Distinguiamo la realtà dalle fantasie

Dubbi su quel che hai letto? Ecco i fatti:

Syiringe

Data l'urgenza dell'attuale crisi, l'UE sta adottando le misure necessarie per garantire che un vaccino contro la COVID-19 sia sicuro, efficace e accessibile il prima possibile a chiunque ne abbia bisogno.

Purtroppo non esiste ancora alcuna vaccinazione o cura per il coronavirus. L'UE non ha ancora adottato o autorizzato alcun vaccino contro la COVID-19. Tuttavia, ha già contribuito a mobilitare 15,9 miliardi di euro nel quadro della maratona mondiale di raccolta fondi "Risposta globale al coronavirus" per la ricerca di una cura e di un vaccino. Inoltre, nel mese di agosto 2020 la Commissione ha raggiunto un primo accordo con l'azienda farmaceutica AstraZeneca per l'acquisto di un potenziale vaccino contro il coronavirus. Nel contempo, ha intrattenuto colloqui esplorativi con varie altre aziende. L'UE sta cercando di garantire che siano disponibili quanto prima vaccini sicuri ed efficaci contro la COVID-19 per tutti coloro che ne avranno bisogno. Le vaccinazioni sono uno dei maggiori successi della sanità pubblica. In tutto il mondo, permettono di salvare almeno 2-3 milioni di vite ogni anno e di risparmiare a molte più persone malattie invalidanti e croniche. L'UE sostiene attivamente la vaccinazione, ma non desidera né prevede di imporla agli Stati membri.

D'altro canto, sono in molti a diffondere affermazioni scientificamente infondate sui vaccini. Si tratta di affermazioni che fanno leva sulle paure della gente e causano gravi danni alla salute pubblica. Le affermazioni infondate secondo cui i vaccini modificherebbero il DNA o avvelenerebbero i pazienti, presentate insieme a prove tendenziose o a teorie non dimostrate scientificamente, sono sufficienti per spaventare le persone inducendole a rifiutare vaccini che potrebbero proteggerle da gravi complicazioni mediche o addirittura dalla morte. La COVID-19 si è rivelata un virus estremamente pericoloso, in grado di mettere scienziati, medici e virologi in tutto il mondo sotto pressione per trovare una cura e distribuirla il più rapidamente possibile. Tenendo conto di questa pressione e del fatto che alcuni vaccini in fase di sviluppo si basano su virus geneticamente modificati, l'UE ha accettato di accelerare il processo derogando a una valutazione del rischio ambientale per le sperimentazioni cliniche. I vaccini dovranno comunque essere sottoposti a un periodo di prova approfondito per garantirne la sicurezza prima di essere disponibili al pubblico.

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Diffida di chi afferma online di aver trovato una "cura miracolosa"

Seguire consigli medici provenienti da fonti sconosciute o non attendibili potrebbe mettere a repentaglio la tua salute e impedire ad altri di accedere a farmaci o dispositivi medici fondamentali di cui potrebbero avere bisogno. L'UE finanzia la ricerca sul coronavirus e su possibili trattamenti e vaccini. Quando si arriverà a una svolta, ne saremo tutti informati. Fino ad allora, diffida di qualsiasi trattamento che non sia ancora stato approvato e diffuso su vasta scala. Se non ti fideresti in una situazione normale, non fidarti adesso!

Pensaci due volte prima di condividere le informazioni disponibili sui social media su eventuali cure e assicurati di verificare l'attendibilità delle informazioni sui nuovi sviluppi su fonti di fiducia. Un esempio è la discussione sull'idrossiclorochina (un farmaco utilizzato per prevenire e curare gli attacchi di malaria), finita sotto i riflettori nonostante le prove emerse da studi controllati abbiano finora dimostrato che è inefficace contro il coronavirus. Evita di autosomministrarti questo farmaco o qualsiasi altra "cura miracolosa" pubblicizzata online senza prima consultare il medico curante.

