A seguito di una crisi senza precedenti dovuta alla pandemia, il piano di ripresa e resilienza dell'Italia risponde all'urgente necessità di promuovere una forte ripresa e rendere il paese pronto per il futuro. Le riforme e gli investimenti previsti dal piano aiuteranno l'Italia a diventare più sostenibile, resiliente e meglio preparata ad affrontare le sfide e cogliere le opportunità delle transizioni verde e digitale. A tal fine, il piano prevede 132 investimenti e 58 riforme da sostenere con sovvenzioni per 68,9 miliardi di euro e prestiti pari a 122,6 miliardi di euro. Il 37,5% del piano è rivolto agli obiettivi climatici, mentre il 25,1% alla transizione digitale.     
                 
Contenendo una serie di riforme e investimenti ambiziosi e sinergici che affrontano le sfide specifiche dell'Italia, il piano dovrebbe avere un impatto di grande trasformazione del paese. Le riforme intendono porre rimedio alle strozzature che ostacolano una crescita duratura e sostenibile, mentre gli investimenti sono mirati a promuovere la transizione digitale e verde e a colmare i divari sociali e territoriali. Tutte le riforme e gli investimenti devono essere attuati in tempi ristretti, come prevede il regolamento sul dispositivo per la ripresa e la resilienza, e concludersi entro agosto 2026. 

Il piano promuoverà la crescita economica e l'occupazione. Dovrebbe far salire il prodotto interno lordo del paese dall'1,5% al 2,5% entro il 2026. Questo impulso all'economia dovrebbe creare fino a 240 000 nuovi posti di lavoro. L'Italia beneficerà in modo significativo dei piani di ripresa e resilienza degli altri Stati membri, ad esempio attraverso le esportazioni. Nel 2006 queste ricadute positive hanno rappresentato 0,3 punti percentuali del prodotto interno lordo. Ciò dimostra il valore aggiunto di un'azione comune e coordinata a livello europeo.

  • +1,5 - 2,5% impatto di NextGenerationEU sul prodotto interno lordo dell'Italia entro il 2026
  • +24 000 posti di lavoro entro il 2026
  • 0,3% benefici in termini di prodotto interno lordo nel 2026 grazie ai piani di ripresa e resilienza degli altri Stati membri

Nell'elaborare il piano le autorità italiane hanno consultato le parti sociali e i portatori di interessi nazionali e regionali, mantenendo nel contempo uno stretto dialogo con la Commissione in vista della presentazione formale il 30 aprile 2021. Il 22 giugno 2021 la Commissione ha dato il via libera al piano. In tale occasione, la presidente von der Leyen si è recata a Roma per trasmettere simbolicamente la valutazione della Commissione al presidente del Consiglio Draghi. Il piano è poi stato adottato dal Consiglio il 13 luglio, dando il via alla sua attuazione e al suo finanziamento.

Recovery and resilience plan for Italy

Transizione verde

Nel settore delle politiche climatiche e ambientali, le principali sfide dell'Italia comprendono la necessità di migliorare la gestione dei rifiuti e delle risorse idriche, di compiere progressi significativi nella mobilità sostenibile e di rafforzare l'efficienza energetica degli edifici.

Provvedimenti chiave per la transizione verde

Il piano di ripresa e resilienza dell'Italia sostiene la transizione ecologica con cospicui investimenti nell'efficienza energetica degli edifici residenziali e pubblici (15,3 miliardi di euro), nella mobilità sostenibile (34 miliardi di euro) e nello sviluppo delle energie rinnovabili e dell'economia circolare e in una migliore gestione dei rifiuti e delle risorse idriche (11,2 miliardi di euro). Tali investimenti sono accompagnati da importanti riforme finalizzate a migliorare l'efficienza nell'uso e nella gestione delle risorse idriche e dei servizi pubblici locali, aumentare il tasso di riciclaggio, installare punti di ricarica per veicoli elettrici, accrescere la concorrenza nel mercato elettrico, migliorare il funzionamento delle concessioni nei porti italiani o semplificare i vari quadri giuridici per accelerare gli interventi di efficienza energetica e i progetti riguardanti le infrastrutture di trasporto.

Progetto esemplare: Ecobonus

Il piano sostiene interventi per migliorare l'efficienza energetica degli edifici residenziali, consentendo ai beneficiari di ottenere una riduzione d'imposta nei successivi cinque anni per gli importi spesi, a condizione che il risparmio energetico degli interventi sia superiore al 30%. Entro la fine del 2025 gli interventi di ristrutturazione degli edifici avranno portato su almeno 32 milioni di metri quadrati.

Transizione digitale

Tra le sfide digitali per l'Italia figurano lo sviluppo delle competenze digitali della popolazione e della forza lavoro, una maggiore digitalizzazione delle imprese, l'aumento dell'offerta di servizi pubblici digitali e una più veloce attuazione dei principali progetti di e-government.

