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La Commissione adotta le proposte relative a un'autorità europea del lavoro e all'accesso alla protezione sociale: il pilastro europeo dei diritti sociali è sempre più tangibile

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Bandiera UE

La Commissione presenta in particolare la proposta relativa a un'autorità europea del lavoro, come annunciato dal Presidente Juncker nel suo discorso sullo stato dell'Unione 2017, e un'iniziativa per garantire l'accesso alla protezione sociale per tutti i lavoratori subordinati e autonomi. Queste iniziative sono accompagnate da una comunicazione sul monitoraggio dell'attuazione generale del pilastro europeo dei diritti sociali, che sarà strettamente collegata al semestre europeo per il coordinamento delle politiche.

13-03-2018

Valdis Dombrovskis, Vicepresidente responsabile per l'Euro e il dialogo sociale, ha dichiarato:“L'Europa è ormai in costante crescita e l'occupazione è in aumento, ma dobbiamo garantire che la crescita sia più inclusiva, a vantaggio di tutti. Il pacchetto punta a questo obiettivo indicando alcune fasi: garantire che le norme in base alle quali le persone possono vivere e lavorare nell'Unione europea siano note e applicate, dare seguito all'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali, favorire il generale slancio per i diritti sociali e concentrarsi sull'accesso alla protezione sociale. Un'Europa sociale più forte è un'Europa più sostenibile.”

Marianne Thyssen, Commissaria per l'Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori, ha aggiunto: Il nostro lavoro per garantire un'equa mobilità dei lavoratori culmina con la proposta odierna relativa all'autorità europea del lavoro, un passo essenziale per il corretto funzionamento di un mercato del lavoro europeo. I cittadini e le imprese mobili potranno trovare giuste informazioni e gli Stati membri coopereranno più efficacemente nell'applicare le norme in modo equo ed effettivo. Con la nostra proposta sull'accesso alla protezione sociale, lavoriamo con gli Stati membri per garantire che nessuno sia dimenticato. Il nostro scopo è garantire alle persone l'accesso a prestazioni adeguate, indipendentemente dal modo in cui evolverà il nuovo mondo del lavoro.”

Nel corso dell'ultimo decennio il numero di cittadini che si spostano per vivere e/o lavorare in un altro Stato membro è quasi raddoppiato, raggiungendo i 17 milioni nel 2017. L'autorità europea del lavoro aiuterà i singoli cittadini, le imprese e le amministrazioni nazionali a trarre il massimo beneficio dalla libertà di circolazione e a garantire un'equa mobilità del lavoro. L'obiettivo dell'autorità è triplice.

Primo, l'autorità fornirà ai cittadini e alle imprese informazioni su posti di lavoro, apprendistati, programmi di mobilità, assunzioni e corsi di formazione, e inoltre darà indicazioni sui diritti e gli obblighi connessi alla possibilità di vivere, lavorare e/o operare in un altro Stato membro dell'UE.

Secondo, sosterrà la cooperazione tra autorità nazionali in situazioni transfrontaliere e le aiuterà a garantire che le norme dell'UE in materia di mobilità siano facilmente ed efficacemente seguite. Attualmente l'UE dispone di un ampio corpus normativo che disciplina la libera circolazione dei lavoratori e alcune di tali norme saranno modificate e aggiornate, per esempio quelle relative al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale in tutta l'UE e a questioni come il distacco di lavoratori nell'ambito di una prestazione di servizi. La priorità non è solo adeguare tali norme e renderle più eque, ma anche accertarsi che possano essere correttamente applicate in modo equo, semplice ed efficace in tutti i settori economici. L'autorità contribuirà per esempio a migliorare lo scambio di informazioni e a sostenere lo sviluppo delle capacità tra autorità nazionali e assisterà queste ultime nella gestione di ispezioni concertate e congiunte. In tal modo si rafforzerà la fiducia reciproca tra i vari attori, miglioreranno le routine di cooperazione quotidiana e si eviteranno frodi e abusi delle norme.

Terzo, potrà fornire servizi di mediazione e agevolare la risoluzione di controversie transfrontaliere, per esempio nei casi di ristrutturazione aziendale che interessano diversi Stati membri.

L'autorità europea del lavoro verrà istituita come nuova agenzia decentrata dell'UE e, una volta completato il processo legislativo, sarà probabilmente operativa nel 2019. Nell'intento di istituirla e renderla operativa rapidamente, la Commissione ha costituito un gruppo consultivo composto dai portatori d'interessi principali con l'incarico di studiare gli aspetti pratici dell'attività futura dell'autorità.

La Commissione oggi presenta anche una proposta di raccomandazione del Consiglio sull'accesso alla protezione sociale per i lavoratori subordinati e autonomi. Il mondo del lavoro evolve, mosso da nuovi stili di vita, da prassi imprenditoriali e dalla digitalizzazione e in tale contesto i sistemi di protezione sociale devono costantemente corrispondere alle nuove realtà. Oggi, quasi il 40% delle persone occupate è in una situazione di lavoro atipico, ossia non hanno un contratto a tempo pieno e indeterminato, oppure sono lavoratori autonomi. Queste persone non sempre dispongono di una corretta copertura della sicurezza sociale e quindi non godono di un'assicurazione contro la disoccupazione o di accesso ai diritti pensionistici. La proposta di raccomandazione, seguendo l'indirizzo del pilastro europeo dei diritti sociali, intende indicare agli Stati membri la direzione per sostenere l'accesso alla protezione sociale per tutti i lavoratori subordinati e autonomi, in particolare per coloro che, a causa della loro situazione lavorativa, non sono sufficientemente coperti dai sistemi di sicurezza sociale.

