La nostra priorità assoluta è la salute dei nostri cittadini. Allo stesso tempo, la pandemia di coronavirus è uno shock violento per l'economia europea e mondiale. Gli Stati membri hanno già adottato o stanno adottando misure politiche in materia di bilancio e liquidità per aumentare la capacità dei loro sistemi sanitari e sostenere i cittadini e i settori particolarmente colpiti.

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Panoramica delle misure nazionali per paese

Per attenuare l'impatto sui mezzi di sussistenza delle persone e sull'economia, la Commissione ha adottato una risposta economica globale alla pandemia, ha applicato la piena flessibilità delle norme di bilancio dell'UE, ha rivisto le proprie norme in materia di aiuti di Stato e ha istituito un'iniziativa di investimento in risposta al coronavirus con un bilancio di 37 miliardi di euro per fornire liquidità alle piccole imprese e al settore dell'assistenza sanitaria.

Inoltre, il 2 aprile la Commissione ha proposto misure di ampia portata per mobilitare fino all'ultimo euro del bilancio dell'UE per proteggere vite umane e tutelarne il sostentamento. La Commissione ha lanciato una nuova iniziativa, chiamata SURE (sostegno per attenuare i rischi di disoccupazione in un'emergenza), per aiutare a preservare i posti di lavoro e a sostenere le famiglie. Ha inoltre proposto di reindirizzare tutti i fondi strutturali disponibili alla risposta al coronavirus. Anche gli agricoltori e i pescatori beneficeranno di un sostegno, così come gli indigenti. L'iniziativa Solidarietà dell'UE per la salute, con un bilancio di 3 miliardi di euro, affronterà le esigenze dei sistemi sanitari degli Stati membri.

Sostenere la ripresa del turismo nell'UE

Il turismo è stato duramente colpito dalle pesanti restrizioni imposte alla circolazione e ai viaggi resesi necessarie a seguito della pandemia di coronavirus. Per farlo ripartire, il 13 maggio la Commissione ha proposto una serie di misure che dovrebbero consentire la riapertura graduale e coordinata dei servizi e delle strutture turistiche, nonché fornire un sostegno specifico alle imprese turistiche. Tra queste figurano:

Liquidità per le imprese del settore turistico, in particolare quelle di piccole dimensioni

  • La flessibilità per le norme riguardanti gli aiuti di Stato consente agli Stati membri di introdurre regimi, come ad esempio regimi di garanzia per buoni e sistemi di liquidità supplementari, per sostenere le imprese e garantire che le richieste di rimborso causate dalla pandemia di coronavirus siano soddisfatte.
  • Finanziamenti dell'UE - L'UE continua a fornire, in regime di gestione concorrente con gli Stati membri, liquidità immediata alle imprese colpite dalla crisi tramite l'iniziativa di investimento in risposta al coronavirus. Inoltre, con il Fondo europeo per gli investimenti la Commissione ha messo a disposizione finanziamenti per 8 miliardi di euro a favore di 100 000 piccole imprese colpite dalla crisi.

Salvare posti di lavoro grazie al sostegno finanziario fino a 100 miliardi di euro dal programma SURE

Il programma SURE aiuta gli Stati membri a coprire i costi dei regimi nazionali di disoccupazione parziale e misure analoghe consentono alle imprese di salvaguardare i posti di lavoro. La Commissione sostiene inoltre i partenariati tra i servizi per l'impiego, le parti sociali e le imprese per facilitare la riqualificazione, in particolare per i lavoratori stagionali.

Collegare i cittadini all'offerta locale, promuovere il turismo e l'Europa come destinazione turistica sicura

La Commissione continuerà inoltre a collaborare con gli Stati membri per promuovere il turismo sostenibile in linea con il Green Deal europeo e favorire la trasformazione digitale dei servizi turistici. Metterà in atto anche campagne di comunicazione paneuropee per promuovere l'Europa come destinazione turistica e organizzerà una convenzione europea sul turismo per discutere del futuro di un ecosistema turistico europeo sostenibile, innovativo e resiliente.

Scheda informativa: L'UE sostiene il rilancio del turismo europeo

Domande e risposte: pacchetto turismo e trasporti

Comunicato stampa

Tutela delle imprese e sostegno all'occupazione

La pandemia di coronavirus costituisce una sfida per l'economia europea e per le condizioni di vita dei cittadini. Durante questa crisi sanitaria è fondamentale non solo proteggere i settori critici della nostra economia, ma anche i nostri beni, le nostre tecnologie e le nostre infrastrutture e soprattutto occorre tutelare i posti di lavoro e i lavoratori.

SURE - un nuovo strumento per attenuare i rischi di disoccupazione 

Il 28 settembre la Commissione europea ha accolto con favore l'approvazione del Consiglio per la concessione di 87,9 miliardi di euro di sostegno finanziario a 17 Stati membri nell'ambito dello strumento temporaneo di sostegno per attenuare i rischi di disoccupazione in un'emergenza (SURE) per contribuire a proteggere i posti di lavoro e i lavoratori colpiti dalla pandemia di coronavirus.
La base della decisione sono le proposte presentate dalla Commissione al Consiglio il 24 e 25 agosto. SURE fornirà fino a 100 miliardi di euro di sostegno finanziario. La conclusione degli accordi di garanzia con la Commissione, per un valore complessivo di 25 miliardi di euro, ha richiesto il completamento delle procedure nazionali di approvazione e la firma da parte di tutti gli Stati membri.

Il 13 novembre la Commissione ha presentato una proposta di decisione al Consiglio per la concessione di 2,5 miliardi di euro di sostegno finanziario all'Irlanda a titolo del fondo SURE. La proposta porta il sostegno finanziario complessivo proposto nell'ambito di SURE a un totale di 90,3 miliardi di euro a favore di 18 Stati membri.

