Statistiche in materia di asilo


Dati estratti il 16 marzo 2018 e
il 18 aprile 2018 (parte sulle decisioni definitive).
Prossimo aggiornamento della scheda: settembre 2019.

Aspetti salient
Nel 2017, 650 000 richiedenti asilo hanno inoltrato domanda di protezione internazionale per la prima volta negli Stati membri dell'UE.
Nel 2017 lo status di protezione internazionale è stato concesso a 538 000 richiedenti asilo negli Stati membri dell'UE.
Nel 2017 quasi la metà (46 %) delle decisioni di primo grado relative all'asilo nell'UE è stata positiva.

Asylum applications (non-EU) in the EU-28 Member States, 2006–2017

Nella presente scheda sono analizzati i recenti sviluppi per quanto riguarda il numero di richiedenti asilo e di decisioni sulle domande di asilo nell'Unione europea (UE). L'asilo è una forma di protezione internazionale offerta da uno Stato sul proprio territorio. Viene concesso a chi non può chiedere protezione nel proprio stato di cittadinanza e/o di residenza, in particolare per timore di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza a un particolare gruppo sociale o per le proprie opinioni politiche.


Articolo complete


Diminuzione del numero di richiedenti asilo nel 2017

Dopo il picco raggiunto nel 1992 (672 000 domande nell'UE-15) in concomitanza con l'arrivo negli Stati membri di numerosi richiedenti asilo provenienti dall'ex Jugoslavia, e in seguito nel 2001 (424 000 domande nell'UE-27), le domande di asilo nell'UE-27 sono scese a poco meno di 200 000 nel 2006.

Se si analizza l'andamento delle sole domande presentate da cittadini di paesi terzi (cfr. grafico 1), si registra fino al 2012 un loro aumento graduale, prima nell'UE-27 e, successivamente, nell'UE-28. Dopo il 2012 il numero di richiedenti asilo è cresciuto a un ritmo più sostenuto, con 431 000 domande presentate nel 2013, 627 000 nel 2014 e circa 1,3 milioni sia nel 2015 che nel 2016. Di fatto il numero di domande di asilo nell'UE-28 nel 2015 e nel 2016 era circa due volte quello registrato nell'UE-15 durante il picco relativo del 1992. Nel 2017, quasi 705 000 richiedenti asilo hanno inoltrato domanda di protezione internazionale negli Stati membri dell'Unione europea (UE). Si è trattato di poco più della metà del numero di domande registrate nel 2016, anno in cui sono stati registrati quasi 1,3 milioni di richiedenti asilo. Tale dato è paragonabile al livello registrato nel 2014, prima dei picchi del 2015 e 2016.

Grafico 1 - Domande di asilo (richiedenti non UE) negli Stati membri dell'UE-28, 2006–2017
(migliaia)
Fonte: Eurostat (migr_asyctz) e (migr_asyappctza)

Richiedenti asilo alla prima domanda: 560 000 in meno nel 2017

Il numero di richiedenti asilo alla prima domanda nell'UE-28 [1] nel 2017 era di 650 000 unità, ossia inferiore di 55 000 unità (circa l'8 %) al numero totale di richiedenti. Un richiedente protezione internazionale alla prima domanda è una persona che ha inoltrato una domanda di asilo per la prima volta in un dato Stato membro dell'UE e tale definizione esclude i richiedenti che rinnovano le loro domande (in tale Stato membro), riflettendo in modo più accurato il numero dei nuovi arrivati tra i richiedenti protezione internazionale nello Stato membro dichiarante.

Quest'ultimo dato del 2017 ha rivelato una diminuzione di 560 000 unità nel numero di richiedenti alla prima domanda nell'UE-28 rispetto all'anno precedente: il numero dei richiedenti in questione è sceso da 1,2 milioni nel 2016 a 650 000 nel 2017. Tra il 2015 e il 2016 si era registrata invece una diminuzione di 50 000 richiedenti alla prima domanda. La riduzione è dovuta principalmente al minor numero di richiedenti in provenienza di Siria, Afghanistan e Iraq (cfr. grafico 2).

