Statistiche in materia di asilo


Dati estratti il 16 marzo 2020 e il 26 maggio 2020 (parti sulle domande di minori non accompagnati e sulle decisioni in merito alle domande di asilo).

Prossimo aggiornamento della scheda: luglio 2021.

Aspetti salient
Nel 2019, 612 700 richiedenti asilo hanno inoltrato domanda di protezione internazionale per la prima volta negli Stati membri dell'UE-27.
Nel 2019 Siria, Afghanistan e Venezuela sono i principali paesi di cittadinanza dei richiedenti asilo nell'UE-27.
Nel 2019 le decisioni di primo grado relative all'asilo nell'UE-27 sono state positive nel 38 % dei casi.

Numero di richiedenti asilo (cittadini di paesi non membri dell’UE-27), UE-27, 2008-2019

Nella presente scheda sono analizzati i recenti sviluppi per quanto riguarda il numero di richiedenti asilo e di decisioni sulle domande di asilo nell'Unione europea (UE). L'asilo è una forma di protezione internazionale offerta da uno Stato sul proprio territorio. Viene concesso a chi non può chiedere protezione nel proprio stato di cittadinanza e/o di residenza, in particolare per timore di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza a un particolare gruppo sociale o per le proprie opinioni politiche.


Scheda completa

Aumento del numero di richiedenti asilo nel 2019

La necessità di richiedere protezione internazionale è una delle ragioni che spinge le persone ad attraversare i confini. Come illustrato nel grafico 1, tra il 2008 e il 2012 si registra un graduale aumento del numero di domande di asilo nell'ambito dell'UE-27; successivamente il numero di richiedenti asilo è cresciuto a un ritmo più sostenuto, con 400 500 domande nel 2013, 594 200 nel 2014 e circa 1,3 milioni nel 2015. Nel 2016 il dato si è attestato intorno a 1,2 milioni di domande. Nel 2017 il numero di domande di asilo ha registrato una significativa diminuzione del 44,5 % rispetto al 2016 e ha seguito un andamento discendente anche nel 2018.

Nel 2019, 676 300 richiedenti asilo hanno inoltrato domanda di protezione internazionale negli attuali 27 Stati membri dell'Unione europea (UE-27), ossia l'11,2 % in più rispetto al 2018. Si è trattato del primo incremento nel numero delle domande di asilo dal 2015 su base annuale.

Grafico 1 - Numero di richiedenti asilo (cittadini non UE-27), UE-27, 2008-2019
Fonte: Eurostat (migr_asyappctza)

Richiedenti asilo alla prima domanda: 612 700 nel 2019

Il numero di richiedenti asilo alla prima domanda nell'UE-27 [1] era nel 2019 di 612 700 unità. Un richiedente protezione internazionale alla prima domanda è una persona che ha inoltrato una domanda di asilo per la prima volta in un dato Stato membro dell'UE: tale definizione esclude pertanto i richiedenti che rinnovano le loro domande (in tale Stato membro), riflettendo in modo più accurato il numero dei nuovi arrivati tra i richiedenti protezione internazionale nello Stato membro dichiarante. Nel 2019 il numero dei richiedenti che hanno rinnovato le loro domande (persone che hanno inoltrato più domande) nell'UE-27 era di 63 600 unità, rappresentando il 9,4 % del numero totale dei richiedenti.

Quest'ultimo dato del 2019 ha rivelato un aumento di 63 700 unità nel numero di richiedenti alla prima domanda nell'UE-27 rispetto all'anno precedente (da 549 000 nel 2018 a 612 700 nel 2019). L'incremento è dovuto principalmente al maggior numero di richiedenti in provenienza da Venezuela, Colombia e Afghanistan (cfr. grafico 2).

Grafico 2 - Paesi di cittadinanza dei richiedenti asilo alla prima domanda (cittadini non UE-27), UE-27, 2018 e 2019
(migliaia)
Fonte: Eurostat (migr_asyappctza)

Paesi di cittadinanza dei richiedenti asilo alla prima domanda: principalmente Siria, Afghanistan e Venezuela

Dal 2013 la Siria rimane il principale paese di cittadinanza dei richiedenti asilo nell'UE-27. Nel 2019 il numero di richiedenti asilo siriani alla prima domanda nell'UE-27 è sceso a 74 400 dagli 80 000 nel 2018, mentre la percentuale di cittadini siriani sul totale nell'UE-27 è diminuita dal 14,6 % al 12,1 %.

