In questo periodo di emergenza, paesi, regioni e città di tutta l'Unione europea tendono una mano agli altri cittadini dell'UE e viene fornita assistenza ai più bisognosi: si donano dispositivi di protezione come le mascherine, vengono distaccate équipe mediche, si curano pazienti malati oltrefrontiera e si riportano a casa i cittadini rimasti isolati all'estero. Questa è l'espressione migliore della solidarietà europea.

Su richiesta, la Commissione europea, attraverso il suo Centro di coordinamento della risposta alle emergenze, fornisce assistenza, ad esempio coordinando e cofinanziando la fornitura di materiale protettivo personale e altri tipi di assistenza, voli di rimpatrio per riportare cittadini bloccati da paesi terzi e il trasporto di squadre mediche da un paese all'altro.

Protezione civile dell'UE in tutta Europa

Attraverso il meccanismo di protezione civile dell'UE l'Unione europea contribuisce a coordinare e finanziare la fornitura di attrezzature mediche e prodotti correlati (mascherine di protezione, disinfettante e altri prodotti) in tutta Europa verso i paesi che hanno chiesto assistenza. Ad esempio:

All'inizio di aprile sono state inviate in Italia équipe mediche europee composte da medici e infermieri provenienti dalla Romania e dalla Norvegia attraverso il meccanismo di protezione civile dell'UE e coordinate dal Centro di coordinamento della risposta alle emergenze dell'UE.
All'inizio di agosto è stata inviata in Azerbaigian un'équipe medica di emergenza italiana, mentre tra giugno e luglio sono state inviate in Armenia équipe mediche di emergenza provenienti da Italia, Germania e Lituania.
Attraverso il meccanismo di protezione civile dell'UE, 17 Stati membri hanno fornito alla Grecia più di 90 000 beni sotto forma di assistenza in natura, ad esempio alloggi e prodotti igienico-sanitari, alcuni dei quali sono serviti a sostenere gli sforzi per prevenire focolai di coronavirus.
La Commissione europea ha coordinato e cofinanziato diverse forniture di dispositivi di protezione individuale e altri materiali a 20 paesi sia all'interno che all'esterno dell'UE attraverso il meccanismo di protezione civile dell'UE. Tra questi figurano disinfettanti, mascherine e ventilatori inviati in Italia da Austria, Slovacchia e Danimarca.
Inoltre, l'Austria, la Repubblica ceca, la Francia, i Paesi Bassi e la Danimarca hanno inviato materiali di tipo medico e igienico-sanitario, nonché prodotti come coperte, sacchi a pelo, cuscini e container per alloggi e servizi di assistenza medica, al fine di aiutare le autorità greche a decongestionare i campi profughi nelle isole dell'Egeo. La Slovacchia ha inviato materiale igienico, coperte, mascherine chirurgiche, tende familiari e generatori alla Macedonia del Nord. La Slovacchia ha inviato materiale igienico, coperte, mascherine chirurgiche, tende familiari e generatori alla Macedonia del Nord. Su richiesta della Francia, in ottobre e novembre sono stati consegnati due lotti di 4 milioni di guanti chirurgici offerti dalla Norvegia. Inoltre i Paesi Bassi hanno inviato dispositivi di protezione individuale nelle isole di Sint Maarten, Curaçao e Aruba.

 

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Sostegno medico e sanitario dell'UE

Équipe mediche dell'UE inviate in Italia

Il 7 e l'8 aprile due équipe di medici e infermieri provenienti dalla Romania e dalla Norvegia sono state inviate rispettivamente a Milano e Bergamo, mobilitate e finanziate dal meccanismo di protezione civile dell'UE e coordinate dal centro di coordinamento della risposta alle emergenze dell'UE. L'Austria ha anche offerto oltre 3 000 litri di disinfettante medico. Inoltre, l'Italia ha attivato il sistema satellitare Copernicus dell'Unione europea per mappare le strutture sanitarie e monitorare le attività e gli spazi pubblici. Diversi Stati membri dell'UE hanno inoltre inviato dispositivi di protezione all'Italia (mascherine, tute, ventilatori) e accolto pazienti italiani per curarli.

rescEU - una riserva comune europea di attrezzature mediche

rescEU map overview of medical stockpile

Il 19 marzo la Commissione europea ha creato una scorta di risorse rescEU strategica - una riserva europea comune - di attrezzature mediche di emergenza quali ventilatori, mascherine protettive, guanti e forniture per laboratori, per i paesi dell'UE che stanno affrontando la pandemia di coronavirus. La Commissione finanzia il 100% della capacità (compresi gli appalti, la manutenzione e i costi di consegna), ospitata da diversi Stati membri e costantemente ricostituita. Germania e Romania sono stati i primi Stati membri a ospitare la riserva rescEU, seguiti da Danimarca, Grecia, Ungheria e Svezia a settembre. Gli Stati ospitanti sono responsabili dell'acquisto delle attrezzature, con il sostegno della Commissione. Spetta al Centro di coordinamento della risposta alle emergenze gestire la distribuzione delle attrezzature per garantire che siano inviate là dove sono più necessarie.

Il 2 giugno la Commissione ha proposto di potenziare rescEU con 2 miliardi di euro nel periodo 2021-2027, in modo da rafforzare le capacità di risposta dell'Unione europea in caso di ulteriori emergenze transfrontaliere. I finanziamenti supplementari saranno utilizzati per creare riserve di attrezzature strategiche per far fronte a emergenze sanitarie, incendi boschivi, incidenti chimici, biologici, radiologici o nucleari o altre emergenze gravi. Il bilancio totale del meccanismo di protezione civile dell'Unione europea raggiungerà così la cifra di 3,1 miliardi di euro. Il Centro di coordinamento della risposta alle emergenze sta gestendo la distribuzione delle attrezzature per garantire che siano inviate rapidamente dove sono necessarie.

Finora sono stati consegnati all'Italia (142 000), alla Spagna (173 000), alla Croazia (65 000), alla Lituania (20 000), al Montenegro (140 000), alla Macedonia del Nord (403 000) e alla Serbia (510 000) oltre 1,2 milioni di mascherine protettive FFP2 e FFP3 della riserva medica di rescEU. La Serbia ha anche ricevuto dalla riserva di attrezzature mediche di rescEU ospitata in Grecia 540 000 guanti medici, 49 200 tute protettive, 49 200 copriscarpe e 5 500 occhiali di sicurezza. Inoltre, camici e tute protettive sono stati distribuiti al Montenegro (30 000) e alla Macedonia del Nord (70 000 camici e 140 000 tute). Il 22 ottobre il primo lotto di 30 ventilatori rescEU è stato consegnato nella Repubblica ceca, seguito da altri 120 ventilatori provenienti dall'Austria e dai Paesi Bassi, nonché da 30 dispositivi di ossigenoterapia ad alto flusso consegnati il 24 ottobre.

La riserva rescEU viene costantemente ricostituita e le consegne avvengono regolarmente in funzione delle esigenze dei paesi partecipanti.

 

 

Rimpatriare i cittadini rimasti bloccati all'estero

La Commissione sta aiutando gli Stati membri a coordinare le operazioni di assistenza e di rimpatrio consolare dei cittadini dell'UE da ogni parte del mondo, ovunque si trovino.