Il 27 ottobre la Commissione ha erogato un totale di 17 miliardi di euro a tre Stati membri nella prima tranche di sostegno finanziario a titolo dello strumento SURE. Il 17 novembre la Commissione ha erogato 14 miliardi di euro a nove Stati membri dell'UE nella seconda tranche di sostegno finanziario agli Stati membri nell'ambito dello strumento SURE.

Graph showing the amounts per country

SURE – Maggiori informazioni

Obbligazioni sociali SURE dell'UE

La Commissione ha finanziato lo strumento tramite l'emissione di obbligazioni sociali. Il quadro per le obbligazioni sociali è inteso a fornire a chi investe in queste obbligazioni la certezza che i fondi mobilitati saranno destinati a un obiettivo veramente sociale. Il 21 ottobre la Commissione europea ha emesso la prima obbligazione sociale da 17 miliardi di euro a titolo dello strumento SURE dell'UE per contribuire a proteggere i posti di lavoro e conservare l'occupazione.

Sostegno all'occupazione giovanile: un ponte verso il lavoro per la prossima generazione

La pandemia di coronavirus ha aggravato la già difficile situazione che i giovani spesso incontrano quando si affacciano sul mercato del lavoro. Il 30 ottobre il Consiglio ha adottato la proposta della Commissione di raccomandazione del Consiglio relativa a un ponte verso il lavoro, presentata il 1º luglio 2020, che rafforza l'attuale garanzia per i giovani.

I giovani che aderiscono a questo sistema hanno diritto a ricevere un'offerta di lavoro, proseguire gli studi, svolgere un tirocinio o un apprendistato entro quattro mesi dall'uscita dal sistema d'istruzione formale o dall'inizio della disoccupazione. Dal 2014, ogni anno più di 3,5 milioni di giovani iscritti all'iniziativa hanno accettato un'offerta. La nuova raccomandazione estende la garanzia per i giovani a un gruppo di destinatari più ampio di età compresa tra i 15 e i 29 anni. Inoltre adotta un approccio più mirato fornendo ai giovani, in particolare a quelli vulnerabili, orientamenti particolarmente adatti alle loro esigenze individuali e alla transizione verde e digitale delle nostre economie. Garantire che i giovani dispongano di competenze digitali adeguate è una priorità assoluta.

Con NextGenerationEU e il futuro bilancio dell'UE la Commissione ha già proposto importanti opportunità di finanziamento dell'UE a favore della prossima generazione e dell'occupazione giovanile. Ora spetta agli Stati membri dare la priorità a tali investimenti. Almeno 22 miliardi di euro dovrebbero essere spesi per sostenere l'occupazione giovanile.

Sostegno all'occupazione giovanile - Un ponte verso il lavoro per la prossima generazione

Sostegno all'occupazione giovanile - Un ponte verso il lavoro per la prossima generazione

Proteggere le piccole e medie imprese

Il 6 aprile la Commissione ha annunciato lo stanziamento di 8 miliardi di euro di finanziamenti per fornire un sostegno finanziario immediato alle piccole e medie imprese in tutta l'UE. La Commissione ha sbloccato 1 miliardo di euro dal Fondo europeo per gli investimenti strategici per fornire una garanzia al Fondo europeo per gli investimenti per incentivare le banche locali e altri finanziatori a fornire liquidità ad almeno 100 000 piccole e medie imprese europee.

Il 30 settembre il Gruppo BEI, costituito dal Fondo europeo per gli investimenti e dalla Banca europea per gli investimenti, ha concordato con Commerzbank un nuovo regime di prestiti favorevoli che metterà fino a 500 milioni di euro a disposizione delle piccole e medie imprese tedesche. Il finanziamento intende attenuare l'impatto della crisi sulle piccole imprese e consentirà alle imprese di piccole e medie dimensioni e ai lavoratori autonomi di continuare le loro attività. L'operazione beneficia del sostegno del Fondo europeo per gli investimenti strategici, pilastro centrale del piano di investimenti per l'Europa, in cui il Gruppo BEI e la Commissione europea sono partner strategici per rafforzare la competitività dell'economia europea.

Il 6 ottobre il Fondo europeo per gli investimenti e Raiffeisenbank hanno firmato un accordo di garanzia da 10 milioni di euro per sostenere le piccole e medie imprese private e pubbliche nei settori culturali e creativi in Bulgaria. L'accordo eroga prestiti a condizioni agevolate alle piccole e medie imprese colpite dalla crisi del coronavirus, contribuendo così a conservare posti di lavoro. Inoltre, il 14 ottobre, grazie a una garanzia di 6 milioni di euro del Fondo europeo per gli investimenti, un sostegno finanziario è stato destinato anche alle piccole e medie imprese dei settori culturali e creativi di Estonia, Lettonia, Lituania e Finlandia. La garanzia, il primo intervento dello strumento di garanzia per i settori culturali e creativi in questi paesi, è stata concessa alla società estone Finora Capital, un'impresa erogatrice di finanziamenti alternativi interamente digitale. Il regime consente alle imprese di accedere a prestiti agevolati e consente alla Finora Capital di mettere a punto un nuovo prodotto che risponda alle esigenze specifiche delle piccole e medie imprese dei settori culturali e creativi, di sviluppare competenze nel finanziamento dei settori culturali e creativi e di espandersi in nuovi mercati.

Gli accordi erano sostenuti dallo strumento di garanzia per i settori culturali e creativi della Commissione e dal Fondo europeo per gli investimenti strategici.

