La nostra priorità assoluta è la salute dei nostri cittadini. Allo stesso tempo, la pandemia di coronavirus è uno shock violento per l'economia europea e mondiale. Gli Stati membri hanno già adottato o stanno adottando misure politiche in materia di bilancio e liquidità per aumentare la capacità dei loro sistemi sanitari e sostenere i cittadini e i settori particolarmente colpiti.

infographics on the EU economic response to COVID-19

Panoramica delle misure nazionali per paese

Per attenuare l'impatto sui mezzi di sussistenza delle persone e sull'economia, la Commissione ha adottato una risposta economica globale alla pandemia, ha applicato la piena flessibilità delle norme di bilancio dell'UE, ha rivisto le proprie norme in materia di aiuti di Stato e ha istituito un'iniziativa di investimento in risposta al coronavirus con un bilancio di 37 miliardi di euro per fornire liquidità alle piccole imprese e al settore dell'assistenza sanitaria.

Inoltre, il 2 aprile la Commissione ha proposto misure di ampia portata per mobilitare fino all'ultimo euro del bilancio dell'UE per proteggere vite umane e tutelarne il sostentamento. La Commissione ha lanciato una nuova iniziativa, chiamata SURE (sostegno per attenuare i rischi di disoccupazione in un'emergenza), per aiutare a preservare i posti di lavoro e a sostenere le famiglie. Ha inoltre proposto di reindirizzare tutti i fondi strutturali disponibili alla risposta al coronavirus. Anche gli agricoltori e i pescatori beneficeranno di un sostegno, così come gli indigenti. L'iniziativa Solidarietà dell'UE per la salute, con un bilancio di 3 miliardi di euro, affronterà le esigenze dei sistemi sanitari degli Stati membri.

Sostenere la ripresa del turismo nell'UE

Il turismo è stato duramente colpito dalle pesanti restrizioni imposte alla circolazione e ai viaggi resesi necessarie a seguito della pandemia di coronavirus. Per farlo ripartire, il 13 maggio la Commissione ha proposto una serie di misure che dovrebbero consentire la riapertura graduale e coordinata dei servizi e delle strutture turistiche, nonché fornire un sostegno specifico alle imprese turistiche. Tra queste figurano:

Liquidità per le imprese del settore turistico, in particolare quelle di piccole dimensioni

  • La flessibilità per le norme riguardanti gli aiuti di Stato consente agli Stati membri di introdurre regimi, come ad esempio regimi di garanzia per buoni e sistemi di liquidità supplementari, per sostenere le imprese e garantire che le richieste di rimborso causate dalla pandemia di coronavirus siano soddisfatte.
  • Finanziamenti dell'UE - L'UE continua a fornire, in regime di gestione concorrente con gli Stati membri, liquidità immediata alle imprese colpite dalla crisi tramite l'iniziativa di investimento in risposta al coronavirus. Inoltre, con il Fondo europeo per gli investimenti la Commissione ha messo a disposizione finanziamenti per 8 miliardi di euro a favore di 100 000 piccole imprese colpite dalla crisi.

Salvare posti di lavoro grazie al sostegno finanziario fino a 100 miliardi di euro dal programma SURE

Il programma SURE aiuta gli Stati membri a coprire i costi dei regimi nazionali di disoccupazione parziale e misure analoghe consentono alle imprese di salvaguardare i posti di lavoro. La Commissione sostiene inoltre i partenariati tra i servizi per l'impiego, le parti sociali e le imprese per facilitare la riqualificazione, in particolare per i lavoratori stagionali.

Collegare i cittadini all'offerta locale, promuovere il turismo e l'Europa come destinazione turistica sicura

La Commissione continuerà inoltre a collaborare con gli Stati membri per promuovere il turismo sostenibile in linea con il Green Deal europeo e favorire la trasformazione digitale dei servizi turistici. Metterà in atto anche campagne di comunicazione paneuropee per promuovere l'Europa come destinazione turistica e organizzerà una convenzione europea sul turismo per discutere del futuro di un ecosistema turistico europeo sostenibile, innovativo e resiliente.

Scheda informativa: L'UE sostiene il rilancio del turismo europeo

Domande e risposte: pacchetto turismo e trasporti

Comunicato stampa

Tutela delle imprese e sostegno all'occupazione

La pandemia di coronavirus costituisce una sfida per l'economia europea e per le condizioni di vita dei cittadini. Durante questa crisi sanitaria è fondamentale non solo proteggere i settori critici della nostra economia, ma anche i nostri beni, le nostre tecnologie e le nostre infrastrutture e soprattutto occorre tutelare i posti di lavoro e i lavoratori.

SURE - un nuovo strumento per attenuare i rischi di disoccupazione 

Nel mese di aprile 2020 la Commissione ha istituito lo strumento di sostegno temporaneo per attenuare i rischi di disoccupazione in un'emergenza (SURE), un regime di sostegno a breve termine per contribuire a proteggere i posti di lavoro e i lavoratori colpiti dalla pandemia. Alla fine del 2020 il sostegno finanziario approvato per aiutare 18 Stati membri nell'ambito dello strumento ammontava a 90,3 miliardi di euro.

