La COVID-19 è una malattia altamente contagiosa. Tutti hanno la responsabilità di ridurne la diffusione e di adottare semplici precauzioni. Devi proteggere te stesso e chi ti circonda.

Tutti gli Stati membri dell'UE sono colpiti dalla pandemia di coronavirus. Puoi trovare informazioni specifiche per il tuo paese consultando i siti web nazionali di risposta al coronavirus.

Siti web degli Stati membri sul coronavirus

La priorità assoluta della Commissione è proteggere la salute e il benessere dei suoi cittadini utilizzando tutti gli strumenti a sua disposizione. Per questo motivo sta adottando tutte le misure necessarie per coordinarsi con gli Stati membri e agevolare la fornitura di dispositivi di protezione e attrezzature mediche in tutta l'Europa.

Strategia dell'UE sui vaccini

Il 17 giugno la Commissione europea ha presentato una strategia europea per accelerare lo sviluppo, la produzione e la distribuzione di vaccini contro la COVID-19. Un vaccino efficace e sicuro contro il virus è la carta migliore per una soluzione permanente alla pandemia. Il fattore tempo è essenziale. Ogni mese guadagnato nella conquista del vaccino significa salvare vite umane, e risparmiare mezzi di sussistenza e miliardi di euro.

Lo sviluppo dei vaccini è un processo lungo e complesso, che normalmente dura circa 10 anni. Con questa nuova strategia la Commissione sosterrà gli sforzi e accelererà lo sviluppo e la disponibilità di vaccini sicuri ed efficaci in un lasso di tempo compreso tra 12 e 18 mesi, se non prima. Per portare a buon fine questa complessa impresa bisogna effettuare prove cliniche e parallelamente investire in capacità di produzione tali da produrre milioni, se non miliardi, di dosi del vaccino efficace. La Commissione è mobilitata al massimo per sostenere gli sforzi di quanti sono impegnati nello sviluppo dei vaccini.

Le imprese con un vaccino sperimentale promettente, che hanno già avviato o stanno per avviare la sperimentazione clinica, sono invitate a mettersi in contatto con la Commissione all'indirizzo EC-VACCINES@ec.europa.eu.

Per saperne di più

Sostegno di emergenza

Lo strumento per il sostegno di emergenza assiste gli Stati membri nei loro sforzi per affrontare la pandemia di COVID-19. Fornisce un ampio ventaglio di strumenti per rispondere alle esigenze che possono essere affrontate meglio in modo strategico e coordinato a livello europeo. In quanto ramo finanziario della tabella di marcia comune europea verso la revoca delle misure di contenimento della COVID-19, lo strumento contribuisce ad attenuare le conseguenze immediate della pandemia e ad anticipare le esigenze connesse all'uscita dall'emergenza e alla ripresa.

Lo strumento per il sostegno di emergenza si basa sul principio della solidarietà e mette in comune gli sforzi e le risorse per rispondere rapidamente alle esigenze strategiche comuni. Si tratta di uno strumento complementare: lo strumento per il sostegno di emergenza interviene in aggiunta agli sforzi compiuti nell'ambito di rescEU e dell'accordo di aggiudicazione congiunta o nell'ambito di altre iniziative a livello nazionale o dell'UE.

Sostegno medico e sanitario dell'UE

Garantire la disponibilità di forniture e attrezzature

Appalto pubblico per dispositivi medici e di protezione individuale

I dispositivi di protezione individuale (mascherine, guanti, occhiali, schermi facciali e tute) così come i ventilatori medici e i kit per i test sono essenziali per gli ospedali, gli operatori sanitari, i pazienti, i lavoratori sul terreno e le autorità di protezione civile. L'accordo volontario di aggiudicazione congiunta per le attrezzature mediche consente l'acquisto in comune di tali attrezzature e forniture. L'accordo è ora firmato da 37 paesi, tra cui tutti i paesi dell'UE e del SEE, nonché Albania, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Macedonia del Nord, Serbia e Kosovo*. (*Tale designazione non pregiudica le posizioni riguardo allo status ed è in linea con la risoluzione 1244 (1999) dell'UNSC e con il parere della CIG sulla dichiarazione di indipendenza del Kosovo.)