Provvedimenti chiave per la transizione digitale

Il piano di ripresa e resilienza dell'Italia sostiene la transizione digitale con una serie di investimenti, in particolare nei campi seguenti: i) connettività, per favorire la realizzazione di reti ad altissima capacità, incluso il 5G e la fibra ottica (6,7 miliardi di euro); ii) transizione digitale e innovazione del sistema produttivo italiano, mediante incentivi per investimenti in tecnologie di punta e 4.0, attività di ricerca, sviluppo e innovazione e di formazione 4.0 (13,4 miliardi di euro); iii) digitalizzazione della pubblica amministrazione (PA) italiana , mediante una vasta gamma di investimenti (6,1 miliardi di euro). Tali investimenti sono accompagnati da una serie di riforme volte in particolare a: i) garantire che le soluzioni informatiche possano essere appaltate in modo più tempestivo ed efficiente dalla PA; ii) sostenere la trasformazione digitale delle amministrazioni centrali e locali; iii) eliminare gli ostacoli all'adozione di soluzioni cloud da parte delle PA e snellire la burocrazia che rallenta i processi di scambio dei dati tra le amministrazioni.

Progetto esemplare: connettività Gigabit alle strutture scolastiche e sanitarie

Gli investimenti previsti dal piano dovrebbero promuovere la connettività Gigabit in tutto il paese e portare la connettività 5G alle aree popolate, lungo 2 600 km di corridoi 5G e 10 000 km di strade extraurbane. Puntano inoltre a fornire agli edifici scolastici e alle strutture sanitarie una connettività Gigabit. Entro la metà del 2026 si prevede di dotare 9 000 scuole e 12 279 strutture sanitarie di una connettività a 1 Gb/s.

Resilienza economica e sociale

Tra le principali sfide macroeconomiche per l'economia italiana figurano la debole produttività e crescita economica, l'elevata disoccupazione strutturale e scarsa partecipazione al mercato del lavoro (specie da parte di donne e giovani) e le persistenti disparità sociali e territoriali.

Provvedimenti chiave per rafforzare la resilienza economica e sociale

Il piano rafforza la resilienza socioeconomica con riforme trasversali e settoriali. Le riforme trasversali riguardano in particolare: il sistema giudiziario (per ridurre la durata dei procedimenti civili e penali, migliorare l'efficienza del sistema giudiziario e ridurre l'arretrato dei procedimenti pendenti), la pubblica amministrazione (per migliorarne l'efficienza, ridurre la burocrazia e modernizzare l'impiego pubblico) e il contesto imprenditoriale (per migliorare gli appalti pubblici e i servizi pubblici locali, ridurre i ritardi nei pagamenti e rimuovere gli ostacoli alla concorrenza). Tra le principali riforme settoriali figurano quelle relative all'istruzione e alle politiche attive del mercato del lavoro, integrate da importanti investimenti per aumentare l'offerta di strutture per l'infanzia, migliorare la partecipazione delle donne e dei giovani al mercato del lavoro e rafforzare la formazione professionale (26 miliardi di euro), nonché quelle relative al sistema sanitario, che prevedono l'uso delle nuove tecnologie per migliorare l'assistenza ospedaliera e domiciliare, potenziando tra l'altro il ricorso alla telemedicina e riducendo contestualmente la frammentazione territoriale (15,6 miliardi di euro). Inoltre, il piano include misure per promuovere la trasformazione dei territori vulnerabili in aree smart e sostenibili, prevedendo investimenti nell'edilizia sociale, maggiori servizi sociali territoriali a sostegno di bambini e famiglie, una migliore qualità della vita delle persone con disabilità e investimenti infrastrutturali nelle zone economiche speciali del Mezzogiorno (13,2 miliardi di euro).

Progetto esemplare: strutture per l'infanzia

Il piano di investimenti per la fascia di età 0-6 anni punta ad aumentare l'offerta di strutture per l'infanzia costruendo, ristrutturando e garantendo la sicurezza di asili nido e scuole materne, al fine di garantire un aumento dell'offerta educativa per la fascia di età compresa tra i 0 e i 6 anni e migliorare in tal modo la qualità dell'insegnamento. La misura dovrebbe incoraggiare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro e aiutarle a conciliare più facilmente vita familiare e vita professionale. Entro la fine del 2025 saranno creati almeno 264 480 nuovi posti per i servizi educativi e di assistenza alla prima infanzia (da 0 a 6 anni).

Il piano è coerente con le sfide e priorità specifiche dell'Italia individuate nel semestre europeo, il ciclo annuale di coordinamento e sorveglianza delle politiche economiche dell'UE. Per una spiegazione dettagliata del semestre europeo, consultare il seguente link: Il semestre europeo | Commissione europea (europa.eu)

Piano di ripresa e resilienza dell'Italia

Piano nazionale di ripresa e resilienza

Valutazione del piano di ripresa e resilienza

Comunicato stampa: La Commissione europea approva il piano dell'Italia

Decisione di esecuzione del Consiglio relativa all'approvazione della valutazione del piano per la ripresa e la resilienza dell'Italia e allegato

Documento di lavoro dei servizi della Commissione: Analisi del piano per la ripresa e la resilienza dell'Italia

Scheda informativa: Piani di ripresa e resilienza - Italia

Domande e risposte: La Commissione europea approva il piano dell'Italia

Accordi operativi

Operational arrangements between the Commission and Italy

Pagamenti

Comunicato stampa: La Commissione europea eroga all'Italia 24,9 miliardi di euro di prefinanziamenti

Valutazione preliminare

Documenti relativi al semestre europeo

Documenti del semestre europeo per l'Italia

Ulteriori informazioni

Presentazione al Consiglio del piano di ripresa e resilienza dell'Italia

Sintesi della valutazione del piano di ripresa e resilienza dell'Italia