Statistiche sulle migrazioni internazionali e sulle popolazioni di origine straniera

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Dati estratti a maggio 2020.

Prossimo aggiornamento della scheda: luglio 2021.

Aspetti salient

Nel 2018 sono immigrati nell'UE-27 2,4 milioni di cittadini di paesi terzi.

Sui 446,8 milioni di residenti nell'UE-27 al 1° gennaio 2019 i cittadini stranieri erano 21,8 milioni (4,9 %).

Nel 2018 gli Stati membri dell'UE-27 hanno concesso la cittadinanza a 672 mila persone.

Immigrati, 2018

Oggetto di questa scheda sono le statistiche dell'Unione europea (UE) sulle migrazioni internazionali (flussi), sugli stock di popolazione di cittadini UE e di stranieri e sulle acquisizioni di cittadinanza. Le migrazioni sono indotte da una combinazione di fattori economici, ambientali, politici e sociali: nel paese di origine del migrante (fattori di spinta) oppure nel paese di destinazione (fattori di attrazione). Tradizionalmente la prosperità economica e la stabilità politica dell'UE sembrano aver esercitato una forte attrazione sugli immigrati.

Nei paesi di destinazione le migrazioni internazionali possono servire a colmare specifiche carenze del mercato del lavoro. Da sole, tuttavia, le migrazioni non potranno certamente invertire l'attuale tendenza all'invecchiamento della popolazione registrata in molte zone dell'UE.

Scheda completa

Flussi migratori: gli immigrati nell'UE-27 provenienti da paesi terzi sono stati 2,4 milioni nel 2018

Complessivamente, nel 2018 sono immigrati in uno degli Stati membri dell'UE-27 3,9 milioni di persone, mentre 2,6 milioni di migranti hanno lasciato uno Stato membro dell'UE-27. Tuttavia, tali dati non riflettono i flussi migratori da e verso l'UE-27 nel suo insieme, perché includono anche i flussi tra i 27 Stati membri dell'Unione. Secondo le stime, nel 2018 gli immigrati nell'UE-27 provenienti da paesi terzi sono stati 2,4 milioni e le persone emigrate dall'UE-27 verso un paese non appartenente all'Unione sono state all'incirca 1,1 milioni (cfr. grafico 1). Inoltre 1,4 milioni di persone che risiedevano precedentemente in uno Stato membro dell'UE-27 sono emigrate in un altro Stato membro.

Grafico 1 - Immigrati provenienti da paesi terzi ed emigrati verso paesi terzi, UE-27, 2013-2018
(milioni)
Fonte: Eurostat (migr_imm12prv) e (migr_emi5nxt)

Germania: il numero totale più elevato di immigrati ed emigrati

Nel 2018 lo Stato membro che ha registrato il numero totale più elevato di immigrati è stata la Germania (893 900), seguita dalla Spagna (643 700), dalla Francia (386 900) e dall'Italia (332 300). La Germania nel 2018 ha anche registrato il numero più elevato di emigrati (540 400), precedendo la Spagna (309 500), la Francia (341 400), la Romania (231 700) e la Polonia (189 800). In totale 22 Stati membri dell'UE-27 hanno registrato più immigrati che emigrati nel 2018, mentre in Bulgaria, Croazia, Lettonia, Lituania e Romania il numero degli emigrati ha superato quello degli immigrati.

Tavola 1 - Immigrati per gruppo di cittadinanza, 2018
Fonte: Eurostat (migr_imm1ctz)

In rapporto al totale della popolazione residente, il tasso di immigrazione più elevato nel 2018 è stato registrato da Malta (55 immigrati per 1 000 abitanti), seguita dal Lussemburgo (41 immigrati per 1 000 abitanti) (cfr. grafico 2). Nel 2018 i tassi di emigrazione più elevati sono stati registrati in Lussemburgo (23 emigrati per 1 000 abitanti), a Malta (19 emigrati per 1 000 abitanti), a Cipro (18 emigrati per 1 000 abitanti) e in Romania (12 emigrati per 1 000 abitanti).

Grafico 2 - Immigrati, 2018
(per 1 000 abitanti)
Fonte: Eurostat (migr_imm1ctz) e (migr_pop1ctz)

Percentuale più elevata di immigrati nazionali in Romania, più bassa in Lussemburgo

Nel 2018 la quota relativa di immigrati nazionali (persone con la cittadinanza dello Stato membro dell'UE-27 verso cui stavano migrando) rispetto al numero complessivo di immigrati ha riportato i valori più alti in Romania (82 % sul totale degli immigrati), Slovacchia (60 %), Lituania (57 %), Polonia (55 %) e Bulgaria (55 %). Questi sono stati gli unici Stati membri dell'UE-27 a registrare una quota di immigrati nazionali superiore alla metà del numero totale degli immigrati (cfr. grafico 3). Per contro, nel 2018 il Lussemburgo ha riportato una percentuale di immigrati nazionali non superiore al 5 % del totale degli immigrati.