La Commissione ha indetto cinque gare d'appalto per la fornitura di contromisure mediche il 28 febbraio (guanti e tute), il 17 marzo (occhiali, visiere e mascherine, ventilatori), il 19 marzo (attrezzature di laboratorio, compresi i kit per i test) e il 17 giugno (medicinali per le unità di terapia intensiva). Vi hanno partecipato fino a 26 paesi. Queste iniziative si stanno dimostrando efficaci. Sono stati firmati contratti quadro e gli Stati membri possono effettuare ordini per:

  • dispositivi di protezione individuale (tute, guanti, occhiali, visiere e mascherine);
  •  
  • ventilatori;
  •  
  • attrezzature di laboratorio (kit, reagenti, hardware).
  •  

Quando organizza appalti congiunti, la Commissione europea svolge un ruolo di coordinamento, mentre gli Stati membri acquistano i beni.

Articoli   Paesi dell'UE   Disponibili dal    Imprese  

Volume

(su 12 mesi)

  Massimale di bilancio   Ordini  
Guanti e tute   20   8 aprile    2   Diversi milioni di tute   97 milioni   I paesi hanno effettuato ordini  
Protezione degli occhi e delle vie respiratorie   25   2 aprile   4  

20 milioni di occhiali di sicurezza

12 milioni di schermi facciali

37 milioni di mascherine FFP2

26 milioni di mascherine FFP3

301 milioni di mascherine

  1,4 miliardi   I paesi hanno effettuato ordini  
Ventilatori   26   15 aprile   6  

110 000 unità

(57 000 CE)

  1,4 miliardi   I paesi hanno effettuato ordini  
Apparecchiature di laboratorio   20   7 maggio     (29 lotti diversi)   350 milioni   I paesi hanno effettuato ordini  

Orientamenti sull'utilizzo del quadro in materia di appalti pubblici

Il 1º aprile la Commissione europea ha pubblicato una serie di orientamenti su come utilizzare tutti gli strumenti di flessibilità offerti dal quadro dell'UE in materia di appalti pubblici nella situazione di emergenza connessa alla pandemia di coronavirus. Gli orientamenti forniscono una panoramica delle procedure di gara a disposizione degli acquirenti pubblici, le scadenze applicabili e gli esempi di come gli acquirenti pubblici potrebbero trovare soluzioni alternative e modi per interagire con il mercato per fornire le forniture mediche necessarie. Gli orientamenti facilitano agli acquirenti pubblici il compito di fornire dispositivi di protezione e materiale medico di vitale importanza a coloro che ne hanno bisogno, agevolando l'esecuzione degli appalti pubblici, pur mantenendo elevati standard di sicurezza e di qualità.

Aumentare le capacità produttive in Europa

Per affrontare la pandemia di coronavirus, i fabbricanti europei e la Commissione europea devono collaborare per aumentare in modo massiccio la produzione complessiva di dispositivi di protezione individuale. Il 20 marzo la Commissione e gli organismi europei di normazione hanno convenuto che, in via eccezionale, tutte le norme armonizzate europee pertinenti saranno rese disponibili liberamente e saranno pienamente accessibili a tutte le imprese interessate. Questa azione aiuterà sia le imprese dell'UE che quelle dei paesi terzi a produrre i dispositivi senza compromettere le nostre norme in materia di salute e sicurezza e senza indebiti ritardi.

Il 24 marzo la Commissione ha adottato decisioni relative a norme armonizzate rivedute che consentiranno ai fabbricanti di immettere sul mercato dispositivi ad alte prestazioni per proteggere i pazienti, gli operatori sanitari e i cittadini in generale. Le norme rivedute svolgono un ruolo fondamentale in quanto riguardano dispositivi critici quali gli schermi facciali, i teli chirurgici, i camici e le tute, i disinfettanti o la sterilizzazione.

Le norme armonizzate riguarderanno dispositivi quali le mascherine mediche, la protezione individuale degli occhi, i guanti medici, gli indumenti protettivi e i dispositivi di protezione delle vie respiratorie.