15 paesi dell'UE hanno ricevuto finora circa 53,5 miliardi di euro nell'ambito di SURE. La Commissione ha erogato finanziamenti in 4 parti:

  • Nella prima tranche, il 27 ottobre 2020, la Commissione ha versato 17 miliardi di euro a 3 paesi dell'UE: Italia, Spagna e Polonia.
  • Nella seconda tranche, il 17 novembre 2020, la Commissione ha versato 14 miliardi di euro a 9 paesi dell'UE: Croazia, Cipro, Grecia, Italia, Lettonia, Lituania, Malta, Slovenia e Spagna.
  • Nella terza tranche, il 1º dicembre 2020, la Commissione ha versato 8,5 miliardi di euro a 5 paesi dell'UE: Belgio, Ungheria, Portogallo, Romania e Slovacchia.
  • Nella quarta tranche, il 2 febbraio 2021, la Commissione ha versato 14 miliardi di euro a 9 paesi dell'UE: Belgio, Cipro, Ungheria, Lettonia, Polonia, Slovenia, Spagna, Grecia e Italia.
  • Gli Stati membri possono ancora presentare richieste di sostegno finanziario nell'ambito di SURE, la cui dotazione complessiva arriva fino a 100 miliardi di euro.

SURE – Maggiori informazioni

Obbligazioni sociali SURE dell'UE

La Commissione ha finanziato lo strumento SURE tramite l'emissione di obbligazioni sociali per conto dell'UE. Nel 2020, la Commissione ha effettuato tre emissioni tra la fine di ottobre e la fine di novembre:

Nel 2021 la Commissione finora è scesa sul mercato una volta:

  • il 27 gennaio 2021 la Commissione ha emesso obbligazioni sociali nell'ambito dello strumento SURE per 14 miliardi di euro.

Nel corso dell'anno seguiranno ulteriori emissioni SURE, per un totale di 35 miliardi di euro.

Sostegno all'occupazione giovanile: un ponte verso il lavoro per la prossima generazione

La pandemia di coronavirus ha aggravato la già difficile situazione che i giovani spesso incontrano quando si affacciano sul mercato del lavoro. Il 30 ottobre il Consiglio ha adottato la proposta della Commissione di raccomandazione del Consiglio relativa a un ponte verso il lavoro, presentata il 1º luglio 2020, che rafforza l'attuale garanzia per i giovani.

I giovani che aderiscono a questo sistema hanno diritto a ricevere un'offerta di lavoro, proseguire gli studi, svolgere un tirocinio o un apprendistato entro quattro mesi dall'uscita dal sistema d'istruzione formale o dall'inizio della disoccupazione. Dal 2014, ogni anno più di 3,5 milioni di giovani iscritti all'iniziativa hanno accettato un'offerta. La nuova raccomandazione estende la garanzia per i giovani a un gruppo di destinatari più ampio di età compresa tra i 15 e i 29 anni. Inoltre adotta un approccio più mirato fornendo ai giovani, in particolare a quelli vulnerabili, orientamenti particolarmente adatti alle loro esigenze individuali e alla transizione verde e digitale delle nostre economie. Garantire che i giovani dispongano di competenze digitali adeguate è una priorità assoluta.

Con NextGenerationEU e il futuro bilancio dell'UE la Commissione ha già proposto importanti opportunità di finanziamento dell'UE a favore della prossima generazione e dell'occupazione giovanile. Ora spetta agli Stati membri dare la priorità a tali investimenti. Almeno 22 miliardi di euro dovrebbero essere spesi per sostenere l'occupazione giovanile.

Sostegno all'occupazione giovanile - Un ponte verso il lavoro per la prossima generazione

Sostegno all'occupazione giovanile - Un ponte verso il lavoro per la prossima generazione

Proteggere le piccole e medie imprese

L'impatto economico del coronavirus varia a seconda dei settori industriali e delle imprese in funzione di una serie di fattori, tra cui la possibilità di adattarsi ai problemi che interessano le catene di approvvigionamento, la disponibilità di scorte o il ricorso a processi di produzione just-in-time.

La Commissione europea è in stretto contatto con le autorità nazionali, i rappresentanti dell'industria e le altre parti interessate al fine di monitorare e valutare l'impatto sull'industria e sul commercio europei. La Commissione interviene quando può per sostenere diversi settori industriali, in particolare quelli vitali per la produzione, la fornitura di prodotti alimentari e il turismo.

Trova sostegno per la tua impresa

I finanziamenti dell'UE sono disponibili per tutti i tipi di aziende, dalle piccole e medie imprese a quelle più grandi. È disponibile una vasta gamma di finanziamenti: prestiti, microfinanziamenti, garanzie e capitale di rischio. Ogni anno l'UE sostiene più di 200 000 imprese. La Commissione può aiutare a individuare gli istituti finanziari che forniscono sostegno finanziario. 

Esempi di sostegno dell'UE alle imprese

Pacchetto per il settore bancario a sostegno delle famiglie e delle imprese

Il 28 aprile la Commissione europea ha adottato un pacchetto per il settore bancario per agevolare i prestiti bancari alle famiglie e alle imprese in tutta l'UE. Il pacchetto garantisce che le banche possano continuare a prestare denaro, sostenendo così l'economia e attenuando in modo significativo gli effetti subiti dai cittadini e dalle imprese. Applicando tutta la flessibilità delle norme bancarie dell'UE e proponendo modifiche legislative mirate, la Commissione consente alle banche di continuare a fornire liquidità a chi ne ha bisogno. La Commissione dialoga con il settore finanziario europeo ed studia come sviluppare migliori pratiche e sostenere ulteriormente cittadini e imprese. Il pacchetto per il settore bancario comprende una comunicazione interpretativa sui quadri contabili e prudenziali dell'UE e modifiche "rapide" mirate della normativa bancaria dell'UE.

