politiche della prossima agenda strategica. Forte di quasi 1 600 dialoghi con i cittadini e delle consultazioni svolte, la Commissione conferma nella relazione pubblicata oggi che la maggior parte dei cittadini considera l'Europa essenziale per affrontare le sfide globali, ma si aspetta che diventi più efficiente e trasparente.

Nel discorso sullo stato dell'Unione 2017 il Presidente Juncker ha tracciato una tabella di marcia con le principali tappe che avrebbero portato a un'Unione più unita, più forte e più democratica. Su queste basi i leader nazionali si sono riuniti a Tallinn (Estonia) e hanno concordato un'agenda dei leader, ossia un elenco delle questioni e delle sfide più urgenti cui occorre trovare una soluzione in vista delle elezioni europee del 2019.

Al vertice dei leader dell'UE che si terrà il 9 maggio 2019 a Sibiu (Romania) questo processo dovrebbe culminare in un impegno rinnovato per un'UE tesa a realizzare quanto sta davvero a cuore ai cittadini. In quell'incontro i leader rifletteranno sulle aspirazioni politiche dell'Unione e predisporranno l'agenda strategica per i prossimi cinque anni.

Per ulteriori informazioni

L'Europa a maggio 2019 - Allestire un'Unione più unita, più forte e più democratica in un mondo sempre più incerto

Allegati:

Relazione: Dialoghi con i cittadini e consultazioni dei cittadini - Conclusioni principali

Allegato

Vigorosa attuazione delle norme UE

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Risultati dell'agenda strategica dell'UE 2014-2019

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