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La Commissione europea promuove un kit per l'acquacoltura nelle scuole durante la "Settimana verde" di Berlino

La Commissione europea promuove un kit per l'acquacoltura nelle scuole durante la "Settimana verde" di Berlino

Lo sapevate che i prodotti dell'acquacoltura rappresentano un quarto dei prodotti ittici consumati nell'UE?

Se la risposta è no, non preoccupatevi, non siete gli unici: molte persone in Europa conoscono pochissimo dell'acquacoltura. La Commissione europea sta provando a cambiare tale tendenza. Una parte importante di questo lavoro consiste nel sensibilizzare i bambini e gli adolescenti, i futuri consumatori europei di pesce e prodotti ittici.

È in tale ottica che la Commissione ha organizzato un evento di promozione il 18 gennaio di quest'anno presso la "Settimana verde" di Berlino. La Settimana verde è la più grande fiera dell'industria alimentare al mondo, e solo l'anno scorso ha attirato oltre 400 000 visitatori. In definitiva, è stata la cornice ideale per la Commissione per diffondere nel mondo l'iniziativa "#Allevato nell'UE", una campagna di promozione dell'acquacoltura rivolta agli insegnanti e agli adolescenti tra i 12 e i 18 anni.

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Nell'ambito di tale campagna, la Commissione ha elaborato una guida pratica per gli insegnanti, offrendo modi per introdurre l'acquacoltura in una serie di classi, a partire da quelle di cucina fino alle lingue straniere. Il kit è stato testato da 20 scuole in 10 Stati membri dell'UE nella prima metà del 2015, in competizione tra loro allo scopo di presentare il progetto di acquacoltura più originale.

Due scuole tedesche hanno partecipato al progetto pilota, riferendo le loro esperienze alla conferenza di Berlino. È emerso che, prima di venire coinvolti nel progetto, gli alunni non sapevano praticamente nulla di acquacoltura. Ciò è tuttavia cambiato nel corso del progetto e la Schulzentrum Geschwister Scholl di Bremerhaven ha perfino vinto il primo premio per i risultati ottenuti, divenendo motivo d'orgoglio per gli alunni partecipanti.

Come ha spiegato uno degli insegnanti: "Abbiamo deciso di presentare un libro multilingue di ricette di cucina a base di pesce, che includesse informazioni scientifiche ed economiche sull'acquacoltura. Questo ci ha consentito di lavorare con una molteplicità di materie e assieme agli alunni più giovani delle nostre scuole partner. Nella creazione del ricettario, i nostri alunni sono stati in grado di legarsi alla tradizione del settore del commercio ittico della nostra città, di scoprire le professioni scientifiche e di utilizzare le loro competenze nelle lingue straniere. Ma non solo: il premio ricevuto e il continuo interesse nel progetto da parte di altre scuole in tutta l'UE ha davvero aumentato la fiducia in loro stessi."

L'acquacoltura comprende la coltivazione di pesce d'acqua dolce e marina, molluschi, crostacei, come anche, più di recente, diversi tipi di alghe. Come ha spiegato Bernhard Feneis, presidente dell'associazione tedesca per la pesca in acqua dolce e l'acquacoltura, in Europa si utilizza tutta una serie di differenti metodi di allevamento, inclusi quelli tradizionali con corde, reti e stagni, o i più sofisticati con sistemi di riciclo dell'acqua. Circa la metà della produzione dell'UE deriva da molluschi, tra i quali le più popolari sono ostriche e cozze, mentre il pesce marino come il salmone, il branzino o l'orata, rappresenta circa un altro quarto della produzione. Il pesce d'acqua dolce, per esempio trote e carpe, rappresenta l'ultimo quarto rimanente.

Attualmente, l'acquacoltura rappresenta circa la metà dei prodotti ittici nel mondo e la percentuale è in crescita. Il potenziale di crescita nell'UE è elevato: l'UE produce meno del 2% di tutti i prodotti dell'acquacoltura a livello mondiale. Tuttavia, il pesce allevato nell'UE è conforme ad alcuni degli standard più elevati in materia di salute, sicurezza e ambiente.

