Statistiche dell'economia e della società digitali - famiglie e singole persone


Dati: marzo 2018.

Prossimo aggiornamento della scheda: dicembre 2019.

La versione inglese di questa scheda è stata aggiornata più di recente.

Aspetti salient

Nel 2017 la quota delle famiglie dell'UE-28 con accesso a Internet è salita di 32 punti percentuali rispetto al 2007.

Nel 2017 la banda larga per l'accesso a Internet è stata utilizzata nell'UE-28 dall'85 % delle famiglie, una quota pari a quasi il doppio di quella registrata nel 2007 (42 %).

La percentuale di persone di età compresa tra 16 e 74 anni nell'UE-28 che hanno ordinato o acquistato beni o servizi tramite Internet a scopi privati è stata pari al 57 % nel 2017.

Internet access of households, 2017


Nella presente scheda sono illustrati i dati statistici più recenti in merito a vari aspetti della information society società dell'informazione (in inglese) nell'Unione europea (UE), con riferimento in particolare alla disponibilità di tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) e sul loro utilizzo da parte di singole persone e nelle famiglie.

Le TIC hanno un'incidenza sulla vita quotidiana di ognuno di noi in molti modi, sia al lavoro che a casa, ad esempio quando comunichiamo o acquistiamo beni o servizi online. Le politiche dell'UE spaziano dalla regolamentazione di interi settori, come il commercio elettronico, alla protezione della privacy dei singoli cittadini. Lo sviluppo della società dell'informazione è pertanto da molti considerato indispensabile per soddisfare le condizioni necessarie a promuovere un'economia moderna e competitiva.

Articolo complete

Accesso a Internet

L'accessibilità alle TIC da parte della popolazione in generale, anche in termini di costi, è notevolmente aumentata. Il 2007 segna un passaggio d'epoca: in quell'anno più della metà (55 % delle famiglie nell'UE-28 aveva accesso a Internet). Tale quota ha continuato a crescere, superando i tre quarti nel 2012 e i quattro quinti nel 2014. Nel 2017 la quota delle famiglie dell'UE-28 con accesso a Internet è salita all'87 %, registrando un aumento di circa 32 punti percentuali rispetto al 2007.

Un accesso ampio e a costi sostenibili tramite banda larga è uno dei presupposti per promuovere una società basata sulla conoscenza. In tutti gli Stati membri dell'UE la banda larga costituisce di gran lunga la forma più comune di connessione a Internet: nel 2017 è stata utilizzata nell'UE-28 dall'85 % delle famiglie, una quota pari a quasi il doppio di quella registrata nel 2007 (42 %; cfr. grafico 1).

Grafico 1 - Famiglie con accesso a Internet e connessioni a Internet in banda larga, UE-28, 2007-2017
(% sul totale delle famiglie)
Fonte: Eurostat (isoc_ci_in_h) e (isoc_ci_it_h)


Nel 2017 la quota più elevata (98 %) di famiglie con accesso a Internet era registrata nei Paesi Bassi (cfr. grafico 2). Nello stesso anno anche in Danimarca, Lussemburgo, Svezia, Finlandia, Regno Unito e Germania oltre nove famiglie su dieci disponevano di accesso a Internet. Lo Stato membro che ha registrato il tasso più basso di accesso a Internet è stato la Bulgaria (67 %), sebbene in questo paese, come pure in Repubblica ceca, Italia, Cipro, Grecia, Portogallo e Spagna, si sia assistito a una rapida espansione del numero di famiglie con accesso a Internet, con un aumento di 16-18 punti percentuali tra il 2012 e il 2017. Non sorprende che in diversi Stati membri dove l'accesso a Internet delle famiglie era già prossimo alla saturazione nel 2012, quali Paesi Bassi, Lussemburgo e Danimarca, siano stati rilevati aumenti relativamente modesti; lo stesso dicasi per l'Islanda e la Norvegia.

