Rappresentanza In Italia

Juncker: dichiarazione in occasione del 50º anniversario della fine della Primavera di Praga

/italy/file/springpraguepng_itspring_prague.png

Folla, Primavera di Praga
copyright Flickr

Nella giornata del 21 agosto ricorre il cinquantenario della conclusione della primavera di Praga, un periodo storico importante e difficile per l'ex Cecoslovacchia.

21-08-2018

Oggi, esattamente cinquanta anni fa, la primavera di Praga fu repressa con la forza.

Il Presidente Juncker ha commemorato l'anniversario con queste parole: "Nel commemorare questo anniversario, ricordiamo la tragica perdita di vite umane e rendiamo omaggio al coraggio ed all'eroismo di coloro - molti tra i quali studenti - che opposero resistenza ai carri armati e alle armi. La loro eredità è la nostra responsabilità — non dobbiamo mai dimenticare la loro lotta in difesa dei più elementari diritti umani e della libertà. "Approfittiamo di questo  giorno di commemorazione solenne" – ha aggiunto Juncker - "per ricordarci collettivamente che la libertà e il rispetto per i diritti umani non possono mai essere dati per scontati, e che dobbiamo lottare per queste conquiste giorno per giorno." La dichiarazione completa del Presidente Juncker è disponibile online.

Nella stessa occasione il Vicepresidente Maroš Šefčovič ha osservato: "La strada per la libertà e la prosperità non è sempre agevole. I cittadini delle odierna Slovacchia e dell'odierna Repubblica ceca lo hanno dovuto imparare duramente a loro spese, attraverso l’orrore dell’occupazione iniziato il 21 agosto 1968. Le promettenti potenzialità della primavera di Praga — quelli spiragli che lasciavano intravvedere speranze di democratizzazione e di riforme — non si sono mai concretizzate. Sono invece seguiti due decenni di occupazione, che hanno devastato innumerevoli vite private. Dobbiamo ricordare le lezioni dell'agosto 1968. La libertà non può mai essere data per scontata, e non esiste prosperità senza libertà di espressione, religione o associazione. Ecco perché non dovremmo mai tollerare una violazione del diritto internazionale, che schiacci la legittima aspirazione delle persone alla libertà e alla democrazia."

Dal canto suo, la Commissaria Věra Jourová ha aggiunto: "Oggi, i cechi e gli slovacchi ricordano l’occupazione della repubblica nel 1968. Un carrarmato sovietico davanti all'uscio della mia casa è uno dei miei primi ricordi: si tratta di una visione che influenza tutta la vita. Per questo motivo ritengo che la difesa della nostra democrazia sia il principale compito odierno  per tutti noi: cechi, slovacchi, europei".