Analogamente, diffida degli articoli che presentano in tono sensazionalistico risultati positivi ottenuti tramite cure limitate e sperimentali. Uno studio non ancora confermato da sperimentazioni su vasta scala e da prove solide non andrebbe considerato un'alternativa alle strategie di vaccinazione. Di fatto, anche se tali cure si dovessero rivelare efficaci, per la salute pubblica rimarrà fondamentale promuovere la prevenzione delle malattie e alleviare l'onere che grava sui nostri sistemi sanitari.

Finora la Commissione ha approvato un solo trattamento contro il coronavirus, a seguito di una valutazione scientifica e di una raccomandazione dell'EMA. A fine luglio, la Commissione ha inoltre garantito l'accesso a 30 000 dosi di trattamento attualmente distribuite negli Stati membri.

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Il coronavirus può essere trasmesso da una persona all'altra attraverso goccioline emesse con gli starnuti, la tosse o il respiro, non attraverso le reti mobili.

Un mito molto comune, alimentato online, è quello secondo cui la diffusione delle reti 5G sarebbe alla base della pandemia di coronavirus. È falso. Alcune teorie complottiste associano erroneamente il 5G e la pandemia di coronavirus, assimilando l'uno all'altra, forse perché sono entrambi fenomeni relativamente nuovi e invisibili all'occhio umano. Il 5G è semplicemente la prossima generazione di reti mobili e, come le attuali reti 4G, non può interagire con un virus. Il 5G utilizza onde radio per collegare diversi dispositivi e non è un vettore del virus, che sopravvive solo in goccioline liquide. Una prova ancora più schiacciante contro questo mito è che il coronavirus si è diffuso in tutto il mondo, mentre la diffusione delle reti 5G non è ancora generalizzata. Molti paesi che non dispongono di reti 5G hanno registrato gravi focolai di coronavirus. Molto semplicemente, non esiste alcuna correlazione tra il coronavirus e le reti 5G.

Proteggere le persone è la priorità assoluta dell'UE ed è per questo motivo che i limiti di esposizione dell'UE seguono l'approccio "meglio prevenire che curare". Di fatto, nell'UE i limiti di esposizione per il grande pubblico, anche per il 5G, sono ben 50 volte inferiori ai valori che (in base ai dati scientifici disponibili) potrebbero avere un impatto sulla salute delle persone. Tutti gli impianti 5G devono rispettare questi elevatissimi standard prima di poter entrare in funzione. Se non fosse possibile adottare il 5G senza arrecare danni alla salute e al benessere delle persone in Europa, l'UE non ne avrebbe raccomandato l'uso e gli Stati membri lo avrebbero messo al bando.

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L'UE ha elaborato un piano coordinato per la ripresa dell'Europa, sostenendo le persone e le imprese, pur continuando a far fronte alle preoccupazioni sanitarie

Anche se alcuni paesi europei impongono nuove misure di confinamento per contenere nuovi focolai locali di coronavirus, l'UE sta concentrando i propri sforzi sul rilancio dell'attività economica e sulla costruzione di un'Europa più equa, più verde e digitale. Il piano per la ripresa, che dispone di un bilancio complessivo di 1 850 miliardi di euro, aiuterà l'Europa a riprendersi dalla crisi e a sostenere vari settori europei dopo il lockdown. Un ruolo fondamentale spetta a programmi quali "Next Generation EU", che mirano a garantire una ripresa sostenibile, inclusiva ed equa per tutti, compresi coloro i quali vivono nelle zone rurali e i più colpiti dalla crisi. Il fondo "Next Generation EU", creato con il contributo di tutti gli Stati membri, aumenterà l'attività economica in tutta l'UE. L'ottenimento dei fondi sarà subordinato all'attuazione di riforme economiche, ma senza imporre misure di austerità.

 

L'UE intende inoltre garantire che i cittadini possano continuare a viaggiare in Europa senza correre il rischio di essere contagiati. "Re-Open EU", la piattaforma web lanciata per aiutare gli europei a viaggiare durante la pandemia di coronavirus, viene aggiornata con le ultime informazioni essenziali sulle restrizioni di viaggio e sui requisiti di ingresso in vigore in ciascun paese dell'UE. Con la situazione in costante evoluzione, l'UE e gli Stati membri mettono al primo posto la sicurezza e il benessere delle persone, anche quando viaggiano.

