Vaccinazione sicura ed efficace

Centinaia di milioni di persone in tutto il mondo vengono vaccinate ogni anno per proteggere loro, e i loro amici e familiari, da malattie che potrebbero avere gravi conseguenze per la salute.

I vaccini agiscono "insegnando" al sistema immunitario (le difese naturali dell'organismo) di un individuo a difendersi da una specifica malattia. Quando un numero sufficiente di persone in una popolazione sviluppa l'immunità a una malattia infettiva, è improbabile che la malattia si diffonda da persona a persona. Ciò è particolarmente importante per una malattia altamente contagiosa come la COVID-19.

Il primo vaccino è stato sviluppato nel Regno Unito nel XVIII secolo. Si trattava di un vaccino contro il vaiolo, una malattia letale. Attualmente il vaiolo negli esseri umani è stato debellato in tutto il mondo grazie alla vaccinazione. L'ultimo caso noto verificatosi naturalmente è stato registrato nel 1977 in Somalia.

La vaccinazione è il modo migliore con cui possiamo mettere fine a questa pandemia. Prima di poter essere approvato nell'UE, qualsiasi vaccino deve essere sottoposto a prove rigorose da parte dello sviluppatore e successivamente a una valutazione scientifica per garantirne la qualità, la sicurezza e l'efficacia. Nello sviluppo dei vaccini non si prendono scorciatoie quando si tratta della sicurezza.

Scopri di più sulla vaccinazione nell'UE

Strategia dell'UE per i vaccini

Il 17 giugno la Commissione europea ha presentato una strategia europea sui vaccini per accelerare lo sviluppo, la produzione e la distribuzione di vaccini anti COVID-19. Disporre di vaccini sicuri ed efficaci è la nostra migliore scommessa per superare la pandemia.

Per questo motivo la Commissione ha mobilitato una parte significativa del bilancio disponibile nell'ambito dello strumento per il sostegno di emergenza per garantire un approvvigionamento sufficiente di vaccini agli Stati membri attraverso un ampio portafoglio di accordi di acquisto anticipato con imprese produttrici di vaccini.

Ad oggi, 2 vaccini sicuri ed efficaci contro la COVID-19 sono stati autorizzati per l'uso nell'UE in seguito alle raccomandazioni scientifiche positive dell'Agenzia europea per i medicinali:

  • BioNTech-Pfizer: fino a 600 milioni di dosi. L'11 novembre 2020 la Commissione ha approvato un contratto di acquisto per un massimo di 300 milioni di dosi (di cui la Commissione ha deciso di acquistare 100 milioni di dosi supplementari il 15 dicembre 2020). L'8 gennaio 2021 la Commissione ha proposto agli Stati membri di acquistare altri 200 milioni di dosi di vaccino, con la possibilità di acquistare 100 milioni di dosi supplementari.
  • Moderna: fino a 160 milioni di dosi (di cui la Commissione ha deciso di acquistare 80 milioni di dosi supplementari il 15 dicembre 2020).

La Commissione ha raggiunto accordi con 4 aziende farmaceutiche per consentire l'acquisto di vaccini contro la COVID-19 una volta che abbiano superato le sperimentazioni cliniche e si siano dimostrati sicuri ed efficaci:

Sono stati conclusi colloqui esplorativi per ulteriori contratti con:

  • Novavax: fino a 200 milioni di dosi.
  • Valneva: fino a 60 milioni di dosi.

I colloqui esplorativi proseguono e sono finalizzati a concludere un accordo di acquisto preliminare da finanziare attraverso lo strumento per il sostegno di emergenza, che dispone di fondi dedicati alla creazione di un portafoglio di vaccini potenziali prodotti da diverse imprese. Le imprese con un vaccino sperimentale promettente, che hanno già avviato o stanno per avviare la sperimentazione clinica, sono invitate a mettersi in contatto con la Commissione all'indirizzo EC-VACCINES@ec.europa.eu.

