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EPALE

Piattaforma elettronica per l'apprendimento degli adulti in Europa

 
 

Blog

Il cinema come mezzo per un invecchiamento attivo

21/10/2015
by Rumen HALACHEV
Lingua: IT
Document available also in: EN DE FR PL ES LT DA

/epale/it/file/knowthyself3edited2jpgKnow Thyself

Know Thyself

Jennifer Granville della Leeds Beckett University ci racconta la storia della sua partecipazione al progetto CINAGE, il quale offre stimolanti opportunità di apprendimento permanente per gli anziani e promuove un invecchiamento attivo, insegnando agli adulti l’analisi critica del cinema europeo e competenze relative alla produzione cinematografica. Leggi come Jennifer è stata coinvolta in questo progetto, quali ostacoli ha dovuto superare e soprattutto cosa ha ottenuto da questa esperienza.

Ci può parlare un po’ di sé stessa e del lavoro che svolge?

Lavoro come docente presso la Northern Film School che fa parte della Facoltà di cinema, musica e arti performative della Leeds Becket University. Uno dei campi a cui ero interessata era lo sviluppo di una partecipazione più ampia e dell’apprendimento permanente. Il motivo di questo mio interesse era che in facoltà avevamo un corso chiamato Corso di base, ma circa 5-6 anni fa l’Università ha deciso di interrompere tutti i corsi di base.

È stata una grande delusione perché era un’opportunità meravigliosa per tutti gli studenti non tradizionali di venire all’università e imparare la produzione cinematografica, e spesso molti studenti arrivavano propriro da questo percorso. La maggior parte erano meno giovani, avevano più esperienza e quel corso aveva una dinamica molto diversa. Volevo provare a trovare un modo per usare le competenze che avevamo per lavorare con questo tipo di persone.

Come ha avviato il suo progetto Grudtvig?

Sono andata a un incontro nel quale si parlava molto di Grundtvig e delle diverse opportunità di lavorare con altre persone e sviluppare corsi per studenti diversi. Ho inserito il mio nome nella lista, esprimendo il mio desiderio di collaborare, e il partner principale del progetto CINAGE mi ha contattata. Si trattava di un’organizzazione portoghese chiamata Aid Learn che partecipa a molti progetti europei di questo tipo. Stavano cercando un’università che potesse fornire competenze di ricerca in materia sanitaria e competenze nel campo del cinema. La Leeds Beckett University era ideale perché abbiamo una facoltà di scienze sanitarie molto grande e anche una facoltà di cinema.

Abbiamo scritto una proposta insieme a Portogallo, Italia e Slovenia la quale inizialmente è stata rifiutata, ma non abbiamo rinunciato, l’abbiamo riscritta e questa volta è stata approvata. Penso che l’idea fosse alquanto accattivante. A quanto mi risulta nessun altro progetto aveva mai fatto una cosa simile con dei film.

In che modo la collaborazione con un’altra organizzazione è stata di aiuto?

La collaborazione è sempre una cosa positiva – si impara sempre qualcosa collaborando. Ci si rivolge alle cose in modo leggermente diverso dopo aver discusso con persone che hanno un’esperienza completamente diversa. La bellezza di questo progetto in particolare è che l’Aid Learn in Portogallo ha molta esperienza in questo tipo di progetti – i progetti internazionali sono molto complicati. In termini di cinema, volevamo renderlo veramente europeo e non solo una cosa che si faceva nel Regno Unito.

“Essere anziani non è poi tanto terribile”

Inoltre, l’Università della terza età della Slovenia ha apportato un’enorme quantità di competenze nel campo dell’andragogia. Una cosa interessante che abbiamo scoperto è che la maggior parte delle attività di insegnamento che svolgiamo è fatta in modo che gli studenti imparino e scoprano da soli; questo è probabilmente un approccio diverso dai metodi di insegnamento impiegati nell’Europa orientale.

Anche se adesso siamo pronti a proporre CINAGE in modo indipendente, inizialmente è stato molto utile avere una prospettiva europea e poter disporre di competenze diverse.