 

Syiringe

Non c'è nessuna cospirazione dietro lo sforzo globale per fermare la pandemia: gli scienziati cercano un vaccino per tutti

Se una teoria presenta un capro espiatorio creato ad arte cui addossare tutti i nostri problemi, bisognerebbe riflettere e non prestarle fede. In generale, le teorie del complotto sono accattivanti perché offrono risposte semplicistiche a questioni complesse. Seguono formati prevedibili e incentrati su un "nemico" chiaro e facilmente identificabile: Seguono modelli stereotipati e prevedibili che si ripetono in vari scenari dove cambiano solo i protagonisti. Non lasciatevi ingannare da soluzioni semplicistiche e false a questa complessa crisi sanitaria. 

Una di tali teorie afferma - senza apportare alcuna prova credibile a proprio sostegno - che Bill Gates sarebbe il creatore del coronavirus, nel quadro di una nefasta macchinazione. Ciò ovviamente non è vero. La Fondazione Bill e Melinda Gates ha una lunga storia di lotta per l'eradicazione di malattie pericolose in tutto il mondo, come la poliomielite. Per contrastare il coronavirus, la fondazione ha donato 125 milioni di dollari a favore dello sforzo internazionale collettivo per sviluppare e diffondere strumenti diagnostici, terapie e vaccini per il coronavirus. Ha inoltre contribuito e sostenuto attivamente la campagna di raccolta fondi Risposta globale al coronavirus lanciata dalla Commissione europea il 4 maggio, che ha registrato 15,9 miliardi di euro sotto forma di impegni da parte di donatori per contribuire a finanziare lo sviluppo e la diffusione universale di strumenti diagnostici, terapie e vaccini contro il coronavirus. Naturalmente, qualsiasi vaccino contro il coronavirus dovrà sottoporsi a sperimentazioni cliniche rigorose prima di essere approvato.

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Il coronavirus continua a rappresentare una minaccia per la salute delle persone e una recrudescenza di casi nella tua regione è una possibilità concreta

Ogni generazione di europei ha dovuto affrontare una grande sfida o minaccia: quella della nostra generazione è la COVID-19. Ciò che rende il coronavirus una minaccia di questa portata è la sua contagiosità. Chiunque può essere infettato e ciò può comportare gravi complicazioni. Governi, esperti e organizzazioni di tutto il mondo hanno riconosciuto il carattere eccezionale di questo virus, e l'Organizzazione mondiale della sanità continua a considerarla una pandemia. L'UE ha risposto mettendo al primo posto la tutela della vita e della sussistenza, lavorando a stretto contatto con gli Stati membri per coordinare e condividere le informazioni e utilizzando tutti gli strumenti a sua disposizione per rallentare la diffusione e trovare soluzioni. È solo grazie alle azioni intraprese dagli Stati membri, dall'UE e dai singoli individui che siamo riusciti a evitare il peggio, almeno per ora. Attualmente non sappiamo come evolverà la pandemia in futuro, ma dobbiamo essere preparati a qualsiasi eventualità.

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Le norme dell'UE in materia di protezione dei dati e di tutela della privacy sono tra le più rigorose al mondo. Questo non cambierà con la pandemia di coronavirus.

Le tecnologie digitali possono proteggere e salvare vite umane. Ad esempio, le applicazioni di tracciamento e allerta a carattere volontario possono svolgere un ruolo chiave in tutte le fasi della crisi, in particolare adesso che i nuovi casi sono di nuovo in aumento, e possono integrare altre misure come l'aumento dei test. Tali applicazioni possono contribuire ad arginare il virus spezzandone le catene di diffusione, avvertendo gli utenti che hanno avuto contatti ravvicinati con una persona infetta. Tutte le app di tracciamento dei contatti per il coronavirus sono volontarie, trasparenti, sicure, funzionano su base transfrontaliera e sono rispettose della privacy delle persone.

