Ambiente

Città più ecocompatibili

17/07/2015

Città verdi e in salute sono in grado di attrarre investimenti a favore dell’innovazione e possono fungere da centri per la creatività e la creazione di ricchezza. La Settimana verde ha dedicato una tavola rotonda alle soluzioni basate sulla natura che città all’avanguardia hanno ideato per risolvere problemi quali le alluvioni e la qualità dell’aria, del suolo e dell’acqua.

Le città vincitrici del premio Capitale verde europea si impegnano a mettere in condivisione le loro migliori pratiche nelle tecnologie ambientali o in altri settori. Durante la Settimana verde sono stati presentati diversi esempi, tra cui quelli di Bristol (Regno Unito) e Copenaghen (Danimarca), rispettivamente l’attuale Capitale verde europea e la vincitrice dello scorso anno.

«Le città in cui la natura è stata ripristinata o reintrodotta sono più sane, più sicure e luoghi più piacevoli in cui vivere.»




António Vicente, capo di gabinetto di C. Moedas, commissario europeo per la Ricerca, la scienza e l’innovazione

«Per un terzo del suo territorio, Bristol ospita spazi verdi o corpi idrici», ha affermato George Ferguson, sindaco della città inglese. La natura è una delle cinque tematiche su cui Bristol ha incentrato il suo 2015 da Capitale verde europea, e in questo senso la città ha già avviato numerosi progetti ambientali, dal Bristol Natural History Consortium (consorzio di storia naturale che vede la presenza della TV di stato britannica BBC fra i partner) all’iniziativa di piantumazione «One tree per child» (Un albero per bambino). Ferguson ha spiegato che la spesa destinata alle infrastrutture verdi funziona come una sorta di «ecoterapia»: infatti, contribuendo a ridurre i costi sanitari, favorisce il benessere dei cittadini e le finanze pubbliche.

Per quanto concerne Copenaghen, Lykke Leonardsen, capo dell’unità per il clima della capitale danese, ha raccontato al pubblico come un nubifragio avvenuto a luglio 2011 abbia svelato agli urbanisti quanto la città fosse vulnerabile alle alluvioni: gli oltre 15 centimetri di pioggia caduti in meno di tre ore furono la prova che dal quel momento in poi sarebbe stato necessario interpretare la città come un sistema integrato.

Attualmente, gli urbanisti si avvalgono di infrastrutture verdi multifunzionali basate sulla natura. Oltre a far scorrere l’acqua lungo il letto di vecchi corsi d’acqua, la città sfrutterà i laghi come bacini di contenimento per stoccare l’acqua durante le alluvioni e come parchi pubblici quando i livelli saranno rientrati nella norma. E chi ha detto che una strada può essere soltanto una strada? Leonardsen ha infatti spiegato che, grazie alla pianificazione urbana accorta, durante i nubifragi l’acqua può scorrere in modo controllato lungo vere e proprie «strade idriche», evitando così danni tutt’intorno.

Una reazione misurata

Martin Powell, capo del dipartimento di Sviluppo urbano presso il Centro di competenze per le città di Siemens, ha messo in risalto le nuove opportunità derivanti dall’accesso facilitato alle informazioni digitali da parte dei consumatori: «Misurando i nostri consumi, potremo ridurli significativamente», ha dichiarato.

Città naturali

António Vicente,capo di gabinetto di Carlos Moedas, commissario europeo per la Ricerca, la scienza e l’innovazione, si è chiesto come sarebbero le città se fosse stata la natura a occuparsi della loro pianificazione. Questa domanda potrebbe trovare risposta nell’ambito di Orizzonte 2020, l’ampio programma di finanziamento della ricerca e dell’innovazione dell’Unione europea (UE) che assegna una priorità elevata alla ricerca sulle città sostenibili in qualità di «laboratori viventi urbani». Vicente ha sottolineato che per le città è necessario adottare un approccio integrato a tematiche quali i consumi e l’uso di energia. «Non possiamo diventare più efficienti in termini energetici soltanto per consumare più energia. Non possiamo riciclare di più soltanto per consumare di più», ha dichiarato. «Dobbiamo mettere in comune le nostre risorse, non esaurirle».

 

Settimana verde