Grafico 3 - Ripartizione degli immigrati per gruppo di cittadinanza, 2018
(% sul totale degli immigrati)
Fonte: Eurostat (migr_imm2ctz)

Spesso le informazioni sulla cittadinanza sono state utilizzate per studiare il fenomeno dell'immigrazione di origine straniera. Tuttavia, poiché la cittadinanza di una persona può cambiare nel corso della vita, è utile anche analizzare i dati per paese di nascita. La quota relativa più elevata di emigrati di ritorno rispetto al totale degli immigrati è stata registrata in Bulgaria e in Lituania (51 % sul totale degli immigrati per entrambi i paesi), seguite dalla Romania (43 %) e dall'Estonia (40 %). Per contro, il Lussemburgo ha riportato dati relativamente bassi, con quote di emigrati di ritorno inferiori al 5 % sul totale degli immigrati nel 2018.

Tavola 2 - Immigrati per paese di nascita, 2018
Fonte: Eurostat (migr_imm3ctb)

Residenza precedente: nel 2018 gli immigrati nell'UE-27 sono stati 2,4 milioni

Da un'analisi effettuata considerando la precedente residenza risulta che il Lussemburgo ha registrato la quota più elevata di immigrati provenienti da un altro Stato membro dell'UE-27 (93 % del numero complessivo di immigrati nel 2018), seguito da Slovacchia (65 %) e Austria (62 %); relativamente modeste sono invece le quote registrate dalla Spagna (19 % sul totale degli immigrati), come pure da Italia e Slovenia (20 % per ciascun paese) (cfr. tavola 3).

Tavola 3 - Immigrati per paese di residenza precedente, 2018
Fonte: Eurostat (migr_imm5prv)

Quanto alla ripartizione in base al sesso degli immigrati negli Stati membri dell'UE-27, nel 2018 gli uomini superavano di poco le donne (54 % contro il 46 %). Lo Stato membro con la quota più elevata di immigrati maschi è la Croazia (75 %); la quota più elevata di donne immigrate è stata invece registrata dal Portogallo (53 %).

Grafico 4 - Ripartizione degli immigrati in base al sesso, 2018
(% sul totale degli immigrati)
Fonte: Eurostat (migr_imm2ctz)

Metà degli immigrati era di età inferiore a 29 anni

Nel 2018 gli immigrati negli Stati membri dell'UE-27 sono risultati in media molto più giovani della popolazione complessiva già residente del paese di destinazione: al 1° gennaio 2019 l'età mediana della popolazione totale dell'UE-27 era di 43,7 anni, mentre si attestava sui 29,2 anni per gli immigrati nell'UE-27 nel 2018.

Grafico 5 - Struttura per età degli immigrati per gruppo di cittadinanza, UE, 2018
(%)
Fonte: Eurostat (migr_imm2ctz)

Popolazione di origine straniera: erano 21,8 milioni i cittadini stranieri che vivevano nell'UE-27 al 1° gennaio 2019

Al 1° gennaio 2019, i cittadini residenti in uno Stato membro dell'UE e aventi la cittadinanza di un paese terzo erano 21,8 milioni, pari al 4,9 % della popolazione dell'UE-27. Inoltre, al 1° gennaio 2019, 13,3 milioni di cittadini residenti in uno degli Stati membri dell'UE-27 avevano la cittadinanza di un altro Stato membro dell'Unione.

In termini assoluti il numero più elevato di stranieri residenti nell'UE-27 al 1° gennaio 2019 si è registrato in Germania (10,1 milioni di persone), Italia (5,3 milioni), Francia (4,9 milioni) e Spagna (4,8 milioni). Gli stranieri residenti in questi quattro Stati membri rappresentavano complessivamente il 71 % del totale di stranieri nell'UE-27, mentre la popolazione degli stessi quattro Stati membri rappresentava il 58 % della popolazione dell'UE-27.