Grafico 2 - Paesi di cittadinanza dei richiedenti asilo (non UE) negli Stati membri dell'UE-28, 2016 e 2017
(migliaia di richiedenti asilo alla prima domanda)
Fonte: Eurostat (migr_asyappctza)

Paesi di cittadinanza dei richiedenti asilo alla prima domanda: principalmente Siria e Iraq

Nel 2017 la Siria è stata il principale paese di cittadinanza dei richiedenti asilo negli Stati membri dell'UE, posizione occupata ogni anno sin dal 2013. Nel 2017 il numero di richiedenti asilo siriani alla prima domanda nell'UE-28 si è leggermente ridotto, scendendo a 102 000 dai 335 000 nel 2016, mentre la percentuale di cittadini siriani sul totale nell'UE-28 è diminuita dal 27,8 % al 15,8 %. Nonostante tale diminuzione, la Siria rimane il principale paese di cittadinanza in quattordici Stati membri dell'UE.

I cittadini iracheni costituiscono il 7 % del totale dei richiedenti asilo alla prima domanda, i cittadini afghani il 7 %, i cittadini nigeriani il 6 % e i cittadini pakistani il 5 %.

Tra i gruppi di cittadinanza più numerosi di richiedenti asilo alla prima domanda nell'UE-28 nel 2017 il maggiore aumento, se comparato al 2016, è stato registrato dai cittadini nigeriani (quota in aumento di 2,2 punti percentuali) e dai cittadini bangladesi e guineani (in aumento di 1,6 punti percentuali). Un aumento considerevole, in termini relativi, ha riguardato anche il numero di richiedenti asilo provenienti da Turchia, Venezuela, Costa d'Avorio, nonché Eritrea e Albania. La diminuzione più significativa tra i richiedenti asilo nel 2017, provenienti dai paesi di cittadinanza dei richiedenti asilo più frequenti, è stata registrata per l'Afghanistan, l'Iraq e l'Iran [2].

Principali paesi di destinazione: Germania, Italia e Francia

Con 198 000 domande presentate nel 2017, la Germania ha registrato il 31 % di tutti i richiedenti asilo alla prima domanda nell'UE-28. Seguono Italia (127 000, pari al 20 %), Francia (91 000, pari al 14 %), Grecia (57 000, pari al 9 %), Regno Unito (33 000, pari al 5 %) e Spagna (30 000, pari al 5 %).

Fra gli Stati membri con oltre 5 000 richiedenti asilo alla prima domanda nel 2017, il maggiore aumento del numero di richiedenti in termini relativi rispetto all'anno precedente si è registrato in Spagna (+96 %, ossia 15 000 richiedenti asilo alla prima domanda in più nel 2017 rispetto al 2016), Francia (+19 %, ossia 14 000 in più), Grecia (+14 %, ossia 7 000 in più) e Italia (+4 %, ossia 5 000 in più). Le diminuzioni più significative si sono invece registrate in Germania (-73 %, ossia 520 000 richiedenti asilo alla prima domanda in meno nel 2017 rispetto al 2016), Austria (-44 %, ossia 18 000 in meno), Paesi Bassi (-17 %, ossia 3 000 in meno) e Regno Unito (-15 %, ossia 6 000 in meno) (cfr. grafico 3).

Grafico 3 - Numero di richiedenti asilo (non UE) negli Stati membri dell'UE e dell'EFTA, 2016 e 2017
(migliaia di richiedenti asilo alla prima domanda)
Fonte: Eurostat (migr_asyappctza)


La tavola 1 fornisce una visione d'insieme dei cinque maggiori gruppi di richiedenti asilo alla prima domanda (per cittadinanza) in ogni Stato membro dell'UE. I cittadini siriani rappresentano il gruppo maggiore di richiedenti asilo in 14 dei 28 Stati membri dell'UE; di questi, 49 000 hanno chiesto asilo in Germania (il numero più elevato di richiedenti asilo da un singolo paese in uno Stato membro dell'UE nel 2017) e 16 000 in Grecia. Circa 22 000 iracheni hanno inoltrato domanda di protezione in Germania e 8 000 in Grecia, mentre sono stati registrati 16 000 richiedenti afghani in Germania e circa 7 000 in Grecia e in Francia. Altri Stati membri che hanno registrato un elevato numero di domande da richiedenti aventi la stessa cittadinanza nel 2017 sono stati l'Italia, con 25 000 richiedenti dalla Nigeria e 12 000 dal Bangladesh, la Francia, con 11 000 richiedenti dall'Albania, e la Spagna, con 10 000 richiedenti dal Venezuela.