Il 19 ottobre il Gruppo della Banca europea per gli investimenti ha deciso di mettere a disposizione di Alba Leasing, specialista italiana in leasing, 490 milioni di euro in un'operazione di finanziamento della cartolarizzazione, liberando 1 miliardo di euro di nuove risorse finanziarie a favore di piccole, medie e medie imprese e imprese a media capitalizzazione in Italia. Questa operazione consentirà di finanziare fino al 100% di nuovi investimenti e progetti in tutti i settori economici, con particolare attenzione agli investimenti ambientali. Circa 8000 piccole e medie imprese in tutta Italia riceveranno sostegno per i loro progetti di investimento, per aiutarle a riprendersi dalla crisi economica causata dalla pandemia e a sostenere la transizione verde.

Il 20 ottobre il gruppo della Banca europea per gli investimenti e la spagnola Banco Santander hanno concordato finanziamenti aggiuntivi a condizioni favorevoli per le piccole e medie imprese e le imprese a media capitalizzazione spagnole colpite dalla crisi del coronavirus. Con il sostegno del Fondo europeo per gli investimenti strategici , il pilastro principale del piano di investimenti per l'Europa, l'accordo ha stanziato oltre 900 milioni di euro a sostegno della ripresa economica delle imprese spagnole. Il nuovo finanziamento si concentrerà in particolare sugli investimenti nell'innovazione, nella digitalizzazione, nella mitigazione dei cambiamenti climatici e nell'adattamento ad essi.

La sopravvivenza delle piccole e medie imprese economicamente colpite dal coronavirus è essenziale per le economie nazionali di tutta l'UE. Sostenerle fa parte di un pacchetto completo di misure messe a punto dalla Commissione e dal gruppo della Banca europea per gli investimenti.

Trova sostegno per la tua impresa

L'impatto economico del coronavirus varia a seconda dei settori industriali e delle imprese in funzione di una serie di fattori, tra cui l'esposizione alla Cina come fonte di entrate intermedie, la possibilità di passare a fornitori alternativi, la disponibilità di scorte o il ricorso a processi di produzione just-in-time. 

La Commissione europea è in stretto contatto con le autorità nazionali, i rappresentanti dell'industria e le altre parti interessate al fine di monitorare e valutare l'impatto sull'industria e sul commercio europei. La Commissione interviene quando può per sostenere diversi settori industriali, in particolare quelli vitali per la produzione, la fornitura di prodotti alimentari e il turismo.

I finanziamenti dell'UE sono disponibili per tutti i tipi di aziende, dalle piccole e medie imprese a quelle più grandi. È disponibile una vasta gamma di finanziamenti: prestiti, microfinanziamenti, garanzie e capitale di rischio. Ogni anno l'UE sostiene più di 200 000 imprese. La Commissione può aiutare a individuare gli istituti finanziari che forniscono sostegno finanziario. 

Pacchetto per il settore bancario a sostegno delle famiglie e delle imprese

Il 28 aprile la Commissione europea ha adottato un pacchetto per il settore bancario per agevolare i prestiti bancari alle famiglie e alle imprese in tutta l'UE. Il pacchetto garantisce che le banche possano continuare a prestare denaro, sostenendo così l'economia e attenuando in modo significativo gli effetti subiti dai cittadini e dalle imprese. Applicando tutta la flessibilità delle norme bancarie dell'UE e proponendo modifiche legislative mirate, la Commissione consente alle banche di continuare a fornire liquidità a chi ne ha bisogno. La Commissione dialoga con il settore finanziario europeo ed studia come sviluppare migliori pratiche e sostenere ulteriormente cittadini e imprese. Il pacchetto per il settore bancario comprende una comunicazione interpretativa sui quadri contabili e prudenziali dell'UE e modifiche "rapide" mirate della normativa bancaria dell'UE.

Migliori pratiche per fornire aiuto ai consumatori e alle imprese

Per fornire assistenza ai consumatori e alle imprese e contribuire a mitigare ulteriormente l'impatto della pandemia di coronavirus, il 14 luglio la Commissione ha accolto con favore un elenco di "migliori pratiche" concordato dal settore finanziario europeo, nonché da organizzazioni dei consumatori e delle imprese. L'elenco illustra concretamente in che modo i diversi operatori di mercato possono sostenere i cittadini e le imprese durante la crisi. Le migliori pratiche riguardano aspetti quali le misure volte a differire i pagamenti, come rendere più sicuri i pagamenti senza contanti e prevedere la concessione rapida di prestiti a tassi di interesse equi per aiutare coloro che incontrano difficoltà finanziarie.

Il semestre europeo

La Commissione ha presentato il suo pacchetto d'autunno di politica economica, compresi i pareri sui documenti programmatici di bilancio 2021 che tengono conto dell'attuale crisi sanitaria. Si tratta della seconda fase del ciclo del semestre europeo 2021, iniziato a settembre con la pubblicazione della strategia annuale di crescita sostenibile.

I pareri sui documenti programmatici di bilancio 2021 tengono conto dell'elevato grado di incertezza e della grave recessione economica derivante dalla pandemia di coronavirus. I pareri della Commissione esaminano quindi in particolare se le misure di bilancio a sostegno dell'economia previste per il 2021 siano temporanee e, in caso contrario, se siano previste misure di compensazione.

In primavera la Commissione rivolge agli Stati membri raccomandazioni con due scadenze diverse: a breve termine, per attenuare le gravi conseguenze socioeconomiche negative della pandemia di coronavirus, e a breve-medio termine, per conseguire una crescita sostenibile e inclusiva che favorisca la transizione verde e la trasformazione digitale. Promuovere la sostenibilità competitiva per costruire un'economia al servizio delle persone e del pianeta rimane un obiettivo della massima importanza dopo l'emergenza coronavirus.

  • Icon of a virus

    Attenuare l'impatto sanitario e socioeconomico immediato della pandemia di coronavirus

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    Rilanciare la crescita sostenendo la transizione verde e digitale nel mercato unico 

Una risposta economica coordinata a livello europeo è fondamentale per rilanciare l'attività economica, contenere i danni al tessuto economico e sociale e ridurre divergenze e squilibri. Il semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche e occupazionali costituisce pertanto uno degli elementi fondamentali della strategia di ripresa.