In che modo volete che il progetto si espanda?

Speriamo di offrire il corso ad anziani l’anno prossimo nell’ambito del programma di ampliamento della partecipazione dell’Università. A questo fine, collaboriamo con il Consiglio comunale di Leeds e stiamo usando la loro rete di contatti per coinvolgere una parte più ampia della popolazione. Per mezzo di KA1 di Erasmus + abbiamo però anche in programma una versione del corso “condensata” in due settimane, progettata per gli educatori europei.

/epale/it/file/trappedclappereditedjpgCINAGE Clapper

CINAGE Clapper

Come vi tenevate in contatto con i partner del vostro progetto?

Tutta la pianificazione e tutte le decisioni sono state frutto di una collaborazione basata sul dialogo. Ci siamo incontrati per lo più di persona: una volta in Italia e in Portogallo, due volte in Slovenia e il nostro incontro finale si è tenuto nel Regno Unito. Avevamo anche un ambiente online molto valido chiamato Wiggio che è un software open source. Era un luogo eccezionale per condividere e conservare documenti, inviare messaggi istantanei e discutere. È anche lì che il perito esterno ha esaminato i nostri documenti.

Chi ha partecipato al progetto? C’è qualcuno che si distingue secondo lei?

Le persone che hanno partecipato al progetto erano in media piuttosto istruite, interessate e attive, ed è così che ne sono uscite. Penso tuttavia che quello che abbiamo imparato da loro è come potremmo gestire meglio questo progetto in futuro. Si sono creati legami di amicizia e un gruppo di lavoro incredibilmente forti e questo continua. C’è già stata una festa a casa di uno dei partecipanti e i partecipanti hanno avuto molti vantaggi dal punto di vista sociale. Un paio di partecipanti si sono inoltre offerti volontari per aiutarmi con la divulgazione dei risultati e questo è stato veramente bello.

Una studentessa che si è distinta è stata Liz Cashden, di 86 anni. Ha scritto e ha recitato in Swimming Pool e ha diretto Know Thyself, si è dimostrata così piena di energia, così pronta a collaborare e intelligente – una vera fonte d’ispirazione per tutti.

 

 

Quali sono stati i risultati?

Uno dei risultati tangibili di questo progetto è stato il pacchetto CINAGE e la guida per gli educatori degli adulti, di cui andiamo molto fieri. Abbiamo anche organizzato una conferenza finale come parte della nostra proposta approvata e abbiamo tenuto un festival del cinema, che intendiamo trasformare in un evento annuale. Non potevamo chiedere l’aiuto di sponsor per il festival di quest’anno, ma l’anno prossimo speriamo di avere degli sponsor e di farne un festival di respiro molto più ampio. Sarà un festival basato sulla terza età nel Regno Unito, ma lo gestiremo anche come un simposio, in modo che i gruppi cui ci rivolgiamo siano accademici ma anche registi.

/epale/it/file/cinagewelcomepackjpgCINAGE Package

CINAGE Package

Quello che abbiamo fatto quest’anno è stata una selezione di tutti i 12 film di CINAGE e poi nel pomeriggio abbiamo organizzato un concorso. I criteri di partecipazione erano che i film dovevano avere come argomento l’età o l’invecchiamento, dovevano comprendere un attore anziano o essere diretti da un regista anziano – queste erano anche le tre categorie. Ci sono stati inviati circa 50 film, ne abbiamo selezionato 30 e ne abbiamo premiati tre.

“È stata un’esperienza davvero emozionante”

Speriamo in futuro di riuscire a farlo diventare un evento ancora più ampio. L’evento è stato sostenuto dal Consiglio comunale di Leeds e speriamo che la prossima volta entrerà a far parte del Leeds International Film Festival. Hanno già un festival cinematografico per giovani, quindi perché non fare anche un festival cinematografico per anziani? In effetti, sarebbe splendido usare EPALE come mezzo per pubblicizzare il nostro progetto e gli eventi in programmazione.

Cosa ha significato per lei partecipare?