Grafico 2 - Famiglie con accesso a Internet, 2012 e 2017
(% sul totale delle famiglie)
Fonte: Eurostat (isoc_ci_in_h)


Il grafico 3 mostra che nell'UE-28 esiste, in una certa misura, un divario in termini di accesso a Internet tra centri urbani e zone rurali. Se nelle famiglie che vivono nelle grandi città, nelle città di media grandezza e nelle periferie urbane i tassi di accesso erano relativamente elevati (90 % nelle grandi città e 87 % nelle città di media grandezza e nelle periferie urbane), l'accesso a Internet era leggermente più modesto nelle zone rurali (82 %). In 23 Stati membri dell'UE la quota di famiglie residenti in zone rurali con accesso a Internet era inferiore rispetto alle quote equivalenti di famiglie residenti nelle grandi città o nelle città di media grandezza e nelle periferie urbane. Il divario tra le zone rurali e gli altri due tipi di zona era particolarmente marcato in Grecia, Portogallo, Bulgaria e Romania; in ciascuno di questi paesi si è osservato un livello generale di accesso a Internet più basso della media dell'UE-28. In Lussemburgo si è osservato un andamento opposto a quello generale, dal momento che la quota di famiglie con accesso a Internet nelle zone rurali era superiore a quella delle famiglie residenti nelle grandi città o nelle città di media grandezza e nelle periferie urbane. In Estonia, benché l'accesso a Internet fosse più elevato nelle grandi città, non è stata osservata alcuna differenza tra la quota di famiglie con accesso a Internet residenti nelle città di media grandezza e nelle periferie urbane e quella delle famiglie residenti nelle zone rurali. Nel Regno Unito la percentuale di famiglie con accesso a internet è risultata pressoché identica fra i tre diversi livelli di urbanizzazione (un punto percentuale in meno nelle città di media grandezza e nelle periferie urbane). In Belgio il livello più elevato di accesso a Internet si è registrato nelle città di media grandezza e nelle periferie urbane, mentre è rimasta identica la percentuale di accesso delle famiglie residenti nelle grandi città e nelle zone rurali. L'eccezione finale è rappresentata dalla Francia, in cui si è registrato il livello più elevato di accesso a Internet nelle grandi città, mentre il livello più basso di accesso si è osservato nelle città di media grandezza e nelle periferie urbane (anziché nelle zone rurali).

Grafico 3 - Famiglie con accesso a Internet per grado di urbanizzazione, 2017
(% sul totale delle famiglie)
Fonte: Eurostat (isoc_ci_in_h)

Utilizzo di Internet

All'inizio del 2017 oltre quattro persone su cinque (84 %) di età compresa tra 16 e 74 anni utilizzavano Internet nell'UE-28 (con almeno una connessione nei tre mesi precedenti la data dell'indagine). In Danimarca, Lussemburgo, Svezia, Paesi Bassi, Regno Unito, Finlandia e Germania a utilizzare Internet nei tre mesi antecedenti all'indagine erano almeno nove abitanti su dieci. In Italia (71 %), Grecia (70 %) e Croazia (67 %), invece, poco più dei due terzi di tutte le persone di età compresa tra 16 e 74 anni utilizzava Internet. In Romania e in Bulgaria tale quota era inferiore, attestandosi rispettivamente al 64 % e al 63 %.

Nel 2017 la quota di popolazione dell'UE-28 che non aveva mai utilizzato Internet era pari al 13 % (un unico punto percentuale in meno rispetto all'anno precedente). Tale percentuale corrisponde a quasi un terzo di quella osservata nel 2007 (anno in cui si attestava al 37 %).

Nel 2017 quasi i due terzi (72 %) delle persone nell'UE-28 accedevano a Internet quotidianamente (cfr. grafico 4), mentre un ulteriore 8 % lo utilizzava almeno una volta alla settimana (ma non quotidianamente). L'80 % delle persone era pertanto costituito da utilizzatori regolari di Internet (che si connettono almeno una volta alla settimana). La quota di utilizzatori quotidiani di Internet nella totalità degli utilizzatori di Internet (di chi cioè aveva utilizzato Internet nei tre mesi precedenti) si attestava in media all'87 % nell'UE-28 e variava tra gli Stati membri dell'UE dal 73 % in Romania fino a oltre il 90 % in otto Stati membri, con un valore massimo del 96 % in Italia. L'Islanda (97 %) ha registrato una percentuale elevata di utilizzatori quotidiani di Internet rispetto alla totalità degli utilizzatori.

Grafico 4 - Frequenza dell'utilizzo di Internet, 2017
(% di persone di età compresa fra 16 e 74 anni)
Fonte: Eurostat (isoc_ci_ifp_iu) e (isoc_ci_ifp_fu)


Il grafico 5 mostra l'utilizzo di Internet in mobilità, ossia lontano da casa o dal posto di lavoro, servendosi di computer o dispositivi portatili mediante reti di telefonia mobile o connessioni senza fili. Il grafico confronta i dati del 2012, quando il 36 % delle persone di età compresa tra 16 e 74 anni nell'UE-28 usava un dispositivo mobile per connettersi a Internet, con i dati del 2017, anno in cui tale quota è salita al 65 %. I dispositivi mobili più comuni per la connessione a Internet sono i telefoni cellulari, gli smartphone, i laptop e i tablet.

