COVID-19: deroga temporanea per consentire alle società e cooperative europee di rinviare le assemblee generali

Il 29 aprile la Commissione europea ha adottato una proposta di deroga temporanea alle norme che disciplinano le società europee (SE) e le società cooperative europee (SCE). Le misure di contenimento e distanziamento sociale nell'UE rendono difficile alle SE e alle SCE tenere le loro assemblee generali entro sei mesi dalla fine dell'esercizio finanziario, come previsto dalla legge. La deroga temporanea consentirà alle SE e alle SCE di tenere le assemblee generali entro 12 mesi dalla fine dell'esercizio finanziario, ma non oltre il 31 dicembre 2020. 

Regolamento del Consiglio relativo a misure temporanee riguardanti le assemblee generali delle società europee (SE) e delle società cooperative europee (SCE).

Per saperne di più su tutte le azioni intraprese dalla Commissione europea per far fronte alla crisi del coronavirus, vedere la pagina sulla risposta al coronavirus relativa all'economia 

Le norme dell’UE in questo campo

L'obiettivo delle norme dell’UE in questo campo è:

  • consentire alle imprese di costituirsi e realizzare operazioni in tutta l'UE

  • fornire protezione agli azionisti e alle altre parti aventi un particolare interesse nelle società, come i dipendenti e i creditori

  • rendere le imprese più efficienti, competitive e sostenibili a lungo termine

  • incoraggiare le imprese che hanno sede in paesi diversi dell’UE a collaborare tra loro.

Le norme dell'UE in materia di relazioni, audit e trasparenza integrano questo quadro giuridico.

Comunicazioni e audit delle società

Cosa fa l'UE

I. Le norme del diritto societario dell'UE riguardano aspetti quali gli obblighi in materia di costituzione, capitale e pubblicità, e le operazioni (fusioni, scissioni) delle società:

1. Gran parte del diritto societario dell'UE è ormai codificata in un'unica direttiva, la direttiva 2017/1132 relativa a taluni aspetti del diritto societario.

La direttiva 2019/1151 del 20 giugno 2019 contempla disposizioni sull'utilizzo di strumenti e processi digitali nel diritto societario. Gli Stati membri devono recepire tale direttiva entro l'agosto 2021 (con un termine più lungo per alcune disposizioni specifiche). La direttiva (UE) 2019/2121 del 27 novembre 2019 stabilisce nuove norme in materia di trasformazioni e scissioni transfrontaliere e modifica le norme in materia di fusioni transfrontaliere. Gli Stati membri devono recepire tale direttiva entro il 3 luglio 2023. Questo nuovo insieme di norme consentirà alle società di utilizzare strumenti digitali nelle procedure di diritto societario e di ristrutturare e spostare l'attività oltrefrontiera, fornendo nel contempo solide garanzie contro le frodi e a tutela delle parti interessate. Queste nuove direttive rivedono e integrano la direttiva 2017/1132.

2. La direttiva 2012/17/UE e il regolamento di esecuzione (UE) 2015/884 della Commissione stabiliscono le norme necessarie per il sistema di interconnessione dei registri delle imprese (BRIS). Il BRIS è operativo dall'8 giugno 2017. Consente l'accesso elettronico a livello dell'UE alle informazioni sulle società e ai documenti conservati nei registri delle imprese degli Stati membri attraverso il portale europeo della giustizia elettronica. Il BRIS permette inoltre ai registri delle imprese di scambiarsi notifiche sulle operazioni transfrontaliere e sulle succursali.

3. La direttiva 2009/102/CE fornisce un quadro per la creazione di società unipersonali.

4. Due regolamenti stabiliscono norme sui soggetti giuridici dell'UE: Il rregolamento (CE) n. 2157/2001 stabilisce uno statuto per la società europea (Societas Europea o "SE") , ossia una forma giuridica dell'UE per le società per azioni, e consente alle società provenienti da diversi Stati membri di gestire la loro attività nell'UE con un unico marchio europeo. Il regolamento (CE) n. 2137/85 stabilisce uno statuto per un gruppo europeo di interesse economico (GEIE), ossia una forma giuridica dell'UE per un raggruppamento costituito da società o soggetti giuridici e/o persone fisiche che svolgono attività economiche provenienti da Stati membri diversi; scopo del gruppo è facilitare o sviluppare l'attività economica transfrontaliera dei suoi membri. 

II. Le norme di diritto societario dell'UE affrontano anche aspetti del governo societario, concentrandosi sui rapporti tra i dirigenti di una società, il consiglio di amministrazione, gli azionisti e le altre parti interessate e, di conseguenza, sui modi in cui la società è gestita e controllata.

  • La direttiva 2007/36/CE sui diritti degli azionisti stabilisce alcuni diritti degli azionisti di società quotate.

    Tale direttiva è stata modificata dalla direttiva (UE) 2017/828, che mira a incoraggiare un maggiore impegno a lungo termine degli azionisti.