La raccomandazione prevede:

  • di colmare i divari nella copertura formale, garantendo che i lavoratori subordinati e i lavoratori autonomi in condizioni paragonabili possano aderire ai corrispondenti sistemi di sicurezza sociale;
  • di offrire loro una copertura effettiva adeguata, in modo che possano costituire e far valere diritti a prestazioni adeguati;
  • di facilitare il trasferimento dei diritti a prestazioni di sicurezza sociale da un posto di lavoro all'altro;
  • di fornire ai lavoratori subordinati e ai lavoratori autonomi informazioni trasparenti circa i loro diritti e i loro obblighi in merito alle prestazioni di sicurezza sociale.

Infine, a integrazione delle iniziative già adottate o ancora in via di adozione a livello dell'UE, la Commissione presenta alcune idee per rafforzare il monitoraggio dell'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali. Ciò avverrà in particolare integrando le priorità del pilastro nel ciclo annuale del semestre europeo di coordinamento delle politiche, che comprende: un'analisi delle misure adottate e dei progressi compiuti a livello nazionale; la fornitura di assistenza tecnica, l'analisi comparativa e lo scambio di buone pratiche; l'esame dei risultati conseguiti in ambito sociale e in materia di occupazione, anche con l'aiuto del nuovo quadro di valutazione della situazione sociale, che riproduce le tendenze e le prestazioni degli Stati membri dell'UE nei tre settori di principi del pilastro europeo dei diritti sociali. Inoltre, la Commissione pubblica oggi un documento di lavoro dei suoi servizi che richiama il quadro giuridico di ciascun principio del pilastro europeo dei diritti sociali, tenendo in debito conto le competenze rispettive dell'UE e degli Stati membri, compreso il ruolo delle parti sociali e le recenti azioni a livello UE in ciascun settore.

Prossime tappe

Autorità europea del lavoro: conformemente alla procedura legislativa ordinaria, la proposta di regolamento sarà ora esaminata dal Parlamento europeo e dal Consiglio. La Commissione auspica che l'autorità possa essere operativa nel 2019.

Accesso alla protezione sociale: la questione sarà esaminata dal Consiglio, che può adottare raccomandazioni sulla base di una proposta della Commissione nei settori di competenza dell'UE.

La Commissione presenterà l'odierno pacchetto di iniziative ai ministri nazionali per l'Occupazione e gli affari sociali durante la riunione del Consiglio a Bruxelles il 15 marzo. In occasione del Consiglio europeo del 22 e 23 marzo 2018, anche i capi di Stato e di governo si soffermeranno sul tema dell'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali.

Contesto

L'intenzione della Commissione di creare un'autorità europea del lavoro era stata annunciata dal Presidente Juncker nel suo discorso sullo stato dell'Unione del 13 settembre 2017. L'autorità europea del lavoro integrerà e faciliterà le iniziative in corso per garantire una mobilità equa, quali la riforma della direttiva sul distacco dei lavoratori, la lex specialis nel settore del trasporto internazionale su strada e l'aggiornamento delle norme UE sul coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale.

Se da un lato una maggiore flessibilità del mercato del lavoro e una crescente diversità delle forme di lavoro, come ricordato nel corso della consultazione sul pilastro europeo dei diritti sociali e nel documento di riflessione in merito alla dimensione sociale dell'Europa, hanno aumentato l'occupazione e reso un maggior numero di persone professionalmente attive, dall'altro hanno portato a divari di copertura della protezione sociale che ora devono essere colmati. La proposta della Commissione relativa a una raccomandazione del Consiglio sull'accesso alla protezione sociale rappresenta una risposta all'evoluzione delle realtà del mercato del lavoro, in particolare alle nuove forme di lavoro che si sono sviluppate negli ultimi anni. L'iniziativa è stata annunciata nell'aprile 2017 congiuntamente al pilastro europeo dei diritti sociali, è parte dei programmi di lavoro della Commissione per il 2017 e il 2018 e segue una consultazione in due fasi delle parti sociali UE.

Queste iniziative rientrano nella realizzazione del pilastro europeo dei diritti sociali, proclamato al vertice sociale per l'occupazione equa e la crescita tenutosi a Göteborg nel novembre 2017. Monitorare l'attuazione degli obiettivi del pilastro europeo dei diritti sociali, che dipende dall'impegno politico e dalla responsabilità di tutti gli attori, è fondamentale per garantire progressi tangibili e concreti. Per questo motivo nella comunicazione di oggi la Commissione fa il punto sulle iniziative che ha adottato per attuare il pilastro, tra cui un'iniziativa sull'equilibrio tra attività professionale e vita familiare e una proposta per condizioni di lavoro più trasparenti e prevedibili nell'Unione europea.

Per ulteriori informazioni

Comunicazione: Monitorare l'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali

Scheda informativa: Pilastro europeo dei diritti sociali:

Nota: Pilastro europeo dei diritti sociali: domande e risposte sull'autorità europea del lavoro

Scheda informativa: Pilastro europeo dei diritti sociali: verso un'equa mobilità dei lavoratori: istituire un'autorità europea del lavoro

Nota: Pilastro europeo dei diritti sociali: Domande e risposte sulla proposta della Commissione di migliorare l'accesso di tutti i lavoratori subordinati e autonomi alla protezione sociale

Scheda informativa: Pilastro europeo dei diritti sociali: accesso di tutti i lavoratori subordinati e autonomi alla protezione sociale

Informazioni sul sito web della DG Occupazione, con link ai documenti giuridici