Affrontare la questione dei crediti deteriorati

Il 16 dicembre la Commissione ha presentato una strategia intesa a prevenire l'accumulo di crediti deteriorati nei bilanci delle banche, evitare il deterioramento della capacità di prestito di queste ultime e garantire così che le famiglie e le imprese di tutta l'UE continuino ad avere accesso ai finanziamenti di cui hanno bisogno per l'intera durata della crisi.

La strategia mira a:

  • sviluppare mercati secondari per le attività deteriorate: ciò consentirà alle banche di rimuovere i crediti deteriorati dai loro bilanci garantendo nel contempo una tutela rafforzata dei debitori
  • riformare la normativa in materia di insolvenza delle imprese e di recupero crediti: far convergere i vari quadri normativi in materia di insolvenza vigenti nell'UE mantenendo al tempo stesso standard elevati di tutela dei consumatori aumenterebbe la certezza del diritto e accelererebbe il recupero del valore
  • sostenere una rete di società di gestione degli attivi, in modo che le banche possano dedicarsi a concedere prestiti alle famiglie solventi e alle imprese redditizie
  • ricorrere a misure precauzionali di sostegno pubblico: data l'attuale crisi sanitaria, le autorità possono attuare misure precauzionali di sostegno pubblico, ove necessario, per garantire il finanziamento continuo dell'economia.

Migliori pratiche per fornire aiuto ai consumatori e alle imprese

Per fornire assistenza ai consumatori e alle imprese e contribuire a mitigare ulteriormente l'impatto della pandemia di coronavirus, il 14 luglio la Commissione ha accolto con favore un elenco di "migliori pratiche" concordato dal settore finanziario europeo, nonché da organizzazioni dei consumatori e delle imprese. L'elenco illustra concretamente in che modo i diversi operatori di mercato possono sostenere i cittadini e le imprese durante la crisi. Le migliori pratiche riguardano aspetti quali le misure volte a differire i pagamenti, come rendere più sicuri i pagamenti senza contanti e prevedere la concessione rapida di prestiti a tassi di interesse equi per aiutare coloro che incontrano difficoltà finanziarie.

Il semestre europeo

La Commissione ha presentato il suo pacchetto d'autunno di politica economica, compresi i pareri sui documenti programmatici di bilancio 2021 che tengono conto dell'attuale crisi sanitaria. Si tratta della seconda fase del ciclo del semestre europeo 2021, iniziato a settembre con la pubblicazione della strategia annuale di crescita sostenibile.

I pareri sui documenti programmatici di bilancio 2021 tengono conto dell'elevato grado di incertezza e della grave recessione economica derivante dalla pandemia di coronavirus. I pareri della Commissione esaminano quindi in particolare se le misure di bilancio a sostegno dell'economia previste per il 2021 siano temporanee e, in caso contrario, se siano previste misure di compensazione.

In primavera la Commissione rivolge agli Stati membri raccomandazioni con due scadenze diverse: a breve termine, per attenuare le gravi conseguenze socioeconomiche negative della pandemia di coronavirus, e a breve-medio termine, per conseguire una crescita sostenibile e inclusiva che favorisca la transizione verde e la trasformazione digitale. Promuovere la sostenibilità competitiva per costruire un'economia al servizio delle persone e del pianeta rimane un obiettivo della massima importanza dopo l'emergenza coronavirus.

  • Icon of a virus

    Attenuare l'impatto sanitario e socioeconomico immediato della pandemia di coronavirus

  • Icon of a euro sign and a stack of coins

    Rilanciare la crescita sostenendo la transizione verde e digitale nel mercato unico 

Una risposta economica coordinata a livello europeo è fondamentale per rilanciare l'attività economica, contenere i danni al tessuto economico e sociale e ridurre divergenze e squilibri. Il semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche e occupazionali costituisce pertanto uno degli elementi fondamentali della strategia di ripresa.

Semestre europeo 2021

Previsioni economiche

La crisi del coronavirus rappresenta un enorme shock per l'economia mondiale e per le economie dell'UE, con conseguenze sociali ed economiche molto gravi.

Previsioni economiche d'inverno 2021 della Commissione

L'11 febbraio 2021 la Commissione europea ha pubblicato le sue previsioni economiche d'inverno 2021. Secondo le previsioni, l'economia della zona euro crescerà del 3,8% nel 2021 e nel 2022. Secondo le previsioni, l'economia della zona euro crescerà del 3,7% nel 2021 e del 3,9% nel 2022.

Le economie della zona euro e dell'UE dovrebbero raggiungere i livelli di produzione precedenti alla crisi prima rispetto quanto indicato nelle previsioni economiche d'autunno 2020, in gran parte a causa di una spinta alla crescita più forte del previsto nella seconda metà del 2021 e nel 2022. 