Strategia dell'UE sui vaccini

Collaborazione a livello mondiale

A seguito dell'annuncio di un contributo di 400 milioni di euro, la Commissione europea sta partecipando allo strumento COVAX per un accesso equo a vaccini anti COVID-19 a prezzi contenuti. Ciò comprende un contributo iniziale di 230 milioni di euro a copertura delle opzioni per l'acquisto di 88 milioni di dosi e ulteriori 170 milioni di euro in garanzie finanziarie dal bilancio dell'UE. L'UE trasferirà queste dosi ad altri paesi ammissibili.

Il 12 novembre l'Unione europea ha annunciato che fornirà un contributo supplementare di 100 milioni di euro in sovvenzioni per sostenere lo strumento COVAX inteso a garantire l'accesso al futuro vaccino anti COVID-19 nei paesi a basso e medio reddito. Il contributo supplementare porta l'importo totale a 500 milioni di euro.

Cure per la COVID-19

Informazioni pratiche per mantenersi in buona salute

Farmaco autorizzato

L'8 ottobre la Commissione ha firmato con l'azienda farmaceutica Gilead un contratto quadro di aggiudicazione congiunta per la fornitura di 500 000 cicli di trattamento di Veklury, il nome commerciale del remdesivir. Tutti i paesi partecipanti possono effettuare ordini per acquistare il remdesivir direttamente. Il remdesivir è l'unico medicinale per cui è stata concessa un'autorizzazione all'immissione in commercio condizionata nell'UE per la cura dei pazienti affetti da COVID-19 che richiedono ossigeno supplementare.

La Commissione ha inoltre acquistato e distribuito agli Stati membri e al Regno Unito dosi di remdesivir per un importo totale di 70 milioni di euro a titolo dello strumento per il sostegno di emergenza.

Inoltre, la Commissione ha concesso una sovvenzione di 1 milione di euro, finanziata nell'ambito dello strumento per il sostegno di emergenza, per sostenere la realizzazione di una sperimentazione clinica, autorizzata dall'Agenzia italiana del farmaco (AIFA), per un uso alternativo del raloxifene, un medicinale esistente utilizzato per prevenire e trattare l'osteoporosi, individuato attraverso la piattaforma di supercalcolo Exscalate4CoV di Orizzonte 2020 come molecola promettente per il trattamento dei pazienti affetti da COVID-19. La sperimentazione clinica deve convalidare la sicurezza e l'efficacia del raloxifene nel bloccare la replicazione del virus nelle cellule, frenando così la progressione della malattia. Nella fase iniziale, un trattamento di raloxifene in capsule per 7 giorni verrà somministrato a un massimo di 450 partecipanti divisi in tre gruppi in base a un campionamento casuale.https://www.aifa.gov.it/

Uso del plasma proveniente da pazienti convalescenti

La trasfusione di plasma da convalescenti può aiutare i malati a combattere la COVID-19. La trasfusione di plasma è impiegata anche per purificare anticorpi per la produzione di uno specifico medicinale contro la COVID-19 (immunoglobulina) come alternativa a breve termine ai vaccini. Questo prodotto può essere somministrato per iniezione a pazienti, persone vulnerabili e operatori sanitari. L'efficacia di entrambi questi approcci è oggetto di studio a livello mondiale, anche nell'ambito di progetti di ricerca dell'UE finanziati da Orizzonte 2020, esempi dei quali sono disponibili qui e qui

L'8 gennaio 2021 la Commissione ha selezionato 24 progetti che svilupperanno nuovi programmi, o amplieranno quelli esistenti, per la raccolta di plasma dai donatori guariti dalla COVID-19. I progetti, che si svolgeranno in 14 Stati membri e nel Regno Unito, sono nazionali o regionali e, nella maggior parte dei casi, comporteranno la distribuzione di fondi a un gran numero di centri locali di raccolta del sangue o del plasma (oltre 150 in totale). Questa azione è finanziata attraverso lo strumento per il sostegno di emergenza, per un totale di 36 milioni di euro.

