Skip to main content
Environment for Europeans
1 Marzo 2013 | Direzione generale dell’Ambiente

Il protocollo di Montreal: 25 anni di tutela dello strato di ozono

img_20130301_03_01.jpg

Adottato nel 1987, il protocollo di Montreal ha stimolato importanti progressi in materia di tutela dello strato di ozono a livello mondiale nell'ultimo quarto di secolo. La sua missione non è ancora compiuta, ma i suoi successi e il modo in cui sono stati conseguiti potrebbero fornire preziosi insegnamenti per affrontare altre sfide globali come il cambiamento climatico.

Il protocollo di Montreal ha portato alla graduale eliminazione del 98% della produzione e del consumo di sostanze dannose per l'ozono.

Il cambiamento climatico è oggi la sfida numero uno relativa al trattato sull'ambiente, ma 25 anni fa la riduzione dello strato di ozono causata dalla crescente concentrazione atmosferica di sostanze chimiche prodotte dall'uomo e i relativi rischi per il pianeta hanno scatenato un allarme ancor più forte.

Il protocollo di Montreal – il solo trattato a essere mai stato universalmente ratificato – si è rivelato un grande successo nel recupero dello strato di ozono e ha portato alla graduale eliminazione del 98% della produzione e del consumo di sostanze che riducono lo strato di ozono (ozone-depleting substances, ODS). Le ODS sono state utilizzate in applicazioni comuni quali la refrigerazione, il condizionamento d'aria e l'isolamento. A condizione che il protocollo continui a essere pienamente applicato, lo strato di ozono dovrebbe essere completamente ripristinato, tornando a livelli precedenti al 1980 entro la metà del secolo.

I risultati hanno portato a enormi benefici per la salute, contribuendo a evitare milioni di casi mortali di cancro della pelle e malattie come la cataratta. Hanno inoltre contribuito alla lotta contro il cambiamento climatico, evitando emissioni pari a oltre 135 miliardi di tonnellate di anidride carbonica.

Sfide e insegnamenti

Nonostante questi progressi, il lavoro del protocollo di Montreal è ben lungi dall'essere completo. I governi devono garantire che le attuali restrizioni siano attuate correttamente e le ODS presenti nei frigoriferi, nei condizionatori d'aria e nelle schiume isolanti devono ancora essere adeguatamente eliminate attraverso un recupero e una distruzione efficaci. Saranno altresì necessarie azioni di vigilanza volte a impedire il commercio illegale di ODS.

Gli idrofluorocarburi (HFC) rappresentano una nuova minaccia. Essi non danneggiano lo strato di ozono, ma sono potenti gas serra che contribuiscono al cambiamento climatico. L'Unione europea vuole che il protocollo di Montreal sia ampliato allo scopo di garantire la graduale eliminazione di tali sostanze.

L'esperienza e le caratteristiche del protocollo potrebbero rivelarsi istruttive per il futuro trattato globale sul clima. Il protocollo è giuridicamente vincolante e non è semplicemente una serie di impegni politici. Esso contiene un calendario preciso di obiettivi, molti dei quali sono stati raggiunti dall'UE prima del previsto. Questi possono anche essere rettificati per tener conto delle più recenti conoscenze scientifiche. Sono stati messi a disposizione dei finanziamenti per aiutare i paesi in via di sviluppo a rispettare i loro impegni.

Il protocollo prevede altresì disposizioni che proibiscono alle parti di effettuare scambi commerciali di ODS con i paesi che non hanno sottoscritto determinate norme. Tali disposizioni contribuiscono a scoraggiare i paesi dal trarre benefici senza partecipare allo sforzo comune.

Non è giunta inattesa la dichiarazione di Connie Hedegaard, commissario per l'azione per il clima: «Questo approccio si è rivelato efficace e il mondo potrebbe anche prenderlo in considerazione nel redigere il nuovo accordo sul clima».

 

Dettagli

Data di pubblicazione
Autore
Direzione generale dell’Ambiente

Link correlati