Dopo la forte crescita nel terzo trimestre del 2020, l'attività economica si è nuovamente contratta nel quarto trimestre poiché la seconda ondata della pandemia ha portato a nuove misure di contenimento. Con tali misure ancora in vigore, le economie dell'UE e della zona euro dovrebbero contrarsi nel primo trimestre del 2021. La crescita economica dovrebbe riprendere in primavera e acquisire slancio in estate con l'avanzare dei programmi di vaccinazione e la graduale riduzione delle misure di contenimento.

Anche il miglioramento delle prospettive per l'economia mondiale è destinato a sostenere la ripresa. L'impatto economico della pandemia rimane disomogeneo tra gli Stati membri e si prevede che anche la velocità della ripresa varierà notevolmente.

growth map winter 2021 economic forecasts

Previsioni economiche d'autunno 2020

Previsioni economiche di estate 2020

Garantire l'approvvigionamento alimentare essenziale

Fondo di aiuti europei agli indigenti

Poiché l'Europa sta adottando misure per rallentare la diffusione del coronavirus, è più che mai importante sostenere le persone più bisognose. Il Fondo di aiuti europei agli indigenti (FEAD) fornisce assistenza, compresi aiuti alimentari, abbigliamento e altri articoli essenziali per uso personale (ad es. calzature, sapone e shampoo) a quanti hanno maggiormente bisogno di aiuto. Consentirà di distribuire aiuti alimentari e fornire assistenza materiale di base mediante buoni elettronici, riducendo così il rischio di infezioni da coronavirus. L'assistenza materiale deve essere accompagnata da misure di inclusione sociale, quali misure di orientamento e sostegno per aiutare le persone a uscire dalla povertà. Per il periodo 2014-2020 sono stati stanziati oltre 3,8 miliardi di euro per il FEAD.

Sostegno al settore agricolo

A seguito della pandemia di coronavirus, il settore agricolo dell'UE si sta dimostrando resiliente e continua a fornire agli europei alimenti sicuri e di qualità. Per garantire la continuità della produzione di alimenti europei sani e sicuri in Europa, la Commissione ha proposto una serie di misure concrete per garantire che gli agricoltori e gli altri beneficiari possano ottenere il sostegno di cui hanno bisogno.

Il 4 maggio la Commissione ha adottato e pubblicato l'ultimo pacchetto di misure eccezionali, precedentemente annunciato il 22 aprile, per sostenere ulteriormente i settori agricolo e alimentare maggiormente colpiti dalla crisi del coronavirus. Queste misure eccezionali comprendono gli aiuti all'ammasso privato per i settori lattiero-caseario e delle carni, le autorizzazioni temporanee per gli operatori di autoregolamentare i settori duramente colpiti, la flessibilità nell'attuazione deiprogrammi di sostegno al mercato e la deroga temporanea alle norme dell'UE in materia di concorrenza nel settore del latte, dei fiori e delle patate.https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/[europa_tokens:europa...

Inoltre, la Commissione ha anche proposto di autorizzare gli Stati membri a utilizzare i fondi per lo sviluppo rurale per compensare gli agricoltori e le piccole imprese agroalimentari con importi fino a 5 000 euro per agricoltore e 50 000 euro per impresa di piccole dimensioni. La proposta, in attesa dell'approvazione del Parlamento e del Consiglio, punta a fornire un'assistenza immediata ai soggetti più colpiti dalla crisi. Si tratta di un'aggiunta all'importo massimo che le autorità nazionali possono utilizzare per sostenere gli agricoltori senza previa approvazione da parte della Commissione nel settore agricolo e dell'aumento del massimale degli aiuti di Stato adottato in precedenza.

Il 17 marzo la Commissione europea ha prorogato il termine al 15 giugno 2020 per le richieste di sostegno nell'ambito della politica agricola comune, consentendo una maggiore flessibilità per gli agricoltori. Altre misure comprendono una proroga dei termini per il trattamento delle domande da parte delle amministrazioni, l'aumento degli anticipi per i pagamenti diretti e i pagamenti per lo sviluppo rurale e una maggiore flessibilità per i controlli in loco, al fine di ridurre al minimo la necessità di contatti fisici e di alleggerire gli oneri amministrativi.

Ai sensi del nuovo quadro temporaneo per gli aiuti di Stato, gli agricoltori possono ora beneficiare di un aiuto massimo di 100 000 euro per azienda agricola e le aziende di trasformazione e commercializzazione di prodotti alimentari possono beneficiare di un massimo di 800 000 euro. In alcuni casi, queste somme possono essere integrate da un importo massimo di 25 000 euro. Ciò significa che il sostegno nazionale totale che può essere concesso per azienda ammonta a 120 000 euro (o 125 000 euro) nell'ambito del quadro temporaneo.

La Commissione incoraggia gli Stati membri a utilizzare il più possibile i finanziamenti ancora disponibili nell'ambito dei loro programmi di sviluppo rurale per finanziare le azioni pertinenti, in modo da attenuare l'attuale crisi e agevolare la successiva ripresa.