Il progetto scolastico #Allevato nell'UE dimostra il lato umano del settore, il suo legame con le comunità locali e le molte opportunità di carriera. Tuttavia, mentre il kit è stato ben accolto nelle scuole, alla conferenza di Berlino vi è stato un generale consenso sulla necessità di agire ulteriormente per incoraggiare la cooperazione tra le comunità dell'istruzione e dell'acquacoltura, e di assegnare alle scuole degli esperti in materia di acquacoltura provenienti da ciascuna regione. Ottenere sostegno ulteriore su entrambi i fronti sarà essenziale per diffondere il kit scolastico in tutta Europa e garantire il maggior numero di vantaggi possibile per le scuole.

Non si tratta solamente di istruzione. Promuovere gli investimenti e stimolare la ricerca sono due modi ulteriori attraverso cui la Commissione europea sta provando a dare impulso al settore dell'acquacoltura. Nel caso della Germania, il coordinatore delle ricerche ed esperto di acquacoltura, il dott. Stefan Meyer, è intervenuto alla conferenza affermando che "l'acquacoltura è ideale per la crescita sostenibile e ci fornisce pesce e crostacei a carattere più regionale. Grazie alle nuove tecnologie e procedure di produzione, quali la tecnologia del riciclo o l'acquacoltura integrata multi-trofica, l'efficienza delle risorse dell'acquacoltura può essere incrementata e la sua "impronta" ridotta. La scienza e la ricerca apportano un contributo importante rendendo queste tecnologie disponibili nella pratica".

L'Europa è già impegnata nella ricerca d'avanguardia. Per esempio, l'UE intende investire 6 milioni di EUR nel progetto INAPRO, presentato durante l'evento dal professor Werner Kloas. INAPRO è un sistema acquaponico innovativo che combina la piscicoltura e l'allevamento di piante senza suolo, utilizzando le acque reflue dell'acquacoltura per "alimentare" le piante. Risultato: pesce e vegetali sostenibili, efficienti in termini di risorse e quasi a emissioni zero.

Nonostante tali moderne innovazioni, è utile ricordare che l'allevamento ittico di per sé non è una pratica nuova. In certe zone della Polonia, per esempio, si alleva pesce da secoli, come ha spiegato Anna Pyć, vice-presidente dell'associazione polacca degli allevatori di trote (si veda l'intervista). Tuttavia, negli ultimi anni l'acquacoltura è stata oggetto di forti critiche sulla stampa. Nell'immaginario comune, viene associata all'utilizzo diffuso di antibiotici, pesce sfuggito e contaminazione ambientale.

Questo quadro non è giustificato. Lungi dall'immagine popolare del pesce rimpinzato di antibiotici, le moderne tecniche si basano su relazioni simbiotiche tra differenti creature marine che escludono il rischio di inquinamento o l'esigenza di farmaci. Similmente, i mangimi utilizzati nell'acquacoltura sono sempre in minor misura a base di pesce selvatico, sostituito da altre risorse proteiche quali gli insetti.

La sfida attuale è spiegare gli enormi passi avanti compiuti da questo settore europeo negli ultimi vent'anni e l'importante contributo che può apportare nella ricostituzione degli stock selvatici e nella prevenzione dello sfruttamento eccessivo della pesca. L'evento di gennaio a Berlino non è sicuramente stato l'ultimo passo di questa importante campagna di sensibilizzazione!

Siete interessati a invitare un professionista del settore dell'acquacoltura nella vostra scuola o utilizzare il kit "Allevato nell'UE" per realizzare i vostri progetti scolastici? Il kit è disponibile in tutte le 24 lingue dell'UE, assieme a un elenco dei professionisti nel settore dell'acquacoltura, al seguente link: https://ec.europa.eu/fisheries/inseparable/it/farmed-eu#quicktabs-farming_in_the_eu_it=5. Inviateci i risultati dei vostri progetti all'indirizzo mail mare-communication@ec.europa.eu e li pubblicheremo sul nostro sito!

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