Semestre europeo 2021

Previsioni economiche

La crisi del coronavirus rappresenta un enorme shock per l'economia mondiale e per le economie dell'UE, con conseguenze sociali ed economiche molto gravi.

Previsioni economiche d'autunno 2020 della Commissione

Il 5 novembre la Commissione europea ha pubblicato le sue previsioni economiche d'autunno per il 2020. Secondo le previsioni d'autunno, l'economia della zona euro subirà una contrazione del 7,8% nel 2020, per poi crescere del 4,2% nel 2021 e del 3% nel 2022. Si prevede inoltre che l'economia dell'UE subisca una contrazione del 7,4% nel 2020, prima di riprendersi con una crescita del 4,1% nel 2021 e del 3% nel 2022.

Rispetto alle previsioni economiche dell'estate 2020, le proiezioni di crescita per la zona euro e per l'UE sono leggermente più elevate per il 2020 e inferiori per il 2021. In ogni caso, si prevede che nel 2022 sia il prodotto della zona euro che quello dell'UE non tornino ai livelli precedenti alla pandemia.

La pandemia ha avuto impatti economici molto diversi nei paesi dell'UE, e anche le prospettive di ripresa divergono notevolmente a seconda del grado di diffusione del coronavirus, del rigore delle misure sanitarie adottate per contenerlo, della composizione settoriale delle economie nazionali e dell'intensità delle risposte politiche nazionali.

La perdita di posti di lavoro e l'aumento della disoccupazione hanno messo a dura prova i mezzi di sussistenza di molti europei. In base alle previsioni il tasso di disoccupazione nella zona euro aumenterà dal 7,5% del 2019 all'8,3% nel 2020 e al 9,4% nel 2021, per poi calare all'8,9% nel 2022. Per l'UE si prevede invece che il tasso di disoccupazione aumenti dal 6,7% del 2019 al 7,7% nel 2020 e all'8,6% nel 2021, per poi calare all'8% nel 2022.

Two maps showing the drop in GDP per country in the EU

Previsioni economiche di estate 2020

Garantire l'approvvigionamento alimentare essenziale

Fondo di aiuti europei agli indigenti

Poiché l'Europa sta adottando misure per rallentare la diffusione del coronavirus, è più che mai importante sostenere le persone più bisognose. Il Fondo di aiuti europei agli indigenti (FEAD) fornisce assistenza, compresi aiuti alimentari, abbigliamento e altri articoli essenziali per uso personale (ad es. calzature, sapone e shampoo) a quanti hanno maggiormente bisogno di aiuto. Consentirà di distribuire aiuti alimentari e fornire assistenza materiale di base mediante buoni elettronici, riducendo così il rischio di infezioni da coronavirus. L'assistenza materiale deve essere accompagnata da misure di inclusione sociale, quali misure di orientamento e sostegno per aiutare le persone a uscire dalla povertà. Per il periodo 2014-2020 sono stati stanziati oltre 3,8 miliardi di euro per il FEAD.

Sostegno al settore agricolo

La lotta contro il coronavirus ha ripercussioni su tutti i settori dell'economia europea. Uno dei settori in cui non possiamo tollerare alcuna interruzione è quello alimentare. In questi tempi difficili sosteniamo i nostri agricoltori”, ha dichiarato la presidente von der Leyen.

A seguito della pandemia di coronavirus, il settore agricolo dell'UE si sta dimostrando resiliente e continua a fornire agli europei alimenti sicuri e di qualità. Per garantire la continuità della produzione di alimenti europei sani e sicuri in Europa, la Commissione ha proposto una serie di misure concrete per garantire che gli agricoltori e gli altri beneficiari possano ottenere il sostegno di cui hanno bisogno.

Il 4 maggio la Commissione ha adottato e pubblicato l'ultimo pacchetto di misure eccezionali, precedentemente annunciato il 22 aprile, per sostenere ulteriormente i settori agricolo e alimentare maggiormente colpiti dalla crisi del coronavirus. Queste misure eccezionali comprendono gli aiuti all'ammasso privato per i settori lattiero-caseario e delle carni, le autorizzazioni temporanee per gli operatori di autoregolamentare i settori duramente colpiti, la flessibilità nell'attuazione deiprogrammi di sostegno al mercato e la deroga temporanea alle norme dell'UE in materia di concorrenza nel settore del latte, dei fiori e delle patate.https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/[europa_tokens:europa...

Inoltre, la Commissione ha anche proposto di autorizzare gli Stati membri a utilizzare i fondi per lo sviluppo rurale per compensare gli agricoltori e le piccole imprese agroalimentari con importi fino a 5 000 euro per agricoltore e 50 000 euro per impresa di piccole dimensioni. La proposta, in attesa dell'approvazione del Parlamento e del Consiglio, punta a fornire un'assistenza immediata ai soggetti più colpiti dalla crisi. Si tratta di un'aggiunta all'importo massimo che le autorità nazionali possono utilizzare per sostenere gli agricoltori senza previa approvazione da parte della Commissione nel settore agricolo e dell'aumento del massimale degli aiuti di Stato adottato in precedenza.

Il 17 marzo la Commissione europea ha prorogato il termine al 15 giugno 2020 per le richieste di sostegno nell'ambito della politica agricola comune, consentendo una maggiore flessibilità per gli agricoltori. Altre misure comprendono una proroga dei termini per il trattamento delle domande da parte delle amministrazioni, l'aumento degli anticipi per i pagamenti diretti e i pagamenti per lo sviluppo rurale e una maggiore flessibilità per i controlli in loco, al fine di ridurre al minimo la necessità di contatti fisici e di alleggerire gli oneri amministrativi.