Tavola 4 - Popolazione straniera per gruppo di cittadinanza, 1° gennaio 2019
Fonte: Eurostat (migr_pop1ctz)

Gli stranieri sono cittadini di paesi terzi nella maggior parte degli Stati membri dell'UE-27

Al 1° gennaio 2019 Belgio, Irlanda, Lussemburgo, Austria e Slovacchia erano i soli Stati membri dell'UE-27 in cui gli stranieri erano prevalentemente cittadini di un altro Stato membro dell'Unione. Ciò significa che nella maggior parte degli Stati membri dell'UE-27 gli stranieri sono in maggioranza cittadini di paesi terzi (cfr. tavola 5). Nel caso della Lettonia e dell'Estonia, la quota di cittadini di paesi terzi è particolarmente elevata per effetto dell'alto numero di non cittadini riconosciuti (principalmente cittadini dell'ex Unione sovietica che risiedono permanentemente in tali paesi senza aver acquisito un'altra cittadinanza).

Grafico 6 - Quota di stranieri sulla popolazione residente, 1° gennaio 2019
(%)
Fonte: Eurostat (migr_pop1ctz)

La percentuale più elevata di stranieri registrata in Lussemburgo, la più bassa in Romania

In termini relativi lo Stato membro dell'UE-27 con la quota più elevata di stranieri è il Lussemburgo (47 % del totale della sua popolazione). Una quota considerevole di stranieri (il 10 % o più sul totale dei residenti) si è registrata anche a Cipro e a Malta nonché in Austria, Estonia, Lettonia, Irlanda, Belgio, Germania e Spagna. Per contro gli stranieri rappresentano meno dell'1 % della popolazione in Polonia (0,8 %) e in Romania (0,6 %). La quota relativa più elevata di persone nate all'estero sul totale della popolazione è stata rilevata in Lussemburgo (47 % sul totale della popolazione residente), cui seguono Cipro (21 %) e Malta (20 %). Al contrario, la Polonia ha rilevato quote contenute di persone nate all'estero, pari al 2 % della sua popolazione totale al 1° gennaio 2019, seguita dalla Bulgaria (2,5 %), dalla Romania (3,2 %) e dalla Slovacchia (3,6 %).

Tavola 5 - Popolazione nata all'estero per paese di nascita, 1° gennaio 2019
Fonte: Eurostat (migr_pop3ctb)

La tavola 6 presenta in sintesi i cinque principali gruppi di cittadini stranieri e nati all'estero per gli Stati membri dell'UE-27, il Regno Unito e i paesi dell'EFTA (in base alla disponibilità dei dati).

Tavola 6 - Principali paesi di cittadinanza e di nascita della popolazione straniera/nata all'estero, 1° gennaio 2019
(in valori assoluti e in percentuale rispetto alla popolazione complessiva straniera/ nata all'estero)
Fonte: Eurostat (migr_pop1ctz) e (migr_pop3ctb)

Rumeni, polacchi, italiani e portoghesi costituivano nel 2019 i quattro principali gruppi di cittadini dell'UE-27 residenti in altri Stati membri dell'Unione (cfr. grafico 7).

Grafico 7 - Numero di cittadini dell'UE-27 dimoranti abitualmente nel resto dell'UE-27 al 1° gennaio 2019
(milioni)
Fonte: Eurostat (migr_pop1ctz)

Cittadini stranieri più giovani della popolazione nazionale

L'analisi della struttura per età della popolazione rivela che, per l'UE-27 nel suo insieme, la popolazione straniera è più giovane di quella nazionale. La distribuzione per età degli stranieri mostra una maggiore proporzione di adulti in età lavorativa relativamente giovani rispetto ai cittadini dell'UE. Il 1° gennaio 2019 l'età mediana della popolazione nazionale nell'UE-27 era di 45 anni, mentre l'età mediana degli stranieri residenti nell'UE-27 era di 36 anni.

Grafico 8 - Struttura per età della popolazione di cittadini dell'UE-27 e della popolazione di stranieri, UE-27, 1° gennaio 2019
(%)
Fonte: Eurostat (migr_pop2ctz)

Acquisizione della cittadinanza: nel 2018 gli Stati membri dell'UE-27 hanno concesso la cittadinanza a 672 000 persone

Acquisizioni di cittadinanza in calo del 4 % nel 2018

Nel 2018 sono state 672 300 le persone che hanno acquisito la cittadinanza di uno Stato membro dell'UE-27, con un decremento del 4 % rispetto al 2017. La Germania ha registrato il maggior numero di persone che hanno acquisito la cittadinanza nel 2018 (116 800, pari al 17 % del totale dell'UE-27), seguita da Italia (112 500), Francia (110 000), Spagna (90 800) e Svezia (63 800).

