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La Commissione plaude all’entrata in vigore dell’accordo di Parigi prima della conferenza dell’ONU sul clima di Marrakech

Oggi l’accordo di Parigi entra ufficialmente in vigore, ad appena 30 giorni dalla ratifica dell’UE che ha consentito di superare la soglia minima necessaria perché l'accordo avesse effetto. Questo evento storico ha luogo a meno di un anno dall’adozione di questo accordo senza precedenti e a solo qualche giorno dalla conferenza dell'ONU sul clima che si terrà a Marrakech (Marocco).

04-11-2016

Il Vicepresidente responsabile per l’Unione dell’energia, Maroš Šefčovič, ha dichiarato: "L’entrata in vigore dell’accordo di Parigi oggi, a meno di un anno dalla sua adozione, dimostra che il mondo intero prova un senso di urgenza quando si tratta di combattere i cambiamenti climatici. L’inattività non è un’opzione e la nostra linea d’azione non consiste nel rallentare. Siamo pronti a cavalcare l'onda e ad accelerare le iniziative per la transizione a un’energia pulita sia nell’UE che a livello mondiale. Siamo pronti ad agire a tutti i livelli, compreso il livello locale, affinché i nostri cittadini possano beneficiare di questa transizione."

Il Commissario per l’Azione per il clima e l’energia, Miguel Arias Cañete, ha dichiarato: "Questo è un grande giorno per l’Europa e per il pianeta. Sono lieto che la ratifica dell’accordo di Parigi da parte dell'UE abbia consentito l'entrata in vigore dell'accordo in tempo utile per l'incontro di Marrakech. Dobbiamo mantenere questo slancio straordinario, incoraggiare i paesi a continuare a ratificare l’accordo e continuare a pieno ritmo con i preparativi per tradurlo in azioni in tutto il mondo. A Marrakech si parlerà di azioni concrete e di attuazione. È tempo di produrre risultati."

La Conferenza annuale delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici COP22 avrà luogo dal 7 al 18 novembre a Marrakech. La Commissione sarà rappresentata dal Commissario Miguel Arias Cañete. L’UE si aspetta che si siano compiuti progressi sugli elementi chiave del pacchetto di Parigi, anche sull'accesso ai finanziamenti da parte dei paesi in via di sviluppo e sullo sviluppo e il potenziamento delle competenze e dei processi necessari nei paesi in via di sviluppo per attuare i loro piani nazionali per il clima.

L’UE e i suoi Stati membri sono i maggiori fornitori di finanziamenti pubblici per il clima ai paesi in via di sviluppo (cfr. IP/16/3533). Insieme forniscono circa un terzo dei finanziamenti pubblici disponibili per le azioni per combattere i cambiamenti climatici e rappresentano quasi la metà degli impegni a favore del Fondo verde per il clima.

Per saperne di più

Ulteriori informazioni sono disponibili nel comunicato stampa integrale in EN, FR e DE e nella scheda informativa.