Una volta che uno Stato membro attiva il meccanismo di protezione civile dell'UE, il Centro di coordinamento della risposta alle emergenze della Commissione coordina tutte le azioni con il Servizio europeo per l'azione esterna e con gli Stati membri. La Commissione può inoltre cofinanziare fino al 75% i costi di trasporto. Anche i cittadini di paesi terzi possono usufruire di questa assistenza.

Dall'inizio della pandemia più di mezzo milione di persone sono state riportate in Europa grazie ai voli organizzati dagli Stati membri. Inoltre, il meccanismo di protezione civile dell'UE ha facilitato il rimpatrio in Europa di oltre 82 000 cittadini europei da tutto il mondo. 

Overview of repatriation flights

map

 

Assistenza all'interno dell'UE

Sostegno di emergenza

Lo strumento per il sostegno di emergenza aiuta i paesi dell'UE ad affrontare la pandemia di coronavirus.

Solidarietà dell'UE in azione

Paesi, regioni e città dell'Unione europea tendono la mano ai vicini, aiutando chi ne ha più bisogno.
EU flag

 

Assistenza al di fuori dell'UE

Una risposta globale alla pandemia da parte dell'Unione europea

Prosegue il ruolo dell'Europa nel mondo quale principale partner credibile in materia di sviluppo e aiuti umanitari. Per combattere il coronavirus su scala mondiale, l'UE ha mobilitato oltre 38,5 miliardi di euro. Il sostegno dell'Unione a ogni paese partner è improntato a un approccio di squadra ("approccio Team Europa") che mette insieme risorse dell'UE, degli Stati membri e di istituzioni finanziarie, tra le quali la Banca europea per gli investimenti e la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo. I fondi sono utilizzati per rispondere alle emergenze urgenti e alle conseguenti esigenze umanitarie, rafforzare i sistemi sanitari, idrici/igienico-sanitari e nutrizionali e attenuare l'impatto economico e sociale della pandemia di coronavirus in tutto il mondo.

L'8 aprile la Commissione europea ha annunciato lo stanziamento di circa 15,6 miliardi di euro per sostenere i paesi partner nei loro sforzi per affrontare la pandemia.

Person showing hands

far fronte alle necessità immediate

sia a livello umanitario che in ambito sanitario

icons of medical equipment

rafforzare i sistemi sanitari, idrici e i servizi igienico-sanitari dei paesi partner e sostenere la ricerca

Family above a hand holding them

far fronte alle conseguenze economiche e sociali

 

 

Team Europe - breakdown Il 12 novembre la Commissione ha compiuto un importante passo avanti nel quadro di Team Europa per promuovere gli investimenti in Africa e nel vicinato dell'UE concludendo dieci accordi di garanzia finanziaria con istituzioni finanziarie partner per un valore di 990 milioni di euro che vanno a integrare il Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile, braccio finanziario del piano per gli investimenti esterni. Gli accordi, che dovrebbero generare investimenti complessivi fino a 10 miliardi di euro, sono intesi a stimolare la ripresa economica e a rafforzare la resilienza dei paesi del vicinato dell'Africa e dell'UE. Il sostegno finanziario sarà destinato a migliorare il settore sanitario, a mettere le piccole e medie imprese in condizioni di accedere ai prestiti, a espandere i settori delle energie rinnovabili promuovendo soluzioni energetiche verdi, nonché a sviluppare infrastrutture e industrie verdi.

Il 24 novembre la Commissione ha annunciato che è stata erogata metà dei 38,5 miliardi di euro di risposta globale alla pandemia di coronavirus, a sostegno delle esigenze di emergenza legate alla crisi, dei servizi sanitari essenziali, della ripresa economica e delle misure di sostegno sociale a lungo e a breve termine. Combinando risorse provenienti dall'UE, dagli Stati membri, dalla Banca europea per gli investimenti e dalla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, il sostegno di Team Europe ha fatto la differenza in tre settori chiave: risposta di emergenza alle esigenze umanitarie, rafforzamento dell'assistenza sanitaria, dei servizi idrici e igienico-sanitari e risposta alle conseguenze sociali ed economiche della crisi.

Il 1º dicembre l'UE ha annunciato un nuovo programma Team Europa da 20 milioni di euro per sostenere le capacità di preparazione e risposta dei partner dell'Associazione delle nazioni del Sud-Est asiatico (ASEAN): Brunei, Cambogia, Filippine, Indonesia, Laos, Malaysia, Myanmar, Singapore, Thailandia e Vietnam. Il programma mira a rafforzare i loro sistemi sanitari e sostiene attività di sensibilizzazione per aiutare le persone che vivono in zone rurali e remote a ricevere informazioni sui rischi e i sintomi del coronavirus e le misure preventive.

Il 15 dicembre, in un approccio di squadra (Team Europe), sono stati stanziati 500 milioni di euro a sostegno dell'iniziativa globale COVAX, che punta a fornire un miliardo di dosi di vaccino contro il coronavirus ai paesi a basso e medio reddito dell'Africa, dell'Asia, dei Caraibi e del Pacifico, nonché ai paesi del vicinato meridionale e orientale dell'Europa. I 100 milioni di euro stanziati dalla Commissione e i 400 milioni di euro stanziati dalla Banca europea per gli investimenti intendono consentire la partecipazione dei paesi a basso e medio reddito all'impegno anticipato di mercato COVAX. Il finanziamento, rapidamente approvato, è garantito dal Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile.

Questo sostegno consente all'iniziativa multilaterale COVAX di garantire che, nei paesi a reddito medio-basso, l'accesso delle popolazioni vulnerabili e ad alto rischio, nonché degli operatori sanitari in prima linea, a un vaccino sicuro ed efficace contro il coronavirus sia contestuale all'approvvigionamento di vaccini da parte delle economie in grado di finanziarsi autonomamente, compresa l'Unione europea.

Iniziativa COVAX

Impegno anticipato di mercato COVAX dell'Alleanza Gavi

Elenco dei partecipanti in grado di autofinanziarsi e delle economie ammissibili

Alleanza Gavi

Impegni dei donatori

Dialogo ASEAN-UE sullo sviluppo sostenibile

Scheda informativa: Team Europa sostiene l'ASEAN nella lotta contro la COVID-19

Sito web di Team Europe e cifre

Scheda informativa sulla risposta globale dell'UE

Assistenza umanitaria ai più vulnerabili

La pandemia di coronavirus ha creato una crisi umanitaria senza precedenti in alcune delle aree più critiche del mondo. Per venire incontro alle esigenze più impellenti delle nazioni già vulnerabili, nel febbraio 2020 l'UE è stata tra i primi a reagire al piano di risposta al coronavirus dell'Organizzazione mondiale della sanità.

Sono stati stanziati 30 milioni di euro per rispondere alle esigenze più urgenti in circa 10 paesi che stavano già facendo fronte a crisi umanitarie. Inoltre, il 19 maggio la Commissione europea ha annunciato lo stanziamento di 50 milioni di euro supplementari per aiuti umanitari. I nuovi finanziamenti aiuteranno le persone vulnerabili a far fronte a gravi crisi umanitarie, in particolare nella regione del Sahel, del lago Ciad e nella regione dei Grandi Laghi in Africa, nella Repubblica centrafricana, nell'Africa orientale, in Siria, Yemen, Palestina e Venezuela; sono previsti aiuti anche per i rohingya.