Tavola 1 - Le cinque principali cittadinanze dei richiedenti asilo (non UE), 2017
(numero di richiedenti asilo alla prima domanda, cifre arrotondate)
Fonte: Eurostat (migr_asyappctza)

Età e sesso dei richiedenti asilo alla prima domanda

Più di quattro richiedenti asilo alla prima domanda su cinque (82 %) nell'UE-28 nel 2017 avevano meno di 35 anni di età (cfr. grafico 4); quelli di età compresa tra i 18 e i 34 anni erano poco più della metà (51 %) del numero totale dei richiedenti, mentre circa un terzo (31 %) del numero totale di richiedenti alla prima domanda era composto da minori sotto i 18 anni.

Tale distribuzione dell'età dei richiedenti asilo, con la quota maggiore rappresentata dai richiedenti di età compresa tra i 18 e i 34 anni, è stata simile in quasi tutti gli Stati membri dell'UE. Vi sono tuttavia alcune eccezioni a tale modello: Austria, Ungheria, Polonia e Germania hanno registrato una proporzione maggiore di richiedenti asilo di età inferiore ai 18 anni (superiore al 45 %).

Grafico 4 - Distribuzione per età dei richiedenti asilo alla prima domanda (non UE) negli Stati membri dell'UE e dell'EFTA, 2017
(%)
Fonte: Eurostat (migr_asyappctza)

La distribuzione per genere dei richiedenti asilo alla prima domanda rivela che gli uomini in cerca d'asilo sono stati più numerosi delle donne. Nelle fasce d'età più giovani (0-13 anni), la quota maschile ammontava al 52 % del numero totale delle richieste nel 2017. Una maggiore disparità di genere è stata rilevata nelle domande d'asilo tra i richiedenti nelle fasce di età 14-17 anni o 18-34 anni: in questi casi circa i tre quarti dei richiedenti asilo alla prima domanda erano uomini; per la fascia di età 35-64 anni questa quota era leggermente inferiore, di poco oltre i tre quinti. In tutta l'UE-28 la quota femminile di richiedenti asilo ha superato nel 2017 quella maschile per la fascia di età di 65 anni e più, sebbene tale gruppo sia relativamente poco consistente in termini numerici, rappresentando solo lo 0,6 % del numero totale dei richiedenti asilo alla prima domanda.

Grafico 5 - Quota dei richiedenti asilo (non UE) di sesso maschile alla prima domanda negli Stati membri dell'UE-28, per fascia di età, 2017
(%)
Fonte: Eurostat (migr_asyappctza)

Domande di minori non accompagnati

Un minore non accompagnato è un individuo di età inferiore ai 18 anni che entra nel territorio di uno Stato membro senza essere accompagnato da un adulto che ne sia responsabile o un minore che viene abbandonato dopo essere entrato nel territorio di uno Stato membro. Nel 2017 ci sono state 31 800 richieste nell'UE-28 da parte di minori non accompagnati; questi erano il 13 % del numero totale dei minori (cfr. grafico 6). Tra i minori che hanno presentato domanda d'asilo, nel 2017 la quota di coloro che non erano accompagnati è stata meno della metà in tutti gli Stati membri dell'UE.

Grafico 6 - Distribuzione per status dei richiedenti asilo (non UE) minori negli Stati membri dell'UE e dell'EFTA, 2017
(%)
Fonte: Eurostat (migr_asyappctza) e (migr_asyunaa)

Decisioni di primo grado sulle domande di asilo

I dati relativi alle decisioni di primo grado sulle domande di asilo sono disponibili secondo i due gradi di valutazione, ovvero decisioni di primo grado e decisioni definitive adottate in appello o in sede di revisione. Nel 2017 i 28 Stati membri dell'UE hanno concesso lo status di persona avente titolo a beneficiare della protezione sussidiaria a 538 000 richiedenti asilo; il dato evidenzia una diminuzione di quasi il 25 % rispetto al 2016.

Nel 2017 è stato adottato quasi 1 milione di decisioni di primo grado in tutti gli Stati membri dell'UE, un numero lievemente inferiore a quello registrato nel 2016 (1,1 milioni). Senza dubbio il numero maggiore di decisioni è stato preso in Germania (cfr. grafico 7), con oltre la metà (54 %) del totale delle decisioni di primo grado nell'UE-28 nel 2017.