Ho partecipato alla realizzazione di tre dei film qui nel Regno Unito e abbiamo aiutato anche alla realizzazione dei sottotitoli per gli altri film, ma quando li ho visti tutti e 12 sul grande schermo, è stata un’esperienza molto emozionante. Mi ha fatto sentire come se avessimo fatto qualcosa di veramente speciale. Trovo anche che sia incredibile che così tanti aspetti diversi dell’invecchiamento siano stati affrontati in modo positivo. Non erano per niente deprimenti e tristi.

Ho 61 anni e quello che ho imparato da quest’esperienza è che essere anziani non è poi tanto terribile. Si ha tanto tempo per fare cose veramente appaganti sul piano personale, sulle quali normalmente non si ha il tempo di concentrarsi. Lavorando in una facoltà di cinema, sono abituata a collaborare con persone di paesi e culture diverse. Quello che ho imparato dai miei partner nel progetto riguardava il modo di portare avanti un progetto – tutti e tre avevano molta esperienza in questo campo. Ho anche imparato tantissimo dai partecipanti – erano tutte persone molto interessanti.

 

 

Un’altra cosa veramente importante per me personalmente è stato l’aspetto intergenerazionale. Quando abbiamo realizzato i film abbiamo usato molti dei nostri studenti per aiutare gli studenti più anziani. Entrambi i gruppi hanno potuto vedere quanto gli altri fossero competenti e bravi nel loro lavoro e quanto avessero da offrire. È stato uno dei successi del progetto al quale non avevo neanche pensato. Molti dei miei studenti mi hanno detto che questo è stato uno dei migliori progetti cui hanno partecipato da quando sono alla facoltà di cinema – lo hanno semplicemente adorato. Per quanto riguarda il Regno Unito, abbiamo avuto in tutto circa 30 studenti anziani e circa 50 studenti giovani. Avevamo un direttore della fotografia professionista e un regista, il cui compito era assistere gli studenti anziani che si occupavano della regia.

Le due settimane di riprese sono state davvero stimolanti e vedere tutte quelle persone che lavoravano insieme come una troupe, è una cosa che non dimenticherò mai. Se ne avessi la possibilità, mi piacerebbe molto farlo di nuovo.

 

Se lavori con studenti adulti e ti piacerebbe condividere la tua esperienza su EPALE, contattaci attraverso news@epale-support.eu

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Commenti 1 - 10 di 20
  • Ritratto di Jolanta WOLAGIEWICZ

    Wspólne tworzenie filmu było jednym z głównych rezultatów projektu partnerskiego GRUNDTVIGA, realizowanego przez Akademię plus 50 (Białystok) z partnerami z Niemiec i Turcji (organizacje pracujące z seniorami).  Podczas połączeń skypowych oprócz "szlifowania" języka angielskiego (czasem z pomocą nauczyciela) międzynarodowe grypki wybrały temat filmu, z założeniem, że różnice kulturowe mogą być powodem nieporozumień.  Stopniowo też przygotowywały scenariusz, żeby na spotkaniach partnetów dopracować szczegóły i kręcić poszczególne sceny. Żeby wymyśleć terść trzeba było najpierw nawzajem poznać zwyczaje  i ustalić różnice kulturowe. Było to bardzo ciekawe doświadczenie dla wszystkich uczestników i kadry a efekt tych działań można zobaczyć tu http://plus50.org.pl/lost-and-found/

  • Ritratto di Jagoda Lipińska

    Uważam, że to bardzo dobry pomysł na rozszerzanie idei long life learning. Uczenie i angażowanie seniorów do krytycznej refleksji nad oglądanymi filmami oraz mozliwość kręcenia swoich jest niezwykle owocne nie tylko dla ludzi starszych ale także dla młodszych pokoleń. Współpraca międzypokoleniowa to coś niesamowitego, daje wiele możliwości rozwoju nie tylko seniorom ale także ludziom młodym.

  • Ritratto di Elena Galifianaki

    Want to know more about arts and culture in adult education? EPALE is hosting Museums, Galleries and Culture Week on 15-19 February 2016 to bring together news, events, resources and discussions!

