Scambi internazionali di merci

Dati estratti a settembre 2017 (sezione "Principali attori globali degli scambi internazionali di merci") e marzo 2018 (resto della scheda). Dati più recenti: Ulteriori informazioni di Eurostat, tavole principali e banca dati. Prossimo aggiornamento della scheda: giugno 2019. La versione inglese di questa scheda è stata aggiornata più di recente.


La presente scheda illustra l'evoluzione degli scambi internazionali di merci dell'Unione europea (UE), analizza la quota dell'UE nei mercati mondiali delle importazioni e delle esportazioni e gli scambi intra UE (scambi tra Stati membri dell'UE) ed evidenzia i principali partner commerciali dell'UE e le tipologie di merci maggiormente oggetto di scambio.

L'UE-28 interviene nel 15 % circa degli scambi mondiali di merci. Il valore degli scambi internazionali di merci supera notevolmente (di oltre tre volte) quello degli scambi di servizi dato che alcuni servizi, per loro natura, difficilmente oltrepassano le frontiere nazionali.

Grafico 1 - Principali attori degli scambi internazionali di merci, 2016
(miliardi di euro)
Fonte: Eurostat (ext_lt_introle) e (ext_lt_intercc)
Grafico 2 - Tasso di copertura degli scambi internazionali di merci, 2006 e 2016
(%)
Fonte: Eurostat (ext_lt_introle) e (ext_lt_intercc)
Grafico 3 - Saldo commerciale degli scambi internazionali di merci, 2006 e 2016
(miliardi di euro)
Fonte: Eurostat (ext_lt_introle) e (ext_lt_intercc)
Grafico 4 - Quote del mercato mondiale delle esportazioni di merci, 2016
(quota % delle esportazioni mondiali)
Fonte: Eurostat (ext_lt_introle)
Grafico 5 - Quote del mercato mondiale delle importazioni di merci, 2016
(quota % delle importazioni mondiali)
Fonte: Eurostat (ext_lt_introle)
Grafico 6 - Evoluzione del commercio internazionale di merci, UE-28, 2006–2017
(miliardi di euro)
Fonte: Eurostat (ext_lt_intertrd)
Grafico 7 - Scambi di merci extra UE-28, 2017
(quota % delle esportazioni/importazioni dell'UE-28)
Fonte: Eurostat (ext_lt_intratrd)
Grafico 8 - Scambi di merci intra UE-28, 2017
(quota % delle esportazioni/importazioni dell'UE-28)
Fonte: Eurostat (ext_lt_intratrd)
Grafico 9 - Scambi di merci intra ed extra UE-28, 2017
(importazioni ed esportazioni, quota % del totale degli scambi)
Fonte: Eurostat (ext_lt_intratrd)
Grafico 10 - Scambi di merci extra UE-28 per principale partner commerciale, UE-28, 2007 e 2017
(miliardi di euro)
Fonte: Eurostat (ext_lt_maineu)
Grafico 11 - Principali partner commerciali per le esportazioni di merci, UE-28, 2017
(quota % delle esportazioni extra UE-28)
Fonte: Eurostat (ext_lt_maineu)
Grafico 12 - Principali partner commerciali per le importazioni di merci, UE-28, 2017
(quota % delle importazioni extra UE-28)
Fonte: Eurostat (ext_lt_maineu)
Grafico 13 - Scambi di merci extra UE-28 per principali prodotti, UE-28, 2012 e 2017
(miliardi di euro)
Fonte: Eurostat (ext_lt_introle)
Grafico 14 - Principali esportazioni per prodotto, UE-28, 2012 e 2017
(quota % delle esportazioni extra UE-28)
Fonte: Eurostat (ext_lt_intratrd)
Grafico 15 - Principali importazioni per prodotto, UE-28, 2012 e 2017
(quota % delle importazioni extra UE-28)
Fonte: Eurostat (ext_lt_intratrd)
Grafico 16 - Principali esportazioni e importazioni per prodotto, UE-28, 2017
(quota % delle esportazioni/importazioni extra UE-28)
Fonte: Eurostat (ext_lt_intratrd)

Principali risultati statistici

Principali attori globali degli scambi internazionali di merci

L'UE-28, la Cina e gli Stati Uniti sono i tre maggiori attori globali del commercio internazionale (cfr. grafico 1) dal 2004, anno in cui la Cina ha superato il Giappone. Nel 2016 il valore totale di esportazioni e importazioni di merci riportato per l'UE-28, per la Cina e per gli Stati Uniti era pressoché identico, avendo raggiunto 3 457 miliardi di euro nell'UE-28 (da notare che quest'ultimo dato non include gli scambi intra UE), vale a dire 112 miliardi di euro in più rispetto alla Cina e 127 miliardi di euro oltre il valore rilevato per gli Stati Uniti. Il Giappone ha registrato il quarto valore più elevato di scambi di merci, pari a 1 131 miliardi di euro.