Nel 2017 Paesi Bassi, Svezia, Regno Unito, Danimarca e Lussemburgo hanno registrato la quota più elevata di accesso a Internet in mobilità (oltre tre persone su quattro di età compresa tra 16 e 74 anni), con la quota più alta registrata nei Paesi Bassi e in Svezia (87 %); una percentuale equivalente (87 %) è stata altresì registrata in Norvegia. In Croazia, Romania, Grecia, Lituania, Bulgaria, Lettonia, Portogallo e Repubblica ceca, invece, tra il 50 % e il 60 % delle persone di età compresa fra 16 e 74 anni utilizzava Internet lontano da casa o dal posto di lavoro; questa quota raggiungeva appena il 40 % in Polonia e il 32 % in Italia.

Grafico 5 - Persone che hanno utilizzato computer o dispositivi portatili per accedere a Internet lontano da casa o dal posto di lavoro, 2012 e 2017
(% di persone di età compresa fra 16 e 74 anni)
Fonte: Eurostat (isoc_ci_im_i)


Nel 2017 una delle attività online più comuni nell'UE-28 è stata la partecipazione alle reti sociali (cfr. grafico 6). Oltre la metà (54 %) delle persone di età compresa tra 16 e 74 anni ha utilizzato Internet per svolgere tale attività, per esempio attraverso siti come Facebook o Twitter. A Malta, nel Regno Unito, in Svezia, Belgio e Danimarca tra il 70 % e il 75 % delle persone si sono collegate a siti di socializzazione in rete. Tale percentuale ha raggiunto valori massimi in Danimarca, con il 75 %, mentre ha registrato un valore considerevolmente più elevato in Islanda (89 %) e Norvegia (83 %). Sul versante opposto, in tre Stati membri dell'UE al massimo il 45 % delle persone utilizzava tali siti: Slovenia (45 %), Francia (43 %) e Italia (43 %).

Grafico 6 - Persone che hanno utilizzato Internet per partecipare a reti sociali, 2017
(% di persone di età compresa fra 16 e 74 anni)
Fonte: Eurostat (isoc_bde15cua)

Privacy e protezione dell'identità personale

Si osservano differenze tra i vari Stati membri dell'UE nel modo in cui gli utilizzatori di Internet hanno gestito l'accesso alle loro informazioni personali su Internet nel 2016. Oltre un quarto (28 %) degli utilizzatori di Internet nell'UE-28 non ha fornito informazioni personali su Internet. Tale quota variava dall'8 % appena in Lussemburgo fino alla metà o più in Bulgaria, Portogallo e Romania (cfr. grafico 7). Oltre il 70 % degli utilizzatori di Internet nell'UE-28 ha pertanto fornito qualche tipo di informazione personale online. Inoltre molti di essi hanno preso misure per controllare l'accesso a tali informazioni su Internet. Quasi la metà (46 %) di tutti gli utilizzatori di Internet ha vietato l'uso delle informazioni personali per scopi pubblicitari, mentre 2 utilizzatori su 5 (40 %) hanno limitato l'accesso al loro profilo o ai loro contenuti sui siti di socializzazione in rete. Inoltre più di un terzo degli utilizzatori di Internet (37 %) leggeva le informative sulla privacy prima di fornire informazioni personali, mentre poco meno di un terzo (31 %) aveva ristretto l'accesso alla propria posizione geografica.

Grafico 7 - Quota di persone che non hanno fornito informazioni personali su Internet, 2016
(% di persone che hanno utilizzato Internet nell'ultimo anno)
Fonte: Eurostat (isoc_cisci_prv)


Nel 2016 circa il 71 % delle persone di età compresa tra 16 e 74 anni, nell'UE-28, che avevano utilizzato Internet nei 12 mesi precedenti, sapeva che i cookie possono essere utilizzati per rintracciare le attività online. I giovani utilizzatori di età compresa tra 16 e 24 anni erano a conoscenza di questo aspetto in misura leggermente superiore (74 %) rispetto agli utilizzatori più anziani di età compresa fra 55 e 74 anni (64 %). Poco più di un terzo (35 %) degli utilizzatori di età compresa tra 16 e 74 anni ha dichiarato di aver modificato le impostazioni del browser per impedire o limitare l'uso dei cookie (cfr. grafico 8).

