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Insegnamento dell'italiano agli stranieri per accogliere e integrare

19/10/2017
by EPALE Italia
Lingua: IT

Il Centro Accoglienza Richiedenti Asilo (C.A.R.A.) di Castelnuovo di Porto, gestito dalla Società Cooperativa Sociale Auxilium, è uno dei Centri italiani alle dirette dipendenze del Ministero dell'Interno. Si trova alle porte di Roma e, sostanzialemente, è il C.A.R.A. della capitale, accogliendo una media di 900 persone. Auxilium è presente in questa realtà dall'Aprile del 2014, ma la sua decennale esperienza nell'immigrazione consente a tutti in suoi operatori di lavorare con estrema qualità e di capire le esigenze indispensabili nell'accoglienza. Fra le più importanti, c'è sicuramente l'insegnamento della lingua italiana, fondamentale strumento per un’efficace integrazione degli stranieri nel contesto nazionale, sia sociale che lavorativo.

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All'interno del Centro, per tutto l'anno, si susseguono i corsi di italiano, in base a livello e competenze personali, e alla fine di ogni corso viene somministrato un piccolo test per verificarne l'apprendimento. L’80 per cento degli studenti che seguono questi corsi si iscrive, poi, in una delle scuole medie inferiori presenti sul territorio. Ciò che è importante da sottolineare, è che quando il migrante (il richiedente asilo, ma anche colui che fa parte del programma Relocation) segue con attenzione il corso di lingua, la sua  energia, il suo entusiasmo, il suo desiderio di continuare nel cammino di integrazione e costruzione di un futuro migliore si moltiplica.  Per questo, anche se il corso è volontario, attraverso tutte le figure professionali presenti nei nostri centri cerchiamo di coinvolgere gli ospiti nel corso di lingua e in tutte le attività che hanno l’obiettivo di integrarli e di spronarli a parlare e conoscere la nostra cultura.

I corsi, in generale,  registrano una forte maggioranza maschile, con provenienza soprattutto dall’Africa Sub sahariana e dal Corno d’Africa, ma anche Pakistan, Bangladesh, Afghanistan. Gli studenti che frequentano i corsi sono mediamente giovani. La distribuzione per età ha confermato un dato già noto nell’ambito dell’educazione degli adulti, infatti le classi di età più rappresentate sono quelle tra i 18 e i 35 anni. Il grado di istruzione molto variegato. E' al termine di questo percorso, che si organizza una piccola cerimonia sobria e semplice, ma molto sentita ed apprezzata, in cui si consegnano gli attestati di frequenza. Pochi giorni fa, il 12 ottobre, abbiamo consegnato i diplomi di italiano a circa 30 ragazzi.

 

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Fra gli operatori Auxilium all’interno del Centro spesso si collabora e si interagisce fra le diverse professionalità, proprio per creare le più disparate occasioni per gli ospiti per apprendere la lingua ed infine accedere all’attestato. Infatti è chiaro che imparare una lingua significa non solo potersi esprimere ed essere ascoltati, ma anche aprirsi alla conoscenza di altre culture e visioni del mondo. Nel contesto migratorio, conoscere la lingua del paese di accoglienza, significa non solo avere la certezza di potersi muovere in autonomia ma anche partecipare pienamente alla vita della società ospitante e interagire adeguatamente in situazioni in cui è in gioco l’esercizio dei propri diritti e doveri. L’istruzione, l’acquisizione di competenze dà fiducia e aumenta l’autostima della persona migrante, rendendola consapevole che sta camminano in un percorso positivo.

Viceversa la carenza di competenze linguistiche-comunicative di base è uno dei fattori principali (se non il principale) che ostacola un dinamico processo di integrazione nel tessuto economico, sociale e culturale del Paese di accoglienza. Per questo motivo è importante sviluppare iniziative e percorsi qualificati per l’insegnamento della lingua e della cultura del Paese che ospita, e, come detto, l’italiano L2 non è un servizio accessorio, ma un’attività centrale per accogliere e integrare.

Per supportare gli insegnanti di lingua e quindi differenziare le lezioni di italiano, si propongono visioni di film, laboratori di scrittura creativa, gare canore di canzoni italiane, anche con esiti insperati: un nostro ospite particolarmente dotato e bravo ha partecipato quest’anno con la canzone “Che sarà" al SAnREMO ITALIANI in diretta su Rai Uno (video servizio TGR Rai).

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Ma come racconta Tony, uno dei nostri insegnanti, anche all’interno della lezione, che è fatta di grammatica, regole, fonetica e verbi, si spazia molto:

nelle nostre lezioni abbiamo parlato di politica, religione, calcio, cucina, geografia, del quotidiano. Mi ha sempre incoraggiato vederli a lezione, desiderosi di imparare, di capire, di fare domande, di integrarsi.

Dalla prima settimana di ottobre questi 30 ragazzi hanno iniziato la scuola media, sono saliti di un altro gradino verso un’autentica integrazione. Per tutti noi operatori Auxilium, ogni volta, è una grande soddisfazione perchè siamo consapevoli che ogni singola persona è importante e contribuire al progredire della vita di ciascun essere umano è un successo. D’altronde tutti coloro che lavorano in Auxilium condividono con entusiasmo la sua mission di solidarietà, qualità del servizio, centralità della persona.

 

 
 
 
 
 
di Fabiana Capasso - Soc. Coop. Auxilium
 
 
 
 
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  • Ritratto di Filomena Montella

    Aggiungo un altro commento, nato da un'esperienza diretta di insegnante di lettere in percorsi serali di secondo livello. 

    Nelle mie classi, terza, quarta e quinta, sono presenti alunni immigranti, indiani, afgani, nigeriani. 

    Tutti sono passati dai CPIA di primo livello e hanno seguito percorsi di alfabetizzazione.

    Il possesso della lingua italiana non è pienamente perseguito, ma è molto consapevole, in termini di comprensione e di comunicazione orale. Il problema è la scrittura.

    Nel secondo livello, secondo e terzo periodo, l'insegnamento è incentrato soprattutto sull'acquisizione della competenza letteraria, che ritengo sia importante per lo sviluppo totale dell'essere persona.

    Ma come declinare la letteratura ad alunni provenienti da culture diverse?

    Bene, l'intercultura è una bellissima opportunità. Dunque, cerco di portare avanti un insegnamento basato sulla letteratura comparata. Inoltre, attraverso il testo letterario cerco di implementare la competenza linguistica.

    Lingua e letteratura, in un confronto di arricchimento culturale fra diverse realtà.

    La letteratura del paese accogliente, inoltre, implementa il senso di appartenenza al nuovo paese, come ricchezza e patrimonio nazionale.

    L'analisi del testo letterario cerca proprio di controllare la scrittura, non solo in termini di analisi scientifica, ma anche come sviluppo di sentimenti ed emozioni.

    La lettura del testo letterario comporta poi la scrittura delle proprie emozioni.

    Un connubio da sperimentare e i risultati sono molto soddisfacenti.

    Provare per credere!

  • Ritratto di Filomena Montella

    Ritengo fortemente che la lingua si aun ottimo collante fra le diversità.

    La comunicazione apre orizzonti e non chiude i cuori