Il 30 marzo la Commissione ha annunciato che formulerà orientamenti in tre settori per aiutare i costruttori ad aumentare la produzione di attrezzature e materiali medici essenziali: la produzione di dispositivi di protezione individuale quali le mascherine, i detergenti per le mani da non sciacquare e i disinfettanti per le mani e la stampa 3D. Il 3 aprile sono stati pubblicati orientamenti sui dispositivi medici nel contesto del coronavirus. Questi documenti possono aiutare i fabbricanti e le autorità di vigilanza del mercato a garantire che i prodotti siano efficaci e rispettino le norme di sicurezza necessarie.

Disponibilità di attrezzature mediche

Il 23 aprile il Consiglio e la Commissione hanno adottato la decisione di posticipare di un anno l'applicazione del regolamento relativo ai dispositivi medici per consentire alle istituzioni sanitarie e agli operatori economici degli Stati membri di dare la priorità alla lotta contro la pandemia di coronavirus, continuando nel contempo a garantire la salute e la sicurezza dei pazienti fino all'entrata in vigore della nuova normativa.

Garantire test diagnostici di qualità

Il 15 aprile la Commissione ha adottato orientamenti sulle metodologie di test per il coronavirus con l'intento di sostenere gli Stati membri nelle loro strategie nazionali di contenimento. In assenza di un vaccino, svolgere test sicuri e affidabili è il metodo chiave per garantire la raccolta di dati affidabili, per ridurre al minimo i rischi e basare il processo decisionale su prove scientifiche. Per monitorare il progressivo diffondersi del coronavirus è necessario svolgere test su larga scala e rilevare la presenza di anticorpi. Gli orientamenti definiscono le norme per la qualità dei kit di test e individuano ulteriori fasi, quali la creazione di una rete di laboratori di riferimento per il coronavirus, la lotta contro i dispositivi contraffatti, il coordinamento dell'offerta e della domanda e un'equa distribuzione del materiale. Per saperne di più sui risultati ottenuti con le attuali metodologie di test COVID-19

Disponibilità di farmaci

Il 8 aprile la Commissione ha invitato gli Stati membri a garantire che i cittadini europei abbiano accesso ai farmaci essenziali a prezzi accessibili durante la pandemia di coronavirus, tutelando nel contempo la salute pubblica e preservando l'integrità del mercato unico. La Commissione ha pubblicato orientamenti per garantire l'approvvigionamento, l'agevolazione dei trasporti, la distribuzione e l'uso razionale dei farmaci essenziali ed evitare carenze.

Corrispondenza fra domanda e offerta di attrezzature mediche

La Commissione ha istituito una centrale di coordinamento per le attrezzature mediche, per un periodo di sei mesi, che facilita l'individuazione delle forniture disponibili, compresi i kit per i test, e fa sì che corrispondano tempestivamente alla domanda degli Stati membri. La Commissione ha contatti con centinaia di imprese specializzate nella produzione di attrezzature mediche e di dispositivi di protezione individuale, compresi i ventilatori, che hanno confermato la loro intenzione di aumentare la loro produzione per soddisfare la domanda o di essersi già mossi in proposito. Se necessario, la centrale di coordinamento farà in modo che le proposte rispondano alle esigenze e alle richieste degli Stati membri e risolverà gli ostacoli tecnici o normativi o le strozzature nelle catene di approvvigionamento al fine di garantire la rapida consegna delle attrezzature. Per saperne di più sulla centrale di coordinamento per le attrezzature mediche istituita dalla Commissione

Stoccaggio e distribuzione di forniture e di dispositivi

Il 19 marzo la Commissione ha proposto di costituire, come rete di sicurezza supplementare, la scorta rescEU, una riserva strategica comune europea di attrezzature mediche quali ventilatori, dispositivi di protezione individuale, mascherine riutilizzabili, vaccini, farmaci e forniture di laboratorio. La Commissione finanzierà il 100% dei costi della costituzione di scorte e gestirà la distribuzione delle attrezzature per garantirne la massima efficienza.

