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Environment for Europeans
27 Agosto 2019 | Direzione generale dell’Ambiente

Un nuovo corso verde per l’Unione europea

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Un’iniziativa volta a controllare l’efficacia di due pezzi da novanta della legislazione dell’Unione europea (UE) in materia di ambiente ha consentito agli Stati membri di riformulare l’azione nel campo della tutela della biodiversità locale e di prepararsi al meglio per la prossima Commissione europea.

L’erosione delle risorse naturali del nostro pianeta è stata etichettata dagli esperti come una «crisi silenziosa». Studi recenti hanno infatti rivelato che la biodiversità sta diminuendo a una velocità mai raggiunta prima d’ora: attualmente, sono addirittura 1 milione le specie floristiche e faunistiche minacciate di estinzione.

Queste parole evocano nella mente di molti europei immagini lontane di rinoceronti bianchi o della deforestazione della foresta amazzonica. La perdita di biodiversità è però un problema che interessa anche il nostro continente: ad esempio, è a rischio di estinzione anche il 37 % delle specie di pesci d’acqua dolce esistenti in Europa, mentre negli ultimi 30 anni la popolazione europea di uccelli si è ridotta di ben 420 milioni di unità.

Affrontare la perdita di biodiversità in Europa è ormai da anni una priorità della direzione generale dell’Ambiente della Commissione europea. Nella sua lettera d’incarico al commissario Karmenu Vella, nel 2014 il presidente Juncker gli chiese di svolgere una valutazione dettagliata delle direttive «Uccelli» e «Habitat» e di valutare l’opportunità di riunirle in una norma più attuale.

Questo controllo dell’adeguatezza ha posto le basi per un periodo di trasformazione dell’atteggiamento europeo nei confronti di una crisi ecologica in divenire. La DG Ambiente ha raccolto dati in tutta Europa per capire se le direttive «Uccelli» e «Habitat», adottate rispettivamente nel 1979 e nel 1992, erano ancora idonee al loro scopo. Nel corso della valutazione, è stata avviata una consultazione con autorità pubbliche, dirigenti d’azienda e organizzazioni non governative, ma anche i cittadini sono stati invitati a condividere le proprie idee tramite un sondaggio online.

Un responso travolgente

Il livello di coinvolgimento del pubblico si è rivelato enorme: la consultazione ha infatti ottenuto 552 000 risposte, diventando la più popolare di sempre.

In seguito a un dibattito di alto livello in seno al collegio dei commissari, la Commissione ha pubblicato la sua valutazione finale nel 2016, ribadendo l’idoneità allo scopo di entrambe le direttive nell’ambito di una politica più ampia in materia di biodiversità. Tuttavia, la Commissione ha fatto notare che gli Stati membri avrebbero dovuto applicarle in maniera più decisa per riuscire a sfruttarne appieno il potenziale.

I risultati del controllo dell’adeguatezza hanno quindi dato nuovo slancio alla tutela della biodiversità europea, contribuendo all’elaborazione del successivo piano d’azione dell’UE per la natura, i cittadini e l’economia, pubblicato nell’aprile 2017, in cui sono stati definiti i metodi che la Commissione avrebbe utilizzato per conseguire una migliore applicazione delle direttive.

Tra le soluzioni, la necessità di aiutare più giovani a impegnarsi in prima persona nella conservazione della natura, il rafforzamento degli investimenti e la collaborazione fra autorità pubbliche e parti interessate per affrontare le sfide condivise. Il piano d’azione ha inoltre sottolineato l’importanza di promuovere l’idea che la protezione della biodiversità non deve necessariamente andare a scapito di attività economiche sostenibili.

In vista del cambiamento

Dalla pubblicazione del piano d’azione, la Commissione europea ha collaborato strettamente con amministrazioni e parti interessate in diversi Stati membri dell’UE, fornendo nuovi orientamenti e condividendo competenze sui metodi migliori per gestire e ripristinare la natura in Europa. Inoltre, la tutela della natura può ora contare su un maggiore quantitativo di fondi nell’ambito del programma LIFE, lo strumento di finanziamento dell’UE che ha avuto ad esempio un ruolo fondamentale nella ripopolazione di specie quali la lince pardina e diversi uccelli predatori.

Queste azioni consentono agli Stati membri di prepararsi in vista della prossima Commissione europea sotto la presidenza di Ursula von der Leyen, che si insedierà nel novembre del 2019.

Per la prossima Commissione, il controllo dell’adeguatezza e il piano d’azione rappresentano un punto di partenza ideale per proseguire nell’opera unionale di protezione della flora e della fauna, che dovrebbero prosperare in tutto il continente, sfruttando il rinnovato interesse dei cittadini.

Nei suoi orientamenti per la prossima Commissione, la presidente eletta von der Leyen ha sottolineato l’importanza di affrontare la crisi ecologica nel contesto di un «nuovo corso verde europeo».

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Direzione generale dell’Ambiente