EURES nelle regioni transfrontaliere


EURES svolge un ruolo particolarmente importante nelle regioni transfrontaliere, in cui il pendolarismo è elevato. Più di 1 000 000 di persone che vivono in un paese dell’UE e lavorano in un altro ("lavoratori transfrontalieri") devono affrontare prassi e sistemi giuridici distinti e possono imbattersi in ostacoli amministrativi, giuridici o fiscali alla mobilità su base giornaliera.

I servizi nelle regioni di confine sono forniti per lo più (ma non solo) dai "partenariati transfrontalieri EURES".

I partenariati transfrontalieri EURES sono raggruppamenti di membri e partner dell’EURES e, ove pertinente, di altri gruppi interessati esterni alla rete EURES. Tali raggruppamenti si dedicano alla cooperazione oltre frontiera, a sostegno della mobilità dei lavoratori transfrontalieri e dei loro datori di lavoro. Normalmente coinvolgono servizi per l’impiego regionali o locali, parti sociali e altre organizzazioni, quali camere di commercio, università, organizzazioni d’IFP, autorità locali, ecc.) di almeno due Stati membri confinanti.

I partenariati transfrontalieri forniscono servizi informativi, di collocamento e ricerca del personale. Monitorano inoltre i flussi di mobilità e gli ostacoli alla mobilità dei lavoratori nelle regioni transfrontaliere, un elemento chiave nello sviluppo di un vero mercato del lavoro.

Alcuni di questi partenariati ricevono un sostegno finanziario da parte del programma dell’Unione europea per l’occupazione e l’innovazione sociale (EaSI). Per maggiori informazioni sui partenariati transfrontalieri EURES finanziati dall’EaSI, si veda in appresso.

Il portale EURES fornisce informazioni sulla situazione dei lavoratori transfrontalieri. Inoltre, il personale EURES, indipendentemente dal fatto che aderisca a un partenariato transfrontaliero o meno, può fornire assistenza e consulenza ai lavoratori che vivono in un paese e lavorano in un altro.