Vaccinazione

Panoramica

La vaccinazione, vale a dire l'atto di rendere le persone immuni dalle malattie, è indubbiamente una delle misure sanitarie più efficaci sotto il profilo dei costi. I vaccini sono la migliore difesa che abbiamo dalle malattie contagiose prevenibili gravi e a volte mortali.

La vaccinazione è uno dei più importanti provvedimenti medici messi a punto nel XX secolo e il principale strumento per la prevenzione primaria delle malattie. Grazie alla vaccinazione diffusa, il vaiolo è stato eradicato, la poliomielite non esiste più in Europa e numerose altre malattie sono quasi state eliminate.

Oggi più di 100 milioni di bambini vengono vaccinati ogni anno contro malattie come la difterite, il tetano, la pertosse, la tubercolosi, la poliomielite, il morbillo e l'epatite B. La vaccinazione impedisce circa 2,5 milioni di decessi all'anno in tutto il mondo e riduce i costi legati alle cure, tra cui le terapie antimicrobiche (prescritte per le infezioni virali).

Riluttanza nei confronti dei vaccini

La minore fiducia che i cittadini ripongono nei vaccini è motivo di preoccupazione e una sfida importante per la sanità pubblica. La riluttanza nei confronti dei vaccini si esprime in un ritardo o rifiuto della somministrazione, nonostante la disponibilità dei servizi. Tra i fattori che determinano il fenomeno figurano una minore accettazione dei rischi, seppur limitati, una mancanza di informazioni attendibili, differenze nell'approccio alla valutazione e messa in atto di nuovi vaccini, opinioni divergenti sui media e la propaganda.

Attualmente, questa riluttanza è all'origine di epidemie evitabili di morbillo in diversi paesi europei. Anzi, l'Europa sta esportando il morbillo in altre parti del mondo. Alcuni paesi dell'UE rischiano inoltre di vedere riapparire la poliomielite, mettendo a repentaglio l'attuale stato dell'UE, in cui la malattia risulta debellata, e compromettendo l'iniziativa mondiale per l'eradicazione della poliomielite. Nella maggior parte dei paesi europei la copertura contro l'influenza stagionale è molto al di sotto dell'obiettivo concordato del 75% per gli anziani, anche se ogni anno consente di evitare fino a 37 000 decessi in tutta l'UE.

Azioni a livello dell'UE

La politica nei campo dei vaccini è di competenza delle autorità nazionali. Tuttavia, la Commissione europea aiuta i paesi dell'UE a coordinare le politiche e i programmi da condurre in ambito nazionale. Per consentire loro di mantenere o aumentare i tassi di vaccinazione, la Commissione europea:

Maggiore collaborazione in ambito UE

Un seminario sulla ricerca di nuove partnership per l’azione dell'UE nel campo delle vaccinazioni, ospitato nel maggio 2017 dalla DG SANTE ha esaminato come la collaborazione a livello dell'UE possa aumentare la copertura vaccinale, affrontare le carenze e rafforzare i programmi di vaccinazione standard. Vi hanno preso parte 121 rappresentanti dei paesi dell'UE, della Commissione europea, dell'Agenzia europea per i medicinali, del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, del Parlamento europeo, delle principali organizzazioni internazionali (OMS, UNICEF), dell'industria e dell'assistenza sanitaria.

Azione comune contro la riluttanza nei confronti dei vaccini

La Commissione europea sta rafforzando il suo sostegno agli sforzi compiuti in ambito nazionale per aumentare la copertura vaccinale, anche attraverso la definizione di un'azione comune sulla vaccinazione cofinanziata dal programma per la salute (3 milioni di euro).

L'azione comune sarà avviata nel 2018 e si propone di contrastare la riluttanza nei confronti dei vaccini. È coordinata da INSERM (Francia) e prevede la partecipazione di 24 paesi (tra cui 20 dell'UE). L'obiettivo è migliorare la copertura vaccinale nell'UE con una serie di interventi volti a:

  • rafforzare l'interazione tra i sistemi d'informazione in materia di vaccinazione per accrescere la capacità di sorveglianza e la copertura vaccinale
  • verificare la fattibilità di una copertura vaccinale su scala europea contro il morbillo, la parotite e la rosolia con i dati dei sistemi d'informazione al fine di individuare le carenze immunitarie
  • valutare i sistemi europei di segnalazione e richiamo
  • portare avanti la gestione degli approvvigionamenti e delle scorte, con attività di armonizzazione e mappatura
  • elaborare procedure e metodi per determinare il fabbisogno e l'approvvigionamento dei vaccini
  • analizzare e valutare i meccanismi di finanziamento per la sostenibilità degli acquisti e delle scorte
  • elaborare un piano per anticipare i cambiamenti nelle raccomandazioni e nella domanda di vaccinazione
  • definire un archivio di dati per condividere le informazioni sui vaccini a livello dell'UE
  • istituire una piattaforma collaborativa per definire le priorità della ricerca e sviluppo
  • inventariare gli attuali strumenti per la definizione delle priorità, quali WHO R&D Blueprint, CEPI, UK Vaccine Network, CE/IMI, BARDA, Global Health Innovative Technology Fund
  • individuare meccanismi per migliorare i finanziamenti e intensificare la collaborazione nel campo della ricerca in tutta la catena del valore
  • realizzare un'analisi sistematica dell'attuale riluttanza nei confronti dei vaccini e delle attività e migliori pratiche realizzate
  • creare meccanismi sostenibili per analizzare la ricerca sugli ostacoli/fattori che determinano una copertura vaccinale alta o bassa, le migliori pratiche e gli insegnamenti tratti
  • fornire e analizzare i dati raccolti sui social media e sul web per favorire il monitoraggio in tempo reale della fiducia della popolazione nei vaccini.

L'azione comune si adopererà per rafforzare la collaborazione tra i gruppi consultivi nazionali sull'immunizzazione, al fine di aumentare la trasparenza e la fiducia nel processo decisionale relativo all'introduzione di nuovi vaccini.

Prossime tappe

Futuri incentivi dell'UE potrebbero contrastare la riluttanza nei confronti dei vaccini nel contesto del crescente impatto della digitalizzazione e dei social media, utilizzando il caso dei vaccini come strumento per combattere il diffondersi delle notizie false. Un migliore allineamento dei calendari vaccinali potrebbe inoltre contribuire ad accrescere la fiducia nei programmi di vaccinazione e nei vaccini.

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