Per agevolare il corretto funzionamento delle app di tracciamento, la Commissione ospiterà uno sportello di interoperabilità. In altre parole, ospiterà l'infrastruttura digitale necessaria a garantire che i server delle app nazionali siano in grado di comunicare tra loro. Questa soluzione, che copre la stragrande maggioranza delle applicazioni di tracciamento lanciate nell'UE, contribuirà alla sicurezza di chi viaggia in Europa, per affari o per turismo, mentre la pandemia è ancora in corso.

La Commissione ha inoltre pubblicato orientamenti specifici in modo che tutte le applicazioni rispettino le stesse norme in materia di protezione dei dati personali, sicurezza ed efficacia. Le app di tracciamento avranno carattere volontario, ma funzioneranno davvero soltanto se sono utilizzate da molte persone: per questo tutti dovrebbero potersi fidare. Diversi paesi europei, come la Germania e l'Irlanda, hanno già lanciato app di tracciamento dei contatti per il coronavirus, e altri paesi intendono farlo nei prossimi mesi.

Inoltre, la Commissione ha chiesto alle imprese di telecomunicazioni di fornirle in via eccezionale metadati mobili completamente anonimizzati e aggregati da condividere con gli Stati membri. Analizzando i modelli di mobilità comprenderemo meglio l'interazione tra la diffusione del virus e l'impatto delle misure adottate. I risultati saranno condivisi con tutti gli Stati membri. Questo progetto non utilizza dati personali e, ovviamente, è pienamente conforme alla normativa generale dell'UE sulla protezione dei dati e alla normativa in materia di e-privacy, tra le più stringenti al mondo. I set di dati individuali dei cittadini non saranno mai identificati.

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Le mascherine sono complementari ad altre misure preventive, sono assolutamente sicure e dovrebbero essere utilizzate e smaltite correttamente.

Noi tutti vogliamo proteggerci dal coronavirus e le mascherine, se usate correttamente, possono aiutarci a restare sicuri e sani durante questa pandemia. Indossare una mascherina in pubblico è un atto di solidarietà. Si può essere infettati senza avere alcun sintomo: in questo caso una mascherina può proteggere gli altri, soprattutto in spazi ristretti come i negozi o i trasporti pubblici.

Tuttavia, non dobbiamo lasciare che l'uso della mascherina ci trasmetta una falsa sensazione di sicurezza assoluta. Le mascherine integrano altre misure di prevenzione, come il lavaggio delle mani e il distanziamento sociale, e non possono di per sé garantire una protezione completa. Devono essere indossate e rimosse correttamente. In caso contrario, possono persino favorire la diffusione del virus anziché impedirla.

L'uso corretto della mascherina non provoca, di per sé, situazioni come l'ipossia (carenza di ossigeno) o l'ipercapnia (avvelenamento da anidride carbonica). L'UE garantisce, mediante test effettuati prima dell'esportazione verso l'UE e anche dopo il loro arrivo negli Stati membri, che le mascherine distribuite attraverso i meccanismi di sostegno dell'UE abbiano la qualità sufficiente. Si sta adoperando con impegno per garantire la gestione corretta dei rifiuti costituiti da mascherine e dispositivi medici. È importante ricordare che l'uso raccomandato della mascherina dovrebbe tenere conto del contesto locale e delle più recenti prove scientifiche. È importante mantenersi aggiornati con i consigli più recenti delle proprie autorità sanitarie nazionali.

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Tutti siamo a rischio di infezione da coronavirus.

Sia i giovani che gli anziani sono a rischio se ignorano i consigli ufficiali. Attualmente non esiste un vaccino contro il coronavirus e permangono dubbi circa lo sviluppo di un'immunità naturale dopo l'infezione. Inoltre, non sappiamo ancora quali siano gli effetti a lungo termine del virus. La ricerca scientifica è ancora in corso e semplicemente non sappiamo abbastanza sul virus per valutare i danni che può causare. Ciò che sappiamo è che chiunque può ammalarsi.