Nel 2016 il rapporto tra esportazioni e importazioni (tasso di copertura) era particolarmente elevato a favore delle esportazioni nel caso di Russia, Brasile e Cina (cfr. grafico 2), mentre in termini assoluti la Cina e la Russia hanno registrato i surplus commerciali annui più elevati dal 2006; nel 2016 gli Stati Uniti hanno registrato il maggior disavanzo (cfr. grafico 3), seguendo una tendenza evidente nell'intero ultimo decennio per il quale sono disponibili dati.

Per quanto concerne i flussi di esportazioni e importazioni, nel 2016 l'UE-28 ha presentato la seconda quota più elevata di esportazioni e importazioni globali di merci (cfr. grafici 4 e 5): le esportazioni di merci dell'UE-28 sono risultate pari al 15,6 % del totale mondiale e nel 2014, per la prima volta dalla fondazione dell'UE, sono state superate da quelle della Cina (16,1 % nel 2014 e fino al 17,0 % nel 2016), restando comunque al di sopra di quelle degli Stati Uniti (11,8 %); questi ultimi hanno una quota di importazioni mondiali più alta (17,6 %) sia dell'UE-28 (14,8 %) che della Cina (12,4 %).

Scambi di merci extra UE

Nel 2017 gli scambi internazionali di merci dell'UE-28 con il resto del mondo (somma delle esportazioni e delle importazioni extra UE) sono stati valutati in 3 735 miliardi di euro (cfr. grafico 6). Rispetto al 2016 sono risultate maggiori sia le importazioni che le esportazioni, con un incremento di queste ultime (134 miliardi di euro) lievemente inferiore allo stesso dato rilevato per le importazioni (143 miliardi di euro). Di conseguenza, il surplus commerciale dell'UE-28 si è mantenuto positivo, passando tuttavia da 32 miliardi di euro nel 2016 a 23 miliardi di euro nel 2017.

Dopo aver registrato un forte calo delle esportazioni e delle importazioni di merci nel 2009, l'UE-28 ha visto salire le proprie esportazioni del 58,7 % nel giro di quattro anni, fino a raggiungere 1 737 miliardi di euro nel 2013. Tra il 2013 e il 2016 le esportazioni si sono mantenute relativamente stabili ma nel 2017 sono aumentate del 7,7 % rispetto al 2016. Le importazioni hanno seguito all'incirca la stessa tendenza delle esportazioni ma l'aumento rilevato tra il 2016 e il 2017, pari all'8,4 %, è stato anche lievemente superiore. Dal 2013 in poi l'UE-28 ha registrato un surplus commerciale esiguo ma costante.

Tra gli Stati membri dell'UE, la Germania ha registrato la quota di gran lunga più elevata di scambi extra UE-28 nel 2017, con il 28,3 % delle esportazioni di merci dell'UE-28 verso paesi terzi e quasi un quinto (18,9 %) delle importazioni dell'UE-28 (cfr. grafico 7). Regno Unito (10,9 %), Italia (10,6 %) e Francia (10,4 %), hanno continuato a occupare le successive tre posizioni nella classifica dei più grandi paesi esportatori come nel 2016. Si tratta degli unici altri Stati membri dell'UE a presentare una quota a due cifre delle esportazioni dell'UE-28. Il Regno Unito (14,8 %), i Paesi Bassi (14,7 %), la Francia (9,0 %) e l'Italia (8,6 %) seguono la Germania come principali importatori di merci da paesi terzi nel 2017. La quota relativamente elevata registrata dai Paesi Bassi può, almeno in parte, essere spiegata con i notevoli quantitativi di merci che entrano nell'UE transitando da Rotterdam, il maggiore porto marittimo dell'UE.