Tra tutti gli Stati membri dell'UE, gli utilizzatori di Internet di Paesi Bassi (89 %), Germania e Finlandia (entrambe 85 %) erano quelli maggiormente a conoscenza del fatto che i cookie possono essere usati per rintracciare le loro attività online. Percentuali elevate si osservano anche in Danimarca (81 %), Croazia (78 %), Italia (77 %), Lussemburgo e Austria (entrambi 76 %). Per contro, meno della metà degli utilizzatori di Internet ne era a conoscenza in Romania (38 %), in Lettonia (47 %) e a Cipro (48 %); percentuali basse si registrano anche per la Turchia e l'ex Repubblica jugoslava di Macedonia (entrambe 30 %). La quota di utilizzatori di Internet che avevano modificato le impostazioni del browser per impedire o limitare l'uso dei cookie superava la metà soltanto in uno Stato membro: il Lussemburgo (54 %). Per contro nella Repubblica ceca, in Romania, in Bulgaria, a Cipro e in Lettonia, come pure in Turchia, meno di un quinto degli utilizzatori di Internet aveva effettuato tale modifica.

Grafico 8 - Uso dei cookie e impostazioni del browser, 2016
(% di persone che hanno utilizzato Internet nell'ultimo anno)
Fonte: Eurostat (isoc_cisci_prv)

Ordinazione o acquisto di beni e servizi

La percentuale di persone di età compresa tra 16 e 74 anni nell'UE-28 che hanno ordinato o acquistato beni o servizi tramite Internet a scopi privati ha continuato a crescere: nel 2017 ha raggiunto il 57 %, un aumento di 13 punti percentuali rispetto al 2012 (cfr. grafico 9). Poco più di tre persone su quattro in Germania e nei Paesi Bassi hanno ordinato o acquistato beni o servizi tramite Internet nel 2017; tale quota è aumentata fino a raggiungere almeno quattro persone su cinque in Lussemburgo, Danimarca (entrambi 80 %), Svezia (81 %) e Regno Unito (82 %). Tale quota era invece inferiore al 30 % in Croazia e al 20 % in Bulgaria e Romania.

Ad eccezione dei quattro Stati membri dell'UE che hanno segnalato una discontinuità nelle serie (Estonia, Lettonia, Romania e Svezia), l'aumento più consistente delle persone che hanno ordinato o acquistato beni o servizi tramite Internet tra il 2012 e il 2017 si è osservato nella Repubblica ceca (+24 punti percentuali), seguita dalla Spagna (+20 punti). Prevedibilmente, alcuni degli aumenti minori (pari a 6 o 7 punti percentuali) sono stati registrati in Danimarca e in Finlandia, dove la percentuale di persone che ha ordinato o acquistato beni o servizi online era già relativamente alta rispetto ad altri Stati membri; lo stesso dicasi per la Norvegia. Tuttavia la quota di persone che hanno ordinato beni o servizi online è aumentata in misura relativamente modesta anche in Irlanda (7 punti) e Croazia (6 punti).

Grafico 9 - Persone che hanno ordinato beni o servizi tramite Internet per uso privato nei 12 mesi precedenti l'indagine, 2012 e 2017
(% di persone di età compresa fra 16 e 74 anni)
Fonte: Eurostat (isoc_ec_ibuy)

Servizi ordinati da altre persone tramite Internet

Nel 2017 la percentuale di persone (di età compresa tra 16 e 74 anni) nell'UE-28 che hanno utilizzato siti Internet o app per la ricerca di alloggi temporanei messi a disposizione da terzi (privati) nei 12 mesi precedenti era pari al 18 %. Tale percentuale variava dai valori elevati del 34 % nel Regno Unito e di almeno un quinto del totale in Lussemburgo, in Irlanda, a Malta e nei Paesi Bassi, a meno di una persona su dieci in dieci Stati membri dell'UE, con le percentuali più basse registrate in Croazia (7 %), Portogallo e Romania (entrambi al 6 %), Repubblica ceca (5 %) e Cipro (4 %). La prenotazione online di alloggi forniti da privati è risultata una pratica più comune fra le persone di fascia di età media (25-54 anni) rispetto ai più giovani (16-24 anni) o ai più anziani (55-74 anni). La maggior parte di tali servizi è stata acquistata attraverso siti Internet o app dedicati che fungono da intermediari e permettono ai singoli privati di condividere l'accesso a servizi di alloggio (fra gli esempi figurano Airbnb, Lovehomeswap o Couchsurfing).