Tutti hanno un ruolo da svolgere nella lotta contro il virus. Occorre proteggere la propria salute personale, difendere i membri più vulnerabili delle nostre società e continuare a impedire che i servizi sanitari siano oberati di lavoro. Lavarsi accuratamente le mani, evitare di toccarsi il viso e rispettare il distanziamento sociale negli spazi pubblici, nonché autoisolarsi se si hanno sintomi e consultare il proprio medico di base sono i modi più efficaci per impedire la diffusione del coronavirus. L'Organizzazione mondiale della sanità consiglia alle persone di tutte le età di proteggersi dal coronavirus, per esempio seguendo una corretta igiene delle mani e delle vie respiratorie e autoisolandosi.

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I paesi dell'UE restano i partner migliori gli uni per gli altri e stanno intensificando la loro solidarietà.

Il fatto è che le istituzioni europee e i loro partner stanno facendo per i cittadini europei più di chiunque altro al mondo. Gli Stati membri non hanno attribuito alle istituzioni dell'UE competenze in materia di sanità pubblica, ma l'UE dispone di strumenti, ad esempio di capacità di coordinamento, e può formulare raccomandazioni in materia di salute e sicurezza. Utilizziamo tutti gli strumenti a nostra disposizione per combattere il coronavirus: mantenere aperte le frontiere per le forniture, aiutare gli Stati membri a coordinare e condividere esperienze, fornire ingenti quantità di assistenza finanziaria e sanitaria, risorse umane e molto altro ancora.

Il coronavirus rappresenta uno shock violento per le economie mondiali ed europee. La Commissione sta utilizzando tutti gli strumenti a sua disposizione per rispondere in modo rapido, deciso e coordinato per proteggere i cittadini e attenuare le conseguenze socioeconomiche negative della pandemia. La risposta dell'UE prevede: 100 miliardi di euro nell'ambito dell'iniziativa SURE per finanziare regimi di disoccupazione parziale, a tutela delle persone che lavorano e dei posti di lavoro; 70 miliardi di euro direttamente dal bilancio dell'UE, anche per sostenere i sistemi sanitari, le PMI, la ricerca e i nostri partner al di fuori dell'UE; oltre 200 miliardi di euro che saranno mobilitati per sostenere le imprese, in particolare le PMI, grazie al Gruppo Banca europea per gli investimenti; 240 miliardi di euro a titolo del sostegno per la gestione della crisi pandemica nell'ambito del meccanismo europeo di stabilità, per aiutare gli Stati membri a sostenere i costi diretti e indiretti dell'assistenza sanitaria. Queste azioni sono integrate dal Programma di acquisto per le emergenze pandemiche della Banca centrale europea, per un importo totale di circa 1 350 miliardi di euro.

È importante che l'Europa collabori per uscire da questa crisi più forte e più unita di prima. Sulla base dei principi di solidarietà ed equità, questo è l'obiettivo del prossimo bilancio a lungo termine dell'UE e del suo piano di ripresa "Next Generation EU" che, una volta adottato, dovrebbe contribuire a ricostruire l'economia europea e renderla più equa, resiliente e sostenibile per le generazioni future.

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Tutte le misure di contenimento o di lockdown adottate in tutta Europa sono temporanee e non preannunciano la fine della democrazia o dei valori europei.

L'osservanza del distanziamento sociale e delle procedure di contenimento consente di salvare vite e arginare la diffusione del coronavirus. Tali misure si basano sulle prove scientifiche più recenti e sui dati a disposizione dei responsabili delle decisioni in ciascuno Stato membro. Nel contempo, l'UE collabora con gli Stati membri per attenuare il più possibile gli effetti e le sfide del contenimento. L'UE ha fornito agli Stati membri una tabella di marcia europea che formula raccomandazioni per un'applicazione coordinata delle misure di contenimento qualora siano necessarie per tenere sotto controllo i focolai di coronavirus, prestando particolare attenzione al rispetto costante dei valori dell'UE tra cui lo Stato di diritto e i diritti democratici. I valori fondamentali europei come la libertà di movimento e di espressione sono parte integrante del modello e del modo di vita dell'UE e sono quanto mai importanti in questo momento di crisi. L'UE è impegnata a garantire che tali valori siano rispettati in tutta l'Unione in questo difficile periodo e anche in seguito.