Il più elevato surplus commerciale negli scambi di merci con i paesi extra UE-28, valutato in 181,4 miliardi di euro nel 2017, è stato registrato dalla Germania, seguita dall'Italia (39,2 miliardi di euro) e dall'Irlanda (32,6 miliardi di euro). I più elevati disavanzi negli scambi di merci extra UE equivalgono a 129,4 miliardi di euro per i Paesi Bassi e a 69,2 miliardi di euro per il Regno Unito (si veda la tavola B nel file Excel allegato).

Scambi di merci intra UE

Nel 2017 gli scambi di merci tra gli Stati membri dell'UE (commercio intra UE) sono stati valutati, in termini di esportazioni, in 3 347 miliardi di euro, ossia superiori del 78 % al livello delle esportazioni dell'UE-28 verso paesi terzi, pari a 1 879 miliardi di euro (scambi extra UE).

Gli scambi intra UE-28, anch'essi misurati in termini di esportazioni, sono cresciuti in tutta l'UE-28 del 7,4 % tra il 2016 e il 2017. Se si considerano le esportazioni, una crescita a due cifre è stata registrata tra il 2016 e il 2017 da Finlandia (16,7 %), Slovenia (14,8 %), Lituania (12,2 %), Polonia (11,9 %), Bulgaria (10,8 %), Croazia (10,7 %), Paesi Bassi (10,6 %) e Romania (10,2 %), mentre solo Lettonia (-18,3 %) e Ungheria (-0,6 %) hanno visto una riduzione delle loro esportazioni intra UE. In merito alle importazioni, la crescita a due cifre ha riguardato Lituania (15,1 %), Polonia (13,1 %), Lettonia (12,8 %), Slovenia (12,8 %), Croazia (11,7 %), Bulgaria (11,2 %), Finlandia (10,7 %), Portogallo (10,3 %) e Romania (10,2 %), mentre solo Malta ha registrato un calo pari all'1,0 % delle proprie importazioni.

Come nel caso del commercio extra UE-28, nel 2017 sempre la Germania è risultata lo Stato membro con il più elevato volume di scambi intra UE-28, registrando il 22,4 % delle esportazioni di merci dell'UE-28 verso altri Stati membri e poco più di un quinto (20,8 %) delle importazioni di merci dell'UE-28 da altri Stati membri (cfr. grafico 8). I Paesi Bassi (13,0 %) sono l'unico altro Stato membro ad aver contribuito per oltre un decimo delle esportazioni intra UE, sempre in seguito all'effetto Rotterdam, mentre la Francia (11,8 %) e il Regno Unito (9,0 %) hanno registrato una quota pari a quasi un decimo delle importazioni intra UE-28.

L'importanza del mercato interno dell'UE è dimostrata dal fatto che in ogni Stato membro gli scambi intra UE di merci (ottenuti combinando esportazioni e importazioni) sono superiori a quelli extra UE (ottenuti combinando esportazioni e importazioni) (cfr. grafico 9). La quota del totale degli scambi di merci rappresentata dai flussi intra UE ed extra UE varia notevolmente da uno Stato membro all'altro, sia per ragioni storiche sia in conseguenza della posizione geografica del paese. Le quote più elevate di scambi intra UE (quasi l'80 % del totale degli scambi) sono registrate da Estonia, Ungheria, Repubblica ceca, Slovacchia e Lussemburgo con un rapporto che scende invece al 50,2 % per il Regno Unito.

Analisi dei principali partner commerciali

Tra il 2007 e il 2017, l'evoluzione delle esportazioni di merci dell'UE-28 per principale partner commerciale ha registrato notevoli variazioni. Tra i principali partner commerciali, il più elevato tasso di crescita è stato rilevato per le esportazioni verso la Cina, che sono quasi triplicate, mentre le esportazioni verso la Corea del Sud sono più che raddoppiate (cfr. grafico 10). Le esportazioni verso la Norvegia e il Giappone sono cresciute in misura inferiore, con incrementi del 17 % e del 38 % nel 2017 rispetto al 2007, mentre si è verificata una flessione del 3 % nel livello delle esportazioni dell'UE-28 verso la Russia nel periodo in esame.

Quanto alle importazioni, tra il 2007 e il 2017 l'UE-28 ha registrato una diminuzione del livello delle importazioni di merci dal Giappone (-13 %) e da Russia e Norvegia (-2 % in entrambi i casi); per gli ultimi due paesi queste variazioni riflettono, almeno parzialmente, le oscillazioni dei prezzi del petrolio e del gas. Gli aumenti più consistenti sono stati registrati per le importazioni dalla Cina (+60 %) e dall'India (+66 %).