Grafico 9 - Numero di persone che hanno acquisito la cittadinanza di uno Stato membro dell'UE-27, UE-27, 2009-2018
(1 000)
Fonte: Eurostat (migr_acq)

In termini assoluti le maggiori diminuzioni rispetto al 2017 sono state registrate in Italia, dove è stata concessa la cittadinanza italiana a 34 100 residenti in meno, cui fanno seguito la Grecia (-6 400), la Svezia (-5 100), la Danimarca (-4 400) e la Francia (-4 300). Per contro, i maggiori incrementi in termini assoluti si sono registrati in Spagna (dove hanno ottenuto la cittadinanza spagnola 24 300 persone in più rispetto al 2017), seguita dal Portogallo (+3 300) e dal Lussemburgo (+2 000).

Tavola 7 - Acquisizione della cittadinanza per gruppo di residenza precedente, 2018
Fonte: Eurostat (migr_acq)

Circa 566 100 cittadini di paesi terzi residenti in uno Stato membro dell'UE-27 hanno acquisito la cittadinanza dell'Unione nel 2018, con una diminuzione del 5 % rispetto al 2017. L'84 % di tutti coloro che hanno acquisito la cittadinanza di uno Stato membro dell'UE-27 nel 2018 era quindi composto da cittadini di paesi terzi. Questi nuovi cittadini dell'UE-27 provenivano principalmente dall'Africa (28 % sul totale delle acquisizioni di cittadinanza), da paesi europei non appartenenti all'UE-27 (25 %), dall'Asia (16 %) e dall'America settentrionale e meridionale (14 %). I cittadini dell'UE-27 che hanno acquisito la cittadinanza di un altro Stato membro sono stati 89 600, ossia il 13 % del totale. In termini assoluti i principali gruppi di cittadini dell'UE-27 che hanno acquisito la cittadinanza di un altro Stato membro dell'Unione sono costituiti dai rumeni divenuti cittadini italiani (6 500 persone) e cittadini tedeschi (4 300 persone) e dai polacchi e dagli italiani che per la metà circa delle attribuzioni hanno ricevuto la cittadinanza in Germania (6 200 e 4 000 persone rispettivamente).

In Lussemburgo e in Ungheria la maggioranza delle nuove attribuzioni di cittadinanza ha riguardato cittadini di un altro Stato membro dell'UE-27. Nel caso del Lussemburgo la quota più elevata è costituita da cittadini portoghesi, seguiti da quelli francesi, italiani e belgi, mentre riguardo all'Ungheria i cittadini dell'UE-27 che hanno acquisito la cittadinanza ungherese erano quasi esclusivamente cittadini rumeni.

Come negli anni precedenti, il gruppo più numeroso di nuovi cittadini dell'UE-27 nel 2018 è rappresentato dai marocchini (67 200, pari al 10 % del totale delle attribuzioni di cittadinanza), seguiti dagli albanesi (47 400, pari al 7,1 %), dai turchi (28 400, pari al 4,2 %) e dai brasiliani (23 100, pari al 3,4 %). Rispetto al 2017, il numero di cittadini marocchini che hanno acquisito la cittadinanza di uno Stato membro dell'UE-27 è diminuito del 2 %. La maggior parte dei cittadini marocchini ha acquisito la nuova cittadinanza in Spagna (38 %), Italia (23 %) o Francia (23 %), mentre alla maggioranza degli albanesi è stata concessa la cittadinanza greca (51 %) o italiana (46 %). La maggioranza dei turchi (59 %) ha acquisito la cittadinanza tedesca, mentre circa la metà dei cittadini brasiliani ha acquisito la cittadinanza italiana (46 %).

Tassi di naturalizzazione più elevati in Svezia e Romania

Un indicatore comunemente utilizzato è il "tasso di naturalizzazione", definito in questa sede come il rapporto tra il numero totale di attribuzioni di cittadinanza e lo stock di residenti stranieri all'inizio dello stesso anno. Lo Stato membro dell'UE-27 con il tasso di naturalizzazione più elevato nel 2018 era la Svezia (7,2 acquisizioni per 100 residenti stranieri), seguita da Romania e Portogallo (rispettivamente con 5,6 e 5,1 acquisizioni per 100 stranieri residenti).

Grafico 10 - Tasso di naturalizzazione (acquisizione della cittadinanza per 100 residenti stranieri), 2018
Fonte: Eurostat (migr_acq)e (migr_pop1ctz)

Fonte dei dati

L'emigrazione è un fenomeno particolarmente difficile da quantificare. Censire le persone che lasciano un paese è ancora più complicato che censire quelle che vi entrano, essendo spesso per il migrante molto più importante interagire in merito alla propria migrazione con le autorità del paese di destinazione piuttosto che con le autorità del paese che sta lasciando. Lo ha confermato nel caso di molti paesi un'analisi che ha messo a confronto i dati 2018 degli Stati membri dell'UE-27 sull'immigrazione e sull'emigrazione (statistiche speculari). Di conseguenza la presente scheda è incentrata sui dati sull'immigrazione.

