covid certificate

Il regolamento sul certificato COVID digitale dell'UE è entrato in vigore il 1º luglio 2021. Ora il certificato COVID digitale potrà essere rilasciato a tutti i cittadini e i residenti dell'UE e verificato in tutta l'Unione.

Scopri come ottenere il certificato dall'autorità sanitaria nazionale selezionando il tuo paese sulla mappa interattiva qui sotto.

Nuove norme sulla validità del certificato COVID digitale dell'UE e sul coordinamento in materia di sicurezza dei viaggi nell'UE

Dal 1º febbraio 2022 sono in vigore nuove norme che stabiliscono un periodo di accettazione vincolante di 9 mesi per i certificati di vaccinazione, utilizzati per i viaggi all'interno dell'UE.

Gli Stati membri devono accettare certificati di vaccinazione per un periodo di 9 mesi a decorrere dalla somministrazione dell'ultima dose della vaccinazione primaria. Per il vaccino Johnson &Johnson ciò significa 270 giorni dalla prima e unica dose. Per un vaccino bidose ciò significa un 270 giorni dalla seconda dose o, in linea con la strategia di vaccinazione dello Stato membro di vaccinazione, dalla prima e unica dose somministrata dopo la guarigione dal virus.

Gli Stati membri non dovrebbero prevedere un periodo di accettazione diverso per i viaggi all'interno dell'Unione europea. Il periodo standard di accettazione non si applica ai certificati per le dosi di richiamo.

Tali norme si applicano solo ai certificati di vaccinazione utilizzati per viaggiare nell'UE. Gli Stati membri possono applicare norme diverse quando utilizzano il certificato COVID digitale dell'UE in un contesto nazionale, ma sono invitati ad allinearsi al periodo di accettazione stabilito a livello dell'UE.

Chi è in possesso di un certificato COVID digitale dell'UE valido non dovrebbe, in linea di principio, essere soggetto a ulteriori restrizioni, quali test o quarantena, indipendentemente dal luogo di partenza nell'UE.

Le persone prive di un certificato COVID digitale dell'UE dovrebbero poter viaggiare sulla base di un test effettuato prima o dopo l'arrivo. Inoltre, potrebbero essere tenute a sottoporsi a quarantena/autoisolamento quando arrivano da zone particolarmente colpite (rosso scuro).

Le eventuali misure che limitano la libera circolazione devono essere non discriminatorie e proporzionate. In linea di massima gli Stati membri non dovrebbero rifiutare l'ingresso dei viaggiatori provenienti da altri Stati membri.

Cos'è il certificato COVID digitale dell'UE?

Un certificato COVID digitale dell'UE è una prova digitale attestante che una persona:

tick icon è stata vaccinata contro la patologia da COVID-19
tick icon ha ottenuto un risultato negativo al test, oppure
tick icon è guarita dalla patologia.

Chi può ottenere un certificato COVID digitale dell'UE?

  • Tutti i cittadini dell'UE e i loro familiari
  • I cittadini di paesi terzi che soggiornano o risiedono legalmente in uno Stato membro e hanno il diritto di recarsi in altri Stati membri

Come si ottiene il certificato?

Le autorità nazionali sono responsabili del rilascio del certificato. Potrebbe, ad esempio, essere rilasciato da centri che effettuano i test, dalle autorità sanitarie o direttamente tramite un portale eHealth.

  • I certificati di vaccinazione sono rilasciati dallo Stato membro in cui è stata somministrata la vaccinazione.
  • I certificati di test sono rilasciati dallo Stato membro in cui il test è stato effettuato.
  • I certificati di guarigione sono rilasciati dallo Stato membro in cui si trova la persona che è guarita.

Le autorità sanitarie nazionali dovrebbero fornire informazioni su come ottenere il certificato.

La versione digitale può essere memorizzata su un dispositivo mobile. I cittadini possono inoltre richiedere una versione cartacea. Entrambe le versioni disporranno di un codice QR contenente le informazioni essenziali e di una firma digitale per garantire l'autenticità del certificato.

Gli Stati membri hanno concordato un modello comune che può essere utilizzato per le versioni sia elettroniche che cartacee al fine di facilitarne il riconoscimento.

Seleziona il tuo paese sulla mappa interattiva qui sotto per scoprire come ottenere il certificato dalla tua autorità sanitaria nazionale.

Riconoscimento da parte dell'UE dei certificati COVID rilasciati da paesi terzi (extra UE)

Finora 45 paesi (e territori) non appartenenti all'UE hanno aderito al sistema del certificato COVID digitale dell'UE sulla base di decisioni di equivalenza dell'UE.

