Statistiche in materia di asilo


Dati estratti il 12 marzo 2019 e il 24 aprile 2019 (parti sulle domande di minori non accompagnati e sulle decisioni definitive).
Prossimo aggiornamento della scheda: luglio 2020.

Aspetti salient
Nel 2018, 580 800 richiedenti asilo hanno inoltrato domanda di protezione internazionale per la prima volta negli Stati membri dell'UE.
Nel 2018, Siria, Afghanistan e Iraq sono i principali paesi di cittadinanza dei richiedenti asilo nell'UE.
Nel 2018, le decisioni di primo grado relative all'asilo nell'UE sono state positive nel 37% dei casi.

Domande di asilo (richiedenti non UE) negli Stati membri dell`UE-28, 2008-2018

Nella presente scheda sono analizzati i recenti sviluppi per quanto riguarda il numero di richiedenti asilo e di decisioni sulle domande di asilo nell'Unione europea (UE). L'asilo è una forma di protezione internazionale offerta da uno Stato sul proprio territorio. Viene concesso a chi non può chiedere protezione nel proprio stato di cittadinanza e/o di residenza, in particolare per timore di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza a un particolare gruppo sociale o per le proprie opinioni politiche.


Articolo complete


Diminuzione del numero di richiedenti asilo nel 2018

Dopo il picco raggiunto nel 1992 (672 000 domande nell'UE-15) in concomitanza con l'arrivo negli Stati membri di numerosi richiedenti asilo provenienti dall'ex Iugoslavia, e in seguito nel 2001 (424 000 domande nell'UE-27), le domande di asilo nell'UE-27 sono scese a poco meno di 200 000 nel 2006.

Se si analizza l'andamento delle sole domande presentate da cittadini di paesi terzi (cfr. grafico 1), si registra fino al 2012 un loro aumento graduale, prima nell'UE-27 e, successivamente, nell'UE-28. Dopo il 2012 il numero di richiedenti asilo è cresciuto a un ritmo più sostenuto, con 431 000 domande presentate nel 2013, 627 000 nel 2014 e circa 1,3 milioni sia nel 2015 che nel 2016. Di fatto il numero di domande di asilo nell'UE-28 nel 2015 e nel 2016 era circa due volte quello registrato nell'UE-15 durante il picco relativo del 1992. Nel 2018, 638 000 richiedenti asilo hanno inoltrato domanda di protezione internazionale negli Stati membri dell'Unione europea (UE), ovvero il 10 % in meno rispetto al 2017 (712 000) e circa la metà del numero di domande rilevato nel 2016, anno in cui sono stati registrati quasi 1,3 milioni di richiedenti asilo. Tale dato è paragonabile al livello registrato nel 2014, prima dei picchi del 2015 e 2016.


Grafico 1: Domande di asilo
(richiedenti non UE) negli Stati membri dell'UE-28, 2008–2018
(migliaia)
Fonte: Eurostat (migr_asyappctza)

Richiedenti asilo alla prima domanda: 581 000 nel 2018

Il numero di richiedenti asilo alla prima domanda nell'UE-28 [1] era nel 2018 di 581 000 unità, ossia inferiore di 57 000 unità (9 %) al numero totale dei richiedenti. Un richiedente protezione internazionale alla prima domanda è una persona che ha inoltrato una domanda di asilo per la prima volta in un dato Stato membro dell'UE: tale definizione esclude pertanto i richiedenti che rinnovano le loro domande (in tale Stato membro), riflettendo in modo più accurato il numero dei nuovi arrivati tra i richiedenti protezione internazionale nello Stato membro dichiarante.

Quest'ultimo dato del 2018 ha rivelato una diminuzione di 74 000 unità nel numero di richiedenti alla prima domanda nell'UE-28 rispetto all'anno precedente: il numero dei richiedenti in questione è sceso da 655 000 nel 2017 a 581 000 nel 2018. Tra il 2016 e il 2017 si era registrata invece una diminuzione di ben 551 000 richiedenti alla prima domanda. La riduzione è dovuta principalmente al minor numero di richiedenti in provenienza da Siria e Nigeria (cfr. grafico 2).