Eurostat produce statistiche su molteplici temi connessi ai flussi migratori internazionali, agli stock di popolazione straniera e alle acquisizioni di cittadinanza. I dati sono rilevati su base annua e sono trasmessi a Eurostat dalle autorità statistiche nazionali degli Stati membri dell'UE-27.

Base per la rilevazione dei dati

Dal 2008 la rilevazione dei dati in materia di migrazione e protezione internazionale si basa sulle disposizioni del regolamento (CE) n. 862/2007; l'analisi e la composizione dei gruppi di paesi dell'UE, dell'EFTA e dei paesi candidati all'adesione al 1° gennaio dell'anno di riferimento sono riportate nel regolamento (CE) n. 351/2010, che definisce una serie di statistiche di base sui flussi migratori internazionali, sugli stock di popolazione straniera, sulle acquisizioni di cittadinanza e sui permessi di soggiorno, nonché in materia di asilo e di misure contro l'ingresso e il soggiorno illegali. Sebbene gli Stati membri dell'UE possano continuare a utilizzare altre fonti di dati, purché affidabili, in funzione della loro disponibilità e delle prassi nazionali, le statistiche compilate a norma del regolamento devono basarsi su definizioni e concetti comuni. La maggior parte degli Stati membri basa le proprie statistiche su fonti di dati amministrativi quali registri anagrafici, registri della popolazione straniera o registri dei permessi di soggiorno o di lavoro, registri sanitari o fiscali. Altri ricorrono invece a statistiche speculari, a indagini per campione o a metodi di stima per produrre statistiche sulle migrazioni. L'attuazione del regolamento dovrebbe migliorare la disponibilità e la comparabilità delle statistiche sulle migrazioni.

Come previsto dall'articolo 2, paragrafo 1, lettere a), b) e c), del regolamento (CE) n. 862/2007, sono censiti gli immigrati che risiedono (o che si presume risiedano) nel territorio di uno Stato membro dell'UE per un periodo minimo di 12 mesi e gli emigrati che vivono all'estero per più di 12 mesi. I dati raccolti da Eurostat vertono pertanto sulle migrazioni che riguardano un periodo di almeno 12 mesi: sono quindi incluse fra i migranti le persone emigrate per un periodo minimo di un anno e quelle emigrate definitivamente. I dati sulle acquisizioni di cittadinanza sono rilevati da Eurostat in base alle disposizioni dell'articolo 3, paragrafo 1, lettera d), del regolamento (CE) n. 862/2007, ai sensi del quale: "Gli Stati membri trasmettono alla Commissione (Eurostat) statistiche sul numero di: [...] persone che hanno dimora abituale nel territorio dello Stato membro e che, durante il periodo di riferimento, hanno acquisito la cittadinanza dello Stato membro [...], disaggregate per [...] precedente cittadinanza o precedente status di apolide delle persone in questione".

Definizioni

Gli aggregati dell'UE-27 sui dati delle acquisizioni di cittadinanza per gli anni 2012, 2011 e 2010 comprendono i dati sui cittadini rumeni per il 2009.

A titolo provvisorio, i dati sulle acquisizioni di cittadinanza relativi alla Germania per il 2018 sono arrotondati al più vicino multiplo di 5.

I dati sulle acquisizioni di cittadinanza in base alla precedente cittadinanza relativi alla Romania non sono disponibili per gli anni 2017 e 2018.

Gli aggregati dell'UE-27 per i dati relativi agli immigrati per paese di residenza precedente per il periodo dal 2013 al 2018 includono il Regno Unito nella composizione dell'UE poiché non sono disponibili i dati dell'UE-27 riguardo a Cipro.

Gli aggregati dell'UE-27 per i dati relativi alla popolazione in base alla cittadinanza al 1° gennaio 2019 includono il Regno Unito nella composizione dell'UE poiché i dati dell'UE-27 non sono disponibili in merito a Cipro e a Malta.