I certificati COVID rilasciati in questi 45 paesi (e territori) sono accettati nell'UE alle stesse condizioni del certificato COVID digitale dell'UE. Analogamente, il certificato COVID digitale dell'UE è accettato da questi 45 paesi.

Come funziona il certificato?

QR code icon Il certificato COVID digitale dell'UE contiene un codice QR con una firma digitale per impedirne la falsificazione.
Scan icon Al momento del controllo del certificato, si procede alla scansione del codice QR e alla verifica della firma.
digital signature icon Ogni organismo autorizzato a rilasciare i certificati (ad esempio un ospedale, un centro di test o un'autorità sanitaria) ha la propria chiave di firma digitale. Tutte le chiavi di firma sono conservate in una banca dati protetta in ciascun paese.
validation icon

La Commissione europea ha creato un gateway per garantire che tutte le firme dei certificati possano essere verificate in tutta l'UE. I dati personali del titolare del certificato non passeranno attraverso il gateway dato che ciò non è necessario per verificare la firma digitale. La Commissione europea ha inoltre aiutato gli Stati membri a sviluppare software e app nazionali per il rilascio, l'archiviazione e la verifica dei certificati e li ha sostenuti nelle prove necessarie per aderire al gateway.

In che modo contribuisce alla libera circolazione?

Il certificato COVID digitale dell'UE è accettato in tutti gli Stati membri dell'UE. Contribuisce a far sì che le restrizioni attualmente in vigore possano essere revocate in modo coordinato.

In caso di viaggio, il titolare del certificato dovrebbe, in linea di principio, essere esonerato dalle restrizioni alla libera circolazione: gli Stati membri dovranno cioè astenersi dall'imporre ulteriori restrizioni di viaggio ai titolari di un certificato COVID digitale dell'UE, a meno che esse non siano necessarie e proporzionate per tutelare la salute pubblica.

In tal caso, ad esempio in risposta a nuove varianti che destino preoccupazione, lo Stato membro in questione è tenuto ad informare la Commissione e tutti gli altri Stati membri e giustificare tale decisione.

I cittadini che non sono ancora vaccinati possono recarsi in un altro paese dell'UE?

Sì. Il certificato COVID digitale dell'UE è inteso ad agevolare la libera circolazione all'interno dell'UE. Non costituisce un prerequisito per la libera circolazione, che è un diritto fondamentale nell'UE.

Se non si dispone di un certificato, si potrebbe tuttavia essere soggetti a restrizioni quali test o quarantena. Gli Stati membri possono introdurre restrizioni di viaggio. Consultare Re-openEU per gli ultimi aggiornamenti.

Per garantire che non vi siano discriminazioni nei confronti delle persone che non sono vaccinate, il certificato COVID digitale dell'UE comprende anche i certificati di test e di guarigione. In questo modo tutti possono beneficiare dei vantaggi offerti dal certificato COVID digitale dell'UE.

Travel

Nel gennaio 2022 le norme sul coordinamento della sicurezza e della libera circolazione nell'UE sono state aggiornate per tenere conto dello status della persona anziché della situazione epidemiologica a livello regionale, ad eccezione delle zone in cui il virus circola a livelli molto elevati.

Domande frequenti sul certificato COVID digitale dell'UE, le vaccinazioni e le restrizioni di viaggio

I cittadini di paesi extra UE possono recarsi nell'UE?

Il 22 febbraio 2022 il Consiglio ha approvato un quadro aggiornato che facilita ulteriormente i viaggi verso l'UE. Gli Stati membri hanno convenuto di applicare tali aggiornamenti a decorrere dal 1º marzo 2022.

In base a questo approccio, i viaggiatori di paesi terzi vaccinati con un vaccino approvato dall'UE o dall'OMS dovrebbero poter viaggiare nell'UE, a condizione che abbiano ricevuto l'ultima dose della serie di vaccinazione primaria almeno 14 giorni e non più di 270 giorni prima dell'arrivo, o a condizione che abbiano ricevuto una dose di richiamo.

Inoltre, coloro che sono guariti dal virus nei 180 giorni precedenti il viaggio nell'UE dovrebbero potersi recare nell'Unione se possono dimostrare la propria guarigione con un certificato COVID digitale dell'UE o un certificato non UE ritenuto equivalente a tale certificato.