    Join us at https://ec.europa.eu/epale/node/18826 and on social media at #epale2016.

  • Ritratto di Elena Galifianaki

    Hello Dušana, Hello Teresa,

    After your latest posts, I was really intrigued about the existence of such interesting projects that use cinema as a means to educate. On a further search online for similar/related projects I also found these ones in case you were interested: (I am sure you are already aware of them but in any case just posting them here...)

    Cine-Train: Film-Making for Educators - http://cinetrainproject.com 

    CinEd: An educational program on European cinema for schools as well as training for instructors - http://www.institutfrancais.com/en/news/launch-cined-european-cinema-education-program

    Best,

    Elena

  • Ritratto di Elena Galifianaki

    Thank you Dusana,

    for all the addtional information provided. It seems that there is a lot of good work going on at the Slovenian Third Age University!

    Best,

    Elena

  • Ritratto di DUSANA FINDEISEN

    This is an interview with one of the members of  the Slovenian CINAGE focus group who is also a painter and has been teaching older people for tewnty years.

     

    Miran Erič is a painter, researcher  of  underwater cultural heritage, lecturer and  has been active at Slovenian Third Age University as a mentor of study circles of painting.  Within this university, and upon the initiative of his older students, he founded a group of  older learners-painters with an eloquent name The Turtles. He is a keen and innovative observer of active ageing, an expert of active ageing and a militant in this field. In his foreword to the monograph The Turtles, he keeps asking himself about the role of older adult education, education as an activity and a possibility for older people to progress and to be in a transformational contact with themselves and the world around them.

     

    D.F. What is active ageing is in your eyes?

     

    M.E. As I view it, it is about being able and being supported and being expected to take a transformational, a decisive role in society, communities  and in one’s individual life.

     

    D.F. You keep asking yourself why your students who over years have become  excellent and innovative painters, have exhibited their paintings in professional galleries, have acquired their own author style are still being looked down by professional circles and critics as if their creativity were less valuable than the creativity of  others, who are younger and  formally educated?

     

    M. E. I think it is all about the social construction of old age. I keep asking myself how can one be active in later life if society and culture are implicitly or overtly against one’s activity? Shouldn’t we better try to produce a strong and constant  impact on society, pushing it to change and  dismantle its stereotypes about old age?

     

    Today the visual culture has become the culture of majority

     

    D.F. You have accepted our invitation to take part in  the CINAGE  focus group. Why?

     

    M. E.  Ours is a visual society and  younger generations have been born into it. Today, at a very early age, one  starts amusing oneself producing films. One is not formally educated  to this end, of course not, but due to the fact that one has been in touch with hundreds or thousands of visual presentations, that one has been learning autonomously,  one can  tell the difference between what is  beautiful and what is not. What is more, the quantity if visual images younger people have been touch with has enabled them to develop  aesthetic criteria. This is not the case of older people who  quite often  are not that much included in this visual culture and society, or at least are less included than younger people.  Older adults have well developed cognitive abilities, therefore  they should be taught about  the visual images and their power of expression.

     

    D.F.  Will that  be enough?

     

    M. E. What I also like about the CINAGE project is that older learners will learn how to visually convey their understanding  of active ageing. They could even produce a publicity for active ageing. Now, we are all  confronted with new media, since they are at a reasonable price, and new technological possibilities. So, older people should first learn about them,  to see what they can do using  them.  And this will be the case in the CINAGE project. Therefore, I think that in our  focus group,  we should also have a  film maker, somebody who knows about how to use the film tools and technology and also for the course, there should be a film maker.

     

    D. F. How will the CINAGE project affect  the CINAGE course participants…?

     

    M. E. Well , we are all film viewers, literally all of us. Annually, we view at least from 5-10 featured films, but the participants in the CINAGE course will hopefully develop the understanding of both films and  active ageing.  This will be specific and  the course in itself will be for some of them an act of active ageing.

