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Politica di coesione: principali risultati degli investimenti UE 2007-2013

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Un milione di posti di lavoro creati e 2,74 EUR supplementari di PIL per ogni euro investito proveniente dai fondi UE: questi i principali risultati della valutazione degli investimenti effettuati dall'UE nel periodo 2007-2013.

10-10-2016

La Commissione europea ha pubblicato i risultati di una valutazione indipendente degli investimenti effettuati dall'UE nel periodo 2007-2013, con relazioni specifiche per ciascuno Stato membro.

Un milione di posti di lavoro creati, corrispondenti a un terzo della creazione netta complessiva di posti di lavoro nell'UE nel periodo in esame, e 2,74 EUR supplementari di PIL per ogni euro investito proveniente dai fondi della politica di coesione, pari a un rendimento stimato di 1 000 miliardi di EUR di PIL aggiuntivo entro il 2023: questi i principali risultati della valutazione per il periodo 2007-2013.

Questa politica ha giovato alle economie di tutti gli Stati membri dell'UE e li ha sostenuti in tempi economicamente difficili. Ha effettuato investimenti in quasi 400 000 PMI e start-up ed è stata un pilastro dell'agenda europea per la crescita e l'occupazione.

Tra i vari esempi eloquenti negli Stati membri, la politica di coesione ha contribuito a:

  • creare oltre 100 000 posti di lavoro in Germania,
  • finanziare 21 000 start-up in Svezia,
  • finanziare circa 3 900 progetti di ricerca in Ungheria,
  • risanare oltre 630 km di strade, soprattutto nella rete transeuropea dei trasporti (TEN-T), in Lettonia.

La valutazione del periodo 2007-2013 ha permesso inoltre di individuare gli ambiti di miglioramento:

  • Prestazioni e orientamento ai risultati

La valutazione dimostra che è possibile potenziare gli obiettivi e l'orientamento ai risultati. Questo aspetto è stato affrontato nella riforma del 2014-2020 con l'introduzione di obiettivi specifici per programma, ad esempio il numero di posti di lavoro creati o la riduzione delle emissioni di CO2, e una particolare attenzione a pochi temi con un potenziale di crescita elevato. Per la riflessione sul quadro post-2020 è essenziale concentrare ulteriormente l'attenzione sulle prestazioni tramite la semplificazione e una maggiore sinergia con altri fondi dell'UE.

  • Uso degli strumenti finanziari

Nel periodo 2007-2013 si è assistito a un utilizzo più diffuso dei fondi attraverso gli strumenti finanziari, che da 1 miliardo di EUR nel periodo 2000-2006 sono cresciuti a 11,5 miliardi di EUR. Questi strumenti hanno svolto un ruolo fondamentale nel fornire finanziamenti alle PMI durante la stretta creditizia della crisi finanziaria.

La valutazione ha evidenziato che le disposizioni di legge non erano sufficientemente dettagliate e questa lacuna, unitamente alla mancanza di esperienza di molti organismi di esecuzione, ha provocato ritardi nell'attuazione. Una delle sfide per i programmi della politica di coesione nell'attuale periodo di programmazione e in quelli futuri sarà ampliare il campo di applicazione di questi strumenti al di là del sostegno alle imprese e semplificarne le norme.

  • Sviluppo urbano sostenibile

L'11 % della dotazione finanziaria 2007-2013 del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), pari a circa 29 miliardi di EUR, è stato speso per lo sviluppo urbano e per progetti di infrastrutture sociali. La valutazione ha permesso di capire che l'impatto degli investimenti dell'UE in questo settore avrebbe potuto essere massimizzato elaborando strategie integrate per la riqualificazione urbana e i progetti sociali e coinvolgendo maggiormente i soggetti interessati a livello locale e i beneficiari dei fondi.

Nell'attuazione dei programmi per il periodo 2014-2020, e a fronte di nuove sfide urbane quali la necessità di integrare i migranti, la Commissione cerca di coinvolgere sempre di più i soggetti interessati a livello urbano (enti locali, ONG o partner commerciali) nell'elaborazione della politica urbana dell'UE, o tramite i partenariati nel quadro dell'agenda urbana dell'UE o tramite il dialogo diretto con i sindaci. 

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