Grafico 10 - Persone che hanno utilizzato siti Internet o app per la ricerca di alloggi temporanei messi a disposizione da altre persone nei 12 mesi precedenti l'indagine, 2012 e 2017
(% di persone di età compresa fra 16 e 74 anni)
Fonte: Eurostat (isoc_ci_ce_i)


Un'analisi simile è presentata al grafico 11, che illustra la percentuale di persone che hanno utilizzato siti Internet o app per la ricerca di servizi di trasporto messi a disposizione da altre persone. Questo tipo di servizio è risultato in media meno frequente della ricerca di un alloggio, ma è stato spesso condotto tramite siti Internet e app dedicati (ad esempio Liftshare, UberPool o Wundercar); l'utilizzo medio di questi tipi di servizi fra le persone dell'UE-28 (di età compresa fra 16 e 74 anni) è stato pari all'8 %. Nel 2017, negli Stati membri dell'UE, la quota di persone che hanno utilizzato siti Internet o app per la ricerca di un servizio di trasporto ha raggiunto un picco nel Regno Unito (attestandosi al 27 %), mentre l'Estonia è stata l'unico altro Stato membro a registrare una quota pari ad almeno un quinto. Di norma meno di una persona su 10 ha utilizzato un sito Internet o una app per la ricerca di servizi di trasporti; tale situazione è stata infatti osservata in 22 dei 27 Stati membri per i quali vi erano dati disponibili. La tendenza ad effettuare prenotazioni di trasporti online forniti da altre persone si è rivelata più comune tra le generazioni più giovani (16-24 anni) rispetto alle persone di età maggiore.

Grafico 11 - Persone che hanno utilizzato siti Internet o app per la ricerca di servizi di trasporto forniti da altre persone nei 12 mesi precedenti l'indagine, 2017
(% di persone di età compresa fra 16 e 74 anni)
Fonte: Eurostat (isoc_ci_ce_i)

Fonte dei dati per le tavole e i grafici (MS Excel)

Fonti dei dati

La rapidità dei cambiamenti tecnologici nei settori connessi a Internet e alle altre nuove applicazioni delle TIC pone una serie di sfide in ambito statistico. Tale ambito è caratterizzato pertanto da un notevole sviluppo e dal costante adeguamento degli strumenti statistici al fine di soddisfare le nuove richieste di dati. Le statistiche del settore sono rivedute annualmente in modo da soddisfare le esigenze degli utilizzatori e seguire la rapida evoluzione delle tecnologie.

Tale approccio è mantenuto nell'indagine sull'utilizzo delle TIC da parte di singole persone e delle famiglie di Eurostat. Questa indagine annuale è utilizzata per fare il punto sugli sviluppi promossi dalle TIC, sia seguendo l'evoluzione di determinate variabili nel tempo, sia approfondendo altri aspetti in un determinato momento. Se inizialmente l'indagine era incentrata sull'accesso e sulla connettività, il suo campo è stato successivamente ampliato per comprendere molteplici aspetti (ad esempio, l'e-government e il commercio elettronico) e analisi socioeconomiche (quali la diversità regionale, la specificità di genere, le differenze d'età, il livello di istruzione e la situazione relativa all'occupazione). Il campo dell'indagine riguardo alle differenti tecnologie è modificato anche per includere nuovi gruppi di prodotti e strumenti per fornire tecnologie della comunicazione ai consumatori finali (ad esempio, attraverso l'introduzione di nuove domande sui servizi online peer-to-peer di alloggio o di trasporto nel 2017).

Il periodo di riferimento per l'indagine sull'utilizzo delle TIC da parte di singole persone e delle famiglie è, in gran parte dei casi, il primo trimestre di ogni anno; nella maggior parte dei paesi l'indagine viene condotta nel secondo trimestre di ogni anno. Si noti che l'indagine 2016 includeva un modulo sulla privacy e sulla protezione dell'identità personale (che non è stato tuttavia ripetuto nel 2017).