L'assistenza aiuterà le persone vulnerabili a far fronte alle loro esigenze umanitarie e garantirà la continuità del lavoro di primo soccorso degli operatori umanitari. Permetterà l'accesso ai servizi sanitari, ai dispositivi di protezione, alle risorse idriche e ai servizi igienico-sanitari e sarà convogliata attraverso organizzazioni non governative, organizzazioni internazionali, le agenzie delle Nazioni Unite e le società della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa. Qui si possono vedere alcuni esempi di aiuti umanitari finanziati dall'UE a sostegno delle comunità vulnerabili.

Orientamenti in materia di aiuti

Per combattere la pandemia e garantire che l'assistenza umanitaria e medica arrivi a coloro che ne hanno bisogno, anche in presenza di sanzioni, il 12 maggio la Commissione europea ha pubblicato una serie di orientamenti su come rispettare le sanzioni dell'UE quando si forniscono aiuti umanitari.

Il 12 maggio la Commissione ha pubblicato orientamenti per fornire aiuti alla Siria esaustivi e pratici, chiarendo le responsabilità e le procedure per la fornitura degli aiuti. Gli orientamenti mirano a facilitare le attività degli operatori umanitari, l'inoltro delle attrezzature e l'assistenza per combattere la pandemia. Sono rivolti a tutti i soggetti coinvolti nella fornitura di aiuti umanitari (autorità degli Stati membri dell'UE che attuano le sanzioni, operatori pubblici e privati quali donatori, ONG, banche) che nel contempo sono tenuti a rispettare le attuali sanzioni dell'UE. Il 13 ottobre e il 16 novembre la Commissione ha ulteriormente ampliato la nota orientativa con capitoli separati su Iran, Venezuela e Nicaragua.

Mappa delle sanzioni dell'UE

Ponte aereo umanitario dell'UE

La pandemia di coronavirus ha posto gravi problemi logistici alla comunità umanitaria. L'assenza di voli commerciali ha creato ritardi nell'erogazione dell'assistenza vitale, mentre i bisogni continuavano ad aumentare in modo esponenziale in molti settori critici.

Per contribuire alla lotta globale contro la pandemia di coronavirus, l'8 maggio l'Unione europea ha istituito il ponte aereo umanitario dell'UE, un'iniziativa temporanea basata su una serie di servizi di trasporto aereo che consentono di fornire aiuti umanitari e forniture mediche essenziali per la risposta al coronavirus ai paesi maggiormente colpiti dalle limitazioni del trasporto aereo. I voli del ponte aereo trasportano attrezzature mediche essenziali così come merci e personale umanitario, e forniscono assistenza con voli di rimpatrio organizzati dagli Stati membri dell'UE. I voli consentono di mantenere il flusso di forniture umanitarie e agevolano il trasferimento del personale umanitario da e verso i paesi più vulnerabili. Tutti i voli sono finanziati dall'Unione europea e sono gestiti in coordinamento con gli Stati membri e le organizzazioni umanitarie, oltre che con gli Stati di destinazione.

Finora, più di 65 voli hanno trasportato tonnellate di attrezzature e forniture mediche, nonché operatori sanitari e umanitari in aree critiche in Africa, Asia e America Latina.

Scheda informativa sul ponte aereo umanitario dell'UE

Africa

I paesi dell'Unione africana

Il 1º settembre un ponte aereo umanitario ha consegnato 500 000 kit di analisi per il coronavirus ad Addis Abeba, Etiopia. Complessivamente, saranno messi a disposizione dell'Unione africana quasi 1,4 milioni di test. L'operazione, parte di un pacchetto di sostegno immediato da 10 milioni di euro fornito all'Unione africana dal governo tedesco in risposta all'attuale pandemia, si inserisce anche nel più ampio meccanismo di sostegno Team Europa alla risposta continentale africana alla crisi del coronavirus. Team Europa ha fornito 10 milioni di euro per facilitare l'attuazione della strategia continentale comune per l'Africa nel contesto della pandemia di coronavirus.

Aiuti umanitari dell'UE all'Unione africana

Burkina Faso

Il 22 giugno il primo di due voli del ponte aereo umanitario per il Burkina Faso ha trasportato forniture essenziali e operatori umanitari a Ouagadougou per sostenere i più vulnerabili e contribuire alla risposta umanitaria alla pandemia di coronavirus in corso. L'Unione europea e i suoi Stati membri hanno destinato162 milioni di euro al Burkina Faso nell'ambito della risposta globale dell'UE alla pandemia di coronavirus.

Aiuti umanitari dell'UE al Burkina Faso

Repubblica centrafricana

L'8 maggio il primo volo del ponte umanitario dell'UE diretto nella Repubblica centrafricana, effettuato in collaborazione con la Francia, ha trasportato nel paese operatori umanitari di varie ONG e 13 tonnellate di carichi umanitari. Due voli successivi hanno trasportato in totale altre 27 tonnellate di forniture.

Aiuti umanitari dell'UE alla Repubblica centrafricana

Repubblica democratica del Congo

Il 6 giugno, il primo dei cinque voli di linea programmati ha trasportato il primo lotto di forniture essenziali e un gruppo di operatori umanitari nella Repubblica democratica del Congo. Un totale di 36 tonnellate di materiale umanitario è stato consegnato al paese per aiutarlo nella lotta contro la pandemia di coronavirus. Il materiale comprende depuratori d'acqua, sostegno alimentare e attrezzature mediche generali. Altre forniture, ad esempio materiale da laboratorio, mascherine, guanti e dispositivi di protezione individuale, anch'esse destinate a sostenere la risposta al coronavirus nel paese, integreranno gli sforzi del ministero della Salute e dell'Organizzazione mondiale della sanità in linea con il piano nazionale di risposta al coronavirus.

Aiuti umanitari dell'UE alla Repubblica democratica del Congo

Costa d’Avorio

Il 28 agosto un ponto aereo umanitario ha trasportato da Lione ad Abidjan 7,5 tonnellate di dispositivi medici e di protezione individuale essenziali (apparecchiature mediche, maschere, frigoriferi) per sostenere il personale sanitario ivoriano a far fronte alla pandemia di coronavirus. I principali beneficiari degli aiuti sono l'Istituto Pasteur, l'Ufficio nazionale per la protezione civile e le strutture sanitarie che ricevono i pazienti.

Aiuti umanitari dell'UE alla Costa d'Avorio

Kenya

Il 28 luglio, rispondendo a una richiesta del Kenya, l'UE ha consegnato forniture mediche essenziali e dispositivi di protezione attraverso il meccanismo di protezione civile dell'UE. Un ponte aereo umanitario dell'UE, gestito in collaborazione con il governo slovacco, ha fornito al Kenya 20 000 mascherine, 50 000 kit per test diagnostici di coronavirus, disinfettante per le mani e forniture di laboratorio messi a disposizione dalla Slovacchia. Sul volo di ritorno in Europa sono anche stati rimpatriati cittadini dell'UE bloccati all'estero.