Ai sensi del nuovo quadro temporaneo per gli aiuti di Stato, gli agricoltori possono ora beneficiare di un aiuto massimo di 100 000 euro per azienda agricola e le aziende di trasformazione e commercializzazione di prodotti alimentari possono beneficiare di un massimo di 800 000 euro. In alcuni casi, queste somme possono essere integrate da un importo massimo di 25 000 euro. Ciò significa che il sostegno nazionale totale che può essere concesso per azienda ammonta a 120 000 euro (o 125 000 euro) nell'ambito del quadro temporaneo.

La Commissione incoraggia gli Stati membri a utilizzare il più possibile i finanziamenti ancora disponibili nell'ambito dei loro programmi di sviluppo rurale per finanziare le azioni pertinenti, in modo da attenuare l'attuale crisi e agevolare la successiva ripresa.

Risposta di emergenza a sostegno del settore agricolo e alimentare

Sostegno agli agricoltori e alle zone rurali

Il 30 giugno la Commissione ha pubblicato ulteriori inviti a presentare proposte per sostenere le attività di promozione dei produttori agroalimentari più colpiti dalla crisi in corso. Un fondo aggiuntivo di 10 milioni di euro sarà destinato a stimolare le vendite (ortofrutticoli, vino, piante vive, prodotti lattiero-caseari e patate). La metà del finanziamento sarà destinata ad attività di promozione gestite congiuntamente dalle organizzazioni di produttori di diversi paesi dell'UE, mentre l'altra metà andrà ad attività nazionali. Questi inviti a presentare proposte integrano altre misure eccezionali adottate in precedenza a sostegno di determinati settori agroalimentari.https://ec.europa.eu/research/participants/data/ref/other_eu_prog/agripr...

Promozione dei prodotti agricoli dell’UE

Sostegno al settore vitivinicolo e ortofrutticolo

Il 6 luglio la Commissione europea ha adottato un ulteriore pacchetto di misure eccezionali per sostenere il settore vitivinicolo, uno dei settori agroalimentari più colpiti, e alleviare le conseguenze della crisi del coronavirus. Le nuove misure prevedono l'auto-organizzazione da parte degli operatori del mercato (pianificazione di attività di promozione congiunta, organizzazione dello stoccaggio, piani di produzione comuni, ecc.) per un periodo massimo di 6 mesi, pagamenti anticipati (che coprono fino al 100% dei costi di distillazione e di magazzinaggio) e l'aumento del contributo dell'UE ai programmi nazionali di sostegno al settore vitivinicolo (il contributo per tutte le misure dei programmi di sostegno nazionali aumenterà del 10% e raggiungerà il 70%).

Oltre a queste misure per il settore vitivinicolo, anche il settore ortofrutticolo beneficerà di un aumento del contributo dell'UE (dal 50% al 70%) per i programmi gestiti dalle organizzazioni di produttori. In questo modo le organizzazioni di produttori avranno maggiore flessibilità nell'attuazione dei propri programmi.

Sostenere il settore agricolo e alimentare

Il settore vitivinicolo nell'UE

Frutta e ortaggi

Sostegno al settore della pesca

La pesca e l'acquacoltura sono tra i settori più immediatamente colpiti dalla crisi. La domanda di prodotti ittici ha subito una contrazione improvvisa, in quanto dettaglianti, ristoranti, mense e altri grandi acquirenti stanno riducendo o chiudendo temporaneamente le attività.

La Commissione ha adottato misure urgenti per ovviare a questa situazione, che mette a repentaglio i mezzi di sussistenza di migliaia di persone, non da ultimo nelle regioni costiere dell'UE, e la stabilità dell'offerta di prodotti ittici sani ai cittadini dell'UE. I settori della pesca e dell'acquacoltura possono beneficiare di un sostegno nell'ambito del nuovo quadro temporaneo per gli aiuti di Stato, dell'iniziativa di investimento in risposta al coronavirus e del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca.

Nel mese di aprile 2020 la Commissione ha adottato un regolamento per introdurre modifiche eccezionali e misure di flessibilità nel Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca. Le misure sosterranno la pesca, gli acquacoltori e le organizzazioni di produttori per la sospensione temporanea delle attività, riassegneranno in modo più flessibile le risorse finanziarie e favoriranno una procedura semplificata per la modifica dei programmi operativi.

Settore della pesca e dell'acquacoltura

Proteggere le attività e le tecnologie critiche europee

"Come in ogni crisi, quando il nostro patrimonio industriale e societario può essere in pericolo, dobbiamo proteggere la nostra sicurezza e la nostra sovranità economica", ha dichiarato Ursula von der Leyen, presidente della Commissione.

Il 26 marzo la Commissione ha pubblicato una serie di orientamenti per gli Stati membri in materia di investimenti diretti esteri. Gli orientamenti esortano gli Stati membri a utilizzare appieno, in questo periodo di crisi, i loro meccanismi di controllo degli investimenti per affrontare i casi in cui l'acquisizione di imprese europee da parte di investitori esterni all'UE creerebbe un rischio per la sicurezza e l'ordine pubblico dell'UE.

Gli orientamenti incoraggiano gli Stati membri a controllare gli investimenti diretti provenienti dall'esterno dell'UE in settori particolari quali la ricerca medica, la biotecnologia e le infrastrutture, in quanto essenziali per la sicurezza e l'ordine pubblico dell'UE.

Nel marzo 2019 l'UE ha adottato un regolamento sul controllo degli investimenti esteri diretti. Attualmente sono 14 gli Stati membri che dispongono di meccanismi nazionali per il controllo degli investimenti esteri diretti.