Risposta di emergenza a sostegno del settore agricolo e alimentare

Sostegno agli agricoltori e alle zone rurali

Il 30 giugno la Commissione ha pubblicato ulteriori inviti a presentare proposte per sostenere le attività di promozione dei produttori agroalimentari più colpiti dalla crisi in corso. Un fondo aggiuntivo di 10 milioni di euro sarà destinato a stimolare le vendite (ortofrutticoli, vino, piante vive, prodotti lattiero-caseari e patate). La metà del finanziamento sarà destinata ad attività di promozione gestite congiuntamente dalle organizzazioni di produttori di diversi paesi dell'UE, mentre l'altra metà andrà ad attività nazionali. Questi inviti a presentare proposte integrano altre misure eccezionali adottate in precedenza a sostegno di determinati settori agroalimentari.https://ec.europa.eu/research/participants/data/ref/other_eu_prog/agripr...

Promozione dei prodotti agricoli dell'UE

Sostegno al settore vitivinicolo e ortofrutticolo

Il 6 luglio la Commissione ha adottato un ulteriore pacchetto di misure eccezionali per sostenere il settore vitivinicolo, uno dei settori agroalimentari più colpiti, e alleviare le conseguenze della crisi del coronavirus. Le nuove misure prevedono l'auto-organizzazione da parte degli operatori del mercato (pianificazione di attività di promozione congiunta, organizzazione dello stoccaggio, piani di produzione comuni, ecc.) per un periodo massimo di 6 mesi, pagamenti anticipati (che coprono fino al 100% dei costi di distillazione e di magazzinaggio) e l'aumento del contributo dell'UE ai programmi nazionali di sostegno al settore vitivinicolo (il contributo per tutte le misure dei programmi di sostegno nazionali aumenterà del 10% e raggiungerà il 70%).

Il 28 gennaio 2021 la Commissione ha prorogato di un anno queste misure eccezionali al settore vitivinicolo. La proroga riguarda la distillazione, l'aiuto all'ammasso e gli anticipi, il contributo più elevato dell'UE ai programmi nazionali di sostegno al settore vitivinicolo (aumento del 20%) e la maggiore flessibilità nell'ambito dei programmi di sostegno al mercato. Oltre a queste misure per il settore vitivinicolo, anche il settore ortofrutticolo ha beneficiato di un aumento del contributo dell'UE (dal 50% al 70%) per i programmi gestiti dalle organizzazioni di produttori. In questo modo le organizzazioni di produttori hanno maggiore flessibilità nell'attuazione dei propri programmi.

Sostenere il settore agricolo e alimentare

Il settore vitivinicolo nell'UE

Frutta e ortaggi

Sostegno al settore della pesca

La pesca e l'acquacoltura sono tra i settori più immediatamente colpiti dalla crisi. La domanda di prodotti ittici ha subito una contrazione improvvisa, in quanto dettaglianti, ristoranti, mense e altri grandi acquirenti stanno riducendo o chiudendo temporaneamente le attività.

La Commissione ha adottato misure urgenti per ovviare a questa situazione, che mette a repentaglio i mezzi di sussistenza di migliaia di persone, non da ultimo nelle regioni costiere dell'UE, e la stabilità dell'offerta di prodotti ittici sani ai cittadini dell'UE. I settori della pesca e dell'acquacoltura possono beneficiare di un sostegno nell'ambito del nuovo quadro temporaneo per gli aiuti di Stato, dell'iniziativa di investimento in risposta al coronavirus e del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca.

Nel mese di aprile 2020 la Commissione ha adottato un regolamento per introdurre modifiche eccezionali e misure di flessibilità nel Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca. Le misure sosterranno la pesca, gli acquacoltori e le organizzazioni di produttori per la sospensione temporanea delle attività, riassegneranno in modo più flessibile le risorse finanziarie e favoriranno una procedura semplificata per la modifica dei programmi operativi.

Settore della pesca e dell'acquacoltura

Proteggere le attività e le tecnologie critiche europee

Il 26 marzo la Commissione ha pubblicato una serie di orientamenti per gli Stati membri in materia di investimenti diretti esteri. Gli orientamenti esortano gli Stati membri a utilizzare appieno, in questo periodo di crisi, i loro meccanismi di controllo degli investimenti per affrontare i casi in cui l'acquisizione di imprese europee da parte di investitori esterni all'UE creerebbe un rischio per la sicurezza e l'ordine pubblico dell'UE.

Gli orientamenti incoraggiano gli Stati membri a controllare gli investimenti diretti provenienti dall'esterno dell'UE in settori particolari quali la ricerca medica, la biotecnologia e le infrastrutture, in quanto essenziali per la sicurezza e l'ordine pubblico dell'UE.

Nel marzo 2019 l'UE ha adottato un regolamento sul controllo degli investimenti esteri diretti. Attualmente sono 14 gli Stati membri che dispongono di meccanismi nazionali per il controllo degli investimenti esteri diretti.

Messaggio della presidente Ursula von der Leyen in merito agli orientamenti per proteggere le attività e le tecnologie fondamentali europee nell'attuale crisi

Flessibilità nell'ambito delle norme di bilancio dell'UE

Per la prima volta la Commissione europea ha attivato la clausola generale di salvaguardia del patto di stabilità e crescita nel quadro della sua strategia per rispondere rapidamente e con forza alla pandemia di coronavirus in modo tempestivo e coordinato. Ciò consente ai governi nazionali di sostenere meglio le economie nazionali, in quanto le norme di bilancio sono state notevolmente allentate.

