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Contrastare l'illecito incitamento all'odio online: l'iniziativa della Commissione registra progressi costanti, con l'adesione di ulteriori piattaforme

/italy/file/lettere-con-scritta-no-allodio_itLettere con scritta no all'odio

Lettere con scritta no all'odio
©pixabay

La terza valutazione del codice di condotta per contrastare l'illecito incitamento all'odio online, realizzata da una serie ONG ed enti pubblici e uscita oggi, ha evidenziato come le aziende informatiche abbiano rimosso in media il 70% dei messaggi illegali di incitamento all'odio loro notificati.

19-01-2018

Nel maggio 2016 Facebook, Twitter, YouTube e Microsoft hanno sottoscritto un codice di condotta per contrastare la diffusione di tali contenuti in Europa. Il terzo ciclo di controlli evidenzia come tali società siano ormai sempre più pronte a rispettare l'impegno di eliminare la maggior parte dei messaggi illegali di incitamento all'odio entro 24 ore. Restano, tuttavia, ancora alcune lacune, specie la mancanza di un feedback sistematico agli utenti che li hanno segnalati.

Instagram e Google+ hanno annunciato oggi che intendono aderire al codice di condotta, allargando così ulteriormente il numero dei soggetti cui si applica.

Andrus Ansip, Vicepresidente della Commissione europea responsabile per il Mercato unico digitale, ha accolto con favore questi progressi: "I risultati di oggi dimostrano chiaramente come le piattaforme online prendano seriamente l'impegno di verificare le notifiche ed eliminare le forme illegali di incitamento all'odio entro 24 ore. Invito caldamente le aziende informatiche a migliorare la trasparenza e il feedback agli utenti, in linea con le linee guida pubblicate l'anno scorso. Altrettanto importante è la presenza di meccanismi di tutela per evitare interventi eccessivi e salvaguardare diritti fondamentali come la libertà di espressione."

Vĕra Jourová, Commissaria europea per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere, ha aggiunto: "Internet deve essere un luogo sicuro, privo di forme illegali di incitamento all'odio e di contenuti xenofobi e razzisti. Il codice di condotta si è rivelato uno strumento prezioso per contrastare i contenuti illeciti in modo rapido ed efficiente. Ciò dimostra che laddove esiste una stretta collaborazione tra imprese tecnologiche, società civile e responsabili politici è possibile ottenere risultati preservando al contempo la libertà di espressione. Auspico che le aziende informatiche diano prova della stessa determinazione su altre questioni importanti, come la lotta al terrorismo, o le clausole sfavorevoli per gli utenti."

Fin dalla sua adozione, nel maggio 2016, il codice di condotta ha registrato progressi costanti nell'eliminazione dei contenuti illegali, come evidenzia la valutazione di oggi:

  • in media, le società informatiche hanno rimosso il 70% di tutti i messaggi illegali di incitamento all'odio loro notificati dalle ONG e dagli enti pubblici che hanno partecipato alla valutazione. La percentuale è aumentata costantemente dal 28% nel primo ciclo di controlli nel 2016 e dal 59% nel secondo ciclo del maggio 2017;
  • oggi, tutti le imprese informatiche partecipanti soddisfano pienamente l'obiettivo di verificare la maggior parte delle notifiche entro 24 ore, con una media di oltre l'81%.Questa percentuale è raddoppiata rispetto al primo ciclo di controlli ed è aumentata rispetto al 51% delle notifiche verificate entro 24 ore registrato nel precedente ciclo di controlli.

Miglioramenti previsti

Se i principali impegni previsti dal codice di condotta sono stati onorati, servono ulteriori miglioramenti nei seguenti settori:

  • il feedback agli utenti è ancora insufficiente per quasi un terzo delle notifiche in media, con diversi tassi di risposta da parte delle varie aziende informatiche. La trasparenza e il feedback agli utenti sono ambiti in cui occorre prevedere ulteriori miglioramenti;
  • il codice di condotta integra la legislazione contro il razzismo e la xenofobia, che prevede un efficace perseguimento degli autori dei reati di incitamento all'odio, sia online che offline. In media, un caso su cinque notificato alle aziende informatiche è stato anche segnalato dalle ONG alla polizia o alla giustizia. Questo dato è più che raddoppiato dall'ultima relazione di controllo. Casi di questo tipo vanno tempestivamente indagati dalla polizia. La Commissione ha messo a disposizione delle autorità nazionali, della società civile e delle imprese una rete per favorire la collaborazione e lo scambio di buone pratiche, come pure un sostegno finanziario mirato e indicazioni operative. Circa due terzi degli Stati membri dispongono ora di uno sportello nazionale responsabile delle forme di incitamento all'odio online. Un dialogo specifico tra le autorità competenti degli Stati membri e le aziende informatiche è in programma per la primavera 2018.

Prossime tappe

La Commissione continuerà a monitorare periodicamente l'attuazione del codice di condotta da parte delle aziende informatiche con l'aiuto delle organizzazioni della società civile. Punta inoltre ad estenderlo ad altre piattaforme online. La Commissione valuterà misure aggiuntive se gli sforzi non dovessero proseguire o rallentare.

Contesto

La decisione quadro sulla lotta contro il razzismo e la xenofobia qualifica come reato l'istigazione pubblica alla violenza o all'odio nei confronti di un gruppo di persone, o di un suo membro, definito in riferimento alla razza, al colore, alla religione, all'ascendenza o all'origine nazionale o etnica. L'incitamento all'odio, quale definito nella decisione quadro, costituisce reato anche quando è effettuato online.

L'Unione europea, gli Stati membri, i social media e altre piattaforme condividono la responsabilità collettiva di promuovere e favorire la libertà di espressione nel mondo online. Nel contempo, tutti hanno la responsabilità di assicurare che Internet non diventi un rifugio sicuro per la violenza e l'odio.

Per far fronte alla proliferazione dell'incitamento all'odio razzista e xenofobo online, nel maggio 2016 la Commissione europea e quattro grandi società informatiche (Microsoft, Facebook, Twitter e YouTube) hanno adottato il codice di condotta per contrastare l'illecito incitamento all'odio online.

Questa terza valutazione è stata condotta da ONG ed enti pubblici di 27 Stati membri, che hanno inviato le notifiche. Il 7 dicembre 2016 la Commissione ha presentato i risultati della prima valutazione dell'attuazione del codice di condotta. Il 1° giugno 2017 sono stati pubblicati i risultati di un secondo ciclo di controlli.

Il 28 settembre la Commissione ha adottato una comunicazione che fornisce alle piattaforme una serie di linee guida sulle procedure di segnalazione e azione per contrastare i contenuti illeciti online. Tale documento di orientamento evidenzia in particolare l'importanza di contrastare l'illecito incitamento all'odio online e la necessità di continuare a favorire l'attuazione del codice di condotta.

Il 9 gennaio 2018 diversi commissari europei hanno incontrato i rappresentanti delle piattaforme online per discutere i progressi compiuti nella lotta alla diffusione di contenuti illeciti online, compresa la propaganda terroristica online, l'incitamento all'odio xenofobo e razzista e le violazioni dei diritti di proprietà intellettuale (vedere la dichiarazione comune).

Per maggiori informazioni:

Scheda informativa sul 3° monitoraggio del codice di condotta

Domande e risposte