Test diagnostici di qualità per il coronavirus

Strategie di test

Per monitorare la diffusione del coronavirus e prevenire ulteriori trasmissioni sono necessari test su vasta scala per la diagnosi della COVID-19. La raccomandazione della Commissione per un approccio comune ai test COVID-19 in Europa, fa seguito alla comunicazione sulla preparazione a breve termine dei sistemi sanitari dell'UE in caso di una nuova ondata di coronavirus.
Conformemente alla comunicazione della Commissione sulle ulteriori misure di risposta alla COVID-19, adottata il 28 ottobre 2020, i paesi dell'UE dovrebbero presentare strategie nazionali per lo svolgimento dei test entro metà novembre 2020.

Test diagnostici di qualità per il coronavirus

La Commissione ha adottato una raccomandazione sulle strategie di test, compreso il ricorso a test antigenici rapidi. Tale raccomandazione definisce gli elementi essenziali da prendere in considerazione per le strategie di test a livello nazionale, regionale o locale, quali la loro portata, i gruppi da considerare prioritari, aspetti chiave connessi alle capacità di effettuare test e alle risorse necessarie e indicazioni in merito ai contesti in cui può essere opportuno il ricorso ai test antigenici rapidi.

Test antigenici rapidi

Il 28 ottobre la Commissione ha adottato una raccomandazione sulle strategie di test per la COVID-19, compreso il ricorso a test antigenici rapidi, La raccomandazione definisce gli elementi essenziali da prendere in considerazione per le strategie di test a livello nazionale, regionale o locale, quali la loro portata, i gruppi da considerare prioritari, aspetti chiave connessi alle capacità di effettuare test e alle risorse necessarie e indicazioni in merito ai contesti in cui può essere opportuno il ricorso ai test antigenici rapidi.

Il 18 novembre la Commissione ha adottato una raccomandazione sull'uso di test antigenici rapidi per la diagnosi dell'infezione da COVID-19, che fornisce orientamenti per la selezione di tali test e i casi in cui dovrebbero essere utilizzati. Data la diversità dei test disponibili, la raccomandazione fornisce orientamenti, sulla base delle raccomandazioni dell'OMS, sui criteri di selezione dei test antigenici rapidi, che devono soddisfare i requisiti minimi di sensibilità dell'80% e specificità del 97%.

Il 18 dicembre la Commissione ha proposto una raccomandazione del Consiglio relativa a un quadro comune per l'uso, la convalida e il riconoscimento reciproco dei test rapidi dell'antigene. Fornisce orientamenti agli Stati membri per l'uso di test rapidi in contesti specifici e per lo screening a livello della popolazione, nonché raccomandazioni relative alla convalida e al riconoscimento reciproco dei test rapidi per l'antigene.

Convalida dei test

La Commissione ha pubblicato orientamenti sulle metodologie di test per il coronavirus con l'intento di sostenere gli Stati membri nelle loro strategie nazionali di contenimento. La raccomandazione sull'uso di test antigenici rapidi per la diagnosi della COVID-19 chiede la convalida e il riconoscimento reciproco dei test e dei relativi risultati.

La banca dati sui dispositivi medico-diagnostici in vitro e sui metodi di prova per la COVID-19 della Commissione raccoglie in un unico luogo tutte le informazioni disponibili al pubblico sulle prestazioni dei dispositivi medico-diagnostici in vitro recanti la marcatura CE, dei dispositivi sviluppati internamente in laboratorio e dei relativi metodi di prova per la COVID-19.

Attuali risultati dei metodi di prova per la Covid-19 

Acquisto di test antigenici rapidi

Per acquistare direttamente test antigenici rapidi e consegnarli ai paesi dell'UE, la Commissione sta mobilitando 100 milioni di euro a titolo dello strumento per il sostegno di emergenza. Il 18 dicembre ha firmato un contratto quadro con Abbott e Roche per l'acquisto di oltre 20 milioni di test rapidi antigenici. Il contratto metterà i test a disposizione di tutti gli Stati membri, con il coordinamento e il sostegno della Commissione. 