Grafico 7 - Numero di decisioni di primo grado e di decisioni definitive sulle domande di asilo (richiedenti non UE), 2017
(migliaia)
Fonte: Eurostat (migr_asydcfsta) e (migr_asydcfina)

Il grafico 8 fornisce un'analisi dei risultati relativi alle decisioni di primo grado. Sebbene gli status di rifugiato e di persona avente titolo a beneficiare della protezione sussidiaria siano definiti dal diritto dell'UE, i motivi umanitari sono propri delle legislazioni nazionali e non sono applicabili in alcuni Stati membri dell'UE.

Nel 2017 quasi la metà (46 %) [3] delle decisioni di asilo di primo grado hanno avuto esito positivo, ovvero il riconoscimento dello status di rifugiato o di protezione sussidiaria o un'autorizzazione a soggiornare per motivi umanitari (cfr. grafico 8). Per le decisioni di primo grado, circa il 23 % di tutte le decisioni positive nell'UE-28 nel 2017 si è tradotto in un riconoscimento dello status di rifugiato.

Grafico 8 - Distribuzione delle decisioni di primo grado sulle domande di asilo (non UE), 2017
(%)
Fonte: Eurostat (migr_asydcfsta)

Nel 2017 complessivamente 222 000 persone hanno ottenuto lo status di rifugiato in primo grado nell'UE-28, 159 000 hanno ottenuto lo status di protezione sussidiaria e 63 000 hanno ottenuto l'autorizzazione a soggiornare per motivi umanitari.

Le quote più alte di decisioni di primo grado relative all'asilo nel 2017 sono state registrate in Irlanda (89 %), Lituania (78 %) e Lettonia (74 %). Al contrario Repubblica ceca, Polonia e Francia hanno ciascuna registrato tassi di rigetto delle decisioni di primo grado di oltre il 70 %.

Decisioni definitive in appello

Nel 2017 la quota di decisioni definitive adottate in appello o in sede di revisione con esito positivo (36 %; cfr. grafico 9) è stata lievemente inferiore nell'UE-28 rispetto alle decisioni di primo grado (45 ; cfr. grafico 8). Circa 95 200 persone nell'UE-28 hanno ottenuto una decisione definitiva adottata in appello o in sede di revisione con esito positivo nel 2017: di queste, a 49 600 è stato concesso lo status di rifugiato, a 31 100 lo status di protezione sussidiaria e ad altre 14 600 l'autorizzazione a soggiornare per motivi umanitari.

Grafico 9 - Distribuzione delle decisioni definitive sulle domande di asilo (non UE), 2017
(%)
Fonte: Eurostat (migr_asydcfina)

Solo in quattro Stati membri dell'UE le decisioni definitive positive hanno superato la metà nel 2017: Finlandia (65 %), Paesi Bassi (59 %), Regno Unito (57 %) e Austria (56 %).

Le quote maggiori di rigetti definitivi sono state registrate in Slovacchia, Slovenia ed Estonia, dove tutte le decisioni definitive sono state negative.

Fonte dei dati per le tavole e i grafici

Fonti dei dati

Eurostat produce statistiche su numerose materie correlate al tema delle migrazioni internazionali. Tra il 1986 e il 2007, i dati in materia di asilo venivano rilevati sulla base di accordi informali. A partire dal 2008 i dati vengono forniti a Eurostat a norma dell'articolo 4 del regolamento (CE) n. 862/2007; la maggior parte delle statistiche presentate in questa scheda è stata rilevata nell'ambito di questo quadro normativo.

I dati vengono trasmessi a Eurostat con cadenza mensile (per le statistiche delle domande di asilo), trimestrale (per le decisioni di primo grado) o annuale (per le decisioni definitive adottate in appello o in sede di revisione, rimpatri e minori non accompagnati). Le statistiche si basano su fonti amministrative e vengono trasmesse a Eurostat dalle autorità statistiche, dai ministeri degli Affari interni o da agenzie relative all'immigrazione negli Stati membri dell'UE.

In sede di analisi delle statistiche in materia di asilo, dovrebbero essere prese in considerazione due differenti categorie di persone. La prima include i richiedenti asilo i quali hanno inoltrato una domanda (richiesta di asilo) che è in esame da parte dell'autorità competente. La seconda categoria è composta da coloro cui, dopo la debita valutazione, è stato concesso lo status di rifugiato o è stato riconosciuto un altro tipo di protezione internazionale (protezione sussidiaria), o ancora che hanno ottenuto protezione sulla base della normativa nazionale in materia di protezione internazionale (autorizzazione a soggiornare per motivi umanitari) o cui è stata rifiutata qualsiasi forma di protezione.