Grafico 2 - Paesi di cittadinanza dei richiedenti asilo (non UE) negli Stati membri dell'UE-28, 2017 e 2018
(migliaia di richiedenti asilo alla prima domanda)
Fonte: Eurostat (migr_asyappctza)

Paesi di cittadinanza dei richiedenti asilo alla prima domanda: principalmente Siria, Afghanistan e Iraq

Nel 2018 la Siria è stata il principale paese di cittadinanza dei richiedenti asilo negli Stati membri dell'UE, posizione occupata ogni anno sin dal 2013. Nel 2018 il numero di richiedenti asilo siriani alla prima domanda nell'UE-28 è sceso a 81 000 dai 102 000 nel 2017, mentre la percentuale di cittadini siriani sul totale nell'UE-28 è diminuita, passando dal 15,6 % al 13,9 %. La Siria è rimasta il principale paese di cittadinanza dei richiedenti asilo in otto Stati membri dell'UE.

I cittadini afghani costituiscono il 7,1 % del totale dei richiedenti asilo alla prima domanda, i cittadini iracheni il 6,8 % e i cittadini pakistani e iraniani il 4,3 % e il 4,0 % rispettivamente.

Tra i gruppi di cittadinanza più numerosi di richiedenti asilo alla prima domanda nell'UE-28, gli incrementi relativi più elevati nel 2018 rispetto al 2017 sono stati registrati per i cittadini venezuelani (quota in aumento di 1,8 punti percentuali), i georgiani (+1,6 punti percentuali), i turchi (+1,5 punti percentuali), gli iraniani (+1,3 punti percentuali) e i colombiani (+1,1 punti percentuali). Sempre nel 2018 le diminuzioni relative più significative tra i richiedenti asilo provenienti dai paesi di cittadinanza più frequenti per questa categoria di persone (ad eccezione della Siria) si sono registrate per la Nigeria (in calo di 2,2 punti percentuali) e per l'Eritrea (in calo di 1,2 punti percentuali) [2].

Principali paesi di destinazione: Germania, Francia e Grecia

Con 162 000 domande presentate nel 2018, la Germania ha registrato il 28 % di tutti i richiedenti asilo alla prima domanda negli Stati membri dell'UE. Seguono Francia (110 000, pari al 19 %), Grecia (65 000, pari all'11 %), Spagna (53 000, pari al 9 %), Italia (49 000, pari all'8 % e Regno Unito (37 000, pari al 6 %).

Tra gli Stati membri con oltre 5 000 richiedenti asilo alla prima domanda nel 2018, il maggiore aumento del numero di richiedenti alla prima domanda rispetto all'anno precedente si è registrato a Cipro (+70 %, ossia 3 000 richiedenti asilo alla prima domanda in più nel 2018 rispetto al 2017) e in Spagna (+60 %, ossia 20 000in più), seguiti da Belgio (+29 %, ossia 4 000 in più), Paesi Bassi (+27 %, ossia 4 000 in più), Francia (+20 %,ossia 19 000 in più) e Grecia (+14 %, ossia 8 000 in più). Le diminuzioni più significative si sono invece registrate in Italia (-61 %, ossia 77 000 in meno), Austria (-49 %, ossia 11 000 in meno), Svezia (-19 %, ossia 4 000 in meno ) e Germania (-18 %, ossia 36 000 in meno) (cfr. grafico 3).

Grafico 3 - Numero di richiedenti asilo (non UE) negli Stati membri dell'UE e dell'EFTA, 2017 e 2018
(migliaia di richiedenti asilo alla prima domanda)
Fonte: Eurostat (migr_asyappctza)


La tavola 1 fornisce una visione d'insieme dei cinque maggiori gruppi di richiedenti asilo alla prima domanda (per cittadinanza) in ogni Stato membro dell'UE. I cittadini siriani rappresentano il gruppo maggiore di richiedenti asilo in otto dei 28 Stati membri dell'UE; di questi, 44 000 hanno chiesto asilo in Germania (il numero più elevato di richiedenti asilo da un singolo paese in uno Stato membro dell'UE nel 2018) e 13 000 in Grecia. Circa 19 000 venezuelani hanno inoltrato domanda di protezione in Spagna, mentre 16 000 richiedenti iracheni sono stati registrati in Germania e circa 10 000 in Grecia. I richiedenti afghani sono stati 12 000 in Grecia e 10 000 in Francia. Altri Stati membri che hanno registrato un elevato numero di domande da richiedenti aventi la stessa cittadinanza nel 2018 sono stati: la Germania con 11 000 richiedenti dall'Iran, 10 000 dalla Nigeria e 10 000 dalla Turchia, la Spagna con 8 000 richiedenti provenienti dalla Colombia e la Francia con 8 000 dall'Albania.