    Inoltre, il regolamento di esecuzione (UE) 2018/1212 della Commissione stabilisce requisiti minimi per quanto riguarda l'identificazione degli azionisti, la trasmissione di informazioni e l'agevolazione dell'esercizio dei diritti degli azionisti.

  • La direttiva 2004/25/CE sulle offerte pubbliche di acquisto stabilisce norme minime per le offerte pubbliche di acquisto (o per le modifiche del controllo) che riguardano titoli di società dell'UE.

III. Gli aspetti del governo societario sono stati a loro volta individuati come un ambito importante su cui concentrarsi nel contesto dell'attuazione del piano d'azione della Commissione per finanziare la crescita sostenibile, e in particolare della sua azione 10.

In linea con l'obiettivo generale della Commissione di una transizione equa verso un'economia sostenibile e una ripresa sostenibile dopo la crisi del coronavirus, la comunicazione sul Green Deal europeo e il piano di ripresa della Commissione confermano l'importanza di integrare la sostenibilità nel governo societario. Nel 2021 è prevista la presentazione di un'iniziativa sostenibile in materia di governo societario. Una consultazione pubblica aperta è stata lanciata qui:Sustainable corporate governance - consultation.

IV. Norme specifiche in materia governo societario e remunerazione si applicano alle banche e alle imprese d'investimento. L'obiettivo di queste norme è limitare  l'assunzione di rischi eccessivi, contribuendo in tal modo a garantire la stabilità finanziaria.

Pertanto, mentre le imprese di investimento sistemiche restano soggette alle norme bancarie, le imprese di investimento non sistemiche sono soggette a un regime separato. Ciò è dovuto al fatto che la Commissione ha constatato che il quadro prudenziale per le banche non era adeguato al modello commerciale di tali imprese di investimento.

Gruppi di esperti e piattaforme delle parti interessate

Gruppo informale di esperti sul diritto societario

Questo gruppo, composto di professori e professionisti di diritto societario, assiste la Commissione nella preparazione di iniziative in materia di diritto societario. Per ulteriori informazioni sul suo lavoro, vedere il seguente link.

Gruppo informale di esperti sugli aspetti tecnici del governo societario

Questo gruppo di esperti assiste la Commissione nel suo lavoro sugli aspetti tecnici del governo societario, compreso l'uso delle moderne tecnologie dell'informazione e della comunicazione nel governo societario.

Piattaforma online sul governo societario

Si tratta di uno spazio digitale per la condivisione delle informazioni e lo scambio delle migliori pratiche su una serie di diverse tematiche relative al governo societario, dalla gestione degli investitori alla sostenibilità. La piattaforma incoraggia il dialogo tra imprese, investitori, parti interessate del settore privato e pubblico e aiuta la Commissione a valutare se le misure precedenti conseguano il loro scopo nella pratica. Per saperne di più, inviare un'e-mail a just-cg-op@ec.europa.eu.

Studi

Studio sugli obblighi degli amministratori e sulla governance societaria sostenibile

Relazione finale

Lo studio aveva come obiettivo valutare le cause profonde della tendenza a prediligere una visione a breve termine nella governance societaria, discutere la loro relazione con le pratiche di mercato e/o i quadri normativi attuali e individuare possibili soluzioni a livello dell'UE, anche per contribuire al conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e agli obiettivi dell'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici.

Lo studio ha evidenziato una spiccata tendenza alla visione a breve termine nella strategia delle imprese dell'UE. Tra le principali cause individuate figurano un'interpretazione limitativa dei doveri degli amministratori e dell'interesse della società, con la tendenza a favorire la massimizzazione del valore finanziario a breve termine, una pressione crescente da parte degli investitori e la mancanza di una prospettiva strategica sulla sostenibilità, fino a un'applicazione limitata del dovere degli amministratori di agire nell'interesse a lungo termine della società. Per prolungare l'orizzonte temporale nel processo decisionale delle imprese e promuovere una governance societaria più improntata alla sostenibilità, lo studio ha poi individuato obiettivi specifici che l'intervento dell'UE potrebbe puntare a raggiungere.

Studio sui requisiti di dovuta diligenza lungo la catena di approvvigionamento

Relazione finale

Lo studio è incentrato sui requisiti di dovuta diligenza per individuare, prevenire, attenuare e tenere conto degli effetti negativi delle imprese (abusi dei diritti umani, compresi i diritti dei minori e le libertà fondamentali, gravi lesioni fisiche o rischi per la salute, danni ambientali, anche in relazione al clima). Esamina le pratiche di mercato e i quadri normativi esistenti nonché le opzioni per regolamentare il dovere di diligenza nelle operazioni proprie delle imprese e attraverso la loro catena di approvvigionamento.

Facendo ricorso a ricerca documentale, analisi per paese, colloqui, studi di casi e indagini, individua le pratiche e le percezioni in merito alle opzioni normative. La valutazione delle opzioni, che spaziano dall'assenza di interventi al dovere di diligenza come norma giuridicamente vincolante, prende in esame gli impatti sull'economia, sulle autorità pubbliche, sui diritti sociali, sui diritti umani e sull'ambiente.