Aiuti umanitari dell'UE al Kenya

Somalia

Il 5 luglio il primo di tre voli del ponte umanitario effettuato da Brindisi, in Italia, ha consegnato forniture umanitarie e mediche - dispositivi di protezione individuale e materiale medico - alla Somalia. Il volo, che rientra nella risposta globale dell'UE alla pandemia di coronavirus, è stato realizzato dalla Commissione europea con la collaborazione dell'Italia. In totale i tre voli hanno consegnato 38 tonnellate di aiuti a Mogadiscio per fornire aiuto supplementare e sollievo alla popolazione somala. Il sostegno complessivo alla Somalia nella lotta contro la pandemia di coronavirus ammonta a circa 55 milioni di euro. Questi finanziamenti contribuiscono a rafforzare il sistema sanitario, a sostenere l'economia in questi tempi difficili, a formare il personale sanitario e a rafforzare i sistemi di sostegno sociale.

Aiuti umanitari dell'UE in Somalia

Sudan e Sud Sudan

Il 24 giugno il secondo di due voli di un ponte aereo umanitario per il Sudan ha consegnato forniture essenziali per le persone più vulnerabili, per sostenere gli operatori umanitari e contribuire alla risposta al coronavirus nel paese. Il volo è interamente finanziato dall'UE e gestito attraverso un approccio di squadra coordinato ("approccio Team Europa") che riunisce l'Unione europea, la Svezia, la Francia e la rete logistica umanitaria. Attraverso la risposta globale, 6 miliardi di euro sono stati destinati a sostenere i paesi africani, di cui più di 120 milioni di euro sono stati dedicati al Sudan. Per assistere il Sud Sudan nella lotta contro il coronavirus e portare soccorsi al paese, un ponte aereo umanitario dell'UE ha consegnato attrezzature mediche essenziali, fornendo un sostegno indispensabile agli sforzi umanitari in corso.

Aiuti umanitari al Sudan e al Sud Sudan

Asia

Afghanistan

Il 15 giugno un ponte aereo umanitario dell'UE ha consegnato 88 tonnellate di materiale per operazioni di salvataggio a Kabul, Afghanistan. Il volo, interamente finanziato dall'Unione europea, fa parte dei ponti aerei effettuati verso aree critiche del mondo. Inoltre, l'UE ha anche fornito all'Afghanistan un nuovo pacchetto di aiuti per un importo di 39 milioni di euro, al fine di sostenere le attività in risposta al coronavirus delle autorità nazionali e di assistere le vittime della guerra, degli sfollamenti forzati e delle catastrofi naturali. Nel 2019 e nel 2020 il meccanismo ha soccorso 400 000 persone in tutte le province del paese fornendo aiuti quali l'acqua pulita e l'accesso ai servizi igienico-sanitari. I progetti umanitari dell'UE in Afghanistan mirano principalmente a fornire assistenza sanitaria di emergenza, ricoveri, assistenza alimentare, l'accesso all'acqua pulita e alle strutture igienico-sanitarie e vari servizi di protezione a sostegno delle donne e dei minori.

Aiuti umanitari dell'UE all'Afghanistan

Bangladesh

Per contribuire ad affrontare la pandemia di coronavirus a livello mondiale e limitare la diffusione del virus, l'UE continua a fornire assistenza e sostegno ai paesi che ne hanno bisogno. Il 28 luglio l'UE ha risposto a una richiesta del Bangladesh attraverso il meccanismo di protezione civile dell'UE e ha consegnato forniture mediche e dispositivi di protezione forniti dalla Francia.

Medio Oriente

Iraq

Il 27 luglio, per rafforzare la risposta umanitaria in Iraq, con due voli un ponte aereo umanitario ha consegnato al paese oltre 40 tonnellate di forniture mediche e di emergenza. L'UE fornisce inoltre un pacchetto di aiuti umanitari pari a 35 milioni di euro per aiutare le vittime dei conflitti e degli sfollamenti forzati in Iraq e per sostenere le autorità locali nella lotta alla pandemia di coronavirus. L'intervento umanitario dell'UE in Iraq prevede un'assistenza di primo soccorso, come assistenza sanitaria di emergenza, rifugi, accesso all'acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari, sostegno alle strutture mediche e agli operatori sanitari in tutto il paese, nonché l'attuazione di misure di sanitarie nei campi. Dal 2015 l'UE ha fornito più di 490 milioni di euro in aiuti umanitari all'Iraq.

Aiuti umanitari dell'UE all'Iraq

Libano

Il 31 agosto, un secondo ponte aereo umanitario dell'UE ha consegnato 12 tonnellate di forniture umanitarie e attrezzature mediche essenziali (tra cui un ospedale mobile e mascherine facciali) a Beirut, per assistere le autorità libanesi a seguito delle esplosioni avvenute e dinanzi a una recrudescenza della pandemia di coronavirus. Il volo, operato in collaborazione con la Spagna, segue la prima consegna di forniture essenziali del 13 agosto, quando furono consegnate 17 tonnellate di forniture umanitarie, medicinali e attrezzature mediche per garantire l'accesso all'assistenza sanitaria per i più vulnerabili. Sono previsti ulteriori voli del ponte aereo umanitario dell'UE.

Aiuti umanitari dell'UE al Libano

Yemen

Il 23 luglio, grazie ad una collaborazione tra l'UE e la Svezia, un volo del ponte aereo umanitario europeo ha fornito allo Yemen attrezzature mediche e altre forniture essenziali per rafforzare l'assistenza umanitaria nel paese. Un totale di oltre 220 tonnellate di beni fondamentali saranno consegnati agli yemeniti più vulnerabili per aiutare il paese a far fronte al coronavirus e consentire il proseguimento di altri programmi umanitari. L'UE ha inoltre deciso di stanziare ulteriori 70 milioni a favore dello Yemen, specie per gli interventi umanitari dedicati al sostegno di emergenza alla popolazione (per combattere la malnutrizione acuta e l'insicurezza alimentare, alleviare le conseguenze delle catastrofi naturali e delle epidemie). Questa integrazione finanziaria porta il sostegno umanitario allo Yemen nel 2020 a 115 milioni di euro.

Aiuti umanitari dell'UE allo Yemen

America Latina e Caraibi

Perù

Nell'ambito della risposta globale al coronavirus dell'UE, tre voli del ponte aereo umanitario dell'UE hanno consegnato più di 4 tonnellate di materiale salvavita a Lima, Perù, per sostenere gli sforzi delle organizzazioni umanitarie attive nel paese. L'UE ha inoltre annunciato 30,5 milioni di euro in assistenza umanitaria per sostenere le persone più vulnerabili in America Latina e nei Caraibi. 15,5 milioni di euro sono stati destinati alla preparazione alle catastrofi di comunità vulnerabili, mentre i restanti 15 milioni di euro sono stati destinati a progetti umanitari. Questa assistenza essenziale è volta a migliorare le capacità locali di risposta alle emergenze e all'attuazione dei sistemi di allarme rapido nei paesi dell'America Latina e dei Caraibi. Il sostegno mira inoltre a garantire l'assistenza alimentare alle popolazioni colpite da calamità naturali e siccità gravi e a proteggere le comunità dell'America centrale colpite dalla violenza organizzata.