Tavola 1 - Le cinque principali cittadinanze dei richiedenti asilo (non UE), 2018
(numero di richiedenti asilo alla prima domanda, cifre arrotondate)
Fonte: Eurostat (migr_asyappctza)

Età e sesso dei richiedenti asilo alla prima domanda

Quasi quattro richiedenti asilo alla prima domanda su cinque (79 %) nell'UE-28 nel 2018 avevano meno di 35 anni di età (cfr. grafico 4); quelli di età compresa tra i 18 e i 34 anni erano poco meno della metà (48 %) del numero totale dei richiedenti, mentre circa un terzo (31 %) del numero totale di richiedenti alla prima domanda era composto da minori sotto i 18 anni.

Tale distribuzione dei richiedenti asilo per fasce di età, con la quota maggiore rappresentata dai richiedenti di età compresa tra i 18 e i 34 anni, è stata simile in quasi tutti gli Stati membri dell'UE. Vi sono tuttavia alcune eccezioni a tale modello: Ungheria, Austria, Germania e Polonia hanno registrato una proporzione maggiore di richiedenti asilo di età inferiore ai 18 anni (almeno equivalente al 44 %).

Grafico 4 - Distribuzione per età dei richiedenti asilo alla prima domanda (non UE) negli Stati membri dell'UE e dell'EFTA, 2018
(%)
Fonte: Eurostat (migr_asyappctza)

La distribuzione per genere dei richiedenti asilo alla prima domanda rivela che gli uomini in cerca d'asilo sono stati più numerosi delle donne. Nelle fasce d'età più giovani (0-13 anni), la quota maschile ammontava al 51 % del numero totale delle richieste nel 2018. Una maggiore disparità di genere è stata rilevata nelle domande d'asilo tra i richiedenti nelle fasce di età 14-17 anni o 18-34 anni in cui rispettivamente il 72 % e il 70 % dei richiedenti asilo alla prima domanda erano uomini; per la fascia di età 35-64 anni questa quota era scesa al 59 %. In tutta l'UE-28 la quota femminile di richiedenti asilo ha superato nel 2018 quella maschile per la fascia di età di 65 anni e più, sebbene tale gruppo sia relativamente poco consistente in termini numerici, rappresentando solo lo 0,7 % (0,4 di sesso femminile e 0,3 % di sesso maschile) del numero totale dei richiedenti asilo alla prima domanda.

Grafico 5 - Quota dei richiedenti asilo (non UE) di sesso maschile alla prima domanda negli Stati membri dell'UE-28, per fascia di età, 2018
(%)
Fonte: Eurostat (migr_asyappctza)

Domande di minori non accompagnati

Un minore non accompagnato è un individuo di età inferiore ai 18 anni che entra nel territorio di uno Stato membro senza essere accompagnato da un adulto che ne sia responsabile o un minore che viene abbandonato dopo essere entrato nel territorio di uno Stato membro. Nel 2018 ci sono state 19 700 richieste nell'UE-28 da parte di minori non accompagnati; questo dato rappresenta il 10 % del numero totale di richiedenti asilo di età inferiore a 18 anni (cfr. grafico 6). Tra gli Stati membri, le quote più elevate di minori non accompagnati sul numero totale dei minori richiedenti asilo nel 2018 sono state registrate in Slovenia (70 %) e Bulgaria (57 %). Al contrario, in Cechia ed Estonia non si sono registrati minori non accompagnati nel 2018.

Grafico 6 - Distribuzione per status dei richiedenti asilo minori (non UE) negli Stati membri dell'UE e dell'EFTA, 2018
(%)
Fonte: Eurostat (migr_asyunaa) e (migr_asyappctza)

Decisioni sulle domande di asilo

I dati relativi alle decisioni sulle domande di asilo sono disponibili secondo due gradi di valutazione, ovvero le decisioni di primo grado e le decisioni definitive adottate in appello o in sede di revisione.

