Rappresentanza In Italia

La Commissione propone modifiche alla normativa antidumping e antisovvenzioni dell'UE

/italy/file/malstromkatainenjpg_itmalstrom_katainen.jpg

Nuovo metodo di valutazione delle distorsioni del mercato per assicurare alle importazioni nell'UE condizioni di scambio eque

La Commissione europea ha presentato oggi la proposta di un nuovo metodo di calcolo del dumping sulle importazioni da paesi nei quali esistono considerevoli distorsioni di mercato o in cui l'influenza dello Stato sull'economia è pervasiva.

09-11-2016

L'obiettivo è assicurare che l'Europa disponga di strumenti di difesa commerciale che siano in grado di fronteggiare le realtà attuali, in particolare gli eccessi di capacità produttiva, nel contesto degli scambi internazionali: ciò nel pieno e contemporaneo rispetto degli obblighi internazionali dell'UE nel quadro giuridico dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC). La proposta, che introduce modifiche alla normativa antidumping e antisovvenzioni dell'UE, è stata preceduta da un'ampia consultazione pubblica ed è accompagnata da una valutazione d'impatto.

L'UE deve fare in modo che i suoi strumenti di difesa commerciale (TDI) restino efficaci nell'affrontare le gravi distorsioni del mercato che si registrano in alcuni paesi: distorsioni che possono determinare un eccesso di capacità industriale e che incentivano gli esportatori a praticare il dumping dei loro prodotti sul mercato dell'UE.Ciò arreca danni alle industrie europee e il pregiudizio può in ultima istanza tradursi nella perdita di posti di lavoro e nella chiusura di stabilimenti, come è avvenuto di recente nel settore siderurgico dell'Unione.

Per inquadrare la proposta odierna, si deve tener conto della sollecitazione del Consiglio europeo di ottobre che ha invitato al raggiungimento di un accordo urgente ed equilibrato in merito alla posizione del Consiglio sulla modernizzazione globale di tutti gli strumenti di difesa commerciale entro la fine del 2016. La riforma del metodo di calcolo del dumping costituirebbe un importante tassello delle riforme necessarie e andrebbe ad affiancare la modernizzazione dei TDI proposta dalla Commissione nel 2013.

Il nuovo metodo antidumping si applicherebbe ai procedimenti avviati a decorrere dall'entrata in vigore delle nuove norme. La proposta prevede anche un periodo transitorio durante il quale tutte le misure antidumping attualmente in vigore, come pure le inchieste in corso, resterebbero soggette alla normativa attuale. La Commissione ha inoltre proposto un rafforzamento della normativa antisovvenzioni dell'UE affinché in futuro eventuali nuove sovvenzioni emerse nel corso di un'inchiesta possano essere a loro volta oggetto dell'inchiesta e prese in considerazione all'atto dell'istituzione dei dazi definitivi. Spetta adesso al Parlamento europeo e al Consiglio prendere una decisione sulla proposta tramite la procedura legislativa ordinaria.

Jyrki Katainen, Vicepresidente della Commissione europea e Commissario responsabile per l'Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività, ha dichiarato: "Il commercio è la migliore leva della crescita in Europa. Ma il libero commercio deve essere equo e soltanto il commercio equo può essere libero. Oggi presentiamo una proposta per adattare i nostri strumenti di difesa commerciale alla realtà odierna caratterizzata da un eccesso di capacità produttiva e da un quadro giuridico internazionale in evoluzione. Più di 30 milioni di posti di lavoro, di cui 6 milioni nelle PMI, dipendono da un commercio libero ed equo, che resta al centro della strategia dell'UE per la crescita e l'occupazione."

Cecilia Malmström, Commissaria dell'UE per il Commercio, ha affermato: "La proposta è importante perché significa che l'UE rispetta gli impegni presi in sede OMC. Questo metodo si applica senza distinzioni a qualsiasi paese e non attribuisce lo 'status di economia di mercato' a nessun paese. Una volta adottata dal Parlamento europeo e dal Consiglio, la proposta garantirà strumenti di difesa commerciale dell'UE idonei a far fronte alle nuove sfide e alle nostre realtà giuridiche ed economiche. Manterremo inoltre un livello di protezione equivalente."

