Ambiente

Gli investitori valuteranno il rischio climatico in Francia

30/05/2016
Investors to assess climate risk in France

Sempre più spesso le grandi imprese sono obbligate a presentare relazioni sulle emissioni di gas a effetto serra e gli altri impatti ambientali che producono. Tuttavia, la Francia, che ha di recente modificato la legge sulla transizione energetica, è il primo paese a introdurre a carico degli investitori l’obbligo di presentare relazioni sul clima, sebbene idee analoghe siano state considerate anche dalla Svezia. La norma francese si applica agli investitori il cui stato patrimoniale ammonti ad almeno 500 milioni di EUR, che dovranno consegnare le loro prime relazioni, relative all’anno 2016, entro giugno 2017.

In un rapporto di novembre 2015, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ha osservato che solo cinque paesi del G20 (Argentina, India, Indonesia, Russia e Arabia Saudita) non prevedono alcun tipo di meccanismo che imponga alle imprese l'obbligo di presentare relazioni sul clima[1], che contribuiscono a controllare l’impronta ecologica prodotta e rappresentano il primo passo verso prestazioni ambientali migliori.

A ogni modo, sinora gli investitori che finanziano le suddette imprese non sono stati soggetti a obblighi di relazione sui rischi climatici a cui sono esposti. In mancanza di relazioni obbligatorie, gli investitori quali i fondi pensionistici e le società di assicurazioni sulla vita possono ricorrere a norme volontarie per quantificare i rischi climatici nei loro portafogli e interrompere gli investimenti in società che potrebbero subire perdite nel passaggio a un’economia a basso tenore di carbonio.

Gestire i rischi finanziari legati al cambiamento climatico

A luglio 2015 i legislatori francesi hanno introdotto una modifica alla legge nazionale sulla transizione energetica che impone ai grandi investitori comunicazioni annuali in cui si indichi:

  • la misura in cui hanno integrato considerazioni ambientali, in particolare connesse al clima, nelle politiche degli investimenti
  • le emissioni di gas a effetto serra rappresentate dai loro investimenti
  • il loro contributo al raggiungimento degli obiettivi climatici francesi e internazionali
  • il valore dei rischi finanziari che affrontano a causa del cambiamento climatico.

La decarbonizzazione dei portafogli degli investitori è sempre più spesso ritenuta determinante nello sforzo collettivo per la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra e per la gestione dei rischi finanziari legati al cambiamento climatico. La Portfolio Decarbonisation Coalition, che riunisce gli investitori con il sostegno dell’Iniziativa finanziaria del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, giudica l’idea francese pionieristica.

In un rapporto di novembre 2015[2], parzialmente finanziato da un progetto del programma Orizzonte 2020 dell’Unione europea (SEI Metrics), la Portfolio Decarbonisation Coalition ha stimato che i grandi investitori francesi detengono oltre 2 000 miliardi di EUR di patrimonio e che le loro comunicazioni obbligatorie «accresceranno sensibilmente la domanda di metriche climatiche» e contribuiranno a «definire lo standard internazionale», agevolando l’adozione di norme analoghe da parte degli altri paesi.

Per saperne di più:

Legge francese sulla transizione energetica (vedi art. 173 per le disposizioni sulle comunicazioni da parte degli investitori): http://www.developpement-durable.gouv.fr/IMG/pdf/joe_20150818_0189_0001_1_-3.pdf

Portfolio Decarbonisation Coalition: http://unepfi.org/pdc/

Progetto SEI Metrics: http://2degrees-investing.org