     

    By analogy with my students who learn how to paint  and acquire a certain ability to  look analytically  at paintings, I expect that the CINAGE course participants  will develop the understanding of  film  and of its power of expression. Study circles of painting enable their members to attribute a meaning to the paintings and the process of painting and the CINAGE course will enable the participants  to attribute a meaning to  film and cinema.

     

    Now, in  visual society  it is not enough to talk about active ageing. It is necessary to convey messages using films and other visual media. The course will enable the participants to live as film viewers or film makers like my students of painting are taught to live as  painters which is far more than holding a brush for an hour or two a day.

     

    D.F. What do you think the CINAGE course may offer to the participants?

     

    M.E.  I hope the course participants will  learn about the possibilities the new technology can offer them; the visualisation may offer them a possibility to penetrate their own psychic world and the world around them and  to better understand  beauty. They will learn about  film tools and  the contents and how they are related. The tools are important! If somebody is asked to paint he should know about the tools  needed, if somebody is asked to write, to take photos, again somebody should know how to handle the tools.

     

    D. F. What do you think about the film Good to go which you and the focus group screened when you met last Friday ?  

     

    M. W. Well, I think that we have started building together a new view of ageing. The script writer of the film Good to go is probably much younger than the featured main characters, therefore there are so  many stereotypes about old age in this film -but also active ageing competencies, of course. There is a mix of them.  For instance I can hardly believe that in reality older people are  as grumpy and grudgy as Ivan is.  In any case, I have not met anyone like Ivan so far.

     

    There is nothing like generally valid active ageing

     

    D. F. I was amazed at the dynamics of the focus group.

     

    M. E.  So was I.  I would appreciate, if we could screen more films together. What we say as a result of thinking together, could   lead to our  new understanding  of older people and their position in society. First and foremost , we should  stop thinking about active ageing in general. There is nothing like generally valid active ageing. It can be very different, depending not only on one’s social and cultural environment…  not so much on older people’s age, but mostly on their socio-economic condition, on their status, on the fact that they live alone or in partnership, are healthy or not, have children or not…work or not.  If I am a young retiree my active ageing would be different from someone’s who is not healthy… Well, I really appreciated our meeting and how the focus group is being composed and moderated.

     

    Dušana Findeisen

     

     

     

     

  • Ritratto di DUSANA FINDEISEN

    In university lifelong learning programmes (adult education ) this type of programme and projects could be used in social sciences, social work, andragogy and socio-cultural education, geragogy, developmental pyschology, filmakinng, sociology of everyday life, creative writing  etc. It could  also be used in relation to the topic of communication, emotions, stereotypes, prejudices, discrimination, older people's needs, the importance of public space in old age, active ageing public policies ( WHO OECD, European Commission)

    Elena, since you are interested about the univeristy setting, here are some  of our young facilitators impressions ( they are from the Academy of Arts, Film, Theatre and Television, University of Ljubljana.

    • Andrej Avanzo

    Looking back, now that we have accomplished the majority of our tasks, I am confident that this project has been/ and will remain in the future/ essentially a very nice experience for me. It was not about teaching how to produce films, but more about making three films together and at the same time about getting familiar with active ageing and filmmaking. As I view it, these films are valuable precisely because the process of producing them has been so special. In a way, they give currency to Zeit Geist, they are a crossing over and among generations. I am immensely happy to have been a part of everything. Thank you for the effort you put in it, and thank you for the perfect organisation.

    • Maja Križnik

    The CINAGE project has been a remarkably pleasant experience and above all, my very first experience with facilitating scenario writing. I was happy to be able to work with older people, older participants. Personally, I am very respectful of those who are more experienced than I am. We facilitators, we thought we should devise and deliver a kind of programme that would take into account their experience and would be teaching participants the basics of how to think film. I claim that it is of extreme importance to start making a film by a well elaborated scenario. At the beginning, I found it quite difficult to accomplish such a complex task of having our students write three scenarios in only two sessions! Due to our tremendously enthusiastic participants, we did it. Whatever the age of the participants, creative team work is a sensible and fragile task, and there were some frictions and tensions in our group which we managed to channel into sort of creative group dynamics. In the end, I was really profoundly satisfied with the overall process, with the fact that we did not have to face any major distractions. I do think we have done a wonderful job together. It has been very interesting to see the participants getting ever more able and qualified, reaching a high level of autonomy in shooting films. I felt most rewarded listening to them, when they were talking how they shared newly acquired knowledge with their family friends and by their being proud of their accomplishments.

