Ambiente

Sondaggio sull’ambiente: i cittadini si fidano dell’UE, ma si aspettano di più

25/01/2018

Gli europei esprimono diversi timori in merito all’ambiente, soprattutto per quanto concerne cambiamento climatico, inquinamento atmosferico e rifiuti. Secondo un recente sondaggio, gli europei, sempre più coinvolti a livello individuale, si aspettano che l’Unione europea (UE) e i governi nazionali si impegnino maggiormente al proposito.

Secondo lo Speciale Eurobarometro 2017, la stragrande maggioranza (94 %) degli europei ritiene che tutelare l’ambiente sia importante e l’87 % è attivamente coinvolto in questo senso. L’UE è ampiamente considerata (83 %) come la maggiore garanzia per un’applicazione corretta della legislazione ambientale europea. Il sondaggio esamina gli atteggiamenti nei confronti delle problematiche ambientali e il ruolo dell’UE in materia, nel quadro della sua più ampia azione a favore del clima, dello sviluppo sostenibile, dell’energia e dell’economia circolare.

Questo sondaggio d’opinione conferma che i cittadini ci stanno chiedendo politiche verdi per un’Europa in grado di tutelarli e responsabilizzarli.

«La consapevolezza ambientale degli europei, che non accenna a smettere di crescere, mi rende orgoglioso. Questo sondaggio d’opinione conferma che i cittadini ci stanno chiedendo politiche verdi per un’Europa in grado di tutelarli e responsabilizzarli. Che sempre più europei si ritengano personalmente coinvolti significa che alle parole desiderano far seguire i fatti. Fare la raccolta differenziata dei rifiuti, acquistare prodotti locali e ridurre il consumo di sacchetti di plastica usa e getta sono solo alcuni degli esempi di politiche dell’UE in grado di dare agli europei la possibilità di agire a livello individuale», ha dichiarato Karmenu Vella, commissario europeo per l’Ambiente, gli affari marittimi e la pesca.

Un impegno personale accresciuto

In effetti, gli europei fanno la loro parte (ad esempio, il 65 % separa i rifiuti, il 43 % acquista prodotti locali e il 35 % non spreca energia), quindi si aspettano qualcosa di più in cambio. Oltre il 60 % dei cittadini europei ritiene infatti che né i governi nazionali né l’UE si stiano impegnando a sufficienza per salvaguardare l’ambiente, mentre il 67 % (7 punti percentuali in più rispetto al 2014) afferma che le decisioni relative alla tutela ambientale debbano essere prese di comune accordo all’interno dell’UE. Tuttavia, esistono notevoli differenze di opinione fra i singoli Stati membri: nei Paesi Bassi e in Germania, 4 cittadini su 5 perorano la causa del processo decisionale unificato, mentre in Croazia, Romania e Repubblica ceca la quota si abbassa a 1 su 2.

Abbasso gli inquinatori!

La stragrande maggioranza degli europei (94 %) ritiene inoltre che i grandi inquinatori debbano pagare i danni causati e invocano controlli più rigorosi sulla produzione industriale e di energia (41 %) nonché sulle emissioni dei nuovi veicoli (29 %).

Ricerca e sviluppo, investimenti e tecnologie (35 %), multe più salate (34 %), informazioni più precise (28 %), educazione ambientale (26 %) e maggiori incentivi finanziari (27 %) sono alcune delle altre soluzioni proposte dagli europei per risolvere i problemi ambientali.

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