Messaggio della presidente Ursula von der Leyen in merito agli orientamenti per proteggere le attività e le tecnologie fondamentali europee nell'attuale crisi

Flessibilità nell'ambito delle norme di bilancio dell'UE

Per la prima volta la Commissione europea ha attivato la clausola generale di salvaguardia  del patto di stabilità e crescita nel quadro della sua strategia per rispondere rapidamente e con forza alla pandemia di coronavirus in modo tempestivo e coordinato. Ciò consente ai governi nazionali di sostenere meglio le economie nazionali, in quanto le norme di bilancio sono state notevolmente allentate.

"Ho detto che avremmo fatto tutto il necessario per sostenere gli europei e l'economia europea. Lo abbiamo fatto", ha dichiarato la presidente Ursula von der Leyen.

Messaggio della presidente Ursula von der Leyen su ulteriori misure a sostegno dell'economia

Una volta approvata dal Consiglio, la clausola generale di salvaguardia consente agli Stati membri di adottare misure per reagire alla crisi in modo adeguato, discostandosi dagli obblighi di bilancio che normalmente si applicherebbero in forza del quadro di bilancio europeo. 

Questa misura rappresenta un passo importante nella realizzazione dell'impegno della Commissione di avvalersi di tutti gli strumenti di politica economica disponibili per sostenere gli Stati membri negli sforzi volti a proteggere i loro cittadini e ridurre i gravi effetti socioeconomici della pandemia.

La Commissione è pronta ad adottare ulteriori azioni in funzione dell'evolversi della situazione.

Azioni nel settore degli aiuti di Stato

Al fine di mitigare ulteriormente gli shock economici e salvare le imprese, la Commissione europea ha adottato le norme più flessibili in assoluto in materia di aiuti di Stato, consentendo agli Stati membri di fornire un sostegno diretto alle aziende e alle piccole imprese duramente colpite perché rischiano di chiudere se non ricevono un aiuto. Il quadro temporaneo per le misure di aiuti di Stato, adottato il 19 marzo, prevede cinque tipi di aiuti:

  1. sovvenzioni dirette (o agevolazioni fiscali) fino a 800 000 euro per impresa
  2. garanzie statali sotto forma di prestiti bancari
  3. prestiti pubblici e privati con tassi di interesse sovvenzionati
  4. uso delle capacità di prestito esistenti delle banche come canale di sostegno alle imprese, in particolare alle piccole e medie imprese. Tali aiuti sono chiaramente diretti ai clienti delle banche e non alle banche stesse
  5. una maggiore flessibilità per consentire, ove necessario, l'assicurazione del credito all'esportazione a breve termine da parte dello Stato.

L'obiettivo di queste misure è garantire che le imprese conservino i mezzi per continuare a operare o per bloccare temporaneamente l'attività senza un impatto sulle prospettive di crescita a lungo termine.

Il quadro temporaneo è stato modificato una prima volta il 3 aprile 2020 per aumentare le possibilità di sostegno pubblico alla ricerca, alla sperimentazione e alla produzione di prodotti utili a combattere la pandemia di coronavirus, salvaguardare posti di lavoro e sostenere ulteriormente l'economia. È stato ulteriormente modificato l'8 maggioper consentire misure di ricapitalizzazione e debito subordinato e il 29 giugno 2020 per potenziare il sostegno alle microimprese, alle piccole imprese e alle start-up e per incentivare gli investimenti privati.

Il nuovo quadro non sostituisce ma integra le molte altre possibilità di cui dispongono gli Stati membri, in linea con le norme sugli aiuti di Stato. Queste sono indicate nella comunicazione "Risposta economica coordinata all'emergenza COVID-19" del 13 marzo 2020.

Il 13 ottobre la Commissione europea ha deciso di prorogare e ampliare la portata del quadro temporaneo in materia di aiuti di Stato, adottato il 19 marzo 2020 per sostenere l'economia durante la pandemia di coronavirus. Il quadro temporaneo è prorogato per sei mesi fino al 30 giugno 2021 in tutte le sue parti, mentre la parte finalizzata a consentire misure di ricapitalizzazione (ristrutturazione del debito e del capitale) è prorogata per ulteriori tre mesi, fino al 30 settembre 2021.

L'obiettivo è permettere agli Stati membri di sostenere le imprese nel contesto dell'attuale crisi determinata dal coronavirus, particolarmente laddove la necessità o la capacità di sfruttare il quadro temporaneo non siano ancora state pienamente dispiegate, tutelando al contempo le condizioni di parità.

La modifica introduce inoltre una nuova misura per consentire agli Stati membri di sostenere le imprese che durante il periodo ammissibile subiscono un calo del fatturato di almeno il 30% rispetto allo stesso periodo del 2019 a causa della pandemia di coronavirus. Il sostegno contribuirà a far fronte ai costi fissi dei beneficiari che non sono coperti dalle loro entrate, fino a un importo massimo di 3 milioni di euro per impresa. La decisione di sostenere queste imprese contribuendo temporaneamente a coprire una parte dei loro costi mira a prevenire il deterioramento del loro capitale, a mantenere la loro attività commerciale e a fornire loro una solida base per la ripresa. Ciò consente di orientare maggiormente gli aiuti verso le imprese che dimostrino di averne bisogno.

La Commissione ha inoltre adattato le condizioni previste per le misure di ricapitalizzazione dal quadro temporaneo, in particolare per quanto riguarda l'uscita dello Stato dalla ricapitalizzazione delle imprese di cui era azionista prima della ricapitalizzazione. La modifica permette allo Stato di uscire dal capitale proprio di tali imprese mediante una valutazione indipendente, ripristinando nel contempo la sua precedente partecipazione azionaria e mantenendo le misure di salvaguardia per preservare un'effettiva concorrenza nel mercato unico.