I cittadini afghani costituiscono l'8,6 % del totale dei richiedenti asilo alla prima domanda, i cittadini venezuelani il 7,3 % e i cittadini colombiani e iracheni il 5,2 % e il 4,4 % rispettivamente.

Tra i gruppi di cittadinanza più numerosi di richiedenti asilo alla prima domanda nell'UE-27, nel 2019 gli incrementi più importanti nel numero delle domande rispetto al 2018 sono stati registrati per i cittadini del Venezuela (22 600 domande in più, ovvero +101,9 %), seguiti dai cittadini della Colombia (21 800 in più, ovvero +216,7 %) e dell'Afghanistan (13 600 in più, ovvero +34,8 %). Le diminuzioni più significative si sono registrate per i cittadini iracheni (9 500 in meno, ovvero -26,2 %) e siriani (5 700 in meno, ovvero -7,1 %) [2].

Principali paesi di destinazione: Germania, Francia e Spagna

Con 142 400 domande presentate nel 2019, la Germania ha registrato il 23,3 % di tutti i richiedenti asilo alla prima domanda nell'UE-27. Seguono Francia (119 900, pari al 19,6 %), Spagna (115 200, pari al 18,8 %), davanti a Grecia (74 900, pari al 12,2 %) e Italia (35 000, pari al 5,7 %).

Tra gli Stati membri con oltre 5 000 richiedenti asilo alla prima domanda nel 2019, il maggiore aumento in termini relativi del numero dei richiedenti alla prima domanda rispetto all'anno precedente si è registrato in Spagna (+118,4 %, ossia 62 400 richiedenti asilo alla prima domanda in più nel 2019 rispetto al 2018) e a Cipro (+66,8 %, ossia 5 100 in più), cui seguono Svezia (+27,9 %, ossia 5 000 in più), Belgio (+27,4 %, ossia 5 000 in più), Grecia (+15,3 %, ossia 9 900 in più), Paesi Bassi (+9,9 %, ossia 2 000 in più) e Francia (+7,6 %, ossia 8 500 in più). Le diminuzioni più consistenti si sono invece registrate in Italia (-34,5 %, ossia 18 400 in meno), Germania (-12,0 %, ossia 19 400 in meno) e Austria (-7,0 %, ossia 800 in meno) (cfr. grafico 3).

Grafico 3: Numero di richiedenti asilo alla prima domanda (cittadini non UE-27), 2018 e 2019
(migliaia)
Fonte: Eurostat (migr_asyappctza)

La tavola 1 fornisce una visione d'insieme dei cinque maggiori gruppi di richiedenti asilo alla prima domanda (per cittadinanza) in ciascuno Stato membro dell'UE-27, nel Regno Unito e nei paesi dell'EFTA. I cittadini siriani rappresentano il gruppo maggiore di richiedenti in sette dei 27 Stati membri dell'UE; di questi, 39 300 hanno chiesto asilo in Germania. Circa 40 300 venezuelani (il numero più elevato di richiedenti asilo da un singolo paese in uno Stato membro dell'UE-27 nel 2019) e 28 900 colombiani hanno inoltrato domanda di protezione in Spagna, mentre i richiedenti afghani sono stati 23 700 in Grecia. A seguire, nel 2019 sono stati registrati numeri elevati di richiedenti asilo aventi la stessa cittadinanza anche in Germania (13 700 richiedenti dall'Iraq e 10 800 dalla Turchia), in Grecia (10 800 richiedenti dalla Siria) e in Francia (10 000 richiedenti dall'Afghanistan).

Tavola 1 - Le cinque principali cittadinanze dei richiedenti asilo alla prima domanda (cittadini non UE-27), 2019
(numero, cifre arrotondate)
Fonte: Eurostat (migr_asyappctza)

Età e sesso dei richiedenti asilo alla prima domanda

Oltre i tre quarti (77,3 %) dei richiedenti asilo alla prima domanda nell'UE-27 nel 2019 avevano meno di 35 anni di età (cfr. grafico 4); quelli di età compresa tra i 18 e i 34 anni erano poco meno della metà (47,0 %) del numero totale dei richiedenti alla prima domanda, mentre quasi un terzo (30,3 %) del numero totale di richiedenti alla prima domanda era composto da minori sotto i 18 anni.