Una volta approvata dal Consiglio, la clausola generale di salvaguardia consente agli Stati membri di adottare misure per reagire alla crisi in modo adeguato, discostandosi dagli obblighi di bilancio che normalmente si applicherebbero in forza del quadro di bilancio europeo. 

Questa misura rappresenta un passo importante nella realizzazione dell'impegno della Commissione di avvalersi di tutti gli strumenti di politica economica disponibili per sostenere gli Stati membri negli sforzi volti a proteggere i loro cittadini e ridurre i gravi effetti socioeconomici della pandemia.

La Commissione è pronta ad adottare ulteriori azioni in funzione dell'evolversi della situazione.

Azioni nel settore degli aiuti di Stato

Al fine di mitigare ulteriormente gli shock economici e salvare le imprese, la Commissione europea ha adottato le norme più flessibili in assoluto in materia di aiuti di Stato, consentendo agli Stati membri di fornire un sostegno diretto alle aziende e alle piccole imprese duramente colpite perché rischiano di chiudere se non ricevono un aiuto. Il quadro temporaneo per le misure di aiuti di Stato, adottato il 19 marzo, prevede cinque tipi di aiuti:

  1. sovvenzioni dirette (o agevolazioni fiscali)
  2. garanzie statali sotto forma di prestiti bancari
  3. prestiti pubblici e privati con tassi di interesse sovvenzionati
  4. uso delle capacità di prestito esistenti delle banche come canale di sostegno alle imprese, in particolare alle piccole e medie imprese. Tali aiuti sono chiaramente diretti ai clienti delle banche e non alle banche stesse
  5. una maggiore flessibilità per consentire, ove necessario, l'assicurazione del credito all'esportazione a breve termine da parte dello Stato.

L'obiettivo di queste misure è garantire che le imprese conservino i mezzi per continuare a operare o per bloccare temporaneamente l'attività senza un impatto sulle prospettive di crescita a lungo termine.

Il 14 dicembre la Commissione europea ha ritenuto che l'istituzione di un Fondo di garanzia paneuropeo da 25 miliardi di euro, gestito dalla Banca europea per gli investimenti per sostenere le imprese colpite dalla pandemia di coronavirus, sia conforme alle norme dell'UE in materia di aiuti di Stato. Il Fondo dovrebbe mobilitare fino a 200 miliardi di euro di finanziamenti supplementari per sostenere principalmente le piccole e medie imprese colpite dalla pandemia nei 21 Stati membri partecipanti.

Il quadro temporaneo è stato modificato una prima volta il 3 aprile 2020 per aumentare le possibilità di sostegno pubblico alla ricerca, alla sperimentazione e alla produzione di prodotti utili a combattere la pandemia di coronavirus, salvaguardare posti di lavoro e sostenere ulteriormente l'economia. È stato poi ulteriormente modificato l'8 maggio, per consentire misure di ricapitalizzazione e di debito subordinato, e il 29 giugno 2020, per potenziare il sostegno alle microimprese, alle piccole imprese e alle start-up e per incentivare gli investimenti privati. Il 13 ottobre 2020 la Commissione ha adottato una quarta modifica per prorogare il quadro temporaneo e consentire aiuti per contribuire a parte dei costi fissi non coperti delle imprese colpite dalla crisi.

Il quadro integra, senza sostituirle, le molte altre possibilità di cui dispongono gli Stati membri, in linea con le norme sugli aiuti di Stato. Queste sono indicate nella comunicazione "Risposta economica coordinata all'emergenza COVID-19" del 13 marzo 2020.

Il 28 gennaio 2021 la Commissione europea ha deciso di prorogare fino al 31 dicembre 2021 il quadro temporaneo in materia di aiuti di Stato adottato nel marzo 2020 per sostenere l'economia nel contesto della pandemia di COVID-19. La Commissione ha inoltre deciso di ampliarne il campo di applicazione, aumentando i massimali in esso stabiliti per alcune misure di sostegno e consentendo la conversione di alcuni strumenti rimborsabili in sovvenzioni dirette fino alla fine del 2022. In questo modo gli Stati membri potranno sfruttare appieno la flessibilità delle norme in materia di aiuti di Stato per sostenere le loro economie, limitando nel contempo le distorsioni della concorrenza.

L'11 e il 18 febbraio 2021 la Commissione ha pubblicato un ulteriore modello orientativo sugli aiuti di Stato per assistere gli Stati membri nell'elaborazione dei piani nazionali di ripresa e resilienza in linea con le norme dell'UE in materia di aiuti di Stato, per quanto riguarda il sostegno alla digitalizzazione dei mezzi di informazione e il sostegno alle capacità di elaborazione dei dati a livello cloud ed edge, rispettivamente. Ciò fa seguito alla pubblicazione di undici modelli orientativi in materia di aiuti di Stato nel dicembre 2020. Nell'ambito dello strumento per la ripresa e la resilienza, ciascun piano nazionale deve destinare almeno il 20% della spesa al sostegno della transizione digitale. Ciò mira a rafforzare la redditività dei mezzi di informazione digitali e a sostenerne lo sviluppo a lungo termine, nonché a sostenere gli investimenti nelle capacità di cloud ed edge, modalità chiave per migliorare le prestazioni innovative dell'Europa nello sviluppo e nella diffusione della prossima generazione di trattamento dei dati.