Aiuti umanitari dell'UE all'America Latina

Haiti

Per fornire assistenza ai partner umanitari finanziati dall'UE e assistere le autorità nazionali nella lotta contro la pandemia di coronavirus, il 16 luglio un volo del ponte aereo umanitario dell'UE ha consegnato 74 tonnellate di materiali di emergenza a Port-au-Prince. L'UE sostiene ulteriormente i più vulnerabili ad Haiti con finanziamenti umanitari per 15 milioni di euro destinati a integrare gli sforzi nazionali volti a portare sollievo alle persone colpite dal coronavirus. Il sostegno finanziario contribuirà anche a fornire aiuti alimentari di emergenza, assistenza in denaro e protezione mirata, a realizzare attività di sensibilizzazione e a migliorare la preparazione alle catastrofi per le comunità vulnerabili.

Aiuti umanitari dell'UE ad Haiti

Venezuela

Il 19 e 21 agosto due voli del ponte aereo umanitario dell'UE hanno fornito in totale 84 tonnellate di materiale di emergenza al Venezuela per alleviare l'impatto umanitario della crisi del coronavirus, nel contesto della crisi politica, economica e sociale in atto nel paese. I voli, che fanno parte della risposta globale dell'UE alla pandemia di coronavirus, sono stati interamente finanziati dall'UE e organizzati in collaborazione con la Spagna e il Portogallo. Le 82,5 tonnellate di carico, consistenti in attrezzature mediche salvavita (dispositivi di protezione individuale, medicinali, impianti di purificazione dell'acqua e kit per l'igiene personale), saranno distribuite alle strutture sanitarie e alle famiglie più colpite. Ciò consentirà a più di 500 000 venezuelani, compresi i bambini, le donne e gli operatori sanitari, di beneficiare dell'assistenza umanitaria necessaria.

Aiuti umanitari dell'UE al Venezuela

Altre forme di assistenza al di fuori dell'UE

Partner orientali

 

Assistenza medica e risposta alle crisi

 

La Commissione europea è a fianco dei paesi partner orientali e ha annunciato la riassegnazione di 140 milioni di euro per le esigenze più immediate in Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Repubblica di Moldova e Ucraina, nel quadro della risposta globale alla pandemia di coronavirus. Inoltre, la Commissione riorienterà l'uso degli strumenti esistenti per un importo fino a 700 milioni di euro per contribuire ad aiutare i paesi nel corso della pandemia di coronavirus. Tali fondi, oltre alla fornitura di dispositivi medici e di protezione personale, sosterranno le imprese e i posti di lavoro.

 

Per far fronte alla pandemia di coronavirus, l'Ucraina ha chiesto il sostegno dell'Unione europea attraverso il meccanismo di protezione civile dell'UE. Slovacchia, Estonia e Polonia hanno offerto mascherine protettive, disinfettanti, coperte e altri articoli, mentre l'Unione europea ha coordinato e cofinanziato la fornitura di tale assistenza all'Ucraina. L'11 dicembre, a seguito di un'ulteriore richiesta di assistenza, l'Ucraina ha ricevuto una spedizione di 50 dispositivi di ventilazione inviata dalla Danimarca. Il meccanismo di protezione civile dell'UE ha inoltre coordinato e cofinanziato la consegna di disinfettanti e dispositivi di protezione individuale dall'Estonia e dalla Danimarca alla Georgia. La Moldova ha ricevuto anche guanti, coperte e disinfettanti dall'Austria e dalla Polonia, sempre attraverso il meccanismo di protezione civile dell'UE, mentre l'Albania ha ricevuto a sua volta guanti e disinfettante dall'Austria.

 

Il 28 dicembre 2020 la Commissione ha adottato un pacchetto da 70 milioni di euro nell'ambito dello strumento di preadesione per contribuire a finanziare l'accesso dei partner dei Balcani occidentali ai vaccini contro il coronavirus acquistati dagli Stati membri dell'UE. Ciò consente ai Balcani occidentali di acquistare vaccini dagli accordi preventivi di acquisto dell'UE, con i singoli Stati membri dell'UE che condividono una parte delle loro dosi prestabilite. La Commissione e il Centro europeo per il controllo delle malattie stanno assistendo i Balcani occidentali nella messa a punto delle strategie di vaccinazione per garantire l'adeguata preparazione delle campagne e la somministrazione dei vaccini.

 

Sostegno finanziario

 

Il 22 aprile la Commissione ha proposto un pacchetto di assistenza macrofinanziaria da 3 miliardi di euro a dieci paesi partner dell'allargamento e del vicinato: Albania, Bosnia-Erzegovina, Georgia, Giordania, Kosovo, Repubblica di Moldova, Montenegro, Repubblica della Macedonia del Nord, Tunisia e Ucraina. La proposta si aggiunge alla strategia "Team Europa" da 15,6 miliardi di euro a sostegno degli sforzi compiuti dai paesi partner per affrontare la pandemia di coronavirus. Il pacchetto da 3 miliardi di euro mira a limitare le ricadute economiche della crisi da coronavirus in tali paesi. Sosterrà le riforme strutturali volte a rafforzare la governance e la trasparenza economica, e a migliorare le condizioni per una crescita sostenibile.

 

L'11 agosto la Commissione ha concordato, a nome dell'UE, protocolli d'intesa sui programmi di assistenza macrofinanziaria con otto partner: Albania (180 milioni di euro), Georgia (150 milioni di euro), Giordania (700 milioni di euro, che interessano due operazioni di assistenza macrofinanziaria), Kosovo (100 milioni di euro), Repubblica di Moldova (100 milioni di euro), Montenegro (60 milioni di euro), Macedonia del Nord (160 milioni di euro) e Ucraina (1,2 miliardi di euro). Sono in corso negoziati sui memorandum d'intesa con la Bosnia-Erzegovina e la Tunisia. L'attuazione rapida e ininterrotta di questi programmi è un'importante dimostrazione della solidarietà dell'UE nei confronti di questi paesi in un momento di crisi senza precedenti e li aiuterà a limitare le ricadute economiche della pandemia di coronavirus.

 

Il 29 settembre l'UE e la Georgia hanno firmato due accordi di finanziamento del valore di 129 milioni di euro per aiutare la Georgia a far fronte alla pandemia di coronavirus e al suo impatto economico. Una sovvenzione di 75 milioni di euro è stata destinata al "contratto per la resilienza alla COVID-19 per la Georgia", destinato a sostenere il piano economico anticrisi del paese e a contribuire alla ripresa dalla pandemia. Sovvenzioni per un valore di 54 milioni di euro sono state destinate al programma "Sviluppo territoriale integrato dell'UE4", che mira allo sviluppo economico delle regioni esterne alla capitale.

 

Il 9 dicembre la Commissione ha erogato 600 milioni di euro all'Ucraina nell'ambito del programma di assistenza macrofinanziaria connesso al coronavirus, sulla base del protocollo d'intesa concordato. Il contributo intende contribuire alla stabilità macrofinanziaria dell'Ucraina, consentendo nel contempo alle autorità di stanziare risorse significative per attenuare le conseguenze socioeconomiche della pandemia di coronavirus.

 

Sostegno dell'UE alla Georgia

Sostegno dell'UE all'Ucraina

Assistenza macrofinanziaria ai paesi partner extra UE

Bosnia-Erzegovina

Il 18 agosto il Fondo europeo per gli investimenti e la banca Raiffeisen Bank dd Bosna i Hercegovina hanno firmato un contratto di garanzia per aumentare la capacità di prestito della banca. L'accordo contribuirà a sostenere la ripresa economica in Bosnia-Erzegovina, mettendo a disposizione delle imprese del paese 12 milioni di euro di nuovi finanziamenti con migliori condizioni di prestito. La garanzia, fornita nel quadro del programma per la competitività delle imprese e le piccole e le medie imprese (COSME), è parte del pacchetto per il sostegno economico per il coronavirus dello strumento di garanzia dei prestiti.

