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Aiuti di Stato: la Commissione approva gli aiuti per l’uscita dal mercato di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca ai sensi del diritto fallimentare italiano, compresa la vendita di alcune parti a Intesa Sanpaolo

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città con banca

La Commissione europea ha approvato, ai sensi delle norme dell’UE, le misure adottate dall’Italia per agevolare la liquidazione di BPVI e Veneto Banca ai sensi del diritto fallimentare nazionale. Le misure comprendono la vendita di alcune delle attività delle due banche, che saranno integrate in Intesa Sanpaolo.

26-06-2017

Questo annuncio fa seguito alla dichiarazione del 23 giugno 2017 della Banca centrale europea (BCE), in qualità di autorità di vigilanza, che Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca erano in dissesto o a rischio di dissesto e alle decisioni del Comitato unico di risoluzione (SRB), l’autorità competente in materia di risoluzioni, secondo cui l’azione di risoluzione non era giustificata nell’interesse pubblico in nessuno dei due casi. Secondo il diritto dell’UE, in tali circostanze si applicano le norme nazionali in materia di insolvenza e spetta alle autorità nazionali responsabili liquidare l’istituzione ai sensi del diritto fallimentare nazionale.

In questo contesto, se gli Stati membri ritengono che sia necessario il sostegno pubblico per mitigare gli effetti dell’uscita dal mercato di una banca, si applicano le norme UE in materia di aiuti di Stato, in particolare la comunicazione sul settore bancario del 2013, che impone che gli azionisti e i detentori di titoli di debito subordinato contribuiscano pienamente ai costi (la cosiddetta “ripartizione degli oneri”) e che le distorsioni della concorrenza siano limitate. I detentori di obbligazioni di rango superiore non sono tenuti a contribuire e i depositanti continuano a godere di una protezione totale in linea con le norme dell’UE.

La Commissaria europea per la Concorrenza, Margrethe Vestager, ha dichiarato: “L’Italia ritiene che gli aiuti di Stato siano necessari per evitare una perturbazione economica in Veneto a seguito della liquidazione di BPVI e Veneto Banca, che stanno uscendo dal mercato dopo un lungo periodo di gravi difficoltà finanziarie. La decisione della Commissione consente all’Italia di prendere misure per agevolare la liquidazione delle due banche: l’Italia sosterrà la vendita e l’integrazione di alcune attività e il trasferimento di personale a Intesa Sanpaolo. Gli azionisti e i creditori di rango inferiore hanno pienamente contribuito, riducendo i costi per lo Stato italiano, mentre i depositanti continuano a godere di una protezione totale. Queste misure elimineranno anche 18 miliardi di euro di prestiti in sofferenza dal settore bancario italiano e contribuiranno al suo risanamento.”

La Commissione ha ritenuto che tali misure siano in linea con le norme UE in materia di aiuti di Stato, in particolare con la comunicazione sul settore bancario del 2013. Gli azionisti e i detentori di debiti subordinati hanno contribuito appieno a coprire i costi, riducendo il costo dell’intervento per lo Stato italiano. Entrambi i beneficiari degli aiuti, BPVI e Veneto Banca, saranno liquidati in maniera ordinata e usciranno dal mercato, mentre le attività cedute saranno ristrutturate e notevolmente ridimensionate da Intesa, che contemporaneamente limiterà le distorsioni della concorrenza derivanti dagli aiuti.

La successiva integrazione profonda da parte di Intesa riporterà alla redditività le parti vendute. La Commissione ha inoltre confermato che le misure non costituiscono aiuti a Intesa, perché quest'ultima è stata scelta al termine di un processo di vendita aperto, equo e trasparente, interamente gestito dalle autorità italiane, che hanno garantito che le attività fossero vendute alla migliore offerta disponibile.

Il comunicato stampa integrale è disponibile on line. Si veda anche la scheda informativa sulle modalità di applicazione delle norme dell'UE alle banche.