chevron-down chevron-left chevron-right chevron-up home circle comment double-caret-left double-caret-right like like2 twitter epale-arrow-up text-bubble cloud stop caret-down caret-up caret-left caret-right file-text

EPALE

Piattaforma elettronica per l'apprendimento degli adulti in Europa

 
 

Newsroom

Riflessioni sul tema migranti e formazione dal seminario di Catania

04/12/2015
Lingua: IT

/epale/it/file/img1082-862x460jpgimg_1082-862x460.jpg

Seminario EPALE a Catania su migranti e formazione degli operatori

 

A Catania il 20 novembre si è svolto l’incontro nazionale EPALE “Migranti: nuovi bisogni formativi degli educatori”. La giornata ha voluto affrontare un argomento legato all’educazione degli adulti che riguarda oggi la società intera: le nuove esigenze di aggiornamento professionale per coloro che operano nelle tante strutture che in Italia si occupano di formazione dei migranti. In questo ambito i temi in gioco sono tanti: dalla prima alfabetizzazione, all’orientamento per l’inserimento nel lavoro, fino alle competenze di empowerment  per diventare cittadini attivi. Il percorso di formazione dei migranti è collegato al loro vissuto e a un passato spesso traumatico, segnato da storie di guerra, di fame, di persecuzione o da estreme difficoltà. L'adeguata preparazione dei docenti, formatori e educatori non può prescindere da questa consapevolezza, e non si può escludere la competenza interculturale che contribuisce a superare le complessità della relazione educativa con persone di culture e lingue estremamente diversificate.

Altissima la partecipazione all’incontro di Catania, da nord a sud: erano presenti infatti oltre 140 operatori che lavorano con i migranti nei centri di istruzione degli adulti, nelle associazioni e nelle strutture temporanee, ma anche docenti universitari che si occupano di formare i futuri educatori. Ugualmente alta la quantità di spunti di riflessione offerti dall’incontro: il migrante come discente di un percorso di apprendimento permanente, il ruolo dei nuovi Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti (CPIA) come enti di ricerca e sviluppo per la costruzione di percorsi alternativi di apprendimento, il concetto di rete territoriale come strumento di lettura dei fabbisogni locali.

/epale/it/file/img1096-e1448885543604jpgimg_1096-e1448885543604.jpg

seminario EPALE Catania migranti
L’Università degli Studi di Catania, che ha ospitato e co-organizzato il convegno, è intervenuta con il prorettore Alessandra Gentile e il direttore del dipartimento di Scienze della formazione Santo di Nuovo, che hanno sottolineato l’importanza del tema trattato, anche in relazione alla missione formativa dell’istituto universitario. «Dalla sua nascita il nostro dipartimento – ha spiegato il professor Di Nuovo – è sempre stato aperto alle tematiche sociali, anche perché una vera “scienza della formazione” nasce dal confronto costante fra gli operatori del settore e la società». Roberta Piazza, docente dell’Ateneo, ha inoltre aggiunto che «Il dipartimento incarna con particolare attenzione il suo mandato di formazione degli educatori in un contesto che ne riconosce quanto più l’urgenza e la necessità. La Sicilia è da sempre terra di sbarchi per sua collocazione geografica, ed è anche la regione che accoglie oltre un quinto dei migranti nelle sue strutture di permanenza temporanea: ci è sembrato che questo convegno di studi trovasse qui una sua naturale collocazione».

In particolare sono due i punti importanti emersi dalla giornata: il ruolo dei CPIA come snodi di un sistema territoriale per l'apprendimento permanente, e la necessità di mettere in rete le esperienze che a livello locale hanno attuato percorsi efficaci.

Si è parlato anche di riconoscimento delle competenze, grazie all'intervento di Giusi Montalbano, ISFOL, che ha riportato un aggiornato quadro della normativa in materia e fatto riferimento agli esempi raccolti nell'ultimo studio pubblicato da ISFOL sul riconoscimento delle competenze da esperienza.

Le esperienze presentate hanno illustrato attività di interesse svolte in contesti diversi e coinvolgendo associazioni, CPIA, enti locali. E queste stesse esperienze sono state poi il punto di partenza concreto per la discussione dei gruppi di lavoro, dedicate a 5 sotto-temi: uso delle tecnologie nel lavoro degli operatori, riconoscimento delle competenze, formazione delle donne immigrate, alfabetizzazione linguistica, aggiornamento delle figure professionali che lavorano con gli immigrati. (Leggi i risultati dei gruppi di lavoro).

 

IL CONTRIBUTO DELLA PIATTAFORMA EPALE
La nuova piattaforma elettronica EPALE dedicata all’apprendimento degli adulti, presentata da Daniela Ermini e Martina Blasi dell’Indire-Unità EPALE che gestisce il progetto per l’Italia, svolge un ruolo importante nella messa in rete di tutte le realtà interessate. Gli operatori, gli insegnanti, i ricercatori universitari e tutti i diversi profili in gioco possono attingere alla piattaforma come luogo di ricerca di spunti metodologici, e condividere con i colleghi spunti e difficoltà in una logica di confronto e scambio. La piattaforma potrà anche diventare nel tempo un punto di riferimento sul quale reperire gli studi più attuali, i dati e le informazioni utili a impostare i processi di innovazione che il miglioramento qualitativo dell’offerta di formazione richiede. «In futuro – ha affermato Daniela Ermini – l’educazione degli adulti si occuperà sempre di più di migranti e cittadini stranieri provenienti da Paesi diversi del mondo. Per questo, abbiamo scelto questo argomento fra quelli “caldi” su cui concentrare i nostri sforzi in questo primo anno di attività di promozione e disseminazione di una community di respiro europeo».

 

di Alessandra Ceccherelli

 

 

Link utili:

I relatori del seminario: breve presentazione (pdf)

Slide delle presentazioni:
I cambiamenti nei CPIA e la formazione delle nuove figure professionali
di Giovanna Del Gobbo (Università di Firenze)
Riconoscere e valorizzare le competenze: aggiornamenti normativi e prospettive
di Giusi Montalbano (Isfol)
Opportunità del programma Erasmus+ per l’EDA
di Federico Bartalini (Agenzia Erasmus+ Indire)
Un esempio del riconoscimento di competenze nel sistema non formale
di Pina Raso (Università delle LiberEtà del Friuli Venezia Giulia)
Tabula, un tablet per imparare
di Massimo Negarville (Associazione Formazione 80)
“Giorni che la lingua mi scappa…” Appunti di metodo per una scuola di lingua con donne migranti
di Cecilia Bartoli (Asinitas onlus)
Progetto FEI-ICAM: un cantiere aperto per l’integrazione in Europa
di Gianna Praponich (USR Marche)

 

 

Nel video la sintesi della giornata:

 

Share on Facebook Share on Twitter Share on Google+ Share on LinkedIn