Anche le persone che viaggiano da un paese o da un territorio incluso nell'elenco dei paesi da cui dovrebbero essere possibili tutti i viaggi e che sono in possesso di una prova di un test PCR negativo dovrebbero poter recarsi nell'UE. Il Consiglio riesamina periodicamente - e, se del caso, aggiorna - un elenco di tali paesi, sulla base di una valutazione della situazione sanitaria. Tutti i viaggi verso l'UE dai paesi inclusi in questo elenco dovrebbero essere possibili, indipendentemente dallo status vaccinale.

Anche i cittadini e i residenti dell'UE, i loro familiari e coloro che hanno un motivo essenziale per venire in Europa dovrebbero continuare a poterlo fare.

Ha importanza quale vaccino i cittadini hanno ricevuto?

I certificati di vaccinazione saranno rilasciati a una persona vaccinata con qualsiasi vaccino anti COVID-19. Il certificato deve indicare chiaramente il nome del vaccino somministrato.

Per quanto riguarda la deroga alle restrizioni alla libera circolazione, gli Stati membri devono accettare solo i certificati di vaccinazione per i vaccini che hanno ottenuto l'autorizzazione all'immissione in commercio nell'UE. Gli Stati membri possono anche decidere di derogare alle restrizioni per i viaggiatori che hanno ricevuto un altro vaccino, ad esempio quelli inclusi nell'elenco di emergenza dell'OMS, ma non sono tenuti a farlo. Se si è stati vaccinati con un vaccino non autorizzato nell'UE, consigliamo di verificare quali vaccini sono accettati dal rispettivo Stato membro prima di mettersi in viaggio.

Quattordici giorni dopo aver ricevuto l'ultima dose di un vaccino COVID-19 approvato per tutta l'UE, le persone completamente vaccinate in possesso del certificato COVID digitale dell'UE dovrebbero essere esentate dai test o dalla quarantena relativi ai viaggi. Lo stesso vale per le persone guarite munite del certificato.

È possibile includere dosi di richiamo nel certificato COVID digitale dell'UE?

La maggior parte degli Stati membri ha già iniziato a somministrare dosi di richiamo del vaccino anti COVID-19. Dopo la somministrazione di ciascuna dose deve essere rilasciato un certificato COVID digitale dell'UE. Ciò significa che gli Stati membri devono rilasciare un certificato di vaccinazione anche nel formato del certificato COVID digitale dell'UE dopo la somministrazione di una dose supplementare.

A partire dal 1º febbraio devono essere attuate anche nuove norme per quanto riguarda la codifica delle dosi di richiamo nel certificato. I richiami saranno registrati come: 3/3 per una dose di richiamo successiva a un ciclo di vaccinazione primario a due dosi; 2/1 per una dose di richiamo successiva a un ciclo di vaccinazione monodose o a una dose di un vaccino bidose somministrato a una persona guarita.

Come funziona il certificato di test?

Le persone con esito negativo al test riportato nel modello del certificato COVID digitale dell'UE dovrebbero essere esentate da eventuali prescrizioni di quarantena, tranne nel caso in cui provengano da zone gravemente colpite dal virus. Gli Stati membri hanno concordato un periodo di validità standard per i test: 72 ore per i test PCR e, se accettati dallo Stato membro, 48 ore per i test antigenici rapidi.

Quali dati contiene il certificato COVID digitale dell'UE? I dati sono sicuri?

Il certificato COVID digitale dell'UE contiene informazioni fondamentali quali nome, data di nascita, data di rilascio, informazioni pertinenti su vaccino/test/guarigione e identificativo unico. Questi dati rimangono sul certificato e non sono memorizzati o conservati quando un certificato viene verificato in un altro Stato membro.

I certificati comprenderanno solo una serie limitata di informazioni necessarie, che non potranno essere conservate dai paesi visitati. A fini della verifica, vengono controllate solo la validità e l'autenticità del certificato, accertando da chi è stato rilasciato e firmato. Tutti i dati sanitari sono conservati nello Stato membro che ha rilasciato il certificato COVID digitale dell'UE.

Validità del certificato

Un certificato COVID digitale dell'UE valido comprende:

un certificato di vaccinazione in cui sono trascorsi almeno 14 giorni e non più di 270 giorni dall'ultima dose della serie di vaccinazione primaria o se la persona ha ricevuto una dose di richiamo;

OPPURE

un risultato negativo di un test PCR ottenuto non più di 72 ore prima del viaggio o un test antigenico rapido negativo ottenuto non più di 24 ore prima del viaggio

OPPURE

un certificato di guarigione attestante che non sono trascorsi più di 180 giorni dalla data del primo risultato positivo del test.