Il 27 aprile è arrivata in Italia una prima consegna di circa 90 000 mascherine di protezione provenienti dal centro strategico di distribuzione di rescEU in Romania. Questa consegna di materiale va ad aggiungersi alle squadre di medici e infermieri e alle scorte di attrezzature che sono state inviate a livello bilaterale e attraverso il meccanismo di protezione civile dell'UE. Il meccanismo rescEU è ora pienamente operativo.

Autorizzazioni di esportazione

Già il 15 marzo la Commissione ha adottato misure per assicurare la disponibilità di forniture di dispositivi di protezione individuale, esigendo che le esportazioni di tali dispositivi destinate al di fuori dell'Unione europea siano soggette a un'autorizzazione di esportazione da parte degli Stati membri. Il 19 marzo la Commissione ha approvato gli orientamenti (accompagnati da un allegato) sulle modalità di attuazione di queste misure. Di conseguenza, quasi tutti gli Stati membri hanno abolito le restrizioni nazionali all'esportazione e i dispositivi di protezione possono essere forniti senza soluzione di continuità in tutta l'Unione dove sono più necessari.

La Commissione ha deciso di esentare dai requisiti per l'autorizzazione di esportazione la Norvegia, l'Islanda, il Liechtenstein e la Svizzera (paesi che fanno parte dell'Associazione europea di libero scambio). Esenzioni simili sono state concesse ad Andorra, alle Fær Øer, a San Marino e allo Stato della Città del Vaticano, così come ai paesi e territori associati che hanno relazioni sociali con Danimarca, Francia, Paesi Bassi e Regno Unito (i cosiddetti paesi dell'allegato II).

Il 24 aprile la Commissione ha modificato il regime di autorizzazione all'esportazione dei dispositivi di protezione individuale per rispondere alle attuali esigenze. Riduce l'elenco dei prodotti che richiedono un'autorizzazione di esportazione per le mascherine, gli occhiali e gli indumenti protettivi, estende l'eccezione geografica per includere i Balcani occidentali e impone agli Stati membri di concedere rapidamente autorizzazioni all'esportazione per scopi umanitari. Le misure rimangono temporanee, per una durata di 30 giorni, e saranno notificate il 24 aprile ai partner dell'Organizzazione mondiale del commercio.

Revoca temporanea dei dazi doganali e dell'IVA sulle importazioni

La Commissione ha deciso di accogliere le richieste di tutti gli Stati membri e del Regno Unito di rinunciare temporaneamente ai dazi doganali e all'IVA sull'importazione di dispositivi medici e di protezione dai paesi terzi. In tal modo si agevolerà sul piano finanziario l'acquisto delle attrezzature mediche di cui hanno disperatamente bisogno medici, infermieri e pazienti. La Commissione ha inoltre pubblicato orientamenti specializzati per facilitare il lavoro delle autorità doganali degli Stati membri e di altre parti interessate in materia di procedure doganali, ad esempio riducendo al minimo le formalità riguardanti l'importazione di organi umani e di midollo osseo destinati al trapianto nell'UE, oppure vari strumenti di pagamento per la gestione del debito doganale o per la prova dell'origine preferenziale delle merci.

Sostegno agli Stati membri in difficoltà e cooperazione sanitaria transfrontaliera

Il Centro di coordinamento della risposta alle emergenze della Commissione europea svolge un ruolo chiave negli sforzi di sostegno ed è pronto a fornire assistenza 24 ore su 24 a tutti i paesi, in Europa e nel resto del mondo, che ne fanno richiesta. Può assumere la forma di cofinanziamento del trasporto dell'assistenza, compresi i dispositivi di protezione individuale e altre forme di sostegno quali la messa a disposizione di competenze.