Attraverso il meccanismo di protezione civile dell'UE, la Bosnia-Erzegovina ha ricevuto tende e altri articoli per l'alloggio, guanti, disinfettanti e pacchi di materiali per l'igiene da Slovenia e Austria.

Armenia

Il 19 giugno una squadra di esperti medici lituani è stata inviata in Armenia attraverso il meccanismo di protezione civile dell'UE. L'équipe, composta da volontari e membri del gruppo di gestione della crisi del coronavirus lituano, ha assistito i colleghi armeni nella lotta contro il coronavirus. Inoltre, il 26 giugno, tramite il meccanismo di protezione civile dell'UE, è stata inviata in missione in Armenia dall'Italia un'équipe medica d'emergenza composta da 10 medici e infermieri per fornire ulteriore assistenza. L'UE ha coordinato e cofinanziato il trasporto delle équipe mediche in Armenia.

Balcani occidentali e Turchia

Il 30 marzo la Commissione europea ha annunciato che fornirà un sostegno immediato fino a 38 milioni di euro per i Balcani occidentali al fine di far fronte all' emergenza sanitaria. 374 milioni di euro sono già stati riassegnati dallo strumento di assistenza preadesione per contribuire alla ripresa socioeconomica della regione. I paesi dei Balcani occidentali riceveranno assistenza per sopperire alle immediate necessità di attrezzature mediche e personali, quali ventilatori, kit di laboratorio, mascherine, occhiali, camici e tute di sicurezza, e sostenere la loro ripresa.

Il 2 luglio la Commissione europea ha modificato il regolamento a sostegno dei paesi e delle regioni ammissibili allo strumento di assistenza preadesione per la cooperazione transfrontaliera. Questa modifica fornirà in modo flessibile ed efficace un sostegno immediato per rispondere alle esigenze sempre più pressanti nei settori più colpiti, quali l'assistenza sanitaria o il turismo nel quadro dei pacchetti dell'iniziativa di investimento di risposta al coronavirus e dell'iniziativa di investimento di risposta al coronavirus Plus. La maggiore flessibilità delle norme rivedute contribuisce alla risposta globale dell'UE messa in atto dalla Commissione europea per far fronte alla pandemia di coronavirus, che comprende il pacchetto "Team Europa" per un importo di 800 milioni di euro a favore dei Balcani occidentali e della Turchia.

 

Marocco

Il 23 dicembre l'Unione europea ha erogato al Marocco 169 milioni di euro del pacchetto di sostegno per il coronavirus per aiutare le autorità nazionali a rafforzare la risposta medica alla pandemia e a mettere in atto misure per attenuarne l'impatto socioeconomico. Il precedente sostegno di 264 milioni di euro ha consentito al Marocco di attuare misure sanitarie rigorose, proteggere le famiglie e aiutare le piccole e medie imprese che costituiscono il tessuto industriale del paese. L'Unione europea si è impegnata a mobilitare 450 milioni di euro a favore del Marocco nel contesto della lotta contro la pandemia di coronavirus.

 

Siria, Giordania e Libano

Il 10 giugno il fondo fiduciario regionale dell'UE in risposta alla crisi siriana ha mobilitato 55 milioni di euro supplementari destinati ai rifugiati provenienti dalla Siria e alle persone vulnerabili in Giordania e Libano per contribuire a combattere la pandemia di coronavirus. Il pacchetto di sostegno supplementare, che fa parte della risposta globale dell'UE alla pandemia di coronavirus, assegna 20,1 milioni di euro alla Giordania e 34,6 milioni di euro al Libano: i due paesi che ospitano il maggior numero di rifugiati pro capite nel mondo. Il finanziamento fornirà un sostegno critico e mirato in settori chiave quali la sanità, l'acqua, i servizi igienico-sanitari e l'igiene. Ciò porta l'assistenza totale mobilitata attraverso il fondo fiduciario dell'UE a oltre 2,2 miliardi di euro dal 2015, raddoppiando l'obiettivo inizialmente stabilito.

Fondo fiduciario regionale dell'UE in risposta alla crisi siriana

Tunisia

Due nuovi programmi, adottati il 2 luglio, rafforzeranno il sostegno ai migranti e ai gruppi più vulnerabili in Tunisia, duramente colpiti dall'emergenza:

  • un programma da 9,3 milioni di euro per la governance e la protezione persegue l'obiettivo di fornire servizi di protezione ai migranti vulnerabili, migliorare l'accesso ai servizi sanitari e continuare a sostenere la governance dei flussi migratori e il servizio gestito dalle autorità tunisine per il reinserimento dei rimpatriati sotto l'egida dell'"Office des Tunisiens à l'étranger" (OTE);
  • un programma da 5 milioni di euro per la mobilità delle competenze, basato su due accordi di mobilità tra la Francia e la Tunisia per i giovani professionisti e i lavoratori stagionali.

Libia

La Libia rimane il maggiore beneficiario del comparto riservato all'Africa del Nord nell'ambito del Fondo fiduciario di emergenza dell'UE per l'Africa. Il paese beneficia di 455 milioni di euro nel contesto di vari programmi, la maggior parte dei quali è destinata a proteggere i migranti e i rifugiati e a stabilizzare le comunità, oltre che a realizzare azioni per la gestione delle frontiere.

Tre nuovi programmi adottati il 2 luglio miglioreranno la resilienza sia dei libici che dei migranti nel settore della salute a seguito della pandemia di coronavirus:

  • un programma di protezione da 30,2 milioni di euro per l'assistenza sanitaria, i prodotti non alimentari, l'assistenza emergenziale in denaro e le evacuazioni di emergenza al di fuori della Libia (quando saranno revocate le restrizioni di viaggio);
  • un programma specifico da 20 milioni di euro per il coronavirus per rafforzare la risposta immediata al virus, compresi i dispositivi di protezione individuale e la formazione del personale sanitario, e potenziare le capacità di laboratorio e i servizi di terapia intensiva;
un programma da 25 milioni di euro per la stabilizzazione della comunità volto a continuare a migliorare le condizioni di vita in Libia facilitando l'accesso ai servizi di base e di assistenza sociale.

Paesi africani

Nell'ambito della risposta globale dell'UE alla pandemia di coronavirus, il 2 luglio l'UE ha adottato, attraverso il suo Fondo fiduciario di emergenza per l'Africa, un nuovo pacchetto di assistenza per proteggere i migranti, stabilizzare le comunità locali e rispondere al coronavirus nell'Africa del Nord. Il pacchetto comprende 80 milioni di euro di nuovi fondi e 30 milioni di euro di fondi riassegnati da altre azioni nell'ambito del Fondo fiduciario di emergenza per l'Africa.

In linea con la comunicazione congiunta sulla risposta globale dell'UE alla pandemia di coronavirus, questi nuovi finanziamenti rafforzeranno anche la capacità di risposta immediata, potenzieranno i sistemi e i servizi sanitari nei paesi partner dell'Africa settentrionale, proteggeranno i rifugiati e i migranti e stabilizzeranno le comunità locali.

