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Piattaforma elettronica per l'apprendimento degli adulti in Europa

 
 

Blog

L’ONU annuncia nuovi obiettivi di sviluppo sostenibile

30/09/2015
by Aaron Rajania
Lingua: IT
Document available also in: EN FR DE PL SL ET

/epale/it/file/sdgresizedjpgUN Sustainable Development Goals

UN Sustainable Development Goals

I leader mondiali di tutti gli stati membri dell’ONU si sono riuniti a New York la settimana scorsa per il più grande incontro mai avvenuto di capi di stato. Si sono incontrati per adottare collettivamente i nuovi Obiettivi di sviluppo sostenibile che guideranno la politica nei prossimi 15 anni. Gli obiettivi sono un’evoluzione degli Obiettivi di sviluppo del millennio (MDG), che hanno aiutato a ridurre alla metà la mortalità infantile nei paesi in via di sviluppo.

A differenza degli MDG però, i nuovi Obiettivi per lo sviluppo sostenibile si applicheranno anche ai paesi più ricchi. Si rivolgeranno quindi ai paesi ad alto reddito non solo in quanto donatori di assistenza allo sviluppo, ma chiederanno riforme nazionali negli stessi paesi dell’OCSE. Come si afferma nel recente studio – Obiettivi dello sviluppo sostenibile: I paesi ricchi sono pronti?” – “se gli MDG erano il telescopio attraverso il quale i paesi ricchi guardavano al mondo in via di sviluppo, gli SDG sono lo specchio nel quale vedono riflesse le proprie politiche e le proprie prestazioni”.

Ci sono segnali positivi che gli SDG possano agire come un’efficace strumento politico. Un ampio processo di partecipazione nello sviluppo degli obiettivi indica un sufficiente accordo tra i governi. È anche ampiamente riconosciuto che i governi devono sviluppare partenariati con un’ampia gamma di parti per ottenere un cambiamento duraturo. Il tema dell’istruzione inoltre è chiaramente presente. Questo comprende l’offerta di istruzione primaria e secondaria gratuita di qualità per tutti, accesso universale a servizi per l’infanzia di qualità e istruzione pre-primaria e un’enfasi sull’apprendimento e lo sviluppo di competenze. Le esigenze degli studenti adulti nel mondo non figurano tuttavia tra le principali priorità. Il documento finale già accettato dagli Stati membri ha una serie di obiettivi che sono rilevanti per il settore dell’apprendimento degli adulti:

  • Obiettivo 4.4: “Entro il 2030, aumentare in modo sostanziale il numero di giovani e adulti in possesso delle competenze necessarie, tra cui competenze tecniche e professionali, per occupazione, posti di lavoro decorosi e imprenditorialità”. Versioni precedenti del documento invitavano i governi a fornire a “tutti” i giovani e gli adulti delle competenze;

 

  • Obiettivo 4.6: “Entro il 2030, assicurare che tutti i giovani e una parte sostanziale degli adulti, sia uomini che donne, acquisiscano alfabetizzazione e competenze matematiche di base”. Invece di “tutti gli adulti dovrebbero raggiungere l’alfabetizzazione e le competenze matematiche di base entro il 2030”.

Questo solleva la questione di chi dovrebbe definire in modo preciso tali aumenti “sostanziali”. C’è anche il pericolo reale che se ogni paese propone una definizione diversa, sarà difficile trovare una base per il confronto. Se si permette una flessibilità nell’interpretazione di quello che costituisce un aumento sostanziale o significativo, la sua efficacia in quanto strumento politico risulta in qualche modo ridotta.

A parte la menzione dell’apprendimento permanente nel 4° Obiettivo SDG – “assicurare un’istruzione completa ed equa e promuovere le opportunità di apprendimento permanente per tutti” – questo termine non viene menzionato specificamente in nessuno degli obiettivi specifici. Non ci sono inoltre inviti ad avvicinare i sistemi dell’istruzione formale e non formale. Inoltre, una formulazione precedente dell’obiettivo dell’alfabetizzazione degli adulti (4.6 sopra) si riferiva anche a “un livello di alfabetizzazione e abilità di calcolo sufficiente a partecipare appieno alla società”, ma questo è stato adesso ridotto a un semplice invito ad assicurare “alfabetizzazione e competenze matematiche”, che è un obiettivo più ambiguo (e meno ambizioso).

Il problema della bassa alfabetizzazione in tutti i paesi – e non solo nei paesi in via di sviluppo – è reale. Cambiando le parole usate negli obiettivi degli SDG, si potrebbe affermare che è stato dato un segnale chiaro ai governi, donatori e altre parti coinvolte riguardo l’importanza relativa di migliorare l’apprendimento permanente per tutti i membri della popolazione. C'è però una speranza. Gli obiettivi specifici per i paesi che dovrebbero integrare gli SDG daranno l’opportunità ai governi di dimostrare il loro impegno individuale verso le esigenze degli studenti adulti. Teniamo quindi d’occhio questo spazio per seguirne gli sviluppi…

 

 

Lascio questo blog con una domanda per i lettori: siete d’accordo con la valutazione fatta qui sopra? Secondo voi gli SDG si sono fatti sfuggire l’opportunità di occuparsi delle esigenze degli studenti adulti in Europa? O sono uno strumento politico limitato per migliorare l’apprendimento degli adulti in Europa, in vista di altre iniziative attualmente in corso?

Aaron Rajania è consulente anziano di ricerca presso Ecorys UK e si occupa in particolare di politiche di formazione e occupazione, e di lavoro di ricerca. I settori specifici della ricerca di cui si occupa comprendono i sistemi di formazione degli insegnanti, i percorsi di apprendimento, i quadri di garanzia della qualità e lo sviluppo di competenze nell’ambiente di lavoro. Ha vissuto e lavorato in diversi paesi europei tra cui Belgio, Germania, Ungheria e Regno Unito.

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