Nel 2018 sono state adottate circa 582 000 decisioni di primo grado sulle domande di asilo negli Stati membri dell'UE, cui vanno aggiunte 309 000 decisioni definitive in seguito ad appelli. Le decisioni adottate in primo grado hanno portato al riconoscimento dello status di protezione internazionale per 217 000 persone, mentre altri 116 000 richiedenti hanno ottenuto il medesimo status in appello.

Senza dubbio il numero maggiore di decisioni (di primo grado e definitive) è stato preso in Germania (cfr. grafico 7), con poco meno di un terzo (31 %) di tutte le decisioni di primo grado e quasi la metà (47 %) di tutte le decisioni definitive nell'UE-28 nel 2018.

Grafico 7 - Numero di decisioni di primo grado e di decisioni definitive sulle domande di asilo (richiedenti non UE), 2018
(migliaia)
Fonte: Eurostat (migr_asydcfsta) e (migr_asydcfina)


Decisioni di primo grado sulle domande di asilo

Il grafico 8 fornisce un'analisi dei risultati relativi alle decisioni di primo grado. Sebbene gli status di rifugiato e di persona avente diritto a beneficiare della protezione sussidiaria siano definiti dal diritto dell'UE, i motivi umanitari sono propri delle legislazioni nazionali e non sono applicabili in alcuni Stati membri dell'UE.

Nel 2018 il 37 % delle decisioni di primo grado relative all'asilo nell'UE-28 ha avuto esito positivo, riconoscendo lo status di rifugiato o di protezione sussidiaria o rilasciando un'autorizzazione a soggiornare per motivi umanitari (cfr. grafico 8). Per le decisioni di primo grado, circa il 56 % di tutte le decisioni positive nell'UE-28 nel 2018 si è tradotto nel riconoscimento dello status di rifugiato.

Grafico 8 - Distribuzione delle decisioni di primo grado sulle domande di asilo (non UE), 2018
(%)
Fonte: Eurostat (migr_asydcfsta)

Nel 2018, in valori assoluti, 122 000 persone hanno ottenuto lo status di rifugiato in primo grado nell'UE-28, 62 000 hanno ricevuto lo status di protezione sussidiaria e 33 000 hanno ottenuto l'autorizzazione a soggiornare per motivi umanitari.

Tra gli Stati membri, le quote più alte di decisioni di primo grado con esito positivo rispetto al numero totale delle decisioni di primo grado nel 2018 sono state registrate in Irlanda (85 %) e nel Lussemburgo (72 %). Al contrario Francia, Estonia, Spagna, Lettonia, Polonia e Cechia hanno ciascuna registrato tassi di rigetto delle decisioni di primo grado compresi tra il 72 % (Francia) e l'89 % (Cechia).

Decisioni definitive in appello

Nel 2018 il 38 % delle decisioni definitive adottate in appello nell'UE-28 ha avuto esito positivo.

Circa 116 000 persone nell'UE-28 hanno ottenuto una decisione definitiva positiva: di queste, a 42 000 è stato concesso lo status di rifugiato, a 38 000 lo status di protezione sussidiaria e ad altre 36 000 l'autorizzazione a soggiornare per motivi umanitari.

Grafico 9 - Distribuzione delle decisioni definitive sulle domande di asilo (non UE), 2018
(%)
Fonte: Eurostat (migr_asydcfina)

Solo in cinque Stati membri dell'UE le decisioni definitive con esito positivo hanno superato la metà nel 2018: Finlandia (69 %), Paesi Bassi (60 %), Regno Unito (58 %), Bulgaria (57 %) e Austria (54 %).

Le quote maggiori di rigetti definitivi sono state registrate in Portogallo e in Estonia, dove tutte le decisioni definitive sono state negative.


Fonte dei dati per le tavole e i grafici

Fonti dei dati

Eurostat produce statistiche su numerose materie correlate al tema delle migrazioni internazionali. Tra il 1986 e il 2007, i dati in materia di asilo venivano rilevati sulla base di accordi informali. A partire dal 2008 i dati vengono forniti a Eurostat a norma dell'articolo 4 del regolamento (CE) n. 862/2007; la maggior parte delle statistiche presentate in questa scheda è stata rilevata nell'ambito di questo quadro normativo.

