chevron-down chevron-left chevron-right chevron-up home circle comment double-caret-left double-caret-right like like2 twitter epale-arrow-up text-bubble cloud stop caret-down caret-up caret-left caret-right file-text

EPALE

Piattaforma elettronica per l'apprendimento degli adulti in Europa

 
 

Newsroom

QUI DENTRO. Il calendario dei ristretti della casa circondariale di Lucera (FG)

08/01/2019
Lingua: IT

Con questo calendario non senza ambizione abbiamo voluto far entrare in un luogo di detenzione, dove ogni forma di bellezza sembra essere bandita, qualcosa che a nostro avviso è in grado di veicolare facilmente emozioni e sentimenti positivi. Noi siamo convinti che attraverso l’arte l’animo umano possa predisporsi verso il recupero della dimensione smarrita, aiutandolo a nobilitarsi o se non altro a mostrargli un ALTROVE dove eventualmente ritrovarsi. Un’azione di questo genere in un ambiente carcerario può e deve anche se in piccola parte contribuire alla riconquista di quella bellezza, che alberga in ciascuno di noi, ma che a volte le esperienze di vita possono offuscare.

In quest’ottica abbiamo proposto agli studenti ristretti della Casa Circondariale di Lucera di riprodurre secondo la loro sensibilità e con tecniche diverse le opere di alcuni pittori famosi.

Abbiamo messo a loro disposizione alcuni riviste e libri di storia dell’arte, che con entusiasmo sono stati sfogliati e commentati. Tra i tanti capolavori esaminati sono stati scelti e riprodotti quelli che in qualche modo facevano riferimento alla loro condizione di ristretti e che meglio potevano descrivere la loro visione del mondo da DENTRO

/epale/it/file/calendario3jpeg-0calendario_3.jpeg

Si tratta di disegni eseguiti e rifiniti a più mani con i pastelli colorati, a rievocare il mondo degli affetti a loro più cari: la libertà, la famiglia, la donna amata, la religione, nell’arduo tentativo di cercare DENTRO la sensibilità e il bello, sopiti da tempo insieme al desiderio di riallacciare una nuova alleanza con se stessi e con gli altri … a partire da QUI DENTRO appunto, dall’interno delle mura carcerarie, il luogo dove si rischia di imprigionare anche i sentimenti più belli, quelli che inducono ad azioni virtuose; ma anche QUI DENTRO, dal cuore, la sede dove albergano e si sviluppano insieme a quelli cattivi i sentimenti più nobili, quelli da mettere in libertà.    

Qui dentro tutto pesa, nulla consola davanti a se stessi a scontare il castigo.

I giorni, le ore, i minuti lasciano profondi solchi sulla faccia avvizzita,

che non conosce dolcezza (Picasso, Autoritratto).

E’ tempo d’attesa qui dentro, in questa landa deserta, senza vita (Carrà, Marina all’alba).

Che cosa resta allora? Il ricordo non sempre vivido della casa, dell’amata (Chagal, Innamorati di Vence), degli spazi liberi, dei colori intensi dell’estate (Van Gogh, Girasoli), di quel cielo stellato, tante volte sospirato (Van Gogh, Cielo stellato), ma ora offuscato, il desiderio ricorrente di vestire l’abito della festa e di pacificarsi con il mondo (Magritte, Uomo con cappello e colomba), ma più di ogni altra cosa si fa incontenibile

la voglia di sognare il volto amato (Modigliani, Ritratto di donna), ma che qui dentro

si altera in sembianze scomposte (Picasso, Ritratto di Dora Marr).

Incessante è allora la supplica, giorno e notte, continuamente in un mantra monotono a quella madre che tanto ha patito, affinché premurosa porti ai suoi figli l’atteso conforto (Mantegna, Madonna con bambino ). La colpa attanaglia, imprigiona, aggroviglia nei sui tentacoli, tormenta … ma prima che pietrifichi bisogna estirparla (Caravaggio, Medusa).

Ebbene, muoia l’uomo vecchio, ceda il suo posto, si prepari a risorgere (Giotto, Compianto sul Cristo morto), torni alla vita e mostri a tutti la sua bellezza (Botticelli, Nascita di venere).

Alfonso Rainone

Share on Facebook Share on Twitter Share on Google+ Share on LinkedIn