A partire dall'entrata in vigore del regolamento (CE) n. 862/2007, le statistiche delle decisioni relative all'asilo sono divenute disponibili per i vari gradi della procedura d'asilo. Le decisioni di primo grado sono decisioni adottate in primo grado dalle rispettive autorità in esercizio della procedura di asilo amministrativa/giudiziaria nel paese ricevente. Le decisioni definitive adottate in sede di appello o di revisione riguardano invece le decisioni prese nell'ultima istanza della procedura d'asilo amministrativa/giudiziaria e che fanno seguito a un ricorso presentato dal richiedente asilo la cui domanda era stata respinta nel grado precedente. Poiché le procedure di asilo e il numero/grado degli organi decisionali differiscono tra gli Stati membri dell'UE, il reale esito finale di un'istanza può essere dato, secondo la legislazione nazionale e le procedure amministrative, da una decisione della più alta giurisdizione nazionale. Tuttavia, la metodologia applicata stabilisce che le decisioni definitive debbano riferirsi a ciò che è effettivamente una decisione definitiva nella maggioranza dei casi: in altre parole, una volta che tutti i normali iter di ricorso sono stati esperiti e non esiste la possibilità di presentare ricorso sulla sostanza della decisione ma solo per motivi procedurali.

Contesto

La Convenzione di Ginevra del 1951 relativa allo status dei rifugiati (come modificata dal Protocollo di New York del 1967) definisce, da oltre 60 anni, chi è un rifugiato e ha stabilito un approccio comune nei confronti dei rifugiati divenuto poi uno dei fondamenti per lo sviluppo di un sistema comune di asilo nell'UE. Dal 1999 l'UE è impegnata a creare un regime europeo comune di asilo conforme alla Convenzione di Ginevra e ad altri strumenti internazionali applicabili.

Il programma dell'Aia è stato adottato dai capi di Stato e di governo il 5 novembre 2004. Esso sostiene l'idea di un sistema europeo comune di asilo (CEAS; sito in inglese) ed in particolar modo lancia la sfida di stabilire procedure comuni e uno status uniforme per i riceventi asilo o protezione sussidiaria. Il piano strategico sull'asilo (COM(2008) 360 definitivo) della Commissione europea, presentato nel giugno 2008, include tre pilastri per sostenere lo sviluppo del CEAS:

  • standard di protezione più armonizzati grazie a un maggiore allineamento delle normative nazionali sull'asilo;
  • una cooperazione pratica effettiva e sostenuta;
  • una responsabilità e una solidarietà maggiori fra Stati membri dell'UE, e fra l'Unione e i paesi terzi.

Tenendo conto di quanto menzionato, nel 2009 la Commissione europea ha proposto di istituire un Ufficio europeo di sostegno per l'asilo (EASO) (sito in inglese). L'EASO aiuta gli Stati membri dell'UE nei loro sforzi per attuare una politica di asilo più giusta e coerente. Fornisce inoltre sostegno tecnico e operativo agli Stati membri che affrontano pressioni particolari (in altre parole, quegli Stati membri che ricevono un grande numero di richiedenti asilo). L'EASO è diventato pienamente operativo a giugno 2011 e ha lavorato per aumentare le proprie capacità, attività e influenza, cooperando con la Commissione europea e l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) (sito in inglese).

Nel maggio 2010 la Commissione europea ha presentato un piano d'azione sui minori non accompagnati (COM(2010) 213 definitivo), considerati le vittime maggiormente esposte e vulnerabili della migrazione. Questo piano ambisce a istituire un approccio coordinato e impegna tutti gli Stati membri dell'UE a concedere alti standard di accoglienza, protezione e integrazione per i minori non accompagnati. In aggiunta a questo piano d'azione, la rete europea sulle migrazioni (sito in inglese) ha redatto un ampio studio a livello UE in materia di politiche di accoglienza e iniziative per il rimpatrio e l'integrazione dei minori non accompagnati (in inglese).