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Gli elementi di prova disponibili indicano che il coronavirus ha un'origine animale naturale e la pandemia di coronavirus non è stata progettata in un laboratorio.

È più che mai importante collaborare in modo solidale con i paesi di tutto il mondo per combattere il coronavirus. La disinformazione e le accuse prive di fondamento sul luogo in cui questa malattia ha avuto origine possono danneggiare facilmente importantissime reti di sostegno internazionali e potrebbe mettere a repentaglio molte vite umane. Dobbiamo collaborare con gli altri e riconoscere che finora non vi è alcuna prova che il coronavirus sia stato creato in laboratorio, né accidentalmente né intenzionalmente.

La malattia COVID-19 è causata da un ceppo del coronavirus (che è a sua volta un tipo di virus) denominato Sars-CoV-2. I coronavirus provocano malattie respiratorie e possono trasmettersi dagli animali agli esseri umani. Si ritiene che la forma attuale del coronavirus sia passata dagli animali all'uomo in un mercato di prodotti ittici a Wuhan, in Cina, dove il virus è stato segnalato per la prima volta all'Organizzazione mondiale della sanità il 31 dicembre 2019. Occorre gettare luce su questioni importanti e necessarie in merito alla segnalazione e alla gestione del focolaio. Sulla base di tutto ciò che sappiamo, si tratta di un evento del tutto naturale. Dare la colpa ad altri per questa malattia non migliorerà la situazione attuale, solo insieme l'Europa e il mondo possono sconfiggere la pandemia di coronavirus.

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L'UE collabora in modo cooperativo e costruttivo con i suoi vicini, ma rivelerà sempre la disinformazione dannosa e le sue fonti.

La disinformazione nuoce alla nostra capacità di prendere decisioni valide, saturandoti con informazioni contrastanti, confondendoti e rendendoti insicuro. Le conseguenze possono essere gravi, arrivando addirittura a mettere a repentaglio la sicurezza delle persone, alla perdita di fiducia nei governi e nei media o all'indebolimento della nostra influenza a livello mondiale. Siamo particolarmente sensibili alla disinformazione nei momenti di stress e di particolare emozione, e alcuni stanno approfittando della pandemia di coronavirus per colpirci nel momento in cui siamo più vulnerabili.

Gli analisti su EUvsDisInfo ritengono che vengano attivamente diffuse informazioni e affermazioni false per seminare confusione e sfiducia a proposito della risposta dell'Europa al coronavirus. Soggetti stranieri, compresi alcuni paesi terzi, in particolare in Russia e Cina, hanno svolto operazioni mirate volte a influenzare l'opinione pubblica e campagne di disinformazione nell'UE, nei paesi vicini e a livello globale, nell'intento di compromettere il dibattito democratico ed esacerbare la polarizzazione sociale migliorando la loro immagine nel contesto del coronavirus. La risposta migliore è smascherare queste menzogne, individuare i responsabili e dire noi stessi la verità, fin dall'inizio e ribadendola più volte. La Commissione europea, il Parlamento europeo e il Servizio europeo per l'azione esterna si adoperano per individuare la disinformazione sul virus e mettere in guardia contro la sua diffusione.

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Ai virus non interessa da dove vieni. Non guardano la tua appartenenza etnica né che passaporto hai in tasca.

In diverse parti del mondo, alcune persone cercano di attribuire la colpa del coronavirus a diversi gruppi, definendo il virus "europeo", "cinese" o "americano". Di fatto, si tratta di un virus trasmesso da un soggetto infettato a un altro attraverso goccioline di saliva emesse attraverso gli starnuti, la tosse, o il respiro, e non è trasportato da una popolazione o da un gruppo particolare. Se hai letto che il virus è stato diffuso intenzionalmente da migranti o da gruppi etnici specifici, puoi essere certo che tali affermazioni non hanno alcuna base scientifica. In realtà quella del coronavirus è una crisi globale che richiede solidarietà globale.