Età:

Per quanto riguarda le definizioni dell'età per i flussi migratori, va osservato che i dati del 2018 si riferiscono all'età raggiunta dai rispondenti, ossia alla loro età alla fine dell'anno di riferimento per tutti gli Stati membri dell'UE-27, fatta eccezione per Irlanda, Grecia, Austria, Malta, Romania e Slovenia. (per i quali, come pure per il Regno Unito, i dati riguardano l'età compiuta dei rispondenti, ossia la loro età alla data del loro ultimo compleanno). In merito alle definizioni dell'età per le acquisizioni di cittadinanza, va rilevato che i dati del 2018 si riferiscono all'età raggiunta dai rispondenti, ossia alla loro età alla fine dell'anno di riferimento per tutti gli Stati membri dell'UE-27, fatta eccezione per Germania, Grecia, Irlanda, Austria, Lituania, Malta, Romania e Slovenia (per i quali, allo stesso modo che per il Regno Unito, i dati riguardano l'età compiuta dei rispondenti, ossia la loro età alla data del loro ultimo compleanno).

Stati membri e paesi dell'EFTA per inclusione/esclusione dei richiedenti asilo e dei rifugiati nei dati sulla popolazione notificati a Eurostat nel quadro della rilevazione unificata dei dati demografici, anno di riferimento 2018

Popolazione all'1.1.2019 Inclusi Esclusi
Richiedenti asilo residenti abituali da almeno 12 mesi Belgio, Germania, Estonia, Irlanda, Grecia, Spagna, Francia, Italia, Cipro, Lussemburgo, Paesi Bassi, Austria, Portogallo, Regno Unito, Norvegia, Svizzera Bulgaria, Cechia, Danimarca, Croazia, Lettonia, Lituania, Ungheria, Malta, Polonia, Romania, Slovenia, Slovacchia, Finlandia, Svezia, Islanda, Liechtenstein
Rifugiati residenti abituali da almeno 12 mesi Belgio, Bulgaria, Cechia, Danimarca, Germania, Estonia, Irlanda, Grecia, Spagna, Francia, Croazia, Italia, Cipro, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Ungheria, Malta, Paesi Bassi, Austria, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia, Slovacchia, Finlandia, Svezia, Regno Unito, Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera

Nota: Norvegia (i richiedenti asilo e i rifugiati senza permesso di soggiorno non sono inclusi).


Stati membri e paesi dell'EFTA per inclusione/esclusione dei richiedenti asilo e dei rifugiati nei dati sulle migrazioni notificati a Eurostat nel quadro della rilevazione unificata dei dati demografici, anno di riferimento 2018

Migrazioni per il 2018 Inclusi Esclusi
Richiedenti asilo residenti abituali da almeno 12 mesi Belgio, Germania, Estonia, Grecia, Spagna, Francia, Italia, Cipro, Lussemburgo, Paesi Bassi, Austria, Portogallo, Regno Unito, Svizzera, Norvegia Bulgaria, Cechia, Danimarca, Irlanda, Croazia, Lettonia, Lituania, Ungheria, Malta, Polonia, Romania, Slovenia, Slovacchia, Finlandia, Svezia, Islanda, Liechtenstein
Rifugiati residenti abituali da almeno 12 mesi Belgio, Bulgaria, Cechia, Danimarca, Germania, Estonia, Irlanda, Grecia, Spagna, Francia, Croazia, Italia, Cipro, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Ungheria, Malta, Paesi Bassi, Austria, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia, Slovacchia, Finlandia, Svezia, Regno Unito, Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera

Nota: Norvegia (i richiedenti asilo e i rifugiati senza permesso di soggiorno non sono inclusi); Irlanda (i rifugiati che non vivono in un nucleo domestico non sono inclusi).

Rifugiato: il termine non si riferisce soltanto alle persone che hanno ottenuto lo status di rifugiato [quale definito all'articolo 2, lettera e), della direttiva 2011/95/CE, ai sensi dell'articolo 1 della convenzione di Ginevra relativa allo status di rifugiati del 28 luglio 1951, integrata dal protocollo di New York del 31 gennaio 1967] ma anche alle persone aventi titolo a beneficiare della protezione sussidiaria [quale definita all'articolo 2, lettera g), della direttiva 2011/95/CE] e alle persone autorizzate a soggiornare per ragioni umanitarie in virtù di una decisione basata sulla normativa nazionale in materia di protezione internazionale.

Richiedente asilo: le domande di asilo presentate per la prima volta sono specifiche per paese e non hanno limiti temporali. Un richiedente asilo può quindi presentare domanda per la prima volta in un determinato paese e successivamente presentare una nuova domanda come richiedente asilo per la prima volta in qualsiasi altro paese. Se un richiedente asilo presenta una nuova domanda nello stesso paese dopo un periodo di tempo qualsiasi, il richiedente in questione non verrà più considerato un richiedente asilo per la prima volta.