Tale distribuzione dei richiedenti asilo per fasce di età, con la quota maggiore rappresentata dai richiedenti di età compresa tra i 18 e i 34 anni, è stata simile in quasi tutti gli Stati membri dell'UE-27. Vi sono tuttavia alcune eccezioni a tale modello: Germania, Estonia, Lituania, Ungheria, Austria e Polonia hanno registrato una proporzione maggiore di richiedenti asilo di età inferiore a 18 anni.

Grafico 4 - Distribuzione per fascia di età dei richiedenti asilo alla prima domanda (cittadini non UE-27), 2019
(%)
Fonte: Eurostat (migr_asyappctza)

La distribuzione per genere dei richiedenti asilo alla prima domanda rivela che gli uomini in cerca d'asilo (61,9 %) sono stati più numerosi delle donne (38,1 %). Nelle fasce di età più giovani (0-13 anni), la quota maschile ammontava al 51,2 % del numero totale dei richiedenti nel 2019. Maggiori disparità sono state rilevate nelle domande d'asilo tra i richiedenti nelle fasce di età 14-17 anni o 18-34 anni, in cui rispettivamente il 67,9 % e il 69,0 % dei richiedenti asilo alla prima domanda erano di sesso maschile; per la fascia di età 35-64 anni questa quota era scesa al 58,0 %. In tutta l'UE-27 la quota femminile di richiedenti asilo ha superato nel 2019 quella maschile per la fascia di età di 65 anni e più, sebbene tale gruppo sia relativamente poco consistente in termini numerici, rappresentando solo lo 0,8 % (0,5 % di sesso femminile e 0,3 % di sesso maschile) del numero totale dei richiedenti asilo alla prima domanda.

Grafico 5 - Quota maschile dei richiedenti asilo alla prima domanda (cittadini non UE-27) per fascia di età, UE-27, 2019
(%)
Fonte: Eurostat (migr_asyappctza)

Domande di minori non accompagnati

Un minore non accompagnato è un individuo di età inferiore ai 18 anni che entra nel territorio di uno Stato membro dell'UE-27 senza essere accompagnato da un adulto che ne sia responsabile o un minore che viene abbandonato dopo essere entrato nel territorio di uno Stato membro. Nel 2019 ci sono state 14 100 domande [3] nell'UE-27 da parte di minori non accompagnati; il 7,1 % del totale dei minori è costituito da individui non accompagnati (cfr. grafico 6).

Nel 2019, nella maggior parte degli Stati membri dell'UE-27 la proporzione di minori non accompagnati era inferiore al 20 %. Solo in cinque Stati membri sono stati registrati tassi più elevati: Romania (34,5 %), Cipro (46,9 %), Slovacchia (69,8 %), Bulgaria (71,8 %) e Slovenia (80,2 %).

Grafico 6 - Distribuzione per status dei minori richiedenti asilo (cittadini non UE-27), 2019
(%)
Fonte: Eurostat (migr_asyappctza) e (migr_asyunaa)

Decisioni sulle domande di asilo

I dati relativi alle decisioni sulle domande di asilo sono disponibili secondo i due gradi di valutazione, ovvero decisioni di primo grado e decisioni definitive adottate in appello o in sede di revisione.

Nel 2019 sono state adottate 540 800 decisioni di primo grado sulle domande di asilo negli Stati membri dell'UE-27, cui vanno aggiunte 296 600 decisioni definitive in seguito ad appelli. Le decisioni adottate in primo grado hanno portato al riconoscimento dello status di protezione internazionale per 206 000 persone, mentre altri 91 000 richiedenti hanno ottenuto il medesimo status in appello.

Senza dubbio il numero maggiore di decisioni (di primo grado e definitive) è stato preso in Germania (cfr. grafico 7), che ha registrato il 28,5 % di tutte le decisioni di primo grado e il 44,2 % di tutte le decisioni definitive nell'UE-27 nel 2019.