Il 20 luglio la Commissione ha stanziato 64,7 milioni di euro in aiuti umanitari a favore dei paesi della regione dell'Africa meridionale, intesi ad aiutare le persone bisognose che devono far fronte alla pandemia di coronavirus, a condizioni meteorologiche estreme, come la persistente siccità nella regione, e altre emergenze. I paesi beneficiari sono l'Angola (3 milioni di euro), il Botswana (1,95 milioni di euro), le Comore (500 000 euro), l'Eswatini (2,4 milioni di euro), il Lesotho (4,8 milioni di euro), il Madagascar (7,3 milioni di euro), Maurizio (250 000 milioni di euro), il Mozambico (7,1 milioni di euro), la Namibia (2 milioni di euro), lo Zambia (5 milioni di euro), lo Zimbabwe (14, 2 milioni di euro) e Capo Delgado nel Mozambico settentrionale (5 milioni di euro). I finanziamenti sosterranno la risposta e la preparazione delle autorità nazionali all'emergenza coronavirus. Faciliteranno l'accesso all'assistenza sanitaria, ai dispositivi di protezione ed alle strutture igienico-sanitarie e sosterranno i sistemi di allarme rapido, i piani di evacuazione per le comunità a rischio e le scorte di emergenza di dispositivi di protezione individuale. I finanziamenti forniranno inoltre assistenza alimentare alle famiglie vulnerabili nelle zone colpite, nonché sostegno all'educazione dei minori e alla formazione del personale docente.

 

Il 20 ottobre, nell'ambito di un approccio Team Europa, l'Unione europea si è impegnata a stanziare 43,6 milioni di euro in finanziamenti a sostegno della regione del Sahel centrale, per contribuire a superare la crisi umanitaria e alimentare e a mitigare gli effetti della pandemia di coronavirus. 23,6 milioni di euro sono stati stanziati per azioni umanitarie in Burkina Faso, Mali e Niger per aiutare le popolazioni vulnerabili a far fronte agli effetti dell'attuale combinazione di conflitto e povertà. In collaborazione con il Programma alimentare mondiale sono stati stanziati 20 milioni di euro per far fronte alla crisi alimentare che ha colpito la regione del Sahel centrale e fornire soccorso alle persone più vulnerabili.

 

Il 9 novembre l'Unione europea ha annunciato un ulteriore versamento di 92 milioni di euro per rafforzare la risposta al coronavirus in Burkina Faso (26 milioni di euro), Mauritania (12 milioni di euro), Niger (38 milioni di euro) e Ciad (16,92 milioni di euro). Il sostegno sarà destinato ai servizi sanitari e all'assistenza alle famiglie più vulnerabili. Nell'ambito della risposta globale al coronavirus, questi fondi contribuiranno in maggiore misura a limitare l'impatto della crisi sulle economie di questi paesi, aiutando le autorità a preservare il margine di bilancio necessario per portare avanti le riforme fondamentali ed evitando che i loro livelli di debito aumentino.

 

Per saperne di più sul sostegno all'Africa settentrionale e sulle iniziative regionali.

 

Il 18 dicembre la Commissione ha annunciato la mobilitazione di 84,26 milioni di euro a sostegno della risposta di quattro paesi africani alla pandemia di coronavirus. Il finanziamento consente al Benin (46,56 milioni di euro), alla Liberia (8,7 milioni di euro) e alla Sierra Leone (15 milioni di euro) di fornire nel 2021 alle loro popolazioni un maggiore sostegno per l'assistenza sanitaria, la protezione sociale e le imprese. In Benin i fondi intendono sostenere finanziarmanete i gruppi vulnerabili e le imprese locali per contribuire a mantenere la stabilità macroeconomica del paese. Il finanziamento di emergenza per la Liberia è stato destinato alle priorità individuate nei settori della sanità, dell'istruzione, del commercio, dell'industria, delle infrastrutture e dell'agricoltura. I fondi stanziati a favore della Sierra Leone intendono sostenere l'assistenza sanitaria e la protezione sociale, nonché ridurre l'insicurezza alimentare e aiutare le imprese vulnerabili. 

 

Malawi

Il 26 ottobre, nel quadro della risposta al coronavirus di Team Europa, la Commissione ha annunciato un ulteriore sostegno contro gli effetti della crisi in Malawi. 39 milioni di euro sono stati stanziati per programmi alimentari e di protezione sociale per rispondere alle esigenze delle persone vulnerabili. Un sostegno da 16 milioni di euro è stato stanziato per la lotta contro la malnutrizione dei bambini nelle scuole garantendo pasti forniti dagli agricoltori locali, aumentando le opportunità di reddito per le comunità vulnerabili. 23 milioni di euro sono stati stanziati per sostenere il programma nazionale di trasferimento sociale di denaro, destinato alle persone più vulnerabili (famiglie monoparentali, anziani e persone con disabilità) delle comunità rurali e urbane, che vivono con meno di 2 dollari al giorno.

Mozambico

Il 2 novembre, nel quadro della risposta al coronavirus di Team Europa, la Commissione e il governo del Mozambico hanno concordato un programma di sostegno al bilancio da 100 milioni di euro volto a far fronte all'impatto socioeconomico del coronavirus. I finanziamenti permetteranno alle funzioni essenziali dello Stato di proseguire, mettendo a disposizione un'assistenza finanziaria a breve termine destinata all'istruzione, all'estensione della protezione sociale e alla fornitura dei servizi di base, nonché all'assistenza sanitaria per i più vulnerabili. Il programma fornirà inoltre assistenza tecnica a sostegno del monitoraggio della spesa pubblica connessa al coronavirus. Partenariato UE-Mozambico

Soluzioni digitali

Allo scopo di trovare risposte innovative alla pandemia mondiale di coronavirus, il 17 luglio la Commissione ha annunciato un programma da 10,4 milioni di euro per la promozione di soluzioni digitali nella Repubblica democratica del Congo, in Ruanda e nel Burundi. Il programma sarà ulteriormente esteso ad altri Stati dell'Africa orientale e meridionale e alla regione dell'Oceano indiano, al fine di migliorare la resilienza dei sistemi sanitari e di istruzione di questi paesi. Il finanziamento sosterrà l'apprendimento online e la formazione professionale nel settore dell'istruzione e promuoverà soluzioni digitali per migliorare la qualità e l'efficienza dei servizi sanitari. Per promuovere un più forte approccio coordinato dell'UE, l'Unione europea e gli Stati membri hanno inoltre istituito la piattaforma del polo digitale per lo sviluppo. Questa piattaforma riunirà le imprese tecnologiche locali dell'UE per lavorare all'accessibilità economica, alla connettività e all'accesso pubblico a soluzioni di servizi digitali privati.

Repubblica centrafricana

La Commissione europea erogherà 54 milioni di euro per aiutare il governo della Repubblica centrafricana a sostenere la spesa pubblica, amplificata a causa della lotta contro la pandemia. Gli sforzi in ambito sanitario profusi dal governo centrafricano hanno aumentato in modo significativo la pressione sulle finanze pubbliche: ecco perché l'Unione europea coadiuverà le autorità nazionali con due programmi di sostegno al bilancio, uno per il risanamento di bilancio (45 milioni di euro) e l'altro per la riforma della governance e del settore della sicurezza (9 milioni di euro). A Bangui e Paoua sono già stati installati erogatori d'acqua e fonti di approvvigionamento idrico e sono state intensificate la distribuzione di attrezzature mediche e la produzione locale di mascherine (160 000 unità).