    • Jerca Jerič

    I think, participating in the CINAGE project was a rather specific challenge, for I had not been working as a facilitator or lecturer before. I was most challenged by facilitating older people who were highly experienced. Due to their interest in participating in this enterprise would be quite different I thought. Yet, as we know, the overall producing a film is colourful, but we. Facilitators were confident that we would find a suitable function for each participant.

    The participants surprised me. I was surprised by their commitment and knowledge. Despite some of them had some experience with film making and felt close to cinema, there were many do did not have any relevant knowledge about film production. Those were my biggest challenge and I wanted them to be a part of the film crew. To take on a role or two, a function or more functions that are needed during the film shooting and in the preparation process. They found appropriate functions, and if they were not satisfied they could still exchange them in the next films. Each film supposed a different crew and each student could test his or her abilities in different functions

     

    Dušana Findeisen, Slovenian Third Age University

  • Ritratto di Kirsten Mülheims

    Thank you for presenting this interesting project that seems to have had a valuable impact on everybody involved!

    You offer your approach to adult education in general which makes sense to me. At the same time, being involved in research about the expansion of university lifelong learning in Germany, I would like to learn more about the special contribution of the university-context to your project. You pointed out one important aspect: that is the cooperation of young and old students.

    I would be happy to get in touch, with whoever is interested to share ideas about this aspect. 

     

     

  • Ritratto di DUSANA FINDEISEN

    Reading this interview with Jennifer, I sense that I have  had the same feeling about the value of CINAGE as she has and I also agree with Nikolai about MEMORO and the feelings he had when the project in which they sincerely believed was rejected.

    As compared  with other projects we have been involved in,  CINAGE is a wonderful project that corresponds to the basic theses about education of older people. Older people's education is established for social reasons, for increasing social fairness. So, it has a social and also political role. It has to change one's attitude towards old age, it has to create intergenerational bonds, it has to be creative, participative and has to bring back older people into the public space ( Hannah Arendt) increase their visibility. CINAGE has been all of this and more. It has made us aware ( focus groups) that our, experts', idea about active ageing is also far from reality... as the one of policy makers and filmmakers.  We have to listen to older people, they have a lot to say about themselves. For instance the majority of the films we selected for screening ere made about older people 80+ and were  made by much younger film directors  and script writers. We found  out that we do not know  how 80+ feel and think, not even talk….

    CINAGE was a great opportunity for older people to talk about their age and themselves. It also brought a lot of optimism about old age to older and younger people and it included older people into our visual civilisation.

    As far as Slovenian Third Age University we learned a lot from partners since we all had. each of us a different, but outstanding expertise.

    "Riches de cet experience" as  the French would say, we prepared a new project which is also quite innovative to my knowledge: learning from social movements and collective actions in which older people participated, that was meant to be a learning opportunity also for younger generations born into the world of global capitalism and consumerism... a lesson on how to be together versus individualism... And it has been rejected.

    From experience we can say that if the project is also about European policies, if it ensures visibility of the project and reality of European Union, it has a greater chance to be accepted. But this is not always possible. Another frustrating thing is that no matter how good you are at carrying out a project, it does not influence your credibility when a next project is at stake.

    Thank you to other contributors for notifying valuable other projects.

     

     

  • Ritratto di Elena Galifianaki

    Hi Dusana,

    You are very welcome about the "other projects" info.

    Indeed there are so many projects around the European Union that do wonderful stuff and often communities, like this one here, help members with similar interests engage, find out more about what others are doing and thus build upon previous experiences so as to create new (and improved) projects and disseminate best practices to those who need it the most.