I dati vengono trasmessi a Eurostat con cadenza mensile (per le statistiche delle domande di asilo), trimestrale (per le decisioni di primo grado) o annuale (per le decisioni definitive adottate in appello o in sede di revisione, rimpatri e minori non accompagnati). Le statistiche si basano su fonti amministrative e vengono trasmesse a Eurostat dalle autorità statistiche, dai ministeri degli Affari interni o da agenzie relative all'immigrazione negli Stati membri dell'UE.

In sede di analisi delle statistiche in materia di asilo dovrebbero essere prese in considerazione due differenti categorie di persone. La prima include i richiedenti asilo i quali hanno inoltrato una domanda (richiesta di asilo) che è in esame da parte dell'autorità competente. La seconda categoria è composta da coloro cui, dopo la debita valutazione, è stato riconosciuto lo status di rifugiato o è stato concesso un altro tipo di protezione internazionale (protezione sussidiaria), o ancora che hanno ottenuto protezione sulla base della normativa nazionale in materia di protezione internazionale (autorizzazione a soggiornare per motivi umanitari) o cui è stata rifiutata qualsiasi forma di protezione.

A partire dall'entrata in vigore del regolamento (CE) n. 862/2007, le statistiche delle decisioni relative all'asilo sono divenute disponibili per i vari gradi della procedura di asilo. Le decisioni di primo grado sono decisioni adottate in primo grado dalle rispettive autorità incaricate della procedura amministrativa/giudiziaria di asilo nel paese ricevente. Le decisioni definitive adottate in sede di appello o di revisione riguardano invece le decisioni prese nell'ultima istanza della procedura amministrativa/giudiziaria di asilo e che fanno seguito a un ricorso presentato dal richiedente asilo la cui domanda era stata respinta nel grado precedente. Poiché le procedure di asilo e il numero/grado degli organi decisionali differiscono tra gli Stati membri dell'UE, l'esito finale effettivo di un'istanza può essere dato, secondo la legislazione nazionale e le procedure amministrative, da una decisione della più alta giurisdizione nazionale. La metodologia applicata stabilisce tuttavia che le decisioni definitive debbano riferirsi a ciò che costituisce effettivamente una decisione definitiva nella maggioranza dei casi: in altre parole, una volta che tutti i normali iter di ricorso sono stati esperiti e non esiste la possibilità di presentare ricorso sul merito della decisione ma solo per motivi procedurali.

Contesto

La Convenzione di Ginevra del 1951 relativa allo status dei rifugiati (quale modificata dal Protocollo di New York del 1967) definisce, da oltre 70 anni, la figura del rifugiato e stabilisce un approccio comune nei confronti dei rifugiati, divenuto poi uno dei pilastri per lo sviluppo di un sistema comune di asilo nell'UE. Dal 1999 l'UE è impegnata nella creazione di un regime europeo comune di asilo conforme alla Convenzione di Ginevra e ad altri strumenti internazionali applicabili.

Il programma dell'Aia è stato adottato dai capi di Stato e di governo il 5 novembre 2004 e sostiene l'idea di un sistema europeo comune di asilo (CEAS) (sito in inglese); in particolar modo fissa l'ambizioso obiettivo di stabilire procedure comuni e uno status uniforme per i riceventi asilo o protezione sussidiaria. Il piano strategico sull'asilo della Commissione europea [COM(2008) 360 definitivo], presentato nel giugno 2008, include tre pilastri per sostenere lo sviluppo del CEAS:

  • standard di protezione più armonizzati grazie a un maggiore allineamento delle normative nazionali sull'asilo;
  • una cooperazione pratica effettiva e sostenuta;
  • una responsabilità e una solidarietà maggiori fra Stati membri dell'UE, e fra l'Unione e i paesi terzi.

Tenendo conto di quanto menzionato, nel 2009 la Commissione europea ha proposto di istituire un Ufficio europeo di sostegno per l'asilo (EASO) (sito in inglese). L'EASO aiuta gli Stati membri dell'UE nei loro sforzi per attuare una politica di asilo più giusta e coerente. Fornisce inoltre sostegno tecnico e operativo agli Stati membri che affrontano pressioni particolari (in altre parole, quegli Stati membri che ricevono un grande numero di richiedenti asilo). L'EASO è diventato pienamente operativo nel giugno 2011 e ha lavorato per aumentare le proprie capacità, attività e influenza, cooperando con la Commissione europea e l'Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) (sito in inglese).