Grafico 7 - Numero di decisioni di primo grado e di decisioni definitive sulle domande di asilo (richiedenti non UE-27), 2019
(migliaia)
Fonte: Eurostat (migr_asydcfsta) e (migr_asydcfina)

Decisioni di primo grado sulle domande di asilo

Il grafico 8 fornisce un'analisi dei risultati relativi alle decisioni di primo grado. Sebbene gli status di rifugiato e di persona avente diritto a beneficiare della protezione sussidiaria siano definiti dal diritto dell'UE, i motivi umanitari sono propri delle legislazioni nazionali e non sono applicabili in alcuni Stati membri dell'UE.

Nel 2019, il 38,1 % delle decisioni di primo grado relative all'asilo nell'UE-27 ha avuto esito positivo, riconoscendo lo status di rifugiato o di protezione sussidiaria o rilasciando un'autorizzazione a soggiornare per motivi umanitari. Per le decisioni di primo grado, circa il 52,9 % di tutte le decisioni positive nell'UE-27 nel 2019 si è tradotto nel riconoscimento dello status di rifugiato.

Grafico 8 - Distribuzione per risultato delle decisioni di primo grado sulle domande di asilo (richiedenti non UE-27), 2019
(migliaia)
Fonte: Eurostat (migr_asydcfsta)

Nel 2019, in valori assoluti, 109 000 persone hanno ottenuto lo status di rifugiato in primo grado nell'UE-27, 52 000 hanno ricevuto lo status di protezione sussidiaria e 45 100 hanno ottenuto l'autorizzazione a soggiornare per motivi umanitari.

Tra gli Stati membri dell'UE-27, le quote più alte di decisioni di primo grado con esito positivo rispetto al numero totale delle decisioni di primo grado adottate nel 2019 sono state registrate in Spagna (66,2 %), cui fanno seguito il Lussemburgo (56,7 %), l'Austria (53,5 %), la Grecia (53,1 %), l'Irlanda (52,1 %) e la Danimarca (52,0 %). Per contro Italia, Croazia, Polonia, Cechia e Ungheria hanno registrato ciascuna una quota di decisioni di primo grado con esito positivo compresa tra il 19,7 % (Italia) e l'8,5 % (Ungheria).

Decisioni definitive in appello

Nel 2019 la percentuale di decisioni definitive con esito positivo adottate in appello o in sede di revisione nell'UE-27 (30,7 %, cfr. grafico 9) è stata inferiore alla quota relativa alle decisioni di primo grado (38,1 %, cfr. grafico 8). Circa 91 000 persone nell'UE-27 hanno ottenuto nel 2019 una decisione definitiva positiva adottata in appello o in sede di revisione: di queste, a 33 200 è stato concesso lo status di rifugiato, a 30 000 lo status di protezione sussidiaria e altre 27 900 hanno ottenuto l'autorizzazione a soggiornare per motivi umanitari.

Grafico 9 - Distribuzione per risultato delle decisioni definitive sulle domande di asilo (richiedenti non UE-27), 2019
(%)
Fonte: Eurostat (migr_asydcfina)

Tra gli Stati membri dell'UE-27, le quote più elevate di decisioni definitive con esito positivo rispetto al numero totale delle decisioni definitive nel 2019 sono state registrate in Bulgaria (67,7 %), seguita da Austria (55,7 %), Irlanda (48,9 %), Paesi Bassi (48,0 %), e Finlandia (44,9 %). Al contrario, in Estonia, Lituania e Portogallo tutte le decisioni definitive sono state negative.

Fonte dei dati per le tavole e i grafici

Fonti dei dati

Eurostat produce statistiche su numerose materie correlate al tema delle migrazioni internazionali. Tra il 1986 e il 2007, i dati in materia di asilo venivano rilevati sulla base di accordi informali. A partire dal 2008 i dati vengono forniti a Eurostat a norma dell'articolo 4 del regolamento (CE) n. 862/2007; la maggior parte delle statistiche presentate in questa scheda è stata rilevata nell'ambito di questo quadro normativo.