App nazionali di tracciamento dei contatti e allerta

Le app nazionali di tracciamento dei contatti e allerta possono essere installate dagli utenti su base volontaria e servono ad avvertirli, anche all'estero, se sono stati vicini a una persona che è stata segnalata per essere risultata positiva al coronavirus. In caso di allerta, l'applicazione può trasmettere all'utente le raccomandazioni del caso fornite dalle autorità sanitarie, ad esempio il consiglio di eseguire un tampone o di mettersi in autoisolamento, o chi contattare.

Per saperne di più sulle app di tracciamento dei contatti e di allerta

Unione europea della salute

L'11 novembre la Commissione europea ha compiuto i primi passi verso la costruzione dell'Unione europea della salute. La Commissione ha presentato proposte per potenziare il quadro per la sicurezza sanitaria dell'UE, aumentare la capacità di risposta a livello nazionale ed europeo, migliorare la comunicazione dei dati sul coordinamento dei sistemi di assistenza sanitaria in caso di crisi e rafforzare la sorveglianza sanitaria tramite l'intelligenza artificiale e altre tecnologie avanzate. Partendo dagli insegnamenti tratti dall'attuale crisi, le proposte mirano a garantire una migliore preparazione e risposta nel corso dell'attuale emergenza sanitaria e in quelle future.

Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie e l'Agenzia europea per i medicinali sono stati in prima linea nelle attività dell'UE per affrontare la pandemia di coronavirus. I loro mandati saranno rafforzati in modo da poter sostenere meglio i paesi dell'UE e la Commissione. La Commissione ha definito inoltre i principali elementi della futura Autorità per la risposta alle emergenze sanitarie (HERA), che sarà proposta entro la fine del 2021. Tale struttura costituirebbe un importante nuovo elemento a sostegno di una migliore risposta a livello dell'UE alle minacce per la salute a carattere transfrontaliero.

Unione europea della salute

Strategia farmaceutica per l'Europa

Il 24 novembre la Commissione ha adottato una strategia farmaceutica per l'Europa, che punta a garantire l'accesso a medicinali innovativi e a prezzi contenuti da parte dei pazienti e a promuovere nel contempo la competitività, la capacità di innovazione e la sostenibilità dell'industria farmaceutica europea. La strategia consentirà all'Europa di soddisfare il suo fabbisogno di farmaci anche in tempi di crisi, grazie a catene di approvvigionamento solide. La strategia, in quanto componente fondamentale dell'Unione europea della sanità, contribuirà a creare un sistema farmaceutico dell'UE adeguato alle esigenze future e resiliente alle crisi, anche traendo insegnamenti dalla pandemia di COVID-19.

La strategia farmaceutica europea ha quattro obiettivi principali:

  • garantire ai pazienti l'accesso a medicinali a buon mercato e rispondere alle esigenze mediche non soddisfatte (per esempio per quanto riguarda la resistenza antimicrobica, il cancro e le malattie rare)
  • promuovere la competitività, la capacità di innovazione e la sostenibilità del comparto farmaceutico dell'UE e la produzione di medicinali di alta qualità, sicuri, efficaci e più ecologici
  • potenziare i meccanismi di preparazione e risposta alle emergenze
  • assicurare una posizione solida dell'UE sulla scena mondiale, promuovendo standard elevati in termini di qualità, efficacia e sicurezza.

Strategia farmaceutica per l'Europa

Sostegno di emergenza

Lo strumento per il sostegno di emergenza aiuta gli Stati membri ad affrontare la pandemia di coronavirus. Risponde alle esigenze che possono essere affrontate meglio in modo strategico e coordinato a livello europeo.

Lo strumento per il sostegno di emergenza si basa sul principio della solidarietà e mette in comune gli sforzi e le risorse per rispondere rapidamente alle esigenze strategiche condivise.

Strumento per il sostegno di emergenza

Garantire la disponibilità di forniture e attrezzature

Disponibilità di attrezzature mediche

I paesi dell'UE in seno al Consiglio e al Parlamento europeo hanno convenuto di rinviare di un anno l'applicazione del regolamento sui dispositivi medici. Ciò consentirà alle istituzioni sanitarie e agli operatori economici dei paesi dell'UE di dare priorità alla lotta contro la pandemia di coronavirus, garantendo nel contempo la salute e la sicurezza dei pazienti fino all'entrata in vigore della nuova legislazione.