Validità dei certificati rilasciati dopo una dose di richiamo

In questa fase, la Commissione non propone un periodo di validità per i certificati rilasciati sulla base di dosi di richiamo. Ciò significa che il periodo di validità di 9 mesi non dovrebbe applicarsi ai certificati rilasciati a seguito di dosi di richiamo. Si può ragionevolmente prevedere che la protezione fornita dalla somministrazione di dosi di richiamo possa durare più a lungo rispetto a quella risultante dal ciclo di vaccinazione primario.

La Commissione sorveglierà attentamente le evidenze scientifiche che emergeranno sulla questione. Su tale base, la Commissione può, in una fase successiva, proporre, se necessario, di introdurre un periodo di validità anche per i certificati di vaccinazione rilasciati a seguito di un richiamo, se necessario.

Uso potenziale dei certificati per l'accesso a infrastrutture

Il diritto dell'UE disciplina l'uso del certificato COVID digitale dell'UE per facilitare la libera circolazione sicura all'interno dell'UE.

Gli Stati membri possono utilizzare i certificati anche a fini nazionali, come l'accesso a eventi o infrastrutture, ma ciò non è disciplinato a livello dell'UE.

Se uno Stato membro adotta un sistema di certificazione COVID-19 a fini nazionali, dovrebbe garantire che anche il certificato COVID digitale dell'UE sia pienamente accettato. in modo che i viaggiatori che si recano in un altro Stato membro non debbano ottenere un certificato nazionale supplementare.

Per quanto tempo sarà in vigore il certificato COVID digitale UE?

Attualmente il regolamento sul certificato COVID digitale dell'UE è in vigore dal 1° luglio 2021 per una durata di 12 mesi. Nel febbraio 2022 la Commissione ha proposto di prorogarlo di un anno, fino al 30 giugno 2023. La proroga del regolamento garantirà che i viaggiatori possano continuare a utilizzare il certificato COVID digitale dell'UE per i viaggi all'interno dell'Unione qualora gli Stati membri mantengano determinate misure di sanità pubblica.

Re-open EU: informazioni aggiornate sulle misure sanitarie e di viaggio

Trova informazioni aggiornate sulle misure sanitarie e di viaggio nei paesi europei, comprese le prescrizioni in materia di quarantena e test per i viaggiatori, per aiutarti a esercitare il diritto alla libera circolazione. Le informazioni, disponibili in 24 lingue, sono aggiornate spesso. Questo dovrebbe aiutarti a pianificare il viaggio in Europa, rimanendo al tempo stesso sicuro e in buona salute.

Visita Re-open EU

Calendario

  • 27 gennaio

    Sono adottati orientamenti che stabiliscono i requisiti di interoperabilità dei certificati di vaccinazione digitali, sulla base delle discussioni tenutesi tra la Commissione e gli Stati membri nell'ambito della rete eHealth dal novembre 2020.

  • 17 marzo

    La Commissione propone un testo legislativo che istituisce un quadro comune per un certificato UE.

  • 14 aprile

    Il Consiglio adotta il mandato per avviare i negoziati con il Parlamento europeo in merito alla proposta.

  • 22 aprile

    I rappresentanti degli Stati membri nella rete eHealth concordano orientamenti che descrivono le principali specifiche tecniche per l'attuazione del sistema. Si tratta di un passo fondamentale per la creazione dell'infrastruttura necessaria a livello dell'UE.

  • 7 maggio

    La Commissione avvia la sperimentazione pilota dell'infrastruttura di interoperabilità dell'UE (EU Gateway) che faciliterà l'autenticazione dei certificati UE.

  • 20 maggio

    Il Parlamento europeo e il Consiglio raggiungono un accordo sul certificato COVID digitale dell'UE.

  • 1 giugno

    Il gateway dell'UE (interconnessione tra i sistemi nazionali) è operativo.

  • 1-30 giugno

    Fase preparatoria: gli Stati membri possono avviare il certificato su base volontaria a condizione che siano pronti a rilasciare e verificare i certificati e dispongano della necessaria base giuridica.

  • metà giugno

    Raccomandazione riveduta del Consiglio sui viaggi all'interno dell'UE.

  • 1 luglio

    Il certificato COVID digitale dell'UE entra in vigore in tutta l'UE.

  • 1 luglio - 12 agosto

    Periodo transitorio: se uno Stato membro non è ancora pronto a rilasciare il nuovo certificato ai propri cittadini, è ancora possibile utilizzare altri formati che dovrebbero essere accettati negli altri Stati membri.

*Tale designazione non pregiudica le posizioni riguardo allo status ed è in linea con la risoluzione 1244 (1999) dell'UNSC e con il parere della CIG sulla dichiarazione di indipendenza del Kosovo.

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