I dati vengono trasmessi a Eurostat con cadenza mensile (per le statistiche delle domande di asilo), trimestrale (per le decisioni di primo grado) o annuale (per le decisioni definitive adottate in appello o in sede di revisione, i rimpatri e i minori non accompagnati). Le statistiche si basano su fonti amministrative e vengono trasmesse a Eurostat dalle autorità statistiche, dai ministeri degli Affari interni o da agenzie relative all'immigrazione negli Stati membri dell'UE.

In sede di analisi delle statistiche in materia di asilo, dovrebbero essere prese in considerazione due differenti categorie di persone. La prima include i richiedenti asilo aventi inoltrato una richiesta (domanda di asilo) che è in esame da parte dell'autorità competente. La seconda categoria è composta da coloro cui, dopo la debita valutazione, è stato riconosciuto lo status di rifugiato o è stato concesso un altro tipo di protezione internazionale (protezione sussidiaria), o ancora che hanno ottenuto protezione sulla base della normativa nazionale in materia di protezione internazionale (autorizzazione a soggiornare per motivi umanitari) o cui è stata rifiutata qualsiasi forma di protezione.

A partire dall'entrata in vigore del regolamento (CE) n. 862/2007, le statistiche delle decisioni relative all'asilo sono divenute disponibili per i vari gradi della procedura d'asilo. Le decisioni di primo grado sono decisioni adottate in primo grado dalle rispettive autorità incaricate della procedura amministrativa/giudiziaria di asilo nel paese ricevente. Le decisioni definitive adottate in sede di appello o di revisione riguardano invece le decisioni prese nell'ultima istanza della procedura amministrativa/giudiziaria di asilo e che fanno seguito a un ricorso presentato dal richiedente asilo la cui domanda era stata respinta nel grado precedente. Poiché le procedure di asilo e il numero/grado degli organi decisionali differiscono tra gli Stati membri dell'UE, il reale esito finale di un'istanza può essere dato, secondo la legislazione nazionale e le procedure amministrative, da una decisione della più alta giurisdizione nazionale. Tuttavia la metodologia applicata stabilisce che le decisioni definitive debbano riferirsi a ciò che è effettivamente una decisione definitiva nella maggioranza dei casi: in altre parole, una volta che tutti i normali iter di ricorso sono stati esperiti e non esiste la possibilità di presentare ricorso sulla sostanza della decisione ma solo per motivi procedurali.

Contesto

La Convenzione di Ginevra del 1951 relativa allo status dei rifugiati (quale modificata dal Protocollo di New York del 1967) definisce, da oltre 70 anni, la figura del rifugiato e stabilisce un approccio comune nei confronti dei rifugiati, divenuto poi uno dei pilastri per lo sviluppo di un sistema comune di asilo nell'UE. Dal 1999 l'UE è impegnata a creare un regime europeo comune di asilo conforme alla Convenzione di Ginevra e ad altri strumenti internazionali applicabili.

Il programma dell'Aia è stato adottato dai capi di Stato e di governo il 5 novembre 2004 e sostiene l'idea di un sistema europeo comune di asilo (CEAS) (sito in inglese); in particolar modo fissa l'ambizioso obiettivo di stabilire procedure comuni e uno status uniforme per i riceventi asilo o protezione sussidiaria. Il piano strategico sull'asilo della Commissione europea [COM(2008) 360 definitivo], presentato nel giugno 2008, include tre pilastri per sostenere lo sviluppo del CEAS:

  • standard di protezione più armonizzati grazie a un maggiore allineamento delle normative nazionali sull'asilo;
  • una cooperazione pratica effettiva e sostenuta;
  • una responsabilità e una solidarietà maggiori fra Stati membri dell'UE, e fra l'Unione e i paesi terzi.

Tenendo conto di quanto menzionato, nel 2009 la Commissione europea ha proposto di istituire un Ufficio europeo di sostegno per l'asilo (EASO) (sito in inglese). L'EASO aiuta gli Stati membri dell'UE nei loro sforzi per attuare una politica di asilo più giusta e coerente. Fornisce inoltre sostegno tecnico e operativo agli Stati membri che affrontano pressioni particolari (in altre parole, quegli Stati membri che ricevono un grande numero di richiedenti asilo). L'EASO è diventato pienamente operativo nel giugno 2011 e ha lavorato per aumentare le proprie capacità, attività e influenza, cooperando con la Commissione europea e l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) (sito in inglese).