Gli Stati Uniti hanno continuato a rappresentare il mercato di sbocco di gran lunga più importante per le merci esportate dall'UE-28 nel 2017 (cfr. grafico 11); la sua quota, pari al 20,0 %, ha superato la totalità delle quote riguardanti i due paesi che li seguono. La Cina ha rappresentato nel 2016 il secondo mercato di destinazione più importante delle esportazioni dell'UE-28 (10,5 % del totale UE-28 ), seguita dalla Svizzera (8,0 %). Come negli anni precedenti, la Russia (4,6 %) e la Turchia (4,5 %) hanno registrato quote pressoché equivalenti. I sette maggiori mercati di destinazione in questa graduatoria (Stati Uniti, Cina, Svizzera, Russia, Turchia, Giappone e Norvegia) rappresentano complessivamente una quota superiore alla metà (53,6 %) di tutte le esportazioni di merci dell'UE-28.

I sette maggiori fornitori delle merci importate nell'UE-28 sono gli stessi paesi che rappresentano i sette principali mercati di sbocco per le esportazioni dell'UE-28, sebbene in un ordine leggermente diverso (cfr. grafici 11 e 12). Questi sette paesi registrano una quota delle importazioni nell'UE-28 maggiore rispetto a quella delle esportazioni dell'UE-28: poco più dei tre quinti (59,4 %) di tutte le merci importate nell'UE-28 provengono da tali sette Stati. Nel 2017 la Cina è stata il paese di origine di oltre un quinto (20,2 %) di tutte le importazioni verso l'UE-28, oltre ad essere il maggior fornitore di merci importate nell'UE-28. La quota di merci importate nell'UE-28 provenienti dagli Stati Uniti è stata pari al 13,8 % ovvero ai due terzi di quella della Cina. Tra i sette maggiori fornitori sono compresi anche Russia (7,8 %), Svizzera (5,9 %), Norvegia (4,2 %), Turchia (3,8 %) e Giappone (3,7 %) .

Analisi dei principali gruppi di prodotti

Tra il 2012 e il 2017, il valore delle esportazioni extra UE dell'UE-28 è aumentato per la maggior parte dei gruppi di prodotti riportati nel grafico 13, con l'eccezione delle esportazioni di combustibili minerali e di lubrificanti scese del 21,7 %. Il più elevato tasso di crescita delle esportazioni è stato rilevato per i prodotti alimentari, le bevande e il tabacco, in base ad un aumento del 22,9 %; un incremento relativamente rapido è stato inoltre registrato dalle esportazioni di prodotti chimici e prodotti connessi (20,8 %). Sono a due cifre anche i tassi di crescita riportati per macchinari e attrezzature per il trasporto (12,2 %) e per altri manufatti (11,8 %).

Quanto alle importazioni, tra il 2012 e il 2017 è stata rilevata una tendenza analoga rappresentata da una riduzione complessiva e relativamente ampia del livello delle importazioni extra UE di combustibili minerali e lubrificanti (-38,2 %), cui si aggiunge anche un lieve calo riguardo alle materie prime (-3,3 %); occorre evidenziare che alcune perdite possono essere attribuite a variazioni di prezzo e/o a fluttuazioni dei tassi di cambio, considerato il fatto che il prezzo di molte delle materie prime e del petrolio è stabilito sui mercati globali in dollari statunitensi. Per contro, tra il 2012 e il 2017 le importazioni di macchinari e attrezzature per il trasporto sono salite complessivamente del 31,3 %; tassi di crescita relativamente elevati sono stati registrati anche per gli altri manufatti (22,1 %), per i prodotti alimentari, le bevande e il tabacco (20,3 %) e per i prodotti chimici e prodotti connessi (18,8 %).

Il surplus commerciale negli scambi di merci extra UE dell'UE-28, valutato in 37,7 miliardi di euro nel 2017, è riconducibile a un saldo commerciale positivo per macchinari e attrezzature per il trasporto, che ammontava a 200,1 miliardi di euro, e per i prodotti chimici e i prodotti connessi (138,9 miliardi di euro). Tra il 2012 e il 2017, l'UE-28 ha registrato un aumento del surplus commerciale per i prodotti chimici e i prodotti connessi, mentre il surplus relativo ai macchinari e alle attrezzature per il trasporto si è in qualche misura ridotto. Nel 2017 il maggior disavanzo è stato osservato per i combustibili minerali e i lubrificanti, le cui importazioni hanno superato le esportazioni di 240,0 miliardi di euro, valore tuttavia notevolmente inferiore rispetto al 2012 quando lo stesso dato è stato pari a 421,5 miliardi di euro. Per contro, il disavanzo dell'UE-28 per gli altri manufatti è aumentato da 10,5 miliardi di euro nel 2012 a 51,4 miliardi di euro nel 2017, registrando cioè un incremento circa cinque volte superiore.