Inoltre, il 2 aprile la Commissione ha adottato orientamenti sulla cooperazione transfrontaliera nel settore sanitario tra le autorità nazionali, regionali e locali. L'obiettivo è agevolare il trasferimento dei pazienti da uno Stato membro all'altro, aiutare il personale medico qualificato a offrire la propria assistenza in altri Stati membri e alleviare l'onere che grava sui sistemi sanitari nazionali a causa della pandemia. Gli orientamenti forniscono indicazioni in materia di mobilità transfrontaliera dei pazienti e misure per il rimborso delle spese sanitarie e incoraggiano le autorità nazionali a utilizzare gli accordi bilaterali e regionali esistenti. Le richieste di assistenza sanitaria transfrontaliera saranno coordinate tramite il comitato per la sicurezza sanitaria, presieduto dalla Commissione, e tramite il sistema di allarme rapido e di reazione.

Iniziativa "Solidarietà dell'UE per la salute"

Il 2 aprile la Commissione europea ha lanciato l'iniziativa Solidarietà dell'UE per la salute, volta a sostenere direttamente i sistemi sanitari degli Stati membri dell'UE nella lotta contro la pandemia di coronavirus. L'iniziativa prevede circa 6 miliardi di euro per rispondere alle esigenze dei sistemi sanitari europei. Metà dell'importo proverrà dal bilancio dell'UE rimanente, mentre l'altra metà proverrà da contributi supplementari richiesti agli Stati membri. L'iniziativa consentirà alla Commissione di acquistare mezzi di sostegno di emergenza per conto degli Stati membri e di distribuire forniture mediche, di sostenere finanziariamente e coordinare il trasporto di attrezzature mediche e di pazienti, di sostenere l'assunzione di personale sanitario supplementare e la costruzione di ospedali da campo mobili.

 

Un gruppo europeo di esperti sul coronavirus

Il 17 marzo La Commissione europea ha istituito un gruppo consultivo sul coronavirus, composto da sette esperti epidemiologi e virologi di diversi Stati membri incaricati di formulare orientamenti basati su dati scientifici per la risposta dell'UE e coordinare le misure di gestione del rischio. Il gruppo, creato a seguito di un mandato conferito dagli Stati membri dell'UE, è presieduto dalla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, e da Stella Kyriakides, commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare. L'ordine del giorno e le sintesi delle riunioni sono disponibili nella scheda Riunioni.

Sulla base delle consulenze scientifiche del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie e del gruppo consultivo sulla COVID-19, la Commissione europea ha pubblicato il 19 marzo le prime raccomandazioni per misure a livello dell'Unione e strategie di sperimentazione e il 30 marzo quelle sulla resilienza dei sistemi sanitari.

 

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Valutazione del rischio

Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) è un'agenzia dell'UE che opera per rafforzare le difese dell'Europa contro le malattie infettive.

L'ECDC svolge il ruolo fondamentale nel valutare la minaccia dal punto di vista scientifico. Elabora valutazioni rapide del rischio, fornisce frequenti aggiornamenti epidemiologici e assistenza tecnica formulando orientamenti sulla strategia più efficace di risposta all'epidemia. Gli orientamenti comprendono, tra l'altro, indicazioni su sorveglianza, preparazione e pianificazione della risposta all'epidemia e sostegno ai laboratori.

Le ultime valutazioni dei rischi e le domande e risposte riguardanti la COVID-19, comprese le informazioni mediche e i consigli sulla prevenzione, sono disponibili cliccando sui rispettivi link.

 

Coordinamento della crisi

La crisi è coordinata a vari livelli: attraverso videoconferenze a livello del Consiglio europeo, mediante discussioni periodiche con i ministri della Salute, in occasione di frequenti riunioni del comitato per la sicurezza sanitaria.

Questi strumenti promuovono la cooperazione, lo scambio rapido di informazioni, il monitoraggio e il coordinamento su vasta scala delle misure di preparazione e di risposta alla pandemia di COVID-19.

Le notifiche relative a gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero sono effettuate attraverso il Sistema di allarme rapido e di reazione, una piattaforma online disponibile 24/7 che consente agli Stati membri dell'UE di inviare segnalazioni di eventi con un potenziale impatto sull'Unione europea, di condividere informazioni e di coordinare la loro risposta.

 

Informazioni pratiche

Informazioni pratiche per rimanere in buona salute, proteggere noi stessi e chi ci sta intorno

Documenti

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