Nel maggio 2010 la Commissione europea ha presentato un piano d'azione sui minori non accompagnati [COM(2010) 213 definitivo], considerati le vittime maggiormente esposte e vulnerabili della migrazione. Questo piano ambisce a istituire un approccio coordinato e vincola tutti gli Stati membri dell'UE affinché concedano elevati standard di accoglienza, protezione e integrazione per i minori non accompagnati. In aggiunta a questo piano d'azione, la rete europea sulle migrazioni (sito in inglese) ha redatto un ampio studio a livello dell'UE riguardante le politiche di accoglienza e iniziative per il rimpatrio e l'integrazione dei minori non accompagnati (in inglese).

Sono state sviluppate diverse direttive su questo tema. I quattro strumenti giuridici principali in materia di asilo – ognuno dei quali è attualmente soggetto a proposte di sostituzione o rifusione – sono:

Il sostegno operativo e finanziario è risultato determinante nell'aiutare gli Stati membri a far fronte alle sfide migratorie. In particolare la Commissione europea offre agli Stati membri un costante sostegno finanziario nel quadro del Fondo Asilo, migrazione e integrazione (AMIF) (sito in inglese). L'AMIF ha sostenuto efficacemente e concretamente la risposta comune dell'Unione alla crisi migratoria, dimostrando inoltre solidarietà nei confronti degli Stati membri in prima linea.

Nell'aprile 2016 la Commissione europea ha adottato una comunicazione [COM(2016) 197 final] per avviare il processo di riforma del CEAS. In questa comunicazione sono previste opzioni per un sistema equo e sostenibile di ripartizione dei richiedenti asilo tra gli Stati membri, un'ulteriore armonizzazione delle procedure di asilo e delle norme per creare condizioni omogenee in tutta l'UE e in tal modo ridurre i fattori di richiamo che inducono movimenti secondari irregolari, nonché un rafforzamento del mandato dell'EASO.

Nel maggio 2016 la Commissione europea ha presentato un primo pacchetto di riforme comprendente proposte volte a stabilire un sistema di Dublino più equo e sostenibile [COM(2016) 270 final], a rafforzare il sistema Eurodac [COM(2016) 272 final] e a istituire l'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo [COM(2016) 271 final].

Nel luglio 2016 la Commissione europea ha presentato una seconda serie di proposte relative alla riforma del CEAS, ad esempio istituendo un quadro dell'Unione per il reinsediamento [COM(2016) 468 final], una procedura comune per la protezione internazionale [COM(2016) 467 final] e una rifusione della legislazione sulle norme relative all'accoglienza dei richiedenti protezione internazionale [COM(2016) 465 final].

Nel marzo 2019 la Commissione europea ha stilato un bilancio sui progressi compiuti negli ultimi 4 anni e ha esposto i provvedimenti ancora necessari per affrontare le sfide, immediate e future, che si pongono in materia di migrazione [COM(2019) 126 final].

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Asylum and first time asylum applicants - monthly data (rounded) (tps00189)
Persons subject of asylum applications pending at the end of the month - monthly data (tps00190)
Asylum and first time asylum applicants - annual aggregated data (rounded) (tps00191)
First instance decisions on asylum applications by type of decision - annual aggregated data (tps00192)
Final decisions on asylum applications - annual data (tps00193)
Asylum applicants considered to be unaccompanied minors - annual data (tps00194)


Asylum and Dublin statistics (migr_asy)
Applications (migr_asyapp)
Decisions on applications and resettlement (migr_asydec)
'Dublin' statistics (migr_dub)


Note

  1. Il totale UE è calcolato aggregando i dati degli Stati membri. I dati per uno Stato membro si riferiscono al numero di persone richiedenti asilo per la prima volta in tale Stato. Le persone possono comunque chiedere protezione internazionale, nel corso di un dato anno di riferimento, in più di uno Stato membro. Pertanto il totale UE potrebbe includere tali richieste multiple.
  2. Per questa analisi sono stati presi in considerazione solo i primi 30 paesi di cittadinanza per numero di richiedenti asilo.