Tra il 2012 e il 2017 la struttura delle esportazioni di merci dell'UE-28 non è cambiata in maniera rilevante (cfr. grafico 14), se si esclude la riduzione di 2,3 punti percentuali relativa ai combustibili minerali e ai lubrificanti, scesi dal 7,5 % nel 2012 al 5,2 % nel 2017.

Le variazioni che si sono prodotte tra il 2012 e il 2017 nella struttura delle importazioni dell'UE-28 hanno interessato i tre maggiori gruppi di prodotti. La variazione maggiore ha riguardato i combustibili minerali e i lubrificanti, la cui quota è scesa dal 30,4 % al 18,2 % (cfr. grafico 15). Per contro, nello stesso periodo la quota degli altri manufatti è aumentata dal 21,7 % al 25,6 %, mentre quella dei macchinari e delle attrezzature per il trasporto è salita dal 25,1 % al 31,9 %.

Il grafico 16 mette a confronto la struttura delle importazioni con quella delle esportazioni dell'UE-28 nel 2017: va considerato che il livello generale delle esportazioni ha superato dell'1,2 % il livello delle importazioni. La differenza più evidente riguarda la quota di combustibili minerali e lubrificanti, 3,5 volte più alta per le importazioni rispetto alle esportazioni. Questo dato statistico è stato controbilanciato dalle quote più basse registrate per le importazioni di macchinari e attrezzature per il trasporto e di prodotti chimici e prodotti connessi.

Fonti e disponibilità dei dati

Le statistiche sugli scambi internazionali di merci misurano il valore e la quantità di beni scambiati tra gli Stati membri dell'UE (commercio intra UE) e di beni scambiati tra gli Stati membri dell'UE e i paesi terzi (commercio extra UE). Tali statistiche costituiscono la fonte ufficiale di informazioni sulle importazioni, sulle esportazioni e sul saldo commerciale dell'UE, dei suoi Stati membri e dell'area dell'euro.

Le statistiche sono pubblicate per ciascun paese dichiarante con riferimento a ciascun paese partner, per varie classificazioni merceologiche. Una delle classificazioni dei prodotti più comunemente utilizzate è la classificazione tipo per il commercio internazionale (CTCI Rev. 4) delle Nazioni Unite (ONU), che permette di effettuare un confronto delle statistiche del commercio internazionale su base mondiale.

Nelle statistiche sugli scambi extra UE i dati forniti per l'UE-28 considerano tale entità come un unico blocco commerciale: i dati indicati per le esportazioni si riferiscono cioè solo alle esportazioni destinate al resto del mondo dell'UE-28 nel suo insieme, mentre le importazioni extra UE si riferiscono alle importazioni nell'UE-28 dal resto del mondo (paesi terzi). Per contro, nel presentare i dati per singoli Stati membri dell'UE, i flussi di scambi internazionali sono generalmente presentati in termini di flussi di commercio internazionale (compresi i partner intra UE ed extra UE). Le statistiche sugli scambi tra gli Stati membri dell'UE (commercio intra UE) riguardano le importazioni e le esportazioni di merci registrate da ciascuno Stato membro.

I valori statistici degli scambi extra UE e intra UE sono registrati al valore FOB (free-on-board = franco a bordo) per le esportazioni e al valore CIF (cost, insurance and freight = costo, assicurazione e nolo per le importazioni. I valori indicati comprendono soltanto i costi sussidiari (nolo e assicurazione) che si riferiscono, per le esportazioni, al trasferimento all'interno del territorio dello Stato membro dal quale le merci sono esportate e, per le importazioni, al trasferimento al di fuori del territorio dello Stato membro nel quale le merci sono importate.