Disponibilità di farmaci

La Commissione ha invitato i paesi dell'UE a garantire che i cittadini europei abbiano accesso ai farmaci essenziali a prezzi accessibili durante la pandemia di coronavirus, tutelando nel contempo la salute pubblica e preservando l'integrità del mercato unico. Questi orientamenti garantiscono l'approvvigionamento, il trasporto, la distribuzione e l'uso razionali dei farmaci essenziali ed evitano possibili carenze.

Individuare la domanda di attrezzature mediche e adeguare le forniture

La Commissione ha istituito una "centrale di coordinamento per le attrezzature mediche (COVID-19)" per individuare le forniture disponibili e facilitare l'incontro domanda-offerta nei paesi dell'UE. È servita da piattaforma per il dialogo e la condivisione di informazioni con i rappresentanti degli Stati membri sulla domanda e l'offerta di attrezzature mediche a livello dell'UE e sui mezzi per superare le carenze e sviluppare capacità.

Appalto pubblico per dispositivi medici e di protezione individuale

L'accordo volontario di aggiudicazione congiunta per le attrezzature mediche consente l'acquisto in comune di attrezzature e forniture essenziali. Quando organizza appalti congiunti, la Commissione europea svolge un ruolo di coordinamento, mentre i paesi dell'UE acquistano i beni.

ARTICOLI

DISPONIBILI DAL

VOLUME

(SU 12 MESI)

MASSIMALE DI BILANCIO

gloves icon

Guanti e tute

aprile (guanti)

maggio (tute)

Diversi milioni

97 milioni di euro

eye respiratory protection icon

Protezione degli occhi e delle vie respiratorie

 aprile

20 milioni di occhiali di sicurezza

12 milioni di schermi facciali

37 milioni di mascherine FFP2

26 milioni di mascherine FFP3

301 milioni di mascherine chirurgiche

1,4 miliardi di euro

ventilator icon

Ventilatori

 aprile

110 000 unità

1,4 miliardi di euro

lab equipment

Attrezzature di laboratorio

 maggio

30 lotti diversi

192 milioni di euro

medicines icon

Medicinali utilizzati nelle unità di terapia intensiva

ottobre (contratti in fase di firma)

21 medicinali in
45 presentazioni,
oltre 103 milioni di flaconcini

543 milioni di euro

veklury icon

Remdesivir (Veklury)

 ottobre

Oltre 500 000 cicli di trattamento

3,4 miliardi di euro

 

Queste iniziative si sono dimostrate efficaci. Sono stati firmati contratti quadro a seguito delle prime quattro procedure di appalto congiunte e gli Stati membri possono effettuare ordini per:

  • dispositivi di protezione individuale (tute, guanti, occhiali, visiere e mascherine)
  • ventilatori
  • attrezzature di laboratorio (kit, reagenti, tamponi e materiali di consumo di laboratorio)
  • remdesivir terapeutico (Veklury)
  • medicinali per unità di terapia intensiva (analgesici, antibiotici, rilassanti muscolari, anestetici, rianimazione, altro)*

* Diversi contratti quadro per le unità di terapia intensiva sono ancora in fase di firma.

Orientamenti in materia di appalti congiunti

Il 1º aprile 2020 la Commissione europea ha pubblicato orientamenti sull'uso del quadro in materia di appalti pubblici. Essi offrono:

  • una panoramica delle procedure di gara a disposizione degli acquirenti pubblici
  • termini applicabili
  • esempi di come gli acquirenti pubblici potrebbero trovare soluzioni alternative
  • modalità di interazione con il mercato.

Orientamenti sull'utilizzo del quadro in materia di appalti pubblici 

Stoccaggio e distribuzione di forniture e di dispositivi

La scorta rescEU è una riserva comune europea di attrezzature mediche quali:

  • ventilatori
  • dispositivi di protezione individuale
  • mascherine riutilizzabili
  • vaccini e farmaci
  • forniture di laboratorio.