Con il passaggio dell'Europa dalla gestione della crisi alla ripresa economica, il controllo degli aiuti di Stato accompagnerà e faciliterà l'attuazione del dispositivo per la ripresa e la resilienza. In quest'ambito la Commissione:

  • collaborerà con gli Stati membri per garantire che i progetti di investimento sostenuti dal dispositivo per la ripresa e la resilienza siano compatibili con le norme in materia di aiuti di Stato. In effetti, alcuni investimenti infrastrutturali e sovvenzioni dirette ai cittadini non rientrano nel campo di applicazione delle norme sugli aiuti di Stato e molte misure non devono essere notificate in quanto rientrano nell'ambito delle esenzioni per categoria;
  • fornirà orientamenti agli Stati membri per quanto riguarda i progetti faro di investimento, anche fornendo modelli; e
  • continuerà la revisione delle norme essenziali in materia di aiuti di Stato entro la fine del 2021 per tenere conto della transizione verde e della transizione digitale.

La Commissione approva, mediante procedure d'urgenza, casi in materia di aiuti di Stato sette giorni alla settimana. Ulteriori informazioni sono disponibili sulle pagine web della Commissione sugli aiuti di Stato: Aiuti di Stato per la pandemia di coronavirus.

Panoramica dei casi approvati a norma del quadro temporaneo

Sostegno al mercato del credito all'esportazione a breve termine

Poiché le imprese si trovano ad affrontare una grave mancanza di liquidità e le loro condizioni commerciali sono sempre più esposte ai rischi finanziari, gli assicuratori privati si ritirano dal mercato del credito all'esportazione a breve termine. Di conseguenza, tutti i rischi economicamente giustificabili per le esportazioni verso tutti i paesi del mondo, compresi tutti gli Stati membri, non possono più essere sufficientemente coperti. Pertanto, la Commissione europea ha deciso il 27 marzo di escludere temporaneamente tutti i paesi dall'elenco dei paesi "con rischi assicurabili sul mercato" nel quadro della comunicazione sull'assicurazione del credito all'esportazione a breve termine. In questo modo l'assicurazione pubblica del credito all'esportazione a breve termine sarà più ampiamente disponibile alla luce dell'attuale crisi. La modifica amplia ulteriormente la flessibilità introdotta dal quadro temporaneo della Commissione in materia di aiuti di Stato per quanto riguarda la possibilità da parte degli assicuratori statali di fornire un'assicurazione del credito all'esportazione a breve termine.

Il 13 ottobre la Commissione europea ha deciso di prorogare al 30 giugno 2021 l'esclusione temporanea di tutti i paesi dall'elenco dei paesi "con rischi assicurabili sul mercato" nel quadro della comunicazione sull'assicurazione del credito all'esportazione a breve termine.

Iniziativa di investimento in risposta al coronavirus

L'iniziativa di investimento in risposta al coronavirus (CRII) e l' iniziativa di investimento in risposta al coronavirus Plus (CRII+) consentono agli Stati membri di utilizzare i finanziamenti della politica di coesione per sostenere i settori più esposti, come l'assistenza sanitaria, le piccole imprese e i mercati del lavoro. Oltra a mobilitare un sostegno finanziario immediato dai fondi strutturali per rispondere alle necessità più urgenti, offre la massima flessibilità possibile nell'utilizzo dei fondi. Con le iniziative di investimento in risposta al coronavirus la Commissione europea offre un aiuto rapido e agevole in un momento in cui gli europei ne hanno particolarmente bisogno. Le regioni beneficiano inoltre di un aumento temporaneo del cofinanziamento dell'UE, che può raggiungere il 100%.

Il 17 dicembre la Commissione ha annunciato i risultati per il 2020 dell'iniziativa di investimento in risposta al coronavirus e dell'iniziativa di investimento in risposta al coronavirus Plus. Dall'inizio della crisi l'UE ha mobilitato ingenti finanziamenti per combattere gli effetti della pandemia:

  • circa 18 miliardi di euro di investimenti
  • l'82% dei programmi della politica di coesione in 25 Stati membri e nel Regno Unito è stato modificato, con 3,2 miliardi di euro di finanziamenti aggiuntivi per i bilanci nazionali, forniti dalla possibilità di utilizzare il tasso di cofinanziamento dell'UE del 100%
  • oltre 10 miliardi di euro assegnati alle piccole e medie imprese per aiutarle a rimanere attive durante la pandemia
  • 3 miliardi di euro stanziati a favore di lavoratori e gruppi vulnerabili
  • 6,6 miliardi di euro per il settore sanitario, oltre ai 10,2 miliardi di euro della dotazione finanziaria del bilancio dell'UE destinata alla spesa sanitaria nel periodo 2014-2020.

cohesion policy scheme

La Commissione europea ha istituito l'iniziativa di investimento in risposta al coronavirus per aiutare gli Stati membri a finanziare la loro risposta alla crisi causata dal coronavirus. Oltra a mobilitare un sostegno finanziario immediato dai fondi strutturali per rispondere alle necessità più urgenti, offre la massima flessibilità possibile nell'utilizzo dei fondi. Per saperne di più

Con l'iniziativa di investimento in risposta al coronavirus la Commissione europea offre un aiuto rapido e agevole in un momento in cui gli europei ne hanno particolarmente bisogno.