Copertura e definizioni

L'indagine sull'utilizzo delle TIC da parte delle famiglie prende in considerazione le famiglie di cui almeno un componente rientra nella fascia di età tra i 16 e i 74 anni. L'accesso a Internet delle famiglie si riferisce alla percentuale di famiglie che possiedono una connessione a Internet in modo tale che ciascuno dei componenti possa navigare in Internet da casa, se lo desidera, anche solo per spedire una mail.

Gli utilizzatori di internet sono definiti come tutte le persone di età compresa tra i 16 e i 74 anni che hanno utilizzato Internet nei tre mesi precedenti l'indagine. Gli utilizzatori regolari di Internet sono le persone che hanno utilizzato Internet in media almeno una volta alla settimana nei tre mesi precedenti l'indagine.

Le tipologie di connessione cablata più comunemente utilizzate per l'accesso a Internet sono la banda larga e l'accesso dial-up attraverso la linea telefonica normale o una connessione ISDN. La connessione a banda larga fa ricorso a tecnologie che trasportano dati ad alte velocità, inclusa la tecnologia digital subscriber lines (DSL). Sono definite linee a banda larga i collegamenti aventi velocità di connessione superiore alla rete ISDN, ossia pari o superiore a 144 kbit/s. Per accedere a Internet da casa sono comunemente utilizzati desktop computer e PC portatili, mentre in tempi più recenti si sono diffuse altre tecnologie basate su Internet.

L'utilizzo di dispositivi mobili per accedere a Internet è definito come la connessione a Internet lontano da casa o dal luogo di lavoro, servendosi di computer o dispositivi portatili mediante reti di telefonia mobile o connessioni senza fili.

L'ordinazione di beni e servizi da parte di singole persone si riferisce al periodo di 12 mesi precedente l'indagine e comprende le prenotazioni alberghiere o di viaggi confermate, l'acquisto di valori mobiliari, servizi di telecomunicazione, videogiochi o software, nonché i servizi d'informazione su Internet a pagamento. Sono esclusi i beni e i servizi ottenuti tramite Internet gratuitamente. Sono altresì esclusi gli ordini effettuati manualmente, ovvero inoltrati tramite e-mail, SMS o MMS.

Contesto

Nel maggio 2015 la Commissione europea ha adottato una Strategia per il mercato unico digitale (COM(2015) 192 final) che rappresenta una delle sue dieci priorità strategiche. La strategia prevedeva 16 iniziative basate su tre ampi pilastri: promuovere un miglior accesso on line ai beni e ai servizi in Europa; creare un ambiente ottimale per lo sviluppo di reti e servizi digitali; assicurare che l'economia e l'industria europee possano trarre pieno vantaggio dall'economia digitale in quanto potenziale motore di crescita. Nel programma di lavoro della Commissione per il 2017 Realizzare un'Europa che protegge, dà forza e difende (COM(2016) 710), la Commissione europea ha proposto di far progredire rapidamente le proposte già presentate e di effettuare una valutazione dei progressi conseguiti per completare il mercato unico digitale.

Le tecnologie a banda larga sono considerate importanti ai fini della misurazione dell'accesso a Internet e del suo utilizzo poiché offrono agli utenti la possibilità di trasferire rapidamente grandi volumi di dati e di tenere aperte le linee di accesso. In effetti, la diffusione della banda larga ad alta velocità e ad altissima velocità è ritenuta un indicatore cruciale nel quadro delle politiche in materia di TIC. Anche se la tecnologia DSL resta la principale forma di tecnologia a banda larga nell'UE, si osserva una diffusione sempre maggiore di altri tipi di connessione: cavo, satellite, fibra ottica e Wireless Local Loops.

La Commissione europea sta lavorando ad alcune iniziative per potenziare le competenze TIC dei lavoratori nel quadro di un'agenda più ampia volta a migliorare le competenze, ad anticipare la domanda di competenze e a favorire l'incontro tra domanda e offerta di competenze. Per accrescere la disponibilità di specialisti delle TIC, la Commissione europea ha istituito una Grande coalizione per l'occupazione nel digitale, (in inglese), un partenariato su scala europea volto a facilitare l'assunzione di specialisti del settore attraverso i fondi strutturali e d'investimento europei.

Il 10 giugno 2016 la Commissione europea ha adottato una nuova Skills Agenda per l'Europa (in inglese) che intende promuovere una serie di azioni intese a garantire che la giusta formazione, le giuste competenze e il giusto sostegno siano messi a disposizione della popolazione nell'UE, affinché i cittadini acquisiscano le competenze richieste in un ambiente di lavoro moderno, ivi incluse le competenze digitali.

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