La Commissione finanzia il 100% dei costi della costituzione di scorte e gestirà la distribuzione delle attrezzature per garantirne la massima efficienza.

Aumentare le capacità produttive in Europa

Il 20 marzo 2020 la Commissione europea e gli organismi europei di normazione hanno convenuto che, in via eccezionale, tutte le norme armonizzate europee pertinenti saranno rese disponibili liberamente e saranno pienamente accessibili a tutte le imprese interessate. Questa azione aiuterà sia le imprese dell'UE che quelle dei paesi terzi a produrre i dispositivi senza compromettere le norme in materia di salute e sicurezza e senza indebiti ritardi.

Le norme armonizzate rivedute consentiranno ai fabbricanti di produrre dispositivi di alta qualità per proteggere i pazienti, gli operatori sanitari e i cittadini in generale. Le norme rivedute riguardano forniture critiche quali:

  • mascherine mediche
  • abbigliamento protettivo
  • teli chirurgici
  • agenti disinfettanti e sterilizzanti
  • protezione individuale degli occhi
  • guanti per uso medico
  • dispositivi di protezione delle vie respiratorie.

La Commissione ha formulato orientamenti in tre settori per aiutare i costruttori ad aumentare la produzione di attrezzature e materiali medici essenziali, in particolare:

Il 3 aprile 2020 sono stati pubblicati orientamenti sui dispositivi medici nel contesto del coronavirus. Questi documenti possono aiutare i fabbricanti e le autorità di vigilanza del mercato a garantire che i prodotti siano efficaci e rispettino le norme di sicurezza necessarie.

Revoca temporanea dei dazi doganali e dell'IVA sulle importazioni

La Commissione ha accolto le richieste di tutti gli Stati membri e del Regno Unito di rinunciare temporaneamente ai dazi doganali e all'IVA sull'importazione di dispositivi medici e di protezione dai paesi terzi. 

Ciò ha agevolato l'acquisto delle attrezzature mediche di cui medici, infermieri e pazienti hanno disperatamente bisogno. La Commissione ha inoltre pubblicato orientamenti specializzati per facilitare il lavoro delle autorità doganali degli Stati membri e di altre parti interessate in materia di procedure doganali, ad esempio riducendo al minimo le formalità riguardanti l'importazione di organi umani e di midollo osseo destinati al trapianto nell'UE, oppure vari strumenti di pagamento per la gestione del debito doganale o per la prova dell'origine preferenziale delle merci.

Per garantire ai paesi dell'UE un accesso migliore e più economico agli strumenti necessari a prevenire, individuare e curare il coronavirus, la Commissione ha prorogato la sospensione temporanea dei dazi doganali e dell'IVA sulle importazioni di attrezzature mediche da paesi terzi.

La Commissione ha anche proposto che gli ospedali e i medici non debbano pagare l'IVA sui vaccini e i kit per i test. Dopo il via libera degli Stati membri, queste misure temporanee di sgravio dell'IVA si applicheranno fino al 31 dicembre 2022.

Sostenere i sistemi sanitari

Cooperazione sanitaria transfrontaliera

Il Centro di coordinamento della risposta alle emergenze della Commissione europea svolge un ruolo chiave negli sforzi di sostegno ed è pronto a fornire assistenza 24 ore su 24 a tutti i paesi, in Europa e nel resto del mondo. Può assumere la forma di cofinanziamento del trasporto dell'assistenza, compresi i dispositivi di protezione individuale e altre forme di sostegno quali la messa a disposizione di competenze.

Gli orientamenti sulla cooperazione transfrontaliera in materia di assistenza sanitaria tra autorità nazionali, regionali e locali mirano a: 

  • facilitare il trasferimento dei pazienti da uno Stato membro all'altro
  • consentire al personale medico qualificato di offrire la propria assistenza in altri paesi dell'UE
  • alleviare il peso dell'attuale pandemia sui sistemi sanitari nazionali
  • organizzare la mobilità transfrontaliera dei pazienti
  • prevedere misure per il rimborso delle spese sanitarie
  • incoraggiare le autorità nazionali ad avvalersi degli accordi bilaterali e regionali esistenti.