Iniziativa di investimento in risposta al coronavirus per paese

1. Sostegno immediato per le esigenze più urgenti

I finanziamenti possono essere utilizzati per:

  • acquistare attrezzature mediche
  • retribuire i medici e gli operatori sanitari
  • sostenere i disoccupati
  • proteggere i posti di lavoro
  • sostenere le piccole imprese

Nell'ambito di questa iniziativa, gli Stati membri più colpiti possono contare anche su un massimo di 800 milioni di euro dal Fondo di solidarietà dell'UE.

Per assicurare il massimo livello di trasparenza e responsabilità, la Commissione lancia oggi una pagina web dedicata sulla piattaforma Open Data Coesione per illustrare in quali modi la politica di coesione dell'UE presta sostegno agli Stati membri per il superamento della crisi del coronavirus.

2. Massima flessibilità nell'utilizzo dei fondi dell'UE

Il 2 aprile 2020 la Commissione europea ha adottato un altro passo decisivo per offrire agli Stati membri un'ulteriore flessibilità eccezionale per utilizzare i finanziamenti non impegnati, per un totale di 54 miliardi di euro per il 2020, con l'obiettivo di far fronte alla pandemia di coronavirus.

  • Consentire agli Stati membri di richiedere, in via eccezionale, un cofinanziamento dell'UE pari al 100% per i programmi della politica di coesione
  • Facilitare il trasferimento di risorse tra fondi e categorie di regioni
  • Autorizzare la massima flessibilità per reindirizzare le risorse verso le zone più colpite dall'attuale crisi
  • Semplificare le procedure per l'attuazione di programmi e audit.

La Commissione europea propone di aumentare ulteriormente la flessibilità delle norme che disciplinano i fondi che sostengono gli indigenti (FEAD), i pescatori e il settore dei prodotti ittici e gli agricoltori.

Scheda informativa - Politica di coesione

Sostegno di emergenza

Lo strumento per il sostegno di emergenza intende aiutare gli Stati membri ad affrontare la pandemia di coronavirus. Prevede un ampio ventaglio di strumenti per rispondere alle esigenze che possono essere affrontate meglio in modo strategico e coordinato a livello europeo. Essendo il braccio finanziario della tabella di marcia comune europea per la revoca delle misure di contenimento legate al coronavirus, lo strumento contribuisce ad attenuare le conseguenze immediate della pandemia e ad anticipare le esigenze legate all'uscita e alla ripresa dall'emergenza.

Lo strumento per il sostegno di emergenza si basa sul principio della solidarietà e mette in comune gli sforzi e le risorse per rispondere rapidamente alle esigenze strategiche condivise. Si tratta di uno strumento complementare: interviene in aggiunta agli sforzi compiuti nell'ambito di rescEU e dell'accordo di aggiudicazione congiunta, nonché nell'ambito di altre iniziative a livello nazionale o dell'UE.

Sostegno medico e sanitario dell'UE

Finanziamenti strategici per promuovere la preparazione globale

La Commissione europea fornisce finanziamenti strategici per iniziative e interventi volti ad attenuare gli effetti economici del coronavirus e a salvare vite in tutto il mondo.

Ha mobilitato più di 400 milioni di euro per promuovere la preparazione, la prevenzione e il contenimento del virus all'interno e all'esterno dell'Europa. Con una parte di questo contributo l'UE sosterrà l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), in particolare il piano globale di preparazione e risposta.

Azioni decisive della Banca centrale europea e della Banca europea per gli investimenti.

Il 18 marzo il Consiglio direttivo della Banca centrale europea ha annunciato un nuovo programma di acquisto per l'emergenza pandemica con una dotazione di 750 miliardi di euro fino alla fine dell'anno, oltre ai 120 miliardi di euro decisi il 12 marzo. Insieme, questi importi equivalgono al 7,3% del PIL della zona euro. Il programma è temporaneo e punta ad affrontare la situazione senza precedenti in cui si trova la nostra Unione monetaria. Rimarrà in vigore fino alla fase di crisi.

Il 16 marzo il gruppo della Banca europea per gli investimenti ha proposto un piano per mobilitare fino a 40 miliardi di euro di finanziamenti, che saranno utilizzati per prestiti ponte, sospensioni dei debiti e altre misure intese ad alleviare la situazione di liquidità e i vincoli in materia di capitale circolante per le PMI e le imprese a media capitalizzazione. Il gruppo della Banca europea per gli investimenti, compreso il Fondo europeo per gli investimenti, specializzato nei finanziamenti per le piccole e medie imprese, opererà tramite intermediari finanziari negli Stati membri e in collaborazione con le banche di promozione nazionali. Il pacchetto di finanziamenti proposto comprende:

  • sistemi di garanzia specifici per le banche basati sui programmi esistenti per la realizzazione immediata, per una mobilitazione fino a 20 miliardi di euro di finanziamenti
  • linee di liquidità dedicate alle banche per garantire un ulteriore sostegno al capitale di esercizio per le piccole e medie imprese e le imprese a media capitalizzazione, per un totale massimo di 10 miliardi di euro
  • programmi di acquisto di titoli garantiti da attività per consentire alle banche di trasferire i portafogli di prestiti a piccole e medie imprese, mobilitando altri 10 miliardi di euro di sostegno.

Documenti

COVID-19 - Economic package, 2 April 2020