Lo studio dimostra che, mentre la norma della dovuta diligenza indicata dai principi guida delle Nazioni Unite in materia di imprese e diritti umani viene sempre più spesso introdotta giuridicamente o proposta negli Stati membri, solo una impresa su tre dell'UE adotta attualmente un dovere di diligenza che tiene conto di tutti i diritti umani e dell'impatto ambientale. Le risposte dei partecipanti all'indagine hanno indicato che una regolamentazione a livello di UE in materia di obblighi generali di dovuta diligenza per i diritti umani e l'ambiente potrebbe apportare benefici alle imprese e la valutazione delle opzioni ha esaminato i costi e gli oneri amministrativi di ciascun approccio.

Eventuali commenti possono essere inviati a just-cg-op@ec.europa.eu.

Lo studio di Ernst and Young sulle operazioni transfrontaliere

Ernst and Young Study on the Cross-border Operations

Questo studio fornisce una panoramica della divergenza tra gli approcci degli Stati membri in relazione alle trasformazioni e alle scissioni transfrontaliere, i problemi che tale frammentazione crea per le società e le parti interessate e i relativi dati statistici.

Studio Optimity sull'impatto della digitalizzazione

Optimity Study on the Impact of Digitalisation

Lo studio presenta un'analisi comparativa dei processi cartacei e online utilizzati nel contesto della registrazione delle società, dello scioglimento delle società, della trasmissione e della divulgazione delle informazioni sulle società e della procedura di fusione transfrontaliera, nonché dell'impatto che l'uso di strumenti digitali ha sulla certezza del diritto, sulle questioni socioeconomiche e sulle attività illegali/fraudolente.

Studio Everis sulla digitalizzazione 

Everis Study on Digitalisation

Questo studio presenta una panoramica concreta dell'uso di strumenti digitali nelle procedure di diritto societario in tutta l'UE, tra cui informazioni sui benefici, i vincoli e le sfide associate a tale digitalizzazione.

Studio di Ernst e Young sull'individuazione e la valutazione di impedimenti giuridici e pratici all'uso di strumenti digitali per l'interazione tra le imprese e i loro azionisti

Studio

Questo studio analizza l'attuale quadro giuridico e le attuali pratiche nell'Unione europea per quanto riguarda l'uso di soluzioni digitali nell'interazione tra società e azionisti. Valuta gli impedimenti giuridici e pratici all'uso di soluzioni digitali e le possibili soluzioni.

L'uso di soluzioni digitali è nella maggior parte dei casi previsto o consentito dalle legislazioni nazionali. La maggior parte delle imprese e degli azionisti utilizza soluzioni digitali, in particolare per comunicare le risoluzioni adottate in occasione di assemblee generali e avvisi di convocazione. Le soluzioni più comunemente usate sono le e-mail e i siti web aziendali. Anche se possono richiedere investimenti significativi, le soluzioni digitali globali consentono interazioni più rapide, economiche, comode, efficaci e sicure. Ricerche approfondite su dieci Stati membri hanno dimostrato che lo sviluppo di soluzioni digitali più adatte alle esigenze degli utenti ne agevola in modo significativo l'adozione, anche se il quadro giuridico non è particolarmente favorevole. Sono stati individuati alcuni ostacoli all'uso di soluzioni digitali: preferenza per le soluzioni tradizionali; inefficacia del quadro giuridico; oneri aggiuntivi per l'utilizzo di soluzioni digitali; strozzature lungo la catena di intermediazione; rischi connessi alla tecnologia prescelta; mancanza di armonizzazione della legislazione tra gli Stati membri. Sono state formulate anche raccomandazioni per superare tali ostacoli.

Studio TGS Baltic sulla tutela degli azionisti di minoranza

Studio

Lo scopo dello studio è assistere la Commissione europea nella valutazione della politica dell'UE in materia di tutela degli azionisti di minoranza. Lo studio comprende un'analisi e una valutazione complete del quadro giuridico di ciascuno Stato membro e si concentra su tutte le principali categorie di diritti degli azionisti di minoranza, in particolare sul piano economico e in materia di controllo, informazione, contenzioso e parità di trattamento. Lo studio mira a consentire ai responsabili politici di ottenere un quadro più chiaro delle leggi, delle norme non vincolanti e della giurisprudenza degli Stati membri. Gli esperti nazionali di diritto e le parti interessate nazionali degli Stati membri hanno partecipato alla preparazione dello studio per individuare problemi pratici e teorici.

Lo studio mostra che, nonostante le analogie del quadro giuridico esistenti in tutti gli Stati membri per quanto riguarda i diritti degli azionisti, esistono ancora numerose differenze a livello sia di regolamentazione sia di esecuzione. In alcuni settori, il diritto dell'UE offre un contributo moderato al corretto funzionamento del mercato interno e ha un impatto limitato sulla certezza del diritto e la prevedibilità.