Le richieste di assistenza sanitaria transfrontaliera saranno coordinate tramite il comitato per la sicurezza sanitaria, presieduto dalla Commissione, e tramite il sistema di allarme rapido e di reazione dell'UE.

Robot per la disinfezione negli ospedali europei

La Commissione ha acquistato 200 robot per la disinfezione che saranno consegnati agli ospedali di tutta Europa. I fondi, per un importo fino a 12 milioni di euro, provengono dallo strumento per il sostegno di emergenza. In 15 minuti i robot possono disinfettare le stanze standard dei pazienti utilizzando la luce ultravioletta e rappresentano una risorsa importante che può aiutare gli ospedali a ridurre il rischio di infezione e a contenere la diffusione del coronavirus. Il processo è controllato da un operatore collocato al di fuori della stanza da disinfettare per evitare qualsiasi esposizione ai raggi UV.

Sostenere la formazione degli operatori sanitari

Il 7 maggio 2020 la Commissione ha formulato degli orientamenti destinati ai paesi dell'UE per affrontare la carenza di operatori sanitari creata dalla crisi del coronavirus. Tali orientamenti

  • mirano ad accelerare il riconoscimento delle loro qualifiche professionali
  • intendono chiarire le norme che consentono ai medici e agli infermieri in formazione di esercitare la professione
  • raccomandano ai paesi dell'UE di accelerare le procedure per facilitare il riconoscimento reciproco delle qualifiche (in linea con le ampie flessibilità previste dalla direttiva sulle qualifiche professionali dell'UE
  • chiariscono che i paesi dell'UE possono chiedere una deroga alle norme sui requisiti minimi di formazione medica nei casi in cui i professionisti non siano in grado di portare a termine la formazione a causa dei problemi causati dalla pandemia.

La Commissione europea ha messo a disposizione 2,5 milioni di euro di finanziamenti per la formazione delle competenze in materia di terapia intensiva per gli operatori sanitari che non lavorano regolarmente nel campo. La formazione, finanziata dallo strumento per il sostegno di emergenza, aumenterà il numero di personale medico disponibile in caso di necessità di un aumento significativo delle capacità di terapia intensiva. Il programma di formazione si svolgerà in tutta l'UE tra agosto e dicembre 2020 con almeno 1 000 ospedali che potranno iscrivere circa 10 000 partecipanti, fra medici e infermieri.

Un gruppo europeo di esperti sul coronavirus

Il gruppo consultivo sul coronavirus della Commissione europea è composto da 7 esperti epidemiologi e virologi provenienti da diversi paesi dell'UE. Essi hanno il compito di formulare orientamenti di risposta dell'UE basati su dati scientifici e di coordinare le misure di gestione del rischio.

Il gruppo, creato a seguito di un mandato conferito dai paesi dell'UE, è presieduto dalla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, e da Stella Kyriakides, commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare.

 

Gruppo consultivo sul coronavirus - ordine del giorno e sintesi delle riunioni

Il gruppo consultivo è affiancato da una piattaforma europea di consulenza scientifica sulla COVID-19 composta da consulenti scientifici dei governi dei paesi dell'UE. La piattaforma facilita una consulenza più coordinata sulle misure sanitarie che gli Stati membri sono chiamati ad adottare in tutta l'UE per fare fronte all'emergenza COVID-19.

Piattaforma di consulenza scientifica dell'UE sulla Covid-19 - ordini del giorno e sintesi delle riunioni

Valutazione del rischio

Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) è un'agenzia dell'UE che opera per rafforzare le difese dell'Europa contro le malattie infettive.

L'ECDC fornisce:

Domande e Risposte sulla COVID-19 dell'ECDC  

Orientamenti dell'ECDC per gli interventi non farmaceutici

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