Tasso di naturalizzazione: il termine "tasso di naturalizzazione" dovrebbe essere utilizzato con cautela perché il numeratore comprende tutte le modalità di acquisizione e non solo le naturalizzazioni di stranieri residenti idonei, mentre il denominatore include tutti gli stranieri, anziché gli stranieri idonei per la naturalizzazione.

Contesto

I cittadini degli Stati membri dell'UE godono di libertà di circolazione e di movimento entro i confini interni dell'UE. Le politiche migratorie dell'UE relative ai cittadini di paesi terzi sono sempre più indirizzate ad attrarre immigrati con un profilo determinato, spesso nel tentativo di colmare specifiche carenze di competenze. La selezione può essere effettuata sulla base di competenze linguistiche, esperienza professionale, titoli di studio ed età. In alternativa, alla selezione possono provvedere i datori di lavoro in modo che gli immigrati abbiano già un lavoro al loro arrivo.

Oltre ad incoraggiare le assunzioni di lavoratori, la politica d'immigrazione è spesso incentrata su due aspetti: la lotta all'immigrazione clandestina e all'occupazione illegale di immigrati senza permesso di lavoro nonché la promozione dell'integrazione degli immigrati nella società. Nell'UE sono state mobilitate notevoli risorse per lottare contro le reti che gestiscono la tratta di esseri umani.

In seno alla Commissione europea la politica in materia di migrazione compete alla direzione generale della Migrazione e degli affari interni. Nel 2005 la Commissione europea ha rilanciato il dibattito sulla necessità di una serie comune di norme in materia di ammissione dei migranti per motivi economici con un Libro verde sull'approccio dell'Unione europea alla gestione della migrazione economica [COM(2004) 811 definitivo] che ha portato all'adozione, alla fine del 2005, di un piano d'azione sull'immigrazione legale [COM(2005) 669 definitivo]. Nel luglio 2006 la Commissione europea ha adottato la comunicazione riguardante le priorità politiche nella lotta contro l'immigrazione clandestina di cittadini di paesi terzi [COM(2006) 402 definitivo], finalizzata a trovare un equilibrio tra le esigenze di sicurezza e i diritti fondamentali degli individui in tutte le fasi del processo di immigrazione clandestina. Nel settembre 2007 la Commissione europea ha pubblicato la terza relazione annuale su migrazione e integrazione [COM(2007) 512 definitivo]. Una comunicazione della Commissione europea adottata nell'ottobre 2008 ha ribadito l'importanza di rafforzare l'approccio globale in materia di migrazione: aumentare il coordinamento, la coerenza e le sinergie [COM(2008) 611 definitivo] quale componente della cooperazione allo sviluppo e delle altre politiche esterne dell'Unione. Il programma di Stoccolma, adottato dai capi di Stato e di governo dell'UE nel dicembre 2009, definisce un quadro e una serie di principi in vista dello sviluppo di politiche europee inerenti alla giustizia e agli affari interni nel periodo dal 2010 al 2014; le problematiche connesse alle migrazioni costituiscono una parte essenziale di tale programma. Al fine di attuare le modifiche concordate, nel 2010 la Commissione europea ha adottato il piano d'azione per l'attuazione del programma di Stoccolma: creare uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia per i cittadini europei [COM(2010) 171 definitivo].

Nel maggio 2013 la Commissione europea ha pubblicato la "relazione 2013 sulla cittadinanza dell'Unione" [COM(2013) 269 final], in cui si osserva che la cittadinanza dell'UE offre nuovi diritti e nuove opportunità. La possibilità di circolare e soggiornare liberamente nell'UE è il diritto che è più strettamente associato alla cittadinanza dell'Unione. Grazie alle moderne tecnologie e al fatto che adesso viaggiare è più semplice, la libera circolazione permette agli europei di estendere i loro orizzonti al di là dei confini nazionali, di lasciare il proprio paese per periodi brevi o più lunghi, di andare e venire tra i paesi dell'UE per motivi di lavoro, studio e formazione, di fare viaggi di lavoro o di piacere o di effettuare acquisti all'estero. La libera circolazione intensifica le potenziali interazioni sociali e culturali nell'Unione e crea vincoli più stretti tra i cittadini europei. Può anche generare vantaggi economici reciproci per le imprese e i consumatori, anche quando rimangono nel proprio paese di origine, in quanto elimina progressivamente gli ostacoli interni.

Il 13 maggio 2015 la Commissione europea ha presentato una agenda europea sulla migrazione [COM(2015) 240 final] che delinea le misure immediate da adottare per rispondere alla situazione di crisi nel Mediterraneo oltre ai provvedimenti da attuare nei prossimi anni per gestire meglio la migrazione in tutti i suoi aspetti.