Nel maggio 2010 la Commissione europea ha presentato un piano d'azione sui minori non accompagnati [COM(2010) 213 definitivo], considerati le vittime maggiormente esposte e vulnerabili della migrazione. Questo piano ambisce a istituire un approccio coordinato e vincola tutti gli Stati membri dell'UE affinché concedano elevati standard di accoglienza, protezione e integrazione per i minori non accompagnati. In aggiunta a questo piano d'azione, la rete europea sulle migrazioni (sito in inglese) ha redatto un ampio studio a livello dell'UE riguardante le politiche di accoglienza e iniziative per il rimpatrio e l'integrazione dei minori non accompagnati (in inglese).

Sono state sviluppate diverse direttive su questo tema. I quattro strumenti giuridici principali in materia di asilo – ognuno dei quali è attualmente soggetto a proposte di sostituzione o rifusione – sono:

Il sostegno operativo e finanziario è risultato determinante nell'aiutare gli Stati membri a far fronte alle sfide migratorie. In particolare la Commissione europea offre agli Stati membri un costante sostegno finanziario nel quadro del Fondo Asilo, migrazione e integrazione (AMIF) (sito in inglese). L'AMIF ha sostenuto efficacemente e concretamente la risposta comune dell'Unione alla crisi migratoria, dimostrando inoltre solidarietà nei confronti degli Stati membri in prima linea.

Nell'aprile 2016 la Commissione europea ha adottato una comunicazione [COM(2016) 197 final] per avviare il processo di riforma del CEAS. In questa comunicazione sono previste opzioni per un sistema equo e sostenibile di ripartizione dei richiedenti asilo tra gli Stati membri, un'ulteriore armonizzazione delle procedure di asilo e delle norme per creare condizioni omogenee in tutta l'UE e in tal modo ridurre i fattori di richiamo che inducono movimenti secondari irregolari, nonché un rafforzamento del mandato dell'EASO.

Nel maggio 2016 la Commissione europea ha presentato un primo pacchetto di riforme comprendente proposte volte a stabilire un sistema di Dublino più equo e sostenibile [COM(2016) 270 final], a rafforzare il sistema Eurodac [COM(2016) 272 final] e a istituire l'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo [COM(2016) 271 final].

Nel luglio 2016 la Commissione europea ha presentato una seconda serie di proposte relative alla riforma del CEAS, ad esempio istituendo un quadro dell'Unione per il reinsediamento [COM(2016) 468 final], una procedura comune per la protezione internazionale [COM(2016) 467 final] e una rifusione della legislazione sulle norme relative all'accoglienza dei richiedenti protezione internazionale [COM(2016) 465 final].

Nel marzo 2019 la Commissione europea ha stilato un bilancio sui progressi compiuti negli ultimi 4 anni e ha esposto i provvedimenti ancora necessari per affrontare le sfide, immediate e future, che si pongono in materia di migrazione [COM(2019) 126 final].

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Asylum and first time asylum applicants - monthly data (rounded) (tps00189)
Persons subject of asylum applications pending at the end of the month - monthly data (tps00190)
Asylum and first time asylum applicants - annual aggregated data (rounded) (tps00191)
First instance decisions on asylum applications by type of decision - annual aggregated data (tps00192)
Final decisions on asylum applications - annual data (tps00193)
Asylum applicants considered to be unaccompanied minors - annual data (tps00194)
Asylum and Dublin statistics (migr_asy)
Applications (migr_asyapp)
Decisions on applications and resettlement (migr_asydec)
’Dublin’ statistics (migr_dub)

Note

  1. Il totale UE è calcolato aggregando i dati degli Stati membri. I dati per uno Stato membro si riferiscono al numero di persone richiedenti asilo per la prima volta in tale Stato. Le persone possono comunque chiedere protezione internazionale, nel corso di un dato anno di riferimento, in più di uno Stato membro. Pertanto il totale UE potrebbe includere tali domande multiple.
  2. Per questa analisi sono stati presi in considerazione solo i primi 30 paesi di cittadinanza per numero di richiedenti asilo alla prima domanda.
  3. L'aggregato dell'UE-27 comprende i dati per la Spagna relativi al 2018.