I dati sull'UE provengono dalla banca dati Comext di Eurostat, la banca dati di riferimento per gli scambi internazionali di merci che consente di accedere non solo ai dati recenti e storici sugli Stati membri ma anche a statistiche riguardanti un numero considerevole di paesi terzi. Le statistiche dettagliate e aggregate sul commercio internazionale di merci diffuse tramite il sito web di Eurostat sono compilate a partire da Comext con cadenza mensile. La banca dati Comext è aggiornata su base quotidiana, pertanto i dati pubblicati sul sito web possono differire dai dati reperiti nella Comext (nel caso di revisioni recenti).

Contesto

Le statistiche sugli scambi internazionali di merci sono ampiamente utilizzate dai decisori a livello dell'UE, oltre che a livello nazionale e internazionale. Le imprese possono servirsi dei dati sugli scambi internazionali per effettuare ricerche di mercato e per definire la propria strategia commerciale. Le statistiche sugli scambi internazionali di merci sono utilizzate dalle istituzioni dell'UE anche in sede di preparazione di negoziati commerciali bilaterali e multilaterali, di definizione e di attuazione di politiche antidumping, di applicazione di politiche monetarie e macroeconomiche e di valutazione dei progressi del mercato unico o dell'integrazione delle economie europee.

Lo sviluppo degli scambi può offrire un'opportunità di crescita economica. L'UE si è dotata di una politica commerciale comune che prevede che la Commissione europea negozi gli accordi commerciali e rappresenti gli interessi dell'UE per conto dei suoi 28 Stati membri. La Commissione europea consulta gli Stati membri tramite un comitato consultivo che esamina l'intera gamma delle questioni di politica commerciale di interesse per l'UE, compresi gli strumenti unilaterali, bilaterali e multilaterali. La politica commerciale rappresenta pertanto una competenza esclusiva dell'UE: solo l'UE e non i singoli Stati membri possono legiferare in materia commerciale e stipulare accordi commerciali internazionali. Più recentemente, tale ambito è stato esteso al di là degli scambi di merci, per comprendere gli scambi di servizi, la proprietà intellettuale e gli investimenti diretti all'estero (al capitolo 4).

A livello mondiale le problematiche degli scambi multilaterali sono affrontate sotto l'egida dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC). L'OMC, con 164 membri (marzo 2017) e numerosi candidati in procinto di aderirvi, fissa le norme globali per il commercio e costituisce un forum per i negoziati commerciali e la risoluzione delle controversie tra i suoi membri. La Commissione europea negozia con i suoi partner dell'OMC e ha partecipato all'ultimo round di negoziati multilaterali, noto come Doha Development Agenda (DDA).

Schede correlate

Una panoramica di tutte le schede sugli scambi internazionali di merci è consultabile al sito: Statistics Explained (in inglese)

Ulteriori informazioni di Eurostat

Visualizzazione dei dati

Tavole principali

International trade in goods - long-term indicators (t_ext_go_lti)
International trade in goods - short-term indicators (t_ext_go_sti)

Banca dati

International trade in goods - aggregated data (ext_go_agg)
International trade in goods - long-term indicators (ext_go_lti)
International trade in goods - short-term indicators (ext_go_sti)
International trade in goods - detailed data (detail)

Sezione specifica

Metodologia / Metadati

Fonte dei dati per le tavole e i grafici (MS Excel)

Altre informazioni — Quadro giuridico

  • Regolamento (CE) n. 471/2009, del 6 maggio 2009, relativo alle statistiche comunitarie del commercio estero con i paesi terzi
  • Regolamento (UE) n. 92/2010, del 2 febbraio 2010, che attua il regolamento (CE) n. 471/2009, per quanto riguarda lo scambio di dati tra le autorità doganali e le autorità statistiche nazionali, la compilazione delle statistiche e la valutazione della qualità
  • Regolamento (UE) n. 113/2010, del 9 febbraio 2010, che attua il regolamento (CE) n. 471/2009 , per quanto riguarda la copertura del commercio, la definizione dei dati, la compilazione di statistiche sul commercio secondo le caratteristiche delle imprese e secondo la valuta di fatturazione, e determinate merci o movimenti.
  • Regolamento (CE) n. 638/2004, del 31 marzo 2004, relativo alle statistiche comunitarie degli scambi di beni tra Stati membri e che abroga il regolamento (CEE) n. 3330/91 del Consiglio.
  • Regolamento (CE) n. 1982/2004 della Commissione, del 18 novembre 2004, che attua il regolamento (CE) n. 638/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle statistiche comunitarie degli scambi di beni tra Stati membri e abroga i regolamenti (CE) n. 1901/2000 e (CEE) n. 3590/92 della Commissione.

Link esterni