La relazione annuale sull'immigrazione e sull'asilo (2016) (link in inglese) della rete europea sulle migrazioni (link in inglese) è stata pubblicata nell'aprile del 2017 e fornisce una panoramica dei principali sviluppi in ambito giuridico e politico che si stanno verificando nell'UE nel suo complesso e nei paesi partecipanti. È un documento esauriente che tratta tutti gli aspetti della politica in materia di migrazione e di asilo della direzione generale della Migrazione e degli affari interni (link in inglese) e delle agenzie dell'UE.

Il 15 novembre 2017, l'agenda europea aggiornata sulla migrazione (link in inglese) verteva principalmente sulla crisi dei rifugiati, su una politica comune in materia di visti e su Schengen. Le questioni in esame riguardavano tra l'altro: i reinsediamenti e trasferimenti, il sostegno finanziario alla Grecia e all'Italia e le strutture per rifugiati. Tra gli obiettivi rientravano l'esigenza di far in modo che i rifugiati raggiungessero l'Europa attraverso vie legali e sicure e la necessità di garantire un'equa condivisione tra gli Stati membri della responsabilità dei trasferimenti e di provvedere all'integrazione dei migranti a livello locale e regionale.

Il 4 dicembre 2018 la Commissione ha pubblicato una relazione sullo stato di attuazione dell'agenda europea sulla migrazione, prendendo in esame i progressi realizzati e le carenze evidenziate nel corso di tale processo. Osservando in particolare come il cambiamento climatico e fattori demografici ed economici siano all'origine di nuove condizioni che inducono le persone a spostarsi, la relazione ha confermato che i fattori determinanti della pressione migratoria sull'Europa sono strutturali, rendendo così ancora più essenziale trattare la questione in modo efficace e uniforme. Il 16 ottobre 2019 la Commissione ha pubblicato una relazione sullo stato di attuazione dell'agenda europea sulla migrazione, incentrata sui principali passi necessari, in particolare, riguardo alle rotte del Mediterraneo nonché sulle azioni per consolidare gli strumenti dell'UE in materia di migrazione, frontiere e asilo.

Tra gli atti giuridici più importanti adottati nel settore dell'immigrazione figurano i seguenti:

atti giuridici - Agenda europea sulla migrazione (in inglese)

Materiale per la stampa - Agenda europea sulla migrazione (in inglese)

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Migration and acquisition of citizenship data
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Acquisition of citizenship (tps00024)
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Population without the citizenship of the reporting country (tps00157)
Foreign-born population (tps00178)
Acquisition of citizenship (tps00024)
Migration and migrant population data
Immigration (migr_immi)
Immigration by age and sex (migr_imm8)
Immigration by five year age group, sex, and citizenship (migr_imm1ctz)
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Immigration by age, sex and broad group of citizenship (migr_imm2ctz)
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Immigration by sex, country of birth and broad group of citizenship (migr_imm7ctb)
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Immigration by age group, sex and level of human development of the country of birth (migr_imm10ctb)
Immigration by age group, sex and level of human development of the country of previous residence (migr_imm11prv)
Immigration by broad group of country of previous residence (migr_imm12prv)
Emigration (migr_emi)
Emigration by age and sex (migr_emi2)
Emigration by five year age group, sex and citizenship (migr_emi1ctz)
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Emigration by broad group of country of next usual residence (migr_emi5nxt)
Acquisition and loss of citizenship (migr_acqn)
Acquisition of citizenship by sex, age group and former citizenship (migr_acq)
Residents who acquired citizenship as a share of residents non-citizens by former citizenship and sex(%) (migr_acqs)
Acquisition of citizenship by sex, age group and level of human development of former citizenship (migr_acq1ctz)
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Population (demo_pop)
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Population on 1 January by age group, sex and citizenship (migr_pop1ctz)
Population on 1 January by age group, sex and country of birth (migr_pop3ctb)
Population on 1 January by age, sex and broad group of country of birth (migr_pop4ctb)
Population on 1 January by sex, citizenship and broad group of country of birth (migr_pop5ctz)
Population on 1 January by sex, country of birth and broad group of citizenship (migr_pop6ctb)
Population on 1 January by age group, sex and level of human development of the country of citizenship (migr_pop7ctz)
Population on 1 January by age group, sex and level of human development of the country of birth (migr_pop8ctb)
EU and EFTA citizens who are usual residents in another EU/EFTA country as of 1 January (migr_pop9ctz)