Le attuali norme prevedono che in normali condizioni di mercato il dumping sia calcolato confrontando il prezzo all'esportazione verso l'UE di un dato prodotto con i suoi prezzi o costi sul mercato interno del paese esportatore. Questo metodo sarà mantenuto e integrato da uno nuovo che varrà senza distinzioni nei confronti di qualsiasi paese. Si applicherà ugualmente a tutti i membri dell'OMC e terrà conto delle considerevoli distorsioni che si manifestano in determinati paesi e che trovano la loro origine nell'ingerenza dello Stato nell'economia. I membri dell'OMC non faranno più parte di un elenco di paesi sottoposti al cosiddetto metodo del "paese di riferimento". Quest'ultimo metodo sarà riservato ai paesi che non sono membri dell'OMC e non sono retti da un'economia di mercato.

Per determinare i casi di distorsione saranno presi in considerazione diversi criteri tra cui le politiche e l'influenza dello Stato, la presenza diffusa di imprese di proprietà dello Stato, la discriminazione a favore delle imprese nazionali e l'indipendenza del settore finanziario. La Commissione redigerà relazioni specifiche per paese o per settore nelle quali saranno individuate le distorsioni. Come accade già oggi, sarà compito dell'industria dell'UE presentare le denunce, ma essa potrà avvalersi delle relazioni della Commissione a sostegno delle proprie tesi.

La valutazione d'impatto della Commissione dimostra che il nuovo metodo si tradurrà in un livello di dazi antidumping generalmente equivalente a quello attuale.

La decisione di oggi fa seguito ai dibattiti orientativi del Collegio tenutisi a gennaio e luglio. Alla base della decisione odierna ci sono anche intensi contatti con le parti sociali e i portatori di interessi e una consultazione pubblica (che ha raccolto più di 5 300 risposte). È stata condotta una valutazione d'impatto completa per esaminare le implicazioni di una qualsiasi decisione su ciascuno Stato membro e su ciascun settore economico.

Grazie all'adozione di questo metodo l'UE sarà in grado di rispettare i suoi obblighi giuridici internazionali, di assicurare il mantenimento e l'ulteriore rafforzamento dell'efficacia dei suoi strumenti di difesa commerciale e di salvaguardare al tempo stesso gli attuali livelli generali di occupazione.

La proposta non sostituisce la proposta del 2013 relativa alla modernizzazione degli strumenti di difesa commerciale dell'UE. Quest'ultima semplificherebbe le procedure e in determinate circostanze permetterebbe all'UE di imporre dazi più elevati. Il Parlamento europeo ha adottato la sua relazione in prima lettura e la Commissione si aspetta che il Consiglio risolva rapidamente le divergenze che impediscono l'adozione dell'atto. Il Consiglio esaminerà la proposta venerdì 11 novembre.

Entrambe le proposte sono richiamate nella comunicazione "Verso una politica commerciale solida per l'UE nell'interesse della crescita e dell'occupazione" presentata dalla Commissione in vista del Consiglio europeo di ottobre.


Per ulteriori informazioni

MEMO: La Commissione propone modifiche alla normativa antidumping e antisovvenzioni dell'UE

La proposta

Valutazione d'impatto

Post sul blog della Commissaria Malmström

Comunicato stampa: La Commissione esorta gli Stati membri a sostenere le proposte volte a rafforzare le difese europee contro le pratiche commerciali sleali

Comunicato stampa: Siderurgia – la Commissione interviene per mantenere occupazione sostenibile e crescita in Europa

Comunicato stampa: Dibattito orientativo del Collegio di luglio 2016

Comunicazione: Modernizzazione degli strumenti di difesa commerciale – Adattare gli strumenti di difesa commerciale alle attuali esigenze dell'economia europea (2013)

Ulteriori informazioni sugli strumenti di difesa commerciale dell'UE