Aiuti umanitari dell'UE alla Repubblica centrafricana

Corno d'Africa 

Il 17 giugno l'UE ha annunciato un pacchetto da 60 milioni di euro per sostenere l'Autorità intergovernativa per lo sviluppo (IGAD), un'organizzazione regionale composta da otto Stati membri del Corno d'Africa, per far fronte all'impatto socioeconomico della pandemia di coronavirus. L'assistenza finanziaria sarà erogata principalmente a sostegno dei gruppi vulnerabili, compresi i migranti, i rifugiati, gli sfollati e le comunità transfrontaliere, e metterà a disposizione un'ampia gamma di dispositivi medici e di protezione individuale, compresi milioni di mascherine chirurgiche, kit per test e ambulanze.

 

Il 6 novembre l'Unione europea ha approvato un finanziamento supplementare di 17,2 milioni di euro attraverso il Fondo fiduciario di emergenza dell'UE per l'Africa, per sostenere la preparazione al coronavirus in Somalia, Sudan e Sud Sudan. In Somalia sono stati stanziati 5 milioni di euro per aumentare la sorveglianza sanitaria transfrontaliera e potenziare l'osservazione epidemiologica presso le strutture sanitarie, nonché per proteggere le persone più vulnerabili e creare condizioni favorevoli allo sviluppo socioeconomico. In Sudan, 10,2 milioni di euro sono stati destinati a sostenere il programma di risposta sanitaria al coronavirus attuato dall'Organizzazione mondiale della sanità e ad affrontare carenze critiche in materia di governance sanitaria, preparazione alle epidemie e sorveglianza epidemiologica. Un importo supplementare di 2 milioni di euro è stato destinato al programma di sostegno ai servizi sanitari nel Sud Sudan, al fine di fornire dispositivi di protezione individuale agli operatori sanitari impegnati in prima linea nella risposta al coronavirus attraverso una componente attuata dal Programma alimentare mondiale.

 

Il 20 novembre la Commissione ha mobilitato 86,5 milioni di euro in sostegno finanziario di emergenza per aiutare il Ghana ad affrontare le conseguenze negative della pandemia di coronavirus. Nell'ambito della risposta globale di Team Europa alla pandemia di COVID-19, i finanziamenti sono stati destinati a sostenere gli sforzi del Ghana per far fronte alla pressione finanziaria, compreso il fabbisogno immediato in termini di finanze pubbliche e bilancia dei pagamenti. Il sostegno intende inoltre aiutare il paese ad affrontare la pandemia di coronavirus e a continuare a finanziare servizi pubblici essenziali, quali l'assistenza sanitaria e l'istruzione, rafforzandone nel contempo la resilienza.

Cooperazione allo sviluppo con il Ghana

Sostegno finanziario dell'UE

Cooperazione allo sviluppo a livello internazionale e dell'UE

 

Il 20 novembre l'Unione europea e la Germania hanno annunciato un sostegno di oltre 200 milioni di euro al Senegal per la lotta contro la pandemia di coronavirus. I fondi, 112 milioni di euro dall'UE e 100 milioni di euro dal programma tedesco per le emergenze globali, fanno parte della risposta di Team Europa. I finanziamenti, destinati a sostenere il programma di resilienza economica e sociale del governo senegalese, comprendono misure volte a fornire sostegno economico alle piccole e medie imprese, alla protezione sociale e ai programmi di sicurezza alimentare per la popolazione. Il sostegno dovrebbe attenuare gli effetti della recessione economica e contribuire a conservare decine di migliaia di posti di lavoro.

Sviluppo e cooperazione dell'UE in Senegal

La risposta dell'UE all'impatto del coronavirus nella regione dell'IGAD

Ecuador e El Salvador

Per contribuire ad affrontare la pandemia di coronavirus a livello mondiale e limitare la diffusione del virus, l'UE continua a fornire assistenza e sostegno ai paesi che ne hanno bisogno. Il 28 luglio l'UE ha risposto alle richieste dell'Ecuador e di El Salvador attraverso il meccanismo di protezione civile dell'UE, consegnando ai due paesi forniture mediche e dispositivi di protezione messi a disposizione dalla Francia.

Asia meridionale e sudorientale

Il 30 ottobre la Commissione ha annunciato l'erogazione di aiuti umanitari per 8,1 milioni di euro alle Filippine, al Nepal e ai paesi del Sud-est asiatico destinati a sostenere le persone colpite dalla pandemia di coronavirus, da catastrofi naturali e dalle conseguenze dei conflitti. I fondi sono stati stanziati per progetti umanitari e di preparazione alle catastrofi nelle Filippine (2,51 milioni di euro), in Nepal (2 milioni di euro) e nella regione del Sud-est asiatico (3,5 milioni di euro). I finanziamenti per le Filippine sono stati stanziati per aiutare le organizzazioni umanitarie ad affrontare la pandemia di coronavirus, aumentare la sicurezza alimentare, l'accesso all'acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari, la protezione, l'istruzione e gli alloggi per gli sfollati, nonché la preparazione alle emergenze in caso di catastrofi naturali. I finanziamenti per il Nepal sono stati destinati esclusivamente a operazioni di preparazione alle catastrofi.

 

Il 10 dicembre, in un approccio di squadra (Team Europa), l'Unione europea e la Germania hanno stanziato 113 milioni di euro per il governo del Bangladesh, con l'obiettivo di salvaguardare i mezzi di sussistenza dei lavoratori vulnerabili dei settori dell'abbigliamento e dell'esportazione del cuoio colpiti dalla crisi del coronavirus. Il finanziamento mira a rafforzare la resilienza del sistema di sicurezza sociale del paese e a fornire assistenza temporanea in denaro ai lavoratori che hanno subito perdite di reddito durante la pandemia e hanno perso il lavoro.

 

Sostegno umanitario alla regione Asia-Pacifico

Assistenza rapida alla Cina

All'inizio della pandemia di coronavirus in Cina, la Commissione europea ha agito rapidamente e in piena solidarietà con il paese asiatico. Ha coordinato e cofinanziato la consegna di forniture mediche di emergenza attraverso il meccanismo di protezione civile dell'UE. La Cina ha ricevuto oltre 56 tonnellate di dispositivi di protezione individuale (abbigliamento protettivo, disinfettanti e mascherine mediche) da Francia, Germania, Italia, Lettonia, Estonia, Austria, Repubblica ceca, Ungheria e Slovenia.

La Cina ha restituito l'assistenza ricevuta fornendo attrezzature mediche di importanza critica agli Stati membri dell'UE più duramente colpiti. Il 6 aprile una donazione di dispositivi di protezione dalla Cina all'Unione europea è arrivata a Roma, in seguito a un accordo raggiunto tra la presidente von der Leyen e il primo ministro Li Kequiang. La distribuzione di 2 milioni di mascherine chirurgiche, 200 000 mascherine N95 e 50 000 kit di analisi consegnati all'Italia è stata coordinata dal Centro di coordinamento della risposta alle emergenze.

Maggiori informazioni sulle iniziative di investimento.

 

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