Con il passaggio dell'Europa dalla gestione della crisi alla ripresa economica, il controllo degli aiuti di Stato accompagnerà e faciliterà l'attuazione del dispositivo per la ripresa e la resilienza. In quest'ambito la Commissione:

  • collaborerà con gli Stati membri per garantire che i progetti di investimento sostenuti dal dispositivo per la ripresa e la resilienza siano compatibili con le norme in materia di aiuti di Stato. In effetti, alcuni investimenti infrastrutturali e sovvenzioni dirette ai cittadini non rientrano nel campo di applicazione delle norme sugli aiuti di Stato e molte misure non devono essere notificate in quanto rientrano nell'ambito delle esenzioni per categoria;
  • fornirà orientamenti agli Stati membri per quanto riguarda i progetti faro di investimento, anche fornendo modelli; e
  • continuerà la revisione delle norme essenziali in materia di aiuti di Stato entro la fine del 2021 per tenere conto della transizione verde e della transizione digitale.

La Commissione approva, mediante procedure d'urgenza, casi in materia di aiuti di Stato sette giorni alla settimana. Ulteriori informazioni sono disponibili sulle pagine web della Commissione sugli aiuti di Stato: Aiuti di Stato per la pandemia di coronavirus.

Proroga di un anno (fino al 2021):

- orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale 2014-2020

- orientamenti sugli aiuti di Stato destinati a promuovere gli investimenti per il finanziamento del rischio

- orientamenti sugli aiuti di Stato per la protezione dell'ambiente e l'energia

- comunicazione sulla realizzazione di importanti progetti di comune interesse europeo

- comunicazione della Commissione sull'applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea all'assicurazione del credito all'esportazione a breve termine

Proroga di tre anni (fino al 2023):

- regolamento generale di esenzione per categoria

- regolamento de minimis (piccoli importi)

- orientamenti sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese non finanziarie in difficoltà

Panoramica dei casi approvati a norma del quadro temporaneo

Sostegno al mercato del credito all'esportazione a breve termine

Poiché le imprese si trovano ad affrontare una grave mancanza di liquidità e le loro condizioni commerciali sono sempre più esposte ai rischi finanziari, gli assicuratori privati si ritirano dal mercato del credito all'esportazione a breve termine. Di conseguenza, tutti i rischi economicamente giustificabili per le esportazioni verso tutti i paesi del mondo, compresi tutti gli Stati membri, non possono più essere sufficientemente coperti. Pertanto, la Commissione europea ha deciso il 27 marzo di escludere temporaneamente tutti i paesi dall'elenco dei paesi "con rischi assicurabili sul mercato" nel quadro della comunicazione sull'assicurazione del credito all'esportazione a breve termine. In questo modo l'assicurazione pubblica del credito all'esportazione a breve termine sarà più ampiamente disponibile alla luce dell'attuale crisi. La modifica amplia ulteriormente la flessibilità introdotta dal quadro temporaneo della Commissione in materia di aiuti di Stato per quanto riguarda la possibilità da parte degli assicuratori statali di fornire un'assicurazione del credito all'esportazione a breve termine.

Il 13 ottobre la Commissione europea ha deciso di prorogare al 30 giugno 2021 l'esclusione temporanea di tutti i paesi dall'elenco dei paesi "con rischi assicurabili sul mercato" nel quadro della comunicazione sull'assicurazione del credito all'esportazione a breve termine.

Iniziativa di investimento in risposta al coronavirus

L'iniziativa di investimento in risposta al coronavirus (CRII) e l'iniziativa di investimento in risposta al coronavirus Plus (CRII+) consentono agli Stati membri di utilizzare i finanziamenti della politica di coesione per sostenere i settori più esposti, come l'assistenza sanitaria, le piccole imprese e i mercati del lavoro. Oltra a mobilitare un sostegno finanziario immediato dai fondi strutturali per rispondere alle necessità più urgenti, offre la massima flessibilità possibile nell'utilizzo dei fondi. Con le iniziative di investimento in risposta al coronavirus la Commissione europea offre un aiuto rapido e agevole in un momento in cui gli europei ne hanno particolarmente bisogno. Le regioni beneficiano inoltre di un aumento temporaneo del cofinanziamento dell'UE, che può raggiungere il 100%.

Il 12 ottobre la Commissione ha annunciato i primi risultati provvisori dell'iniziativa di investimento in risposta al coronavirus e dell'iniziativa di investimento in risposta al coronavirus Plus:

13 Billion figure icon for CRII dall'inizio della crisi l'UE ha mobilitato oltre 13 miliardi di euro in investimenti per far fronte agli effetti della pandemia di coronavirus
8.4 billion figure icon

8,4 miliardi di euro sono stati mobilitati mediante l'emissione di sovvenzioni, prestiti e una serie di strumenti finanziari a sostegno dell'economia e, in particolare, delle piccole e medie imprese

4.1 billion figure icon

4,1 miliardi di euro sono stati riassegnati all'assistenza sanitaria per l'acquisto di macchinari salvavita e dispositivi di protezione individuale 3,8 miliardi di euro sono stati investiti nell'assistenza sanitaria per l'acquisto di macchinari e dispositivi di protezione individuale indispensabili per salvare le vite dei cittadini europei

1.4 billion figure icon

circa 1,4 miliardi di euro sono stati stanziati attraverso il Fondo sociale europeo per salvare posti di lavoro.

La Commissione europea ha istituito l'iniziativa di investimento in risposta al coronavirus per aiutare gli Stati membri a finanziare la loro risposta alla crisi causata dal coronavirus. Oltra a mobilitare un sostegno finanziario immediato dai fondi strutturali per rispondere alle necessità più urgenti, offre la massima flessibilità possibile nell'utilizzo dei fondi. Per saperne di più

Con l'iniziativa di investimento in risposta al coronavirus la Commissione europea offre un aiuto rapido e agevole in un momento in cui gli europei ne hanno particolarmente bisogno.