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L'UE sostiene gli investimenti degli Stati membri nella sanità pubblica

L'UE sostiene robusti investimenti per la salute pubblica e le norme di bilancio dell'UE non hanno mai richiesto tagli in questo settore. In Europa, le persone e la loro salute vengono al primo posto e la spesa pubblica per l'assistenza sanitaria è aumentata nella maggior parte degli Stati membri dell'UE nell'ultimo decennio. Si tratta di una politica che è sempre stata un tratto distintivo dell'Unione europea in tutto il mondo. L'UE ha lanciato di recente un piano per sostenere i paesi durante la crisi, allentando le norme affinché i paesi possano spendere di più per i servizi di emergenza e concentrarsi su ciò che più importa, proteggere i cittadini.

Non è una novità: dopo la crisi finanziaria del 2008 l'UE ha messo in atto molteplici iniziative finanziarie a sostegno di tutti gli Stati membri, in particolare dei paesi più colpiti dalla crisi, come la Grecia, la Spagna e l'Italia. Paesi come la Grecia non hanno visto i propri sistemi sanitari danneggiati da queste riforme, al contrario, il programma di sostegno alla stabilità dell'UE ha contribuito a rafforzare una copertura sanitaria universale e un sistema di assistenza sanitaria completo. Oltre a sostenere le piccole imprese, la ricerca e l'innovazione e i progetti legati al clima, il piano di investimenti ha contribuito a finanziare un gran numero di progetti nel settore sanitario, quali lo sviluppo di nuove cure antitumorali e l'espansione e la modernizzazione degli ospedali. La Commissione ha inoltre presentato il programma EU4Health per rafforzare le azioni dell'UE contro le pandemie. Il programma dispone di un bilancio di 9,4 miliardi di euro, che fornirà finanziamenti ai paesi dell'UE, alle organizzazioni sanitarie e alle ONG.

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L'UE si occupa di ciò che le compete, in modo che i governi possano continuare a concentrarsi sulle loro priorità.

Spetta agli Stati membri o, in alcuni Stati membri, alle regioni, adottare leggi nazionali e prendere decisioni per contrastare il coronavirus: la Commissione non ha il diritto di interferire nella legislazione nazionale e nelle decisioni su argomenti quali la salute. D'altro canto, l'UE può delineare politiche europee e coordinare iniziative paneuropee per affrontare la crisi insieme agli Stati membri. Ne è un esempio il fatto che la decisione di attuare un "blocco" e di chiudere le frontiere di un paese viene presa a livello nazionale, mentre la mobilitazione di 100 milioni di euro dai fondi dell'UE per produrre un vaccino, trovare nuove cure e realizzare nuovi test diagnostici avviene a livello dell'UE, nel quadro del programma di ricerca e innovazione dell'UE, Orizzonte 2020. Ciò si è aggiunto all'attuale impegno della Commissione di 15,9 miliardi di euro nell'ambito dell'iniziativa Risposta globale al coronavirus, lanciata dalla presidente von der Leyen il 4 maggio.

Non farti ingannare dai "bot"

Riconoscere le teorie della cospirazione

La pandemia di coronavirus è stata accompagnata da ondate di pericolose teorie complottiste, che si diffondono per lo più online. Queste teorie presentano spiegazioni deleterie e inverosimili sul luogo in cui il virus potrebbe aver avuto origine e su chi è responsabile della sua diffusione. Nel quadro dell'approccio globale per affrontare l'impatto negativo delle teorie della cospirazione, la Commissione europea e l'UNESCO pubblicheranno una serie di infografiche educative accessibili per aiutare i cittadini a individuare e contrastare le teorie complottiste.

Per saperne di più

Beware of online scams

Beware of online scams related to products that claim they can cure or prevent COVID-19 infections. Rogue traders may advertise or attempt to sell products such as protective masks or hand sanitizers which allegedly can prevent or cure an infection but these products may be fake and you might be scammed. You can find advice here that can help you detect and avoid potential scams.

Risorse e strumenti online

Scopri una selezione di risorse e strumenti online per allievi, insegnanti ed educatori da usare durante la pandemia di Covid-19.

Leggete il nostro post Medium sulle 5 cose utili da sapere sul coronavirus.