Sono state sviluppate diverse direttive su questo tema. I quattro strumenti giuridici principali relativi all'asilo – ognuno dei quali è attualmente soggetto a proposte di sostituzione o rifusione – sono:

  • la direttiva qualifiche 2011/95/UE recante norme sull'attribuzione, a cittadini di paesi terzi o apolidi, della qualifica di beneficiario di protezione internazionale e su uno status uniforme per i rifugiati o per le persone aventi titolo a beneficiare della protezione sussidiaria;
  • la direttiva procedure 2013/32/UE recante procedure comuni ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di protezione internazionale;
  • la direttiva accoglienza 2013/33/UE recante norme relative all'accoglienza dei richiedenti protezione internazionale;
  • il regolamento (UE) n. 604/2013 (Dublino) che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l'esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo (cittadino di uno Stato non membro dell'UE) o da un apolide.

La crisi migratoria durante gran parte del 2015 e del 2016 ha portato la Commissione europea ad annunciare proposte per un nuovo strumento di assistenza emergenziale nell'UE. Il piano prevede circa 700 milioni di EUR di aiuti (su un periodo di tre anni) allo scopo di evitare una crisi umanitaria ed essere in grado di fornire più rapidamente cibo, alloggio e assistenza sanitaria, necessari ai rifugiati nell'UE.

Nell'aprile 2016 la Commissione europea ha adottato una comunicazione (COM(2016) 197 final) per avviare il processo di riforma del CEAS. Questo prevede opzioni per un sistema equo e sostenibile di distribuzione dei richiedenti asilo tra gli Stati membri, un'ulteriore armonizzazione delle procedure di asilo e norme per creare condizioni di parità in tutta l'UE e in tal modo ridurre i fattori di attrazione che inducono movimenti secondari irregolari, nonché un rafforzamento del mandato dell'EASO.

Nel maggio 2016 la Commissione europea ha presentato un primo pacchetto di riforme comprendente proposte volte a stabilire un sistema di Dublino più equo e sostenibile (COM(2016) 270 final), rafforzare il sistema Eurodac (COM(2016) 272 final) e istituire l'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo (COM(2016) 271 final).

Nel luglio 2016 la Commissione europea ha presentato una seconda serie di proposte relative alla riforma del CEAS, ad esempio istituendo un quadro dell'UE per il reinsediamento (COM(2016) 468 final), una procedura comune per la protezione internazionale (COM(2016) 467 final) nonché una rifusione della legislazione sulle norme relative all'accoglienza dei richiedenti protezione internazionale (COM(2016) 465 final).

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Asylum and first time asylum applicants - monthly data (rounded) (tps00189)
Persons subject of asylum applications pending at the end of the month - monthly data (tps00190)
Asylum and first time asylum applicants - annual aggregated data (rounded) (tps00191)
First instance decisions on asylum applications by type of decision - annual aggregated data (tps00192)
Final decisions on asylum applications - annual data (tps00193)
Asylum applicants considered to be unaccompanied minors - annual data (tps00194)


Asylum and Dublin statistics (migr_asy)
Applications (migr_asyapp)
Decisions on applications and resettlement (migr_asydec)
’Dublin’ statistics (migr_dub)


Note

  1. Il totale UE è calcolato aggregando i dati degli Stati membri. I dati per uno Stato membro si riferiscono al numero di persone richiedenti asilo per la prima volta in tale Stato. Le persone possono comunque chiedere protezione internazionale, nel corso di un dato anno di riferimento, in più di uno Stato membro. Pertanto il totale UE potrebbe includere tali richieste multiple. Secondo una stima effettuata sulla base delle più recenti statistiche disponibili correlate al sistema Dublino, il 6 % circa dei richiedenti asilo nell'UE ha presentato domanda d'asilo in più di uno Stato membro nel corso dello stesso anno.
  2. Per questa analisi sono stati presi in considerazione solo i primi 30 paesi di cittadinanza per numero di richiedenti asilo.
  3. Dall'anno di riferimento 2014, le richieste di asilo rigettate a seguito dell'assunzione della responsabilità da parte di un altro Stato membro di esaminarle, ai sensi del regolamento (UE) n. 604/2013 ("Dublino"), non sono incluse nei dati sulle decisioni negative. Questo ha abbassato il numero dei rigetti. Conseguentemente la proporzione delle decisioni positive sul totale delle decisioni di primo grado è aumentata, secondo le stime, di circa 5 punti percentuali.