Iniziativa di investimento in risposta al coronavirus per paese

1. Sostegno immediato per le esigenze più urgenti

I finanziamenti possono essere utilizzati per:

  • acquistare attrezzature mediche
  • retribuire i medici e gli operatori sanitari
  • sostenere i disoccupati
  • proteggere i posti di lavoro
  • sostenere le piccole imprese

Nell'ambito di questa iniziativa, gli Stati membri più colpiti possono contare anche su un massimo di 800 milioni di euro dal Fondo di solidarietà dell'UE.

Per assicurare il massimo livello di trasparenza e responsabilità, la Commissione lancia oggi una pagina web dedicata sulla piattaforma Open Data Coesione per illustrare in quali modi la politica di coesione dell'UE presta sostegno agli Stati membri per il superamento della crisi del coronavirus.

2. Massima flessibilità nell'utilizzo dei fondi dell'UE

Il 2 aprile 2020 la Commissione europea ha adottato un altro passo decisivo per offrire agli Stati membri un'ulteriore flessibilità eccezionale per utilizzare i finanziamenti non impegnati, per un totale di 54 miliardi di euro per il 2020, con l'obiettivo di far fronte alla pandemia di coronavirus.

  • Consentire agli Stati membri di richiedere, in via eccezionale, un cofinanziamento dell'UE pari al 100% per i programmi della politica di coesione
  • Facilitare il trasferimento di risorse tra fondi e categorie di regioni
  • Autorizzare la massima flessibilità per reindirizzare le risorse verso le zone più colpite dall'attuale crisi
  • Semplificare le procedure per l'attuazione di programmi e audit.

La Commissione europea propone di aumentare ulteriormente la flessibilità delle norme che disciplinano i fondi che sostengono gli indigenti (FEAD), i pescatori e il settore dei prodotti ittici e gli agricoltori.

Scheda informativa - Politica di coesione

Sostegno di emergenza

Lo strumento per il sostegno di emergenza intende aiutare gli Stati membri ad affrontare la pandemia di coronavirus. Prevede un ampio ventaglio di strumenti per rispondere alle esigenze che possono essere affrontate meglio in modo strategico e coordinato a livello europeo. Essendo il braccio finanziario della tabella di marcia comune europea per la revoca delle misure di contenimento legate al coronavirus, lo strumento contribuisce ad attenuare le conseguenze immediate della pandemia e ad anticipare le esigenze legate all'uscita e alla ripresa dall'emergenza.

Lo strumento per il sostegno di emergenza si basa sul principio della solidarietà e mette in comune gli sforzi e le risorse per rispondere rapidamente alle esigenze strategiche condivise. Si tratta di uno strumento complementare: interviene in aggiunta agli sforzi compiuti nell'ambito di rescEU e dell'accordo di aggiudicazione congiunta, nonché nell'ambito di altre iniziative a livello nazionale o dell'UE.

Sostegno medico e sanitario dell'UE

Finanziamenti strategici per promuovere la preparazione globale

La Commissione europea fornisce finanziamenti strategici per iniziative e interventi volti ad attenuare gli effetti economici del coronavirus e a salvare vite in tutto il mondo.

Ha mobilitato più di 400 milioni di euro per promuovere la preparazione, la prevenzione e il contenimento del virus all'interno e all'esterno dell'Europa. Con una parte di questo contributo l'UE sosterrà l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), in particolare il piano globale di preparazione e risposta.

Azioni decisive della Banca centrale europea e della Banca europea per gli investimenti.

Il 18 marzo il Consiglio direttivo della Banca centrale europea ha annunciato un nuovo programma di acquisto per l'emergenza pandemica con una dotazione di 750 miliardi di euro fino alla fine dell'anno, oltre ai 120 miliardi di euro decisi il 12 marzo. Insieme, questi importi equivalgono al 7,3% del PIL della zona euro. Il programma è temporaneo e punta ad affrontare la situazione senza precedenti in cui si trova la nostra Unione monetaria. Rimarrà in vigore fino alla fase di crisi.

Il 16 marzo il gruppo della Banca europea per gli investimenti ha proposto un piano per mobilitare fino a 40 miliardi di euro di finanziamenti, che saranno utilizzati per prestiti ponte, sospensioni dei debiti e altre misure intese ad alleviare la situazione di liquidità e i vincoli in materia di capitale circolante per le PMI e le imprese a media capitalizzazione. Il gruppo della Banca europea per gli investimenti, compreso il Fondo europeo per gli investimenti, specializzato nei finanziamenti per le piccole e medie imprese, opererà tramite intermediari finanziari negli Stati membri e in collaborazione con le banche di promozione nazionali. Il pacchetto di finanziamenti proposto comprende:

  • sistemi di garanzia specifici per le banche basati sui programmi esistenti per la realizzazione immediata, per una mobilitazione fino a 20 miliardi di euro di finanziamenti
  • linee di liquidità dedicate alle banche per garantire un ulteriore sostegno al capitale di esercizio per le piccole e medie imprese e le imprese a media capitalizzazione, per un totale massimo di 10 miliardi di euro
  • programmi di acquisto di titoli garantiti da attività per consentire alle banche di trasferire i portafogli di prestiti a piccole e medie imprese, mobilitando altri 10 miliardi di euro di sostegno.

Le prospettive macroeconomiche

La Commissione monitora attivamente la situazione economica negli Stati membri e nel resto del mondo e coordina le risposte economiche nazionali. Le previsioni economiche d'inverno della Commissione, presentate il 13 febbraio 2020, hanno già individuato nel coronavirus un rischio per l'economia europea.

Documenti

COVID-19 - Economic package, 2 April 2